Lo porto io a Monaco in ginocchio!!! Palladino è stato dato in comproprietà al Genoa, manca solo l'annuncio ufficiale.White Rabbit wrote: La butto li: prendete Xabi; riuscite a scambiare Schweiny per Tiago (anche se credo vi chiederanno anche qualche milioncino, alla pari dubito si faccia) ed in quel caso avreste un giocatore che può essere l'erede di Nedved (come ruolo s'intende, la posizione è quella) e allo stesso tempo cambiare Camoranesi e all'occorrenza anche giocare dietro le punte; poi vi presentate dall'Udinese e mettete sul piatto Palladino e qualche milione per Zapata. Se riusciste potreste mettere su una squadra molto più competitiva senza grosse spese, forse vi rimarrebbe anche qualcosa per un terzino (Riise?).
EDIT: dimenticavo: l'interessamento per Aquilani potrebbe essere anche un bluff per non farsi spennare dal Liverpool per Xabi. In fondo se tu mostri di non avere alternative uno può giocare al rialzo, se invece una squadra deve far cassa, quindi deve cedere comunque, far vedere che si hanno altre possibilità può garantire più potere contrattuale.
Re: JUVENTUS F.C. - Stankovic se ne stia dov'è.
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Alpha
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
... non può piovere per sempre...
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
C'è Rampulla che sta sbandierando le tattiche di mercato juventine in diretta TV...

Con Moggi sarebbe stato possibile...
:lol2:
Paolucci non verrà riscattato, Chiellini ha pronto il rinnovo fino al 2013 e firmerà a fine europeo, Giovinco confermato, per Palladino probabile cessione a titolo definitivo... :D
Mellberg si giocherà il posto da titolare con Legrottaglie, cercano un terzino DESTRO e stanno seguendo diversi giovani in giro per l'Europa...
STRALOL.
Con Moggi sarebbe stato possibile...
Paolucci non verrà riscattato, Chiellini ha pronto il rinnovo fino al 2013 e firmerà a fine europeo, Giovinco confermato, per Palladino probabile cessione a titolo definitivo... :D
Mellberg si giocherà il posto da titolare con Legrottaglie, cercano un terzino DESTRO e stanno seguendo diversi giovani in giro per l'Europa...
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Last edited by Mahor on 11/06/2008, 23:42, edited 1 time in total.
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DROGBA86
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
Finalmente hanno capito che serve un terzino destro....con buona pace di zebina (sempre rotto) e grygera (buon gregario ma niente più).
visto che ci siamo di xabi alonso non si è parlato?
visto che ci siamo di xabi alonso non si è parlato?
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shilton
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
DROGBA86 wrote: Finalmente hanno capito che serve un terzino destro....con buona pace di zebina (sempre rotto) e grygera (buon gregario ma niente più).
visto che ci siamo di xabi alonso non si è parlato?
chi sarebbe il terzino destro??


Shilton meglio di Buffon (Pap)Raramente in vita mia ho visto dal vivo compiere interventi simili (Dazed)
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DROGBA86
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
è quello che vorrei capire anch'io....shilton wrote:
chi sarebbe il terzino destro??
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francilive
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
lo dirà la prossima puntatashilton wrote:
chi sarebbe il terzino destro??


defense is only way
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White Rabbit
Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
Infatti ho detto che si trattava di fantamercato, basandomi solo sulle voci, che presumo più inventate che reali. Anche se nel caso l'Udinese vendesse Di Natale (ipotesi non remota) offrire Palladino chiedendo Zapata non sarebbe poi così fantamercato.Mr. Clutch wrote: Il discorso non fa una piega...
Tuttavia, credo che siano più che altro chiacchere da bar, in quanto come alternative a Camoranesi e Nedved avremo Marchionni, Salihamidzic, Giovinco ed all'occorenza De Ceglie.
Se state cercando un terzino destro, sia Corvino sia Marino, due che se ne intendono, hanno parlato molto bene di Lichtsteiner, quello della Svizzera. E' l'unico terzino destro giovane dell'europeo che mi venga in mente.
- Mahor
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
No, ha detto solo, per il centrocampo, che Aquilani sarebbe un bell'acquisto.DROGBA86 wrote: visto che ci siamo di xabi alonso non si è parlato?
Ha fatto capire che si sentono coperti con De Ceglie e Molinaro, a sinistra.
Ed in mezzo con quei due a giocarsi il posto accanto a Chiellini.
Ah, e che Trezeguet non partirà.
Su Iaquinta invece non ha detto nulla, ma ha lasciato come ad intendere che potrebbe partire...
Parlava però di 5 attaccanti (come quinto considerava Giovinco)... a questo punto partisse Iaquinta arriverebbe qualcun altro...
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
intervista di luciano al sole 24 ore
Sa darsi una spiegazione per il crollo degli Azzurri nella sfida d'esordio contro l'Olanda?
