rene144 wrote:
Soprattutto se quei pochi soldi vengono usati per andare a prendere lo straniero che non ti cambia la situazione nel lungo termine, anzichè lavorare sui giovani.
Ieri chi ha battuto il walkoff per Reggio Emilia contro Nettuno? Ovviamente il suo giocatore con la BA più alta... l'unico '90 titolare della A1.
Purtroppo il nocciolo è questo, sono ormai anni che si dice, ma le società ( Paolo ha ragione ,le prime a non avere sufficente coraggio sono proprio loro,l'assurdo è che dovrebbero essere le più interessate a rompere questo circolo vizioso) non fanno niente per cambiare le cose.
Poi si trincerano dietro alla paura di vedere vanificato il lavoro delle giovanili , la paura di bruciarli...ed altre amenità.
Capita poi che causa contrazione Budget di spesa/sponsorizzazioni ,li vedi gettati in un "assurdo sbaraglio" senza pensare minimamente a tutto quanto sbandierato per anni in periodi di vacche grasse.
Si vede una quantomai pressapochistica analisi delle potenzialità dei prospetti ,l'attribuzione dei ruoli ai giovani sono più frutto dei buchi e delle situazioni di emergenza che devono tamponare,che non di una attenta osservazione delle caratteristiche tecnico/fisiche dei giocatori.
Personalmente ,mi sono sempre interessato e curato di ricevitori ....non c'è la più pallida idea di come deve essere allenato ,curato e conseguentemente individuato uno che deve fare il ricevitore.
Per anni l'unica cosa che veniva valutata era il tiro in seconda e i tempi sul tiro in seconda.
Non era un problema di alcune società ,era un problema generalizzato...per anni non siamo stati in grado di produrre il giocatore più determinante del baseball ,ci siamo affidati anche nelle categorie più basse a stranieri, a qualche miracolato frutto del lavoro di qualche vecchio istruttore (probabilmente il migliore non c'è più...tutto il bene del mondo a una persona e a un tecnico di un'altra categoria

) o al nulla (perchè se non è capace è il nulla, nulla per la difesa ,nulla per la gestione dei lanciatori,nulla per la gestione della partita.....ma abbiamo la presunzione di poter gestire la partita dai dugout ,non siamo in grado di formare un ricevitore se non un tirapalle in seconda ...e siamo in grado di gestire con il telecomando la partita dal dugout...ma non scherziamo)
La federazione deve imporre il lavoro ,ha i numeri per farlo, deve obbligare a costruire , a giocare ...a formare .
Deve valutare la scuola ,le effettive conoscenze, la motivazione degli istruttori ,la disponibiltà e la capacità comunicativa.
Va rivisto anche il metodo con cui si attribuiscono le competenze ...non mi voglio ergere a giudice ,ma la maggior parte delle persone alle quali affiderei una squadra oggi (dopo avere visto la pubblicazione delle liste...),sono tecnici di base ,quindi il livello minimo.
Chiaro che chi deve valutare la competenza , non può non essere competente o ancor peggio Giurassico...non può avere conoscenze a "macchie di leopardo"(situazione frequentissima...), possibilmente deve essere un istruttore per tecnici straniero da paesi baseballisticamente evoluti.
Poi importantissimo ,si devono imporre regole per la tutela e la crescita della scuola e del movimento interno.
Fine del ridicolo discorso degli ASI alla Norrito , massimo tre giocatori di scuola non Italiana in massima serie..lanciatori compresi (massimo uno) e a cascata massimo due in A2 (no lanciatore e ricevitore) , massimo uno in B e C (no lanciatore ,ricevitore ,interbase e esterno centro).
Atleti di scuola italiana senza limiti di impiego : tutti gli atleti italiani o stranieri che abbiano compiuto minimo tre anni consecutivi di giovanili (fino a categoria cadetti) risiedendo sul territorio nazionale.
Atleti Italiani senza limiti di impiego : tutti gli atleti che siano nati in Italia anche se non hanno fatto le giovanili ,ma che abbiano risieduto per almeno 10 anni consecutivi con la propria famiglia nel periodo fino alla maggiore età.
Facendo subito queste piccole cose ...forse fra 10 anni (non domani....) potremmo sperare di avere una scuola baseball e un movimento , non stellare, ma almeno in linea con quello che avevamo fra la fine degli anni 70 e la fine degli anni ottenta.
L'ultima volta che abbiamo visto il nostro baseball contare qualcosa.