torrisone wrote:
In sintesi: c'è una coalizione che dovrebbe rappresentarmi (nominalmente) ma che alla fin della fiera non fa molto per convincermi. (tra programmi IMHO non totalmente compatibili con il mio pensiero ed alleanze per me indigeste). Poi c'è un movimento che su 3-4 temi per me importanti se non fondamentali condivide il mio pensiero. La coalizione perde e ovviamente devo sentirmi in colpa io perchè "non sono andato io da loro nonostante tutto visto che il rischio era che vincessero gli altri".
Sono ragionamenti che a fatica accetto su scala più vasta (nazionale) ma sul territorio (dalle Regionali in giù) voglio votare chi mi aggrada, non scendere a compromessi. E con 10.000 voti di scarto a fronte di 1.300.000 astenuti poi sentirmi dire il giorno dopo (da loro più che da te, sia charo) che "han perso per colpa mia" mi fa pure discretamente incazzare arrabbiare (sennò fomento la politica del vaffa).
parto dall'ultima frase: è vero nella sostanza. Perchè tu rappresenti la prova tangibile di un voto "disperso" nel cavalcare una protesta che, in un sistema elettorale maggioritario a turno unico, ha valenza quasi nulla.
Ora in consiglio regionale ci sarà un rappresentante del suo movimento che porterà a cosa? Nulla. Il sistema elettorale maggioritario prevede la logica dell’accorpamento, della condivisione, del riunire. Lui ha voluto dividere per far vedere che ce l’ha duro. Perfetto. Ora che c’è l’ha fatto vedere CONCRETAMENTE che risposte può dare al suo elettorato? Nessuna.
Si è voluto collocare come alternativo, anzi in contrapposizione, al centro sinistra ottenendo di fatto la legittimazione del centro destra. Com’era quel concetto sul tagliarsi i coglioni per far dispiacere alla moglie?
Perchè Grillo pesca i suoi voti a piene mani nell'elettorato di sinistra. La sua "politica" è frontale contro il PD. Abbastanza lampante in merito è il post presente nella sua home page, oggi...
Mezzo milione di italiani ha votato per il MoVimento 5 Stelle (... in sole cinque regioni). Hanno votato molti giovani che erano disinteressati della gestione della cosa pubblica. E' l'inizio di un percorso.
Il MoVimento si è inserito in una partita tra bari, in cui la combine elettorale era preparata a tavolino. Pdl e Pdmenoelle si spartiscono da 15 anni le zone di influenza del Paese e la gestione degli appalti. Il popolo sovrano non ha scelta, o vota uno, o vota l'altro, senza conoscere le logiche spartitorie sottostanti. La prova provata dell'inciucio è nella scelta dei candidati regionali da parte di D'Alema (Bersani è solo il suo portavoce, sempre più afono). Solo i nomi richiamano le sconfitte di Canne, Waterloo, della foresta di Teutoburgo e di Caporetto. Scegliere Loiero in Calabria, Megaloman De Luca in Campania, e l'ectoplasma Penati in Lombardia è stato come salire su un ring con il braccio destro legato dietro alla schiena. Delle due l'una: o la direzione pdimenoellina è costituita da tafazzi masochisti, o è stato un voto di scambio a livello regionale. Il Pdmenoelle aveva già perso alla presentazione delle liste. La stessa scelta di Boccia in Puglia era un immenso favore al centrodestra, senza le primarie vinte da Vendola, il Pdmenoelle avrebbe perso anche quella regione. E' stato un negoziato, con il Piemonte assegnato al Pdmenoelle e l'unica incognita del Lazio in cui, senza la mancata presentazione delle liste del Pdl, la Polverini avrebbe stracciato la Bonino.
Bersani ha dichiarato: "L'inversione di tendenza c'è tutta, si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni”. Rimuovetelo al più presto da segretario, delira, come ha delirato sulla TAV, sugli inceneritori, sulla gestione pubblica dell'acqua. Il MoVimento non ha avuto nessuna copertura da parte dei telegiornali della RAI: Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews24 (dati Agcom). Per la maggioranza degli italiani non è esistito. Ora esiste, ha un programma, 60.000 iscritti, consiglieri regionali sicuramente in Piemonte e in Emilia Romagna. E' un MoVimento di proposte, con un Programma, di giovani, di condivisione, di incensurati. Non è di destra, né di sinistra: è avanti. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene): Noi neppure.
Post farcito di cazzate e luoghi comuni (accordi sottobanco, Penati, la Bresso), con un sostanziale unico bersaglio. Bersaglio che vuole scalfire per attinge consenso al suo movimento.
Tu parli del programma di grillo e di punti condivisi. Mi sono andato a leggere il programma. Programma affascinante, rivoluzionario, anche condivisibile su molti punti, persino superiore al modello scandinavo (che nel welfare è il top a livello mondiale) ma possibilità pratiche di attuazione di questo manifesto nel contesto italiano del marzo 2010? No perchè non è molto difficile fare fotocopie di un modello immaginario e distribuirle al cittadino per reali ed attuabili sapendo chiaramente che nessuno poi te ne verrà a chieder conto... nessuno te ne verrà a chider conto perchè appunto non avrai mai la possibilità di trovarti nella situazione di doverti confrontare con la realtà.
E la realtà parla di 1 milione di problemi a monte da risolvere prima di poter importare quei modelli. Primo fa tutti, ancora più a monte, sopra ancora il monviso... la mentalità delle persone. Della maggioranza. La metalità che porta l'italia ad avere ¼ (dicono) dell'economia nazionale nascosta al fisco, dell'evasione fiscale diffusa, del lavoro nero, del cancro tutto italiano (nelle dimensioni) della criminalità organizzata, del non senso (o poco) civico diffuso, del
le cose vanno fatte ma non vicino a casa mia, etc...
Grillo è un comico, fa demagogia, promette un mondo "bello, pulito e funzionale" senza avere la ben che minima idea o possibilità di dar seguito nella realtà a quel che dice. Per certi aspetti è un berlusconi più "simpatico". Persiono più eccessivo, su certi aspetti. Slogan, slogan... e poi?
Ti porto l'esempio citato prima, dei notav. il suo grosso serbatoio di voti in piemonte è stata la val di susa. Dove il suo "giochino" è stato andare a proporsi come portavoce del movimento. Movimento che fa capo al concetto espresso prima:
le cose vanno fatte ma non a casa mia. Perchè pro tav sono sia Cota che la Bresso. Facile no?
Stesso giochino propagandistico che fece la Lega ai tempi della privatizzazione di Alitalia con i picchetti a Malpensa. Cavalcare la protesta per fingersi tutori delle minoranze senza però affrontare la realtà dei problemi che stanno dietro, senza quindi produrre soluzioni concrete, reali, ragionevoli.
Poi, sia chiaro, si può discutere di tutto e tutti, della classe dirigente del Pd, del perché la Lega raccoglie i voti che una volta erano del PCI (oltre all’abbandono, cosa vera, di una radicamento capillare, oltre ai canali di comunicazione non più appropriati, etc…. può essere che i temi cari a quella fetta di elettorato (sicurezza, immigrazione, tasse, etc…) ora non siano “propriamente” di sinistra?) ma da qui ad affidare le proprie speranze a Grillo… scusami ma credo sia un segno grosso ed ulteriore di decadimento strutturale.