«È stato un incidente di percorso grave, ma andrei piano, non darei per morta questa squadra. Siamo pur sempre i campioni del mondo in carica.Tuttavia sono stati fatti errori di valutazione: sono stati sopravvalutati alcuni giocatori e sottovalutati altri. In questo momento Gattuso non è un giocatore proponibile, non è da nazionale: è fuori condizione, sbaglia i tempi d'entrata, non riesce a rilanciare la manovra. Tenere in panchina De Rossi vuol dire rinunciare a un incontrista e allo stesso tempo a una fonte di gioco. Donadoni ha lasciato fuori il giocatore che più di tutti serviva a questa nazionale. Ma la sconfitta non è soltanto racchiusa nelle scelte del tecnico. Servono anche gli stimoli dei calciatori: al Mondiale c'era la spinta arrivata da Calciopoli, tutti volevano dimostrare il proprio valore. Qui abbiamo fatto il contrario, ci siamo presentati in campo per dimostrare a tutti che siamo i campioni del mondo. Questo c'ha tolto gli stimoli. Siamo stati travolti per novanta minuti dagli olandesi che non hanno una formazione superiore alla nostra, anche se hanno elementi molto validi come Van der Vart».
Quale formazione manderebbe in campo contro la Romania?
«Toglierei Barzagli e Materazzi cambiando quasi tutta la difesa: i due centrali che abbiamo visto contro l'Olanda in questo momento sono improponibili. Meglio Panucci e Chiellini. Inserirei De Rossi e farei giocare Del Piero al posto di Di Natale».
L'Italia sta pagando l'assenza di Totti?
«Totti pur essendo un talento non ha mai fatto grandi prestazioni con la nazionale: al mondiale tedesco abbiamo giocato con dieci uomini e mezzo».
L'intero Paese è contro il ct Donadoni: lo confermerebbe?
«Ha sbagliato formazione, ma bisogna solo aspettare. E' come le pere, quando sono mature cadono da sole...».
Chi vincerà il prossimo Europeo?
«Il Portogallo. É una squadra molto forte, ha un gioco simile a quello della Roma ma ha il vantaggio di avere giocatori di maggiore qualità e non parlo soltanto di Cristiano Ronaldo, ma ci sono anche Deco, Moutinho, Nani. Mi piace molto anche la Germania: avrei potuto prendere Podolski con meno di un milione di euro quando non lo conosceva nessuno. Non ha accettato di venire in Italia».
In Italia ha vinto l'Inter: è stato uno scudetto meritato?
«No, assolutamente. Meritava di vincere la Roma, la squadra di Moratti ha avuto tantissimi aiuti da parte degli arbitri. Con i vantaggi arbitrali che ha avuto l'Inter nell'ultimo anno, si vincono cinque scudetti di fila...».
Non ha grande considerazione dell'operato degli arbitri italiani.
«Gli arbitri si comprano da soli, se fai una buona direzione con le grandi hai la strada spianata. Gli arbitri hanno un gettone di presenza che cambia: conviene arbitrare in serie A piuttosto che in serie B. Il primo anno di Collina a capo del settore è stato un disastro».
Ancora Collina, non sarà per via della famosa partita di Perugia in cui la Juventus perse lo scudetto?
«Quando Zambrotta venne espulso in quell'acquitrino, capiì che non avremmo mai potuto ottenere un risultato positivo: ce l'avessero detto prima, non avremmo sporcato di fango la divisa da gioco».
Perchè dopo un'ora di attesa, la Juventus non salì sul pullman per tornare a Torino?
«Perchè siamo educati (e si mette a ridere...). La Juventus era vista come una società arrogante, ma ci mettevano i piedi in testa. Ed eravamo considerati una società ricca anche quando non avevamo una lira».
Ma quella di Perugia era una Juventus cotta, due settimane prima aveva perso contro il Verona già retrocesso.
«Noi eravamo cotti, ma tra essere cotti e farsi cuocere c'è una bella differenza».
Veniamo a un argomento molto attuale: cosa pensa delle intercettazioni?
«Io sono favorevole alle intercettazioni... Sono stato una vittima delle intercettazioni, manderei in galera chi le utilizza. Sarei favorevole soltanto per le cose serie, quando si parla di mafia o terrorismo, ma non per mandare i magistrati a fare passerella in tv. Mettere in piazza colloqui privati che non hanno niente a che vedere con fatti penali è una cosa vergognosa: ha ragione Berlusconi a chiedere la detenzione per chi utilizza questi mezzi. Le intercettazioni sono inaccettabili, soprattutto quando tirano in ballo aspetti personali che non hanno nulla a che vedere con le indagini. Sono cose che si possono capire soltanto quando si è tirati in ballo in prima persona. Quando ho avuto le prime avvisaglie non mi rendevo conto, poi ho vissuto un mese della mia vita terribile: per andare avanti mi sono aggrappato alla fede. La seconda serie di intercettazioni non ha motivo d'essere: io sono un libero cittadino, pago le tasse e parlo con chi voglio. Mi chiedo quanto costino allo Stato italiano queste intercettazioni: c'è qualcuno che dovrebbe vergognarsi, nessuno si vergogna, eppure sono cose che hanno fatto».
