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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 16/10/2012, 17:32
by Porsche 928
No ma si vede che ci tengono eh.
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/10/ ... la/206132/
Poi si è populisti quando si dice/scrive che "sono tutti uguali".
Sticazzi, ma M5S al 90% se questa è l'alternativa!
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 16/10/2012, 21:10
by Paperone
e quindi?
erano in 11 su quanti? perché non penso dovessero essere presenti tutti i deputati, visto che 11 è ben lontano da qualunque numero legale
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 9:53
by Spree
A proposito di insegnanti: due post dal blog - quasi sempre ottimo - di Leonardo Tondelli, che è appunto un insegnante (credo alle scuole medie), che aiutano a mettere in chiaro alcuni punti.
Strangolami un po' più forte, Ministro, non sento
Questo è un pezzo un po' diverso dagli altri in cui dico la mia opinione eccetera eccetera. È più una richiesta di aiuto.
Dunque, ieri ho letto che nel nuovo Ddl del Ministro Profumo - quindi non si sta parlando di castelli in aria, si sta parlando di un testo già scritto - l'orario di insegnamento dei docenti di ogni ordine e grado passerebbe dalle 18 alle 24 ore settimanali. Il tutto a parità di retribuzione, ovvero, ci aumentano l'orario del 33% e lo stipendio dello 0%.
Tutto questo al fine di "portare il livello di impegno dei docenti sugli standard dell'Europa occidentale" (senza però aumentare la paga sugli standard dell'Europa occidentale), e la mia richiesta di aiuto consiste appunto in questo: abitate in Europa occidentale? Sapete quante ore di lezione frontale fanno gli insegnanti colà? In realtà il conteggio è maledettamente complicato, le informazioni su internet un po' frammentarie, la cosa più comprensibile che mi hanno segnalato fin qui (grazie) risale al 2002; a quel tempo le 18 ore degli insegnanti italiani erano nella media occidentale, magari nel frattempo hanno aumentato le ore a tutti e a noi no.
Non so se valga la pena ricordare, anche stavolta, che un insegnante lavora molto più di 18 ore: quelle sono soltanto le lezioni frontali. Poi ci sono le ore di ricevimento, i consigli, le ore spese a correggere i compiti, eccetera eccetera. Parlare di 24 o di 18 ore insomma è un po' strumentale: sarebbe più onesto dire che ci si sta chiedendo di lavorare il 33% in più a parità di retribuzione. Perché se ho sei ore di lezione in più dovrò anche prepararle, e probabilmente avrò una o più classi in più, ventine di genitori in più con cui interagire in ore che non sono conteggiate, il 33% in più di compiti da correggere eccetera (naturalmente posso impegnarmi meno, correggere meno compiti, interagire meno coi genitori: forse mi si sta chiedendo questo: di aumentare la quantità e diminuire la qualità).
Poi c'è il problema delle cattedre, vale a dire dei posti di lavoro. Il ministro ha un bel da dire che vuole assumere un sacco di gente coi concorsi; se la matematica mi assiste, aumentare del 33% l'orario degli insegnanti equivale a tagliare il 33% delle cattedre. A quel punto non sono nemmeno sicuro di mantenere il mio posto (sono ancora relativamente 'giovane', e ogni volta che si tagliano le cattedre sono i più giovani che si ritrovano a spasso).
Infine, siete liberissimi di pensare che noi insegnanti lavoriamo poco; neanch'io penso di essere tra quelli che lavorano di più. Però a questo punto ho una domanda: vi viene in mente un'altra categoria qualsiasi in Italia, che di fronte alla richiesta di aumentare del 33% l'orario e la prestazione a parità di salario non marcerebbe su Palazzo Chigi coi forconi e le torce? A me no, non viene in mente. Oggi infatti sono in sciopero (nel mio giorno libero), ma vedrete che anche stavolta non saremo tantissimi. Al punto che ogni tanto mi domando cosa deve fare esattamente un ministro per farci incazzare sul serio, e non so che rispondermi. Lo jus primae noctis con i nostri figli, forse. Forse.
http://leonardo.blogspot.it/2012/10/str ... istro.html (anche i commenti sono interessanti, per vedere la disconnessione totale di due mondi - gli insegnanti e gli "altri") che è un po' emersa anche qui sul forum.
