The Snake 12 wrote:
quindi per te Bob Dylan, che tecnicamente è una nullità (sa a malapena suonare la chitarra ed è stonato), è una merdaccia irrecuperabile ?
“Limite insormontabile" non significa "nullità". Davvero, non la intendo così. Ora mi spiego, so di essere un po’ contorto e mi scuso. “Limite insormontabile” significa che un musicista qualsiasi potrebbe fare di più, o meglio, o diversamente, mettiamola così, se avesse una tecnica maggiore. Questo “dubbio” (sul poter far meglio con più conoscenze) vale per quasi tutti i musicisti esistenti, dal più idiota degli “apprendisti” come me ai mostri sacri che quasi sempre, se autodidatti, finiscono per voler a tutti i costi farsi insegnare per bene lo strumento.
Parto dal presupposto che ogni persona ha in sé certe idee musicali, e le mette in atto come può. Ma certe altre idee le può concepire soltanto se ha strumenti tecnici/teorici nella propria mente, altrimenti queste idee sono "inconcepibili" proprio perché semplicemente derivano da "artifizi" musicali che non sono noti ad un musicista completamente sprovvisto di tecnica/teoria.
Ho anche messo tra parentesi la motivazione: “chissà, a parità di tecnica con altri musicisti, cosa potrebbe fare un mostro di composizione pura”... potrebbe fare di più, secondo me. Ed è per questo che mi ci impunto, a volte. E anche non facesse di più e tutto restasse uguale, la tecnica non ti impedirebbe comunque di fare cose semplici. E' questo il punto: chi sa fare solo cose semplici si preclude un diverso modo di creare musica, che può essere più complessa/innovativa come può non esserlo. E la libertà di scelta la ha soltanto un musicista che padroneggia il proprio strumento e lo conosce a fondo, ovvero può scegliere tra complesso, semplice & altro. Altri musicisti questa libertà non la hanno, e si rifugiano nel dire “mi basta questo”. E io non nego che sia possibile questo, anzi nei casi come Battisti, Dylan, ecc.ecc. è ovvio che quella (della semplicità) è la loro dimensione e i capolavori che creano li creano benissimo senza alcun appoggio tecnico. Ma sarebbe curioso, per me, sapere cosa sarebbero (o sarebbero stati) in grado di creare con una più ampia gamma di strumenti compositivi. Perché – secondo me - soltanto a questo serve la tecnica, a comporre in modo più vario e spaziato, ed a esprimere tutto il proprio potenziale creativo.
Davvero, non sono in polemica con gli artisti poco tecnici. Ritengo però che non sia corretto affermare che questa sia inutile e che i virtuosi siano prigionieri della loro stessa “bravura”. Sono, anzi, i non-virtuosi (forse, anzi sicuramente, più dotati di creatività) a non potersi esprimere al massimo per via di – per dirne una – qualche pregiudizio verso il rigido insegnamento di un Conservatorio.
PS. Esempio stupido, ridicolo e chiaramente estremizzato perché è impossibile trovare uno strumentista simile: se un batterista suonasse solo tempi semplici (tipo 4/4, 3/4, 2/4 ecc.), e dicesse che a lui va bene così perché riesce a suonare tutto quello che vuole, uno potrebbe suggerirgli (perché i miei discorsi sulla tecnica sono semplici suggerimenti e spunti) di provare a suonare i tempi composti (6/8, 12/8, ecc.). Ora, quel batterista potrà benissimo, una volta acquisite le nuove nozioni (che in questo caso ho volutamente estremizzato per semplicità), proseguire per la strada percorsa fino a quel momento. Ma potrebbe anche, conoscendo nuovi modi di suonare, venire stimolato e creare qualcosa che necessiti per forza di quel nuovo “artifizio” tecnico. Dico io, sarebbe stato possibile se il suddetto batterista non avesse imparato quella cosa in più? Ecco, tutto qui. Voglio una più ampia gamma di possibilità creative sapendo fare e disfare tutto quel che mi passa per la mente.
Per questo il mio professore ha giustamente riassunto così – più o meno – il corso di studi che faccio e che in genere un musicista dovrebbe fare secondo lui: “Tu hai questi libri, te li studi, ti eserciti sullo strumento, ti fai un po’ il culo a impararti certi termini teorici, ascolti tanta musica diversa, diventi sciolto, sei a tuo agio, sei autorevole e spigliato in qualunque ambiente musicale ti trovi… una volta che hai finito il corso di studi, prendi il libro e chiudilo, buttalo in cantina. Da lì comincia a trovare il tuo suono e la tua musica, perché le basi le hai”.