Ha mai pensato di entrare in politica?
«Qualcuno me lo ha chiesto, ma sono del parere che ognuno debba fare ciò che è capace di fare».
Ci può dire quale partito avrebbe voluto candidarla?
«Non me lo ricordo... Ho vissuto un momento di celebrità politica, come quando andai a trovare Berlusconi a Palazzo Grazioli».
Qualcuno ha sostenuto che da quell'incontro iniziarono i problemi di Moggi.
«Non ne sono sicuro, ma certamente non è stato per colpa di Berlusconi. La cosa strana è che dopo un po' è venuto fuori un bel pasticcio. C'ho riflettuto su, ma son pensieri che tengo per me. Al momento opportuno li tirerò fuori. Intanto mi sono messo dall'altra parte, provo a fare il critico: è più divertente e certamente più facile».
Se potesse tornare indietro, rifarebbe tutto ciò che ha fatto?
«Penalmente non c'è niente, non ho nulla da rimproverarmi. Tutti siamo pronti a dire più del normale, a farsi più grandi del normale. Ho fatto il "gigione" in questo senso, ma altre cose non ne ho fatte. Ho curato gli interessi della mia società, sono stato attento alla gestione, nonostante non avessimo soldi abbiamo sempre vinto, nonostante non ci desse nulla la società, la gestione è sempre stata positiva. Di più non si poteva fare. Io ho soltanto creato i presupposti per una difesa. Avevo capito, chiaro chiaro, che contro la Juventus c'era qualcosa che non funzionava. Le intercettazioni successive mi hanno dato ragione: avevo percepito certe cose, stavo appresso a delle persone per capir bene l'idea loro. Alla luce di questi fatti non avevo sbagliato».
Cosa è cambiato dopo Calciopoli?
«Niente. Lo ha detto anche Guido Rossi prima di andare via. Chi comandava prima continua a comandare anche oggi».
Quali sono i personaggi che comandano nel calcio italiano?
«Franco Carraro e Gianni Petrucci».
Quindi le banche e la politica.
«Questo lo state dicendo voi...».
Si sente il capro espiatorio di Calciopoli?
«La verità è che le intercettazioni bisogna leggerle tutte: così facendo ci si rende conto che Moggi, Giraudo e compagni erano soltanto sulla difensiva per quello che facevano altri».
A un certo punto si è addirittura iniziato a parlare di Moggiopoli. Come ha vissuto quei momenti?
«É stato un piacere perchè ho querelato tutti quelli che hanno usato questa terminologia presentando una richiesta per danni».
E quando dicevano che Moggi era il padrone del calcio?
«All'inizio godevo, successivamente mi son chiesto alcune cose, poi ho inziato a preoccuparmi: sono quelli che ti dicono bravo e ti danno le pacche sulle spalle che poi ti fanno lo sgambetto».
L'ha delusa l'atteggiamento della Juventus?
«Voi avete mai visto una persona che uccide una persona e si dichiara colpevole? La Juve si è presentata al processo chiedendo la serie B con penalizzazione. Poi ha fatto il ricorso al Tar cambiando totalmente la versione. Poi ha ritirato il ricorso al Tar. C'è un deferimento che lascia il tempo che trova: io non sono più giudicabile (dopo le dimissioni dalla Juve non è più un tesserato) e la società sembra intenzionata a percorrere la strada del patteggiamento. Patteggiamento di cosa? Non lo so. Questa è un'altra pietra miliare che si aggiunge al primo processo in cui era stata chiesta la penalizzazione. Noi, nel frattempo, siamo rimasti soli mentre il presidente della Juventus continua a dire in giro di aver vinto 29 scudetti: non si capisce bene se bisogna prendere per buona la prima o la seconda versione. la verità è che gran parte di quei trofei che stanno in bacheca sono frutto del nostro lavoro. Così come il parco giocatori che ha conquistato il terzo posto è per gran parte quello che avevamo portato noi. Non parliamo degli acquisti perchè è meglio non parlarne...».
Quindi non è Lei che fa il mercato della Juve.
«Questa la potrei considerare un'offesa. Con i soldi che la società sta mettendo a disposizione potrei vincere scudetto e Champions League per due anni di fila. Con 50-60 milioni di euro si può fare un gran mercato».
Eppure, non sempre chi vince ha ragione. Come si spiega il divorzio tra Moratti e Mancini?