Gli invalutabili
Gli insegnanti possono tirare il fiato: il tanto temuto passaggio dalle 18 alle 24 ore di insegnamento, annunciato nel pomeriggio di giovedì, non ci sarà. Ieri finalmente il ministro ha riconosciuto quello che forse avrebbe dovuto essere chiaro sin dall'inizio, ovvero che "questo tema ha bisogno della contrattazione sindacale". Se ne riparla quindi nel 2014, e forse per allora ci sarà più tempo per spiegare che non si tratta semplicemente di un aumento di sei ore settimanali, ma del 33% dell'impegno complessivo degli insegnanti, che a quel punto avrebbero più classi, più studenti, più compiti, eccetera.
Tre giorni fa avevo chiesto aiuto, anche qui sull'Unità: volevo cercare di capire se davvero l'insegnante italiano facesse meno ore di lezione dei suoi omologhi del resto d'Europa. La materia è complessa: in certe nazioni la cosiddetta "ora" è in realtà un modulo inferiore ai nostri di 60 minuti; senza parlare di tante altre piccole o enormi differenze (in certi paesi la quantità di ore è superiore, ma l'insegnante può disporre di un ufficio informatizzato all'interno del plesso scolastico). In ogni caso la risposta è che tutto sommato no, l'insegnante italiano non ha un impegno settimanale inferiore agli eurocolleghi. L'unica cosa sensibilmente inferiore è lo stipendio, ma questo si sapeva già. Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato.
Ringrazio anche tutti quelli che ne hanno approfittato per informarmi di quello che pensano degli insegnanti: sintetizzando, peste e corna. Ho scoperto nel giro di poche ore di far parte di una casta privilegiata che senza aver fatto concorsi (?) si è trovata un impiego di poche ore alla settimana, in cui può battere la fiacca senza che nessuno se ne accorga e senza paura di essere sanzionato o licenziato. Queste informazioni che io, sul serio, ignoravo, mi sono arrivate quasi tutte in orario di ufficio, da computer (ci potrei scommettere punti di graduatoria) aziendali. Poi per carità, sono un blogger storico, sul traffico che mi arriva da tutti gli impiegati che al venerdì pomeriggio fanno finta di lavorare non ci sputo mica. Mi limito a far presente che nel mio orario di lezione io non posso far finta di lavorare, perché ho sempre almeno cinquanta occhi puntati addosso. È pur vero che posso lavorare male - e mi succede - però questa storia della valutazione mi ha un po' stancato. Ogni volta che si parla della condizione degli insegnanti, qualcuno viene a rimproverarti del fatto che non esiste la valutazione, che tu non vuoi assolutamente essere valutato, che tu rifiuti la valutazione. Ma di cosa stiamo parlando?
La famosa e fumosa valutazione degli insegnanti, di cui tanto amate parlare, non esiste. È una chiacchiera, messa in giro dall’ormai antico ministro Berlinguer, che forse ai tempi aveva anche una proposta seria, e incontrò una forte resistenza della categoria. Però non è stato uno sciopero a mettere in cantina la proposta, né quella dei successivi ministri Moratti Fioroni e Gelmini. Ogni tanto anche loro ne hanno parlato, ma senza mai concludere nulla. Nulla. Non è mai stato messo sul tavolo un concreto progetto di valutazione degli insegnanti, qualcosa a cui gli stessi insegnanti potessero reagire con un sì e con un no. Dalla Moratti in poi abbiamo sentito solo chiacchiere, a volte vaghe, a volte immaginose o deliranti. Spesso queste proposte avevano a che fare con la prova Invalsi, uno strumento interessante (se costruito con criterio, e non è sempre stato così), ma che al limite può certificare qualche competenza degli studenti, non dei loro insegnanti. È un discorso lungo e non vorrei annoiare, ma in sostanza chi se la prende con noi prof perché *non vogliamo essere valutati*, non vede o non vuole vedere che il nostro datore di lavoro, in dieci e più anni che se ne parla, non ha mai messo in piede nessuno strumento effettivo di valutazione. Perché non lo ha fatto? Perché sennò brontolavamo? Ma noi brontoliamo sempre, siamo insegnanti.
