The Snake 12 wrote:
E poi parli di "caratteristiche riconosciute". Ma riconosciute da chi ? Da un comitato internazionale ? Dall'ONU ? Dalla massoneria ? Dal consiglio dei sette saggi ? Da Biancaneve e i sette nani ? Andiamo... :D
Beh di un genere come il pop si riconosce una certa durata delle canzoni, una certa struttura e un certo modo di comporre le stesse. Nonché un certo scopo che viene tenuto ben presente durante tutta la composizione. Almeno, nel pop
comune. Se poi non lo riconosci, boh. Io studio in una scuola di musica e pensavo che il mio prof (un turnista) qualcosa avesse imparato, e mi ha insegnato certe cose... lui è uno che ascolta il pop (sì, i generi esistono e si possono catalogare, che ti piaccia o no è un dato di fatto). Stranamente, però, come me, non gli va giù il pop che imperversa su MTV. Ma qua per difendere le cause perse si va a elogiare Ferro, Jovanotti e Happy Hour di Ligabue. Se poi ritieni che sia offensivo dire che il pop è un genere in cui le canzoni durano mediamente poco e sono mediamente molto semplici, questo non è un problema mio: perché per me è una mera constatazione (e nemmeno negativa!). (Ripeto per i distratti: io compongo POP, prevalentemente.)
Ma pare che frog e tu abbiate fatto finta di non aver letto questo:
"Il problema è che come notava L-Magic, se non se ne fossero accorti gli altri (forse perché non giovani come noi che ci dobbiamo sorbire dagli amici tonnellate di merda fatta musica), il pop attuale è 90 su 100 Tiziano Ferro, e non 1 su 100. E’ Tiziano Ferro, è Umbrella, è Pop-porno, è tutte queste “canzoni” create a tavolino per intrattenere il pubblico. Il pubblico (soldi) che diventa l’UNICO scopo dell’artista pop.”
Beh, io sono snob perché faccio notare una certa tendenza della musica che va per la maggiore adesso. Cacchio, è un peccato. Vado a gustarmi “mi sento scossa, agitata-a agitata-a”, adesso, e a farmi una cultura. :lol2:
Frog scrive:
frog wrote:
[…] invece di cercare di capire perchè piace un certo tipo di musica e piace meno altra, risolve il problema dividendo il mondo in musicisti buoni e cattivi […]
[…] etichettando chi non condivide quel pensiero come popolo bue e immeritevole della loro somma guida […]
Ma io so benissimo perché piace. Non c’è bisogno di un astrofisico per capirlo. In più, non ho diviso il mondo in musicisti buoni e cattivi. Poi ovviamente, se proprio va diviso il mondo in bene e male concedimi che i musicisti “cattivi” siano quelli da MTV, macchine da soldi le cui canzoni sono create a tavolino. Ma non penso che ci sia molto da contestare in questo caso.
Io me la prendo con quella fetta minuscola (come qualità) della musica pop che però è la più grossa fetta come ascolti. Non è colpa mia se i tormentoni esistono, e se il pop attuale è in larga parte rappresentato da questi. Perché i tormentoni esistono, non so se voi 20-30enni ci avete a che fare, ma a me tocca sorbirli 24 ore su 24 in qualsiasi ambiente.
Toni Monroe wrote:
Ma un discorso generale sul fatto che i soldi diventano troppo importanti lo posso/possiamo anche accettare. Immagino che la questione sia nata da un diverso modo di intendere il genere pop. Tu ne hai evidenziato i difetti facendo alla fine quasi coincidere il termine pop con quei difetti che elencavi, salvo eccezioni. Se penso alle boy band e al fatto che quello può esser considerato pop allora dovrei dire che il pop fa schifo, poi mi ricordo che nel genere rientrano -inevitabilmente- un sacco di altre cose e allora mi viene naturale esprimere dissenso ai vari cantanti/gruppi e non a tutto un genere.
Allora, ripeto visto che evidentemente non si vuol capire anche la mia correzione nel terzo post: mi riferisco al pop di adesso, quello che circola su MTV. Quello di Tiziano Ferro (sì, frog, “notizia è l’anagramma del mio nome” non è accettabile, ascoltati quella canzone che ha un testo più o meno non-sense), di Britney Spears, di Paola e Chiara, dei Gazosa, dei Finley (non suonano né punk né rock), dei Sonohra, dei Dari… a
QUELLO, mi riferisco. Non mi pare così complicato da capire. Chi si sognerebbe mai di dire che Beatles, Jackson e compagnia cantante sono rappresentanti/iniziatori di un genere di merda? Più che altro, e questo continuo a sostenerlo, il pop
attuale – quello che va per la maggiore – è un genere di merda, ma è colpa degli interpreti che ne esasperano i limiti! Come è colpa di certi metallari pazzoidi se il genere metal sembra un genere facilmente associabile a rumore/virtuosismo senza senso!
E ripeto, forse voi siete troppo “vecchi”, ma io che non ho nemmeno 18 anni mi sorbisco – forzatamente - il pop che si sente davvero in giro: e sono le canzoni da “una comparsa in hit parade” e poi l’artista viene buttato via da chi gli ha fatto il favore di fargli assaporare il successo.
Che poi davvero, devo chiarire la mia posizione. A me il pop, se fatto con “coscienza” e non con le S barrate sugli occhi tipo Paperone (non l’utente :D), piace davvero.
Certo, la durata/complessità media di una canzone pop potrebbe far storcere il naso ad uno che ascolta solo prog (e non è il mio caso), ma c’è da dire che proprio la componente intrinseca di facile “ascoltabilità” è tutto fuorché un fattore negativo, se usata con parsimonia e non messa al centro di tutte le composizioni. E compensa ampiamente la – a volte – troppo “tirata via” fase compositiva.
Comunque Snake, se per “etichetta” ti riferisci al classificare un artista come appartenente ad uno o più generi, vai “leggermente” controcorrente! Tutti i musicisti (e non i critici) lo fanno, è una convenzione ed è giustissimo che sia così. Sarebbe snob pretendere di dividere la musica, anziché in generi facilmente individuabili, in “musica buona” e “musica cattiva”. Distinzione che personalmente non mi sento di fare sempre e comunque.
Riguardo invece alla questione tecnica io non ci starei troppo su: estrapolata dal contesto è una dote inutile… anche se per chi non ce l’ha è un limite pressoché insormontabile, non colmabile con la sola abilità compositiva (chissà, a parità di tecnica, un mostro compositivo cosa potrebbe inventarsi). E non a caso i conservatori e tutte le scuole di musica consigliano di imparare le “basi” tecniche della musica (anche teoriche) lasciando da parte lo snobismo scontato del “sì vabè ma conta saper comporre”. La tecnica è soltanto uno strumento per liberare la propria creatività, ma è indispensabile.
Riguardo, infine, al giudizio che diamo sulla cadenza annuale/quinquennale/ecc. dei dischi, per me – personalmente - non fa molta importanza. Vedendo poi che cagate stanno tirando fuori i Dream Theater per questa routine di Tour Mondiale/Disco/DVD Live e così daccapo… preferirei una “meditazione” più lunga sui CD. Ma sempre meglio così che una canzonetta e poi chi s’è visto s’è visto.