«Quando un uomo che non è il presidente diventa un punto di riferimento per i media, l'azionista di riferimento si può anche innervosire e avere attacchi di gelosia. La realtà è che tra Moratti e Mancini è finito un amore. Ma i tifosi della Roma dovrebbero come minimo essere nervosi per come è andato questo campionato: andatevi a vedere Inter-Parma, Inter-Palermo, Inter-Empoli e Catania-Inter. Poi ne riparliamo».
Che idea si è fatto dell'interessamento di Soros per rilevare la Roma?
«Bisogna vedere come sta la famiglia Sensi economicamente. Secondo me, sarà difficile togliere la Roma a Sensi. Ero nella Roma, con Mezzaroma, quando Sensi iniziò quest'avventura. Mi disse: questo sarà il mio giocattolo della vecchiaia. Il presidente Sensi ha dato la vita per questo giocattolo, ha dato anche troppo. Difficilmente la Roma potrà ritrovare un presidente come Sensi».
Se domani dovesse tornare nel mondo del calcio, quale allenatore sceglierebbe?
«Uno tra Lippi, Capello e Ancelotti: sono i più bravi in circolazione. Ma vedrei anche i giocatori a disposizione e capire la dimensione della squadra che si ha in mano».
Ma in una squadra di calcio, è più importante il presidente o l'allenatore?
«Il presidente, senza dubbio».
Gli imprenditori che entrano nel mondo del calcio, ci guadagnano?
«Un presidente di calcio ci rimette, sempre. Alcuni hanno dei benefici indiretti, gli altri inevitabilmente ci perdono».
La sua figura non è amata in una città come Roma.
«Dopo Calciopoli il consenso è aumentato. Prima l'ostilità per la Juve la faceva da padrone. Appena è andato via Baldini i rapporti si sono normalizzati. Questo signore ha detto qualcosa di troppo anche in sedi non sportive: nel processo Gea ha parlato più del normale. Poi ne pagherà le conseguenze. Parlare per sentito dire come fa lui credo che sia una cosa improduttiva. Dispetti alla Roma? Ero un dirigente della Juve, facevo gli interessi della Juve».
Le polemiche di mercato non sono mai mancate: neppure con l'Inter per l'acquisto di Cannavaro.
«Era l'Inter che voleva cedere il giocatore: Carini aveva un legamento crociato malandato, eppure hanno voluto chiudere comunque la trattativa prendendo un calciatore che all'epoca non era integro. In questo modo si spiegano le mancate vittorie dell'Inter in campionato».
Ma l'Inter ha iniziato a vincere. Le dispiace?
«No. E' la conferma della bontà del mio lavoro. I loro uomini chiave sono Vieira e Ibrahimovic. E quando non hanno avuto questi due giocatori, hanno rischiato di perdere lo scudetto. Ibrahimovic è il calciatore più forte del mondo. Se la Roma avesse Ibrahimovic, o Toni, vincerebbe lo scudetto per cinque anni consecutivi. Alla Roma basterebbe uno dei due per fare il salto di qualità».
Nel suo ultimo giorno da dirigente disse che qualcuno le aveva rubato l'anima: ha focalizzato il volto di chi lo ha fatto?
«I loro volti li ho ben impressi in mente, ve l'ho già detto a voi. Prima non era facile mettere a fuoco la situazione, ora ce l'ho ben chiara».
Il calcio sta progettando stadi nuovi.
«In Italia siamo indietro, servono impianti nuovi. Ma bisogna abituare le persone a frequentare gli stadi anche nei giorni feriali. Oltre ai giocatori alla Juve abbiamo lasciato in eredità anche Mondo Juve».
Qual è stato l'affare della vita?
«Sicuramente Zidane: il Real Madrid ha sborsato 150 miliardi».
E il miglior giocatore che ha avuto alle sue dipendenze?
«Maradona resta inarrivabile».
Il giocatore che voleva acquistare ma che non è riuscito a tesserare?
«Non ce ne sono».
Kakà non lo avrebbe mai acquistato per via del nome.
«Quella era semplicemente una battuta: quando ero a Roma ci massacravano perchè avevamo comprato Pellegrini, figuratevi cosa sarebbe potuto accadere se il brasiliano fosse stato un flop...».
Alla Juve lasciò andare il francese Henry che si è rivelato un campione.
«Quando arrivò da noi era un bambino, il tecnico non lo vedeva, aveva bisogno di avere 30 metri davanti a sè per esprimersi al meglio. L'ho comprato per 20 miliardi, ho trovato chi me ne ha dati dieci in più. E con quei soldi ho comprato dall'Atalanta un certo Pippo Inzaghi...».
Ci dica un colpo che non è andato a segno.
«Avevo messo gli occhi su De Rossi e Aquilani nella trattativa che avrebbe dovuto portare Davids alla Roma. Ho chiesto 15 miliardi e i due giovani ragazzi della Primavera. Se avessi chiesto 5 miliardi in meno a quest'ora i due nazionali sarebbero due giocatori della Juventus. Quella volta ho esagerato nelle richieste».