L’ipotesi è che nessun ministro, nessun governo abbia veramente voluto valutarci, perché a tutti conveniva tenerci così come siamo: una mandria indistinta su cui si può colpire indiscriminatamente quando e come si vuole. Se ci avessero valutato, avrebbero rischiato di individuare i meritevoli; dopodiché cosa avrebbero fatto? Li avrebbero premiati? Con quali fondi, tolti a cosa? La carta igienica, giova ribadire, è finita da un pezzo: poco più tardi è finita anche la tiritera gelminiana sulle eccellenze da premiare. Non c’è nulla da premiare, c’è solo da tagliare e conviene farlo su tutti, meritevoli o meno. Questo è il motivo per cui noi insegnanti non abbiamo ancora un sistema di valutazione. La nostra resistenza ‘corporativa’ non c’entra nulla: date un’occhiata alle percentuali di adesione agli scioperi e scoprirete che corporativamente siamo delle mezze calzette a cui potrebbero imporre qualsiasi cosa. Se volessero. Ma l’unica cosa che vogliono è pagarci il meno possibile.
Il tema della valutazione, così com’è oggi, è semplicemente un ritornello ideologico, che maschera un’ostilità preconcetta nei nostri confronti. Siamo privilegiati, siamo una casta, siamo lavativi, eccetera eccetera. Queste accuse, sempre sostenute da esempi personali (“la prof di mio figlio legge il giornale in classe”, “il mio prof parlava dei fatti suoi”), mai da uno straccio di statistica, io non sono in grado di confutarle: gli insegnanti italiani sono centinaia di migliaia, è chiaro che ce ne sono di bravi e di pessimi, mi spiace se questi ultimi sono capitati a voi. Bisognerebbe trovare un sistema per valutarli, e magari per far loro cambiare mestiere? Può darsi, ma evidentemente ai governi non conviene, visto che non lo hanno ancora fatto. Però in questi giorni non si parlava di questo. Si parlava di una proposta più terra-terra: gli insegnanti, bravi o pessimi, avrebbero dovuto aumentare di un terzo il loro impegno settimanale, a parità di salario. Quelli bravi, quelli che si impegnano di più sia in classe che a casa, avrebbero avuto più compiti da correggere, più lezioni da preparare, eccetera. Quelli pessimi, invece di scaldare la sedia dietro la cattedra per 18 ore alla settimana, l’avrebbero scaldata per 24. Se a casa prima non facevano nulla, avrebbero continuato a non fare nulla.
Una *riforma* di questo tipo, insomma, premierebbe i pessimi e avvilirebbe i bravi. Per afferrarlo bastava il buon senso. Mi piace pensare che almeno qualcuno abbia capito.
http://leonardo.blogspot.it/2012/10/gli ... abili.html
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 11:35
by dipper 2.0
Spree wrote:
Tre giorni fa avevo chiesto aiuto, anche qui sull'Unità....
Spree wrote:
Il tema della valutazione, così com’è oggi, è semplicemente un ritornello ideologico, che maschera un’ostilità preconcetta nei nostri confronti. Siamo privilegiati, siamo una casta, siamo lavativi, eccetera eccetera.
Queste accuse, sempre sostenute da esempi personali (“la prof di mio figlio legge il giornale in classe”, “il mio prof parlava dei fatti suoi”), mai da uno straccio di statistica, io non sono in grado di confutarle: gli insegnanti italiani sono centinaia di migliaia, è chiaro che ce ne sono di bravi e di pessimi, mi spiace se questi ultimi sono capitati a voi. Bisognerebbe trovare un sistema per valutarli, e magari per far loro cambiare mestiere? Può darsi, ma evidentemente ai governi non conviene, visto che non lo hanno ancora fatto. Però in questi giorni non si parlava di questo.
Una *riforma* di questo tipo, insomma, premierebbe i pessimi e avvilirebbe i bravi. Per afferrarlo bastava il buon senso. Mi piace pensare che almeno qualcuno abbia capito.[/i]
http://leonardo.blogspot.it/2012/10/gli ... abili.html
Parole sante, parole sante. Sia nel bene che nel male però eh....
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 11:47
by lele_warriors
ma il pd di sta oscena legge di stabilità che dice?mutismo?va bene così?
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 11:54
by frog
Ricordiamoci comunque che quando le scuole sono chiuse, vacanze estive, Natale, Pasqua, assemblee, scioperi, occupazioni studentesche, gli insegnanti a quanto ne so, non lavorano, quindi qualche privilegio in più rispetto alla stragrande maggioranza degli altri lavoratori esiste, o no ?
