SafeBet wrote:
No, significa che non credo che un governo di centrosinistra possa effettuare dei cambiamenti tali da rendere il mondo intorno a me migliore di quello che è attualmente, stante i valori che io riconosco principali nella mia personale visione del mondo. Probabilmente sono diversi dai tuoi. Io il centro sinistra al governo ce l'ho visto, avendolo votato, e non ha fatto una legge degna di questo nome per gestire l'immigrazione, né attuato politiche per i migranti credibili. In più non ha mai messo in discussione il dogma della crescita e dello sviluppo, sostenendo il neo-liberismo (edulcorato, certo, perché di sinistra :roll: ) come unica via economica percorribile nel ventunesimo secolo.
Io ho bisogno di un cambiamento. Ne ho bisogno molto più di te, credo. E' proprio per questo che me ne frego se al governo ci stanno questi o quelli. Nessuno dei due è in grado di apportare un cambiamento significativo per quanto mi riguarda.
Evidentemente significa che me lo posso permettere. Sarò un narcisista. E voi elettori del PD molto maturi.
E' questo il punto. Scalfari, e forse anche tu a questo punto, dà per scontato che il mondo si divida come il Parlamento, tra destra e sinistra. Il che, purtroppo, non è (più) vero. Questa contrapposizione è obsoleta. E io ne sono arcistufo. Non è che chi non è d'accordo con quello che il centrodestra ha fatto in questi anni, deve per forza stare nel centrosinistra. Io non rientro in nessuna di queste due categorie politiche, e non ci voglio rientrare. Mi dispiace per te, per Scalfari, per i maturi di questo mondo, anche per quelli che hanno fatto la rivoluzione francese a questo punto. Ma c'è della gente in Italia che non ritiene che il centrosinistra possa apportare alcun miglioramento (nemmeno dall'1 all'1.1) alla situazione attuale, con particolare riferimento ai temi che ritiene più rilevanti.
Allora: in primo luogo, mi pare davvero molto difficile che non si veda nessuna differenza tra due schieramenti (lasciando perdere le contrapposizioni destra-sinistra, o anche quelle ideologiche (anche se poi mi tiri fuori l'anticapitalismo e l'uguaglianza, che una certa carica ideologica ce l'avrebbero). Chiaro che, se uno davvero non vede nessun miglioramento possibile, tanto vale che non voti. Ma mi verrebbe da dire che molto probabilmente non ha guardato abbastanza attentamente.
In secondo luogo, mi premerebbe far notare che un'ansia di cambiamento richiederebbe qualche attività seria, per arrivarci. Ora, quali sono queste attività che hanno una plausibile percentuale di riuscita, escludendo del tutto la politica istituzionale?
In terzo luogo, mi piacerebbe sottolineare come non ci siano solo i temi che uno ritiene più rilevanti: ce ne sono moltissimi altri, ed è appunto segno di maturità politica essere in grado di valutare anche in base a quelli che non si ritengono più importanti per noi, anche se non sono grandi principi ma magari cose pratiche, come la spesa pubblica, l'evasione fiscale, o cose così.
SafeBet wrote:
Opinione strettamente personale. Io non vedo grandi somiglianze storiche tra i due momenti.
Insomma. Si potrebbero elencare una tall quantità di elementi simili (nonostante i diversi momenti storici spingno molto più in favore delle differenze che delle uguaglianze) da impallidire. Puoi dirmi che il pericolo ti pare meno grave, che i risultati non sarebbero gli stessi, che il rischio è percentualmente minore. Io personalmente (questa volta, davvero) ritengo che in effetti l'Italiia sia un paese nel suo profondo non solo enon tanto di destra, ma qualunquista e prono al culto del capo e al disinteresse politico, a patto che non gli si tocchino alcune cose piccole e meschine. E invece c'è una piccola percentuale di antagonisti, che però hanno poco peso in una democrazia a suffragio universale. C'è voluta una guerra mondiale perché ci si svegliasse fuori: purtroppo gli effetti positivi in senso politico sono ormai dimenticati, e i risultati sono questi.
SafeBet wrote:
Nessuna forza politica ti sembra una risposta accettabile? E' proprio per questo che alcuni non votano, mi pare ovvio.
D'altronde non mi pare che l'anticapitalismo e l'uguaglianza (intesa come principio base di un sistema sociale) siano i valori cardine di alcun raggrupamento politico esistente, mentre capirai che per alcune persone possono rappresentare dei principi di riferimento eticamente ed emotivamente coinvolgenti.
Quanto al mondo dell'associazionismo, dei movimenti, della politica spontanea, ci sono sicuramente delle iniziative rappresentative in tal senso, ma cosa contano quando si va alle urne? E' politica non istituzionale, quella in cui ci si può impegnare quotidianamente. Quella che secondo te dovrebbe essere un complemente al voto utile quando si elegge. Per me è al momento, invece, l'unico modo di fare politica a mia disposizione.
Può darsi che mi trovi ai limiti dell'offensivo, ma temo a questo punto che ragioniamo su due piani troppo distanti: tu ritieni l'anticapitalismo una via percoribile, in tempi brevi. Io trovo che sia fuori dal mondo. Forse - forse, non di sicuro (ma non possiamo imbarcarci in una discussione su questo - un bell'ideale, ma totalmente irrealizzabile, almeno in tempi ragionevoli. E chiedere troppo non vuol dire avere un po', vuuol dire non avere niente e poter continuare a lamentarsi e a fare gli antagonisti: non è vero che per ottenere 10 si deve chiedere 100. Se chiedi 100, ottieni zero: devi chiedere 8, e magari così ottienni 5, ed è già qualcosa. Poi potrai chiedere ancora.
SafeBet wrote:
I punti a cui non ho risposto sono condivisi.
In postilla: sono comunque uno che predica bene e razzola malissimo. Ho votato anche stavolta, come sempre.
No, vuol dire che predichi male ma razzoli bene. Me ne compiaccio. :D