Che ne pensa dello svincolo unilaterale consentito dall'articolo 17 della Fifa?
«É una possibilità in più per i giocatori. É una strada che percorrerei. Io ad esempio ho preso Mutu quando non lo voleva nessuno. Lo stesso Cannavaro, se non lo avessi preso io, avrebbe vissuto una seconda parte di carriera meno esaltante. nella vita bisogna anche rischiare: se fossi rimasto alla Juve, il primo giocatore che avrei preso sarebbe stato Cassano».
Chi comanda oggi nel calciomercato?
«Continuano a dettar legge quelli che comandavano anche prima: ci sono procuratori padri e procuratori figli da tutte le parti. In Italia servirebbero regole uguali per tutti. invece è uguale per alcuni e un po' meno per altri».
Chi è l'uomo più potente del calcio mondiale?
«Blatter».
Il club più blasonato del pianeta?
«E' il Real Madrid. Ma come qualità e organizzazione è il Manchester United che ha meno visibilità ma più sostanza».
Quante verità sono emerse con Calciopoli?
«La vera storia di Calciopoli è da riscrivere: almeno per il 60%».
Sa darsi una spiegazione per il crollo degli Azzurri nella sfida d'esordio contro l'Olanda?
«È stato un incidente di percorso grave, ma andrei piano, non darei per morta questa squadra. Siamo pur sempre i campioni del mondo in carica.Tuttavia sono stati fatti errori di valutazione: sono stati sopravvalutati alcuni giocatori e sottovalutati altri. In questo momento Gattuso non è un giocatore proponibile, non è da nazionale: è fuori condizione, sbaglia i tempi d'entrata, non riesce a rilanciare la manovra. Tenere in panchina De Rossi vuol dire rinunciare a un incontrista e allo stesso tempo a una fonte di gioco. Donadoni ha lasciato fuori il giocatore che più di tutti serviva a questa nazionale. Ma la sconfitta non è soltanto racchiusa nelle scelte del tecnico. Servono anche gli stimoli dei calciatori: al Mondiale c'era la spinta arrivata da Calciopoli, tutti volevano dimostrare il proprio valore. Qui abbiamo fatto il contrario, ci siamo presentati in campo per dimostrare a tutti che siamo i campioni del mondo. Questo c'ha tolto gli stimoli. Siamo stati travolti per novanta minuti dagli olandesi che non hanno una formazione superiore alla nostra, anche se hanno elementi molto validi come Van der Vart».
Quale formazione manderebbe in campo contro la Romania?
«Toglierei Barzagli e Materazzi cambiando quasi tutta la difesa: i due centrali che abbiamo visto contro l'Olanda in questo momento sono improponibili. Meglio Panucci e Chiellini. Inserirei De Rossi e farei giocare Del Piero al posto di Di Natale».
L'Italia sta pagando l'assenza di Totti?
«Totti pur essendo un talento non ha mai fatto grandi prestazioni con la nazionale: al mondiale tedesco abbiamo giocato con dieci uomini e mezzo».
L'intero Paese è contro il ct Donadoni: lo confermerebbe?
«Ha sbagliato formazione, ma bisogna solo aspettare. E' come le pere, quando sono mature cadono da sole...».
Chi vincerà il prossimo Europeo?
«Il Portogallo. É una squadra molto forte, ha un gioco simile a quello della Roma ma ha il vantaggio di avere giocatori di maggiore qualità e non parlo soltanto di Cristiano Ronaldo, ma ci sono anche Deco, Moutinho, Nani. Mi piace molto anche la Germania: avrei potuto prendere Podolski con meno di un milione di euro quando non lo conosceva nessuno. Non ha accettato di venire in Italia».
In Italia ha vinto l'Inter: è stato uno scudetto meritato?
«No, assolutamente. Meritava di vincere la Roma, la squadra di Moratti ha avuto tantissimi aiuti da parte degli arbitri. Con i vantaggi arbitrali che ha avuto l'Inter nell'ultimo anno, si vincono cinque scudetti di fila...».
Non ha grande considerazione dell'operato degli arbitri italiani.
«Gli arbitri si comprano da soli, se fai una buona direzione con le grandi hai la strada spianata. Gli arbitri hanno un gettone di presenza che cambia: conviene arbitrare in serie A piuttosto che in serie B. Il primo anno di Collina a capo del settore è stato un disastro».
Ancora Collina, non sarà per via della famosa partita di Perugia in cui la Juventus perse lo scudetto?
«Quando Zambrotta venne espulso in quell'acquitrino, capiì che non avremmo mai potuto ottenere un risultato positivo: ce l'avessero detto prima, non avremmo sporcato di fango la divisa da gioco».