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 12:19
by darioambro
lele_warriors wrote:ma il pd di sta oscena legge di stabilità che dice?mutismo?va bene così?
hanno ben altro a cui pensare, e magari su sta legge nemmeno ci hanno capito granchè.
i problemi in casa pd sono ben altri, Renzi ha sortito gli effetti sperati con Veltroni e dalema che non si ricandidano, il buon signor copasir ha anche detto che se il partito glielo chiede si ricandiderà, è come chiedere al padre se ci si può mettere a tavola con la famiglia, roba allucinante.
poi c'è la guerra con Renzi prima delle primarie, quello conta perchè se vince il fiorentino il PD come lo si intendeva prima è finito con tutti i notabili come Franceschini e la Bindi che vanno a casa, da li in poi il pd sarà simile al pdl, non so se sarà bene o male, pur di non farlo vincere i notabli , che non mollano la poltrona nemmeno morti, faranno di tutto, non escludo colpi di scena prima delle primarie ma anche durante, basta vedere il caos di napoli lo scorso anno, quello è l'esempio che adotteranno i vecchi per eliminare renzi, tanto lui ha 37 anni e ci potrà riprovare, e gli altri?
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 12:20
by Spree
frog wrote:Ricordiamoci comunque che quando le scuole sono chiuse, vacanze estive, Natale, Pasqua, assemblee, scioperi, occupazioni studentesche, gli insegnanti a quanto ne so, non lavorano, quindi qualche privilegio in più rispetto alla stragrande maggioranza degli altri lavoratori esiste, o no ?
Sì, ma il punto non è questo. Il punto è:
1- Il lavoro dell'insegnante è un lavoro di fondamentale importanza sociale
2- Il lavoro di insegnante è un lavoro ad alta qualificazione e altissima specializzazione
Per entrambe quest ragioni, bisogna trovare un metodo per:
1- Attirare giovani bravi che vogliano fare gli insegnanti
2- Stimolare gli insegnanti a fare bene il loro lavoro, dandogliene anche i mezzi.
Quello che io discuto è che da un lato la professione non attira i migliori, così com'è strutturata adesso: perché fare l'insegnante bene, nelle condizioni attuali, è quasi impossibile a meno di essere una sorta di martire per la causa; perché lo stipendio è ridicolmente basso se rapportato al livello di istruzione e specializzazione; perché l'accesso a quello stipendio è lentissimo, e passa attraverso anni di stipendi incerti, ancora più bassi e discontinui; perché la stima sociale e la considerazione da parte di alunni e famiglie è sottozero. Perché non c'è alcun modo per consentire a chi lavora bene di distinguersi da chi lavora male. E potrei continuare.
Dall'altro lato, non si fa niente - niente - per rendere più facile/più utile fare bene il proprio lavoro. E si parla dei problemi sbagliati: è del tutto irrilevante che ci siano tante vacanze, rispetto alla quantità ottimale di ore che un insegnante può svolgere in classe alla settimana riuscendo a essere efficace nell'insegnamento. E' del tutto irrilevante quanto guadagnano i lavoratori del settore privato o di altri segmenti del pubblico (per quanto: non si può confrontare gli insegnanti con i lavoratori qualunque, ma si dovrebbero confrontare con persone a tasso di istruzione e specializzazione simili: perché mai un matematico dovrebbe insegnare a scuole e non nella finanza, alle condizioni attuali? Perché mai un laureato in legge non dovrebbe andare a fare l'avvocato invece che insegnare diritto all'istituto tecnico? Perché mai anche un laureato in storia - come me, per dire - non dovrebbe cercarsi un lavoro in un qualunque segmento, se ne ha le capacità, invece che fare l'insegnante? Io mi ritengo bravo; ho una formazione eccellente; e insegnare mi piacerebbe moltissimo: ma non lo farò, perché non reggo all'idea di entrare in una professione così screditata, stando 15 anni a prendere 1200 euro un mese sì e uno no, o se va bene prenderli per 10 mesi all'anno, e l'anno prossimo chissà; senza nessuna continuità didattica, senza sapere quante ore e in quali classi lavorerò l'anno successivo; eccetera).
Questi sono i problemi. Oppure vogliamo livellare verso il basso, far diventare gli insegnanti dei sorveglianti per gioventù difficile, e la scuola pubblica una merda? Perché questa è l'alternativa.
