Spree wrote:Vedi René, non se ne uscirà mai.
Vedo, purtroppo.
Bere un litro d'acqua non è servito, anzi ci ha danneggiato. La soluzione proposta? Bere DUE litri d'acqua! E se non funzionasse? Ne berremo tre!
No, sono concetti troppo inculcati e radicati. Non ne usciremo. Il problema è quando un certo tipo di pensiero entra a livello gestionale.
Altra cosa:
5 giugno:
Zoff, Burgnich, Facchetti, Bercellino, Castano, Ferrini, Domenghini, Juliano, Mazzola A., Rivera, Prati
8 giugno:
Zoff, Burgnich, Facchetti, Ferrini, Guarneri, Castano, Domenghini, Juliano, Anastasi, Lodetti, Prati (3 diversi)
10 giugno:
Zoff, Burgnich, Facchetti, Rosato, Guarneri, Salvadore, Domenghini, Mazzola A., Anastasi, De Sisti, Riva (5 diversi dalla seconda, 6 dalla prima). Burgnich, Facchetti e Domenghini gli unici position players a giocarle tutte e 3 in 5 giorni.
Gli altri? 10 su 11 uguali nella ripetizione. 2-0, nonostante le prime 2 presenze in carriera dell'inesperto Anastasi, peraltro decisivo. Vabbè dai, giusto per rimarcare che se vige il concetto di "devi tenere chi ti ha portato lì" a tutti i costi, finisci come noi stasera o come la Jugoslavia nel 1968. Cambiando i giocatori e mettendo i migliori del momento (i più freschi, nel caso) ti dai una chance. Che poi magari perdevamo 5-0 eh. Ma intanto mettevamo la squadra più adatta e non gente spompata.
E quanto POCO sopporto la cronica mancanza di fiato delle nostre squadre, manifestatasi un'altra volta qui.
Per quanto riguarda la corsa degli spagnoli: non corrono molto. Il Barcellona in Champions era regolarmente nella media. Non sarei sorpreso dallo scoprire che abbiamo corso di più noi, come nel primo girone. Col possesso palla fanno correre il pallone e gli avversari. Magari fanno uso di doping, non lo so... di sicuro vorrei vedere l'antidoping preso sul serio in Spagna (a prescindere dal calcio), ma questi dominano coi piedi, non coi muscoli. Non sono una massa di Gattuso (corridori disperati), ma gente che sa accarezzare il pallone. Ed a meno che il doping non ti dia una visione di gioco come Xavi ed Iniesta, forse la chiave è altrove.