Perchè dopo un'ora di attesa, la Juventus non salì sul pullman per tornare a Torino?
«Perchè siamo educati (e si mette a ridere...). La Juventus era vista come una società arrogante, ma ci mettevano i piedi in testa. Ed eravamo considerati una società ricca anche quando non avevamo una lira».
Ma quella di Perugia era una Juventus cotta, due settimane prima aveva perso contro il Verona già retrocesso.
«Noi eravamo cotti, ma tra essere cotti e farsi cuocere c'è una bella differenza».
Veniamo a un argomento molto attuale: cosa pensa delle intercettazioni?
«Io sono favorevole alle intercettazioni... Sono stato una vittima delle intercettazioni, manderei in galera chi le utilizza. Sarei favorevole soltanto per le cose serie, quando si parla di mafia o terrorismo, ma non per mandare i magistrati a fare passerella in tv. Mettere in piazza colloqui privati che non hanno niente a che vedere con fatti penali è una cosa vergognosa: ha ragione Berlusconi a chiedere la detenzione per chi utilizza questi mezzi. Le intercettazioni sono inaccettabili, soprattutto quando tirano in ballo aspetti personali che non hanno nulla a che vedere con le indagini. Sono cose che si possono capire soltanto quando si è tirati in ballo in prima persona. Quando ho avuto le prime avvisaglie non mi rendevo conto, poi ho vissuto un mese della mia vita terribile: per andare avanti mi sono aggrappato alla fede. La seconda serie di intercettazioni non ha motivo d'essere: io sono un libero cittadino, pago le tasse e parlo con chi voglio. Mi chiedo quanto costino allo Stato italiano queste intercettazioni: c'è qualcuno che dovrebbe vergognarsi, nessuno si vergogna, eppure sono cose che hanno fatto».
Ha mai pensato di entrare in politica?
«Qualcuno me lo ha chiesto, ma sono del parere che ognuno debba fare ciò che è capace di fare».
Ci può dire quale partito avrebbe voluto candidarla?
«Non me lo ricordo... Ho vissuto un momento di celebrità politica, come quando andai a trovare Berlusconi a Palazzo Grazioli».
Qualcuno ha sostenuto che da quell'incontro iniziarono i problemi di Moggi.
«Non ne sono sicuro, ma certamente non è stato per colpa di Berlusconi. La cosa strana è che dopo un po' è venuto fuori un bel pasticcio. C'ho riflettuto su, ma son pensieri che tengo per me. Al momento opportuno li tirerò fuori. Intanto mi sono messo dall'altra parte, provo a fare il critico: è più divertente e certamente più facile».
Se potesse tornare indietro, rifarebbe tutto ciò che ha fatto?
«Penalmente non c'è niente, non ho nulla da rimproverarmi. Tutti siamo pronti a dire più del normale, a farsi più grandi del normale. Ho fatto il "gigione" in questo senso, ma altre cose non ne ho fatte. Ho curato gli interessi della mia società, sono stato attento alla gestione, nonostante non avessimo soldi abbiamo sempre vinto, nonostante non ci desse nulla la società, la gestione è sempre stata positiva. Di più non si poteva fare. Io ho soltanto creato i presupposti per una difesa. Avevo capito, chiaro chiaro, che contro la Juventus c'era qualcosa che non funzionava. Le intercettazioni successive mi hanno dato ragione: avevo percepito certe cose, stavo appresso a delle persone per capir bene l'idea loro. Alla luce di questi fatti non avevo sbagliato».
Cosa è cambiato dopo Calciopoli?
«Niente. Lo ha detto anche Guido Rossi prima di andare via. Chi comandava prima continua a comandare anche oggi».
Quali sono i personaggi che comandano nel calcio italiano?
«Franco Carraro e Gianni Petrucci».
Quindi le banche e la politica.
«Questo lo state dicendo voi...».
Si sente il capro espiatorio di Calciopoli?
«La verità è che le intercettazioni bisogna leggerle tutte: così facendo ci si rende conto che Moggi, Giraudo e compagni erano soltanto sulla difensiva per quello che facevano altri».
A un certo punto si è addirittura iniziato a parlare di Moggiopoli. Come ha vissuto quei momenti?
«É stato un piacere perchè ho querelato tutti quelli che hanno usato questa terminologia presentando una richiesta per danni».
E quando dicevano che Moggi era il padrone del calcio?
«All'inizio godevo, successivamente mi son chiesto alcune cose, poi ho inziato a preoccuparmi: sono quelli che ti dicono bravo e ti danno le pacche sulle spalle che poi ti fanno lo sgambetto».
L'ha delusa l'atteggiamento della Juventus?