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 12:23
by lele_warriors
darioambro wrote:lele_warriors wrote:ma il pd di sta oscena legge di stabilità che dice?mutismo?va bene così?
hanno ben altro a cui pensare, e magari su sta legge nemmeno ci hanno capito granchè.
i problemi in casa pd sono ben altri, Renzi ha sortito gli effetti sperati con Veltroni e dalema che non si ricandidano, il buon signor copasir ha anche detto che se il partito glielo chiede si ricandiderà, è come chiedere al padre se ci si può mettere a tavola con la famiglia, roba allucinante.
poi c'è la guerra con Renzi prima delle primarie, quello conta perchè se vince il fiorentino il PD come lo si intendeva prima è finito con tutti i notabili come Franceschini e la Bindi che vanno a casa, da li in poi il pd sarà simile al pdl, non so se sarà bene o male.
ah beh,se i problemi sono d'alema renzi e veltroni, ben messi siamo.
esce sta legge(o finanziaria,per chiamarla con il suo nome)e loro pensano ai loro cazzi interni.quando ce ne sarebbero di cose da dire. cmq prendo atto che se ne stanno zitti e buoni. personalmente sono ancora uno degli indecisi riguardo a cosa voterò, di sicuro sto silenzio non mi spinge a votare per loro, visto la MERDA di legge che hanno proposto.
bene così

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 12:29
by lele_warriors
Spree wrote:[
Questi sono i problemi.
questi sono i problemi, vero, ma lo è anche quello che dice frog,per citarne uno.
tra l'altro nei tuoi link, nel primo, parla praticamente solo delle ore rapportate allo stipendio, di quanto lavorano extra, indi per cui il tipo ne parla anche di queste cose, che personalmente non sono di poco conto, come ovviamente nemmeno quelle che citi te.
però che non mi si venga a dire dobbiamo lavorare 6 ore in più, correggere più compiti,preparare più lezioni quando poi stai bene o male 3 mesetti all'anno a casa (fra estate,natale,pasqua,carnevale e altre festività).
tanto più per uno che insegna da anni la stessa materia non è che dovrà scervellarsi giornalmente a preparare lezioni. e i compiti?sono cambiate totalmente le cose?perchè quando andavo io a scuola, a quadrimestre avevi 2-3 orali, e 2 -3 scritti non è che ogni 2 giorni hai un compito.
come il ricevimento è un'ora alla settimana,come i consigli non sono cose frequentissime.
che gli stipendi non siano alti benissimo, ma che sia un lavoro estremamente impegnativo non mi pare altrettanto vero.
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 12:47
by darioambro
capisco il tuo punto di vista lele, mi trovi perfettamente d'accordo, la questione è che il pd, che a sentire molti sondaggi ha la vittoria in tasca alle prossime elezioni, non sa approfittare dello sbando del centro destra e l'astio generale che tantissimi provano per questo governo tecnico, perdendosi in meandri interni, faide modello 'ndrangheta, botte e risposte su questioni irrisorie, come la decisione del duo dalema-veltroni di non ricandidarsi.
il momento è cruciale per i vecchi notabili, se vince renzi ilo pd è finito con tutto quello che c'è di buono e non buono, ma i vecchi faranno di tutto per sopravvivere, quello conta per loro, gli importa una mazza della legge di stabilità, spread con bund e via a non finire, se questi dovranno governare in futuro vorrei sapere su quale programma intendono farlo, hai sentito qualcosa te? io no, attendo segnali dal futuro
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 13:15
by Spree
lele_warriors wrote:
questi sono i problemi, vero, ma lo è anche quello che dice frog,per citarne uno.
tra l'altro nei tuoi link, nel primo, parla praticamente solo delle ore rapportate allo stipendio, di quanto lavorano extra, indi per cui il tipo ne parla anche di queste cose, che personalmente non sono di poco conto, come ovviamente nemmeno quelle che citi te.
però che non mi si venga a dire dobbiamo lavorare 6 ore in più, correggere più compiti,preparare più lezioni quando poi stai bene o male 3 mesetti all'anno a casa (fra estate,natale,pasqua,carnevale e altre festività).
tanto più per uno che insegna da anni la stessa materia non è che dovrà scervellarsi giornalmente a preparare lezioni. e i compiti?sono cambiate totalmente le cose?perchè quando andavo io a scuola, a quadrimestre avevi 2-3 orali, e 2 -3 scritti non è che ogni 2 giorni hai un compito.
come il ricevimento è un'ora alla settimana,come i consigli non sono cose frequentissime.
che gli stipendi non siano alti benissimo, ma che sia un lavoro estremamente impegnativo non mi pare altrettanto vero.