«Voi avete mai visto una persona che uccide una persona e si dichiara colpevole? La Juve si è presentata al processo chiedendo la serie B con penalizzazione. Poi ha fatto il ricorso al Tar cambiando totalmente la versione. Poi ha ritirato il ricorso al Tar. C'è un deferimento che lascia il tempo che trova: io non sono più giudicabile (dopo le dimissioni dalla Juve non è più un tesserato) e la società sembra intenzionata a percorrere la strada del patteggiamento. Patteggiamento di cosa? Non lo so. Questa è un'altra pietra miliare che si aggiunge al primo processo in cui era stata chiesta la penalizzazione. Noi, nel frattempo, siamo rimasti soli mentre il presidente della Juventus continua a dire in giro di aver vinto 29 scudetti: non si capisce bene se bisogna prendere per buona la prima o la seconda versione. la verità è che gran parte di quei trofei che stanno in bacheca sono frutto del nostro lavoro. Così come il parco giocatori che ha conquistato il terzo posto è per gran parte quello che avevamo portato noi. Non parliamo degli acquisti perchè è meglio non parlarne...».
Quindi non è Lei che fa il mercato della Juve.
«Questa la potrei considerare un'offesa. Con i soldi che la società sta mettendo a disposizione potrei vincere scudetto e Champions League per due anni di fila. Con 50-60 milioni di euro si può fare un gran mercato».
Eppure, non sempre chi vince ha ragione. Come si spiega il divorzio tra Moratti e Mancini?
«Quando un uomo che non è il presidente diventa un punto di riferimento per i media, l'azionista di riferimento si può anche innervosire e avere attacchi di gelosia. La realtà è che tra Moratti e Mancini è finito un amore. Ma i tifosi della Roma dovrebbero come minimo essere nervosi per come è andato questo campionato: andatevi a vedere Inter-Parma, Inter-Palermo, Inter-Empoli e Catania-Inter. Poi ne riparliamo».
Che idea si è fatto dell'interessamento di Soros per rilevare la Roma?
«Bisogna vedere come sta la famiglia Sensi economicamente. Secondo me, sarà difficile togliere la Roma a Sensi. Ero nella Roma, con Mezzaroma, quando Sensi iniziò quest'avventura. Mi disse: questo sarà il mio giocattolo della vecchiaia. Il presidente Sensi ha dato la vita per questo giocattolo, ha dato anche troppo. Difficilmente la Roma potrà ritrovare un presidente come Sensi».
Se domani dovesse tornare nel mondo del calcio, quale allenatore sceglierebbe?
«Uno tra Lippi, Capello e Ancelotti: sono i più bravi in circolazione. Ma vedrei anche i giocatori a disposizione e capire la dimensione della squadra che si ha in mano».
Ma in una squadra di calcio, è più importante il presidente o l'allenatore?
«Il presidente, senza dubbio».
Gli imprenditori che entrano nel mondo del calcio, ci guadagnano?
«Un presidente di calcio ci rimette, sempre. Alcuni hanno dei benefici indiretti, gli altri inevitabilmente ci perdono».
La sua figura non è amata in una città come Roma.
«Dopo Calciopoli il consenso è aumentato. Prima l'ostilità per la Juve la faceva da padrone. Appena è andato via Baldini i rapporti si sono normalizzati. Questo signore ha detto qualcosa di troppo anche in sedi non sportive: nel processo Gea ha parlato più del normale. Poi ne pagherà le conseguenze. Parlare per sentito dire come fa lui credo che sia una cosa improduttiva. Dispetti alla Roma? Ero un dirigente della Juve, facevo gli interessi della Juve».
Le polemiche di mercato non sono mai mancate: neppure con l'Inter per l'acquisto di Cannavaro.
«Era l'Inter che voleva cedere il giocatore: Carini aveva un legamento crociato malandato, eppure hanno voluto chiudere comunque la trattativa prendendo un calciatore che all'epoca non era integro. In questo modo si spiegano le mancate vittorie dell'Inter in campionato».
Ma l'Inter ha iniziato a vincere. Le dispiace?
«No. E' la conferma della bontà del mio lavoro. I loro uomini chiave sono Vieira e Ibrahimovic. E quando non hanno avuto questi due giocatori, hanno rischiato di perdere lo scudetto. Ibrahimovic è il calciatore più forte del mondo. Se la Roma avesse Ibrahimovic, o Toni, vincerebbe lo scudetto per cinque anni consecutivi. Alla Roma basterebbe uno dei due per fare il salto di qualità».
Nel suo ultimo giorno da dirigente disse che qualcuno le aveva rubato l'anima: ha focalizzato il volto di chi lo ha fatto?
«I loro volti li ho ben impressi in mente, ve l'ho già detto a voi. Prima non era facile mettere a fuoco la situazione, ora ce l'ho ben chiara».
Il calcio sta progettando stadi nuovi.
«In Italia siamo indietro, servono impianti nuovi. Ma bisogna abituare le persone a frequentare gli stadi anche nei giorni feriali. Oltre ai giocatori alla Juve abbiamo lasciato in eredità anche Mondo Juve».
Qual è stato l'affare della vita?
«Sicuramente Zidane: il Real Madrid ha sborsato 150 miliardi».
E il miglior giocatore che ha avuto alle sue dipendenze?
«Maradona resta inarrivabile».
Il giocatore che voleva acquistare ma che non è riuscito a tesserare?
«Non ce ne sono».
Kakà non lo avrebbe mai acquistato per via del nome.
«Quella era semplicemente una battuta: quando ero a Roma ci massacravano perchè avevamo comprato Pellegrini, figuratevi cosa sarebbe potuto accadere se il brasiliano fosse stato un flop...».
Alla Juve lasciò andare il francese Henry che si è rivelato un campione.
«Quando arrivò da noi era un bambino, il tecnico non lo vedeva, aveva bisogno di avere 30 metri davanti a sè per esprimersi al meglio. L'ho comprato per 20 miliardi, ho trovato chi me ne ha dati dieci in più. E con quei soldi ho comprato dall'Atalanta un certo Pippo Inzaghi...».
Ci dica un colpo che non è andato a segno.
«Avevo messo gli occhi su De Rossi e Aquilani nella trattativa che avrebbe dovuto portare Davids alla Roma. Ho chiesto 15 miliardi e i due giovani ragazzi della Primavera. Se avessi chiesto 5 miliardi in meno a quest'ora i due nazionali sarebbero due giocatori della Juventus. Quella volta ho esagerato nelle richieste».
Che ne pensa dello svincolo unilaterale consentito dall'articolo 17 della Fifa?
«É una possibilità in più per i giocatori. É una strada che percorrerei. Io ad esempio ho preso Mutu quando non lo voleva nessuno. Lo stesso Cannavaro, se non lo avessi preso io, avrebbe vissuto una seconda parte di carriera meno esaltante. nella vita bisogna anche rischiare: se fossi rimasto alla Juve, il primo giocatore che avrei preso sarebbe stato Cassano».
Chi comanda oggi nel calciomercato?
«Continuano a dettar legge quelli che comandavano anche prima: ci sono procuratori padri e procuratori figli da tutte le parti. In Italia servirebbero regole uguali per tutti. invece è uguale per alcuni e un po' meno per altri».
Chi è l'uomo più potente del calcio mondiale?
«Blatter».
Il club più blasonato del pianeta?
«E' il Real Madrid. Ma come qualità e organizzazione è il Manchester United che ha meno visibilità ma più sostanza».
Quante verità sono emerse con Calciopoli?
«La vera storia di Calciopoli è da riscrivere: almeno per il 60%».

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Gilbertology
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
Sopprimetelo.
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Reverend_Goldberg
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
Inzaghi è arrivato alla Juve un anno prima di Henry.Alla Juve lasciò andare il francese Henry che si è rivelato un campione.
«Quando arrivò da noi era un bambino, il tecnico non lo vedeva, aveva bisogno di avere 30 metri davanti a sè per esprimersi al meglio. L'ho comprato per 20 miliardi, ho trovato chi me ne ha dati dieci in più. E con quei soldi ho comprato dall'Atalanta un certo Pippo Inzaghi...».
Inizia a perdere la memoria.

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vittoliam
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
noto con piacere che, oltre all'anima ,gli hanno ucciso pure il cervello.
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NckRm
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
Il pagamento per Inzaghi fu ritardato di due anni, proprio l'anno della cessione di henry. Il prezzo del cartellino di Inzaghi non era fisso, ma aveva vari premi in campionato (credo gol) in base ai quali sarebbe aumentato il prezzo del cartellino stesso.
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Reverend_Goldberg
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
Non ricordo, ma ti credo. Però, Inzaghi non era dell'Atalanta (al massimo poteva essere in comproprietà) ma del Parma.NckRm wrote: Il pagamento per Inzaghi fu ritardato di due anni, proprio l'anno della cessione di henry. Il prezzo del cartellino di Inzaghi non era fisso, ma aveva vari premi in campionato (credo gol) in base ai quali sarebbe aumentato il prezzo del cartellino stesso.
Come funzionava, i gol fatti nelle giornate pari erano in favorel dell'Atalanta, quelli dispari del Parma?

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NckRm
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Re: JUVENTUS F.C. - Waiting for Xabi Alonso
Questo non te lo so direReverend_Goldberg wrote: Non ricordo, ma ti credo. Però, Inzaghi non era dell'Atalanta (al massimo poteva essere in comproprietà) ma del Parma.
Come funzionava, i gol fatti nelle giornate pari erano in favorel dell'Atalanta, quelli dispari del Parma?
C'è anche il caso che Moggi abbia detto una minchiata eh, mica è il vangelo. Però sul fatto che inzaghi non fu pagato nell'immediato ne sono praticamente certo.