Continui a non cogliere: le vacanze non c'entrano una mazza con quante ore sono ottimali per fare bene il proprio lavoro (e comunque, dillo a chi insegna alle medie e/o fa gli esami di maturità che fa 3 mesi di vacanza. Tipicamente, le ultime riunioni dopo gli esami sono il 15 luglio, e le prime per l'inizio dell'anno attorno al 23 agosto. 7 settimane, 34 giorni lavorativi. Che sono tanti, per carità, ma non sono 3 mesi. Poi per carità, aggiungiamo i 12 giorni lavorativi di Natale e i 4 di Pasqua, e fa 50 giorni, che è tanto. Però il contraltare è che non puoi scegliere, MAI, quando fare vacanza. Che spesso non hai il Week End libero, perché i sabati liberi non si può darli a tutti). Comunque, ribadisco, per il mio discorso il tema vacanze è del tutto irrilevante.
E il fatto che tu dica una roba tipo "per uno che insegna da anni la stessa materia non è che dovrà scervellarsi giornalmente a preparare lezioni" indica che non hai mai tentato di preparare bene una lezione. Anche "a quadrimestre avevi 2-3 orali, e 2 -3 scritti" indica che sai poco di come va la scuola oggi. Con le classi da 32 persone, non puoi fare tanti orali. E quindi fai molti scritti che valgono per l'orale. E quindi sono ore in più per correggere: e correggere un compito, se è un compito preparato bene e se vuoi correggerlo in modo che sia utile all'alunno, porta via tempo. E comunque gli scritti MINIMI richiesti dai piani formativi sono 3 - e siccome ci sono le pagelline bimestrali, sono quasi sempre 4. Se hai 5 classi - come accade molto spesso con 18 ore - facilmente fai almeno 25 compiti a quadrimestre, e hai materie che prevedono gli scritti come obbligatori (ma anche, spesso, in altri casi). Che moltiplicati per 30 persone, fanno facilmente - e sono conservativo stimando 20 minuti a compito, molto conservativo soprattutto per materie come Italiano e matematica - 250 e rotte ore a quadrimestre, cioè ogni 18 settimane. Rapido calcolo, sono 15 ore a settimana solo di correzione compiti. Tanto per dire.
Un insegnante di Italiano, Latino, Greco, Matematica, Fisica (ammetto che non vale per tutti - ma anche in questo caso si dovrebbe distinguere) SE VUOLE LAVORARE BENE (ed è quello su cui si deve valutare: perché noi vogliamo che lavorino bene, gli insegnanti) non può fare tante ore. 18 sono già tante. Voi non provate a capire cosa vuol dire "lavorare bene" facendo l'insegnante: è una cosa MOLTO impegnativa, sotto molti punti di vista. Io NON dico che lo facciano tutti, e neanche che lo faccia la maggioranza. Dico che aumentando l'orario e bloccando gli stipendi, assumendo dopo 10 anni e rotti di supplenze alterne e precarie, eccetera, NON si avranno insegnanti più bravi e che lavorano meglio. Anzi, si avranno più incapaci, più frustrati, più persone che cercano di fare il meno possibile senza avere problemi.
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 15:43
by FletcherLynd
Spree ha ragione al 99%. fare l'insegnante BENE non è facile per nulla, anzi è molto impegnativo, e tutte le riforme che si sono succedute, compresa ques'ultima, non fanno altro che punire tutti come se fossero dei fannulloni, e quindi sostanzialmente puniscono soltanto chi si comporta bene, perché chi è fannullone e lavora male continuerà ad esserlo.
però il problema sta a monte.
perché gli insegnanti (e non solo gli insegnanti, tutti i dipendenti pubblici) virtuosi NON POSSONO nascondersi dietro al "non puoi punire me che mi comporto bene, devi scovare e punire chi si comporta male e premiare chi si comporta bene", perché gli enti pubblici italiani sono talmente ipertrofici che scoprire chi si comporta male guardando da fuori, o dal vertice, è di fatto impossibile.
dovrebbero essere GLI STESSI insegnanti, gli stessi dipendenti pubblici, a premiare i loro colleghi virtuosi e punire i fannulloni e chi lavora male. quando un insegnante bravo e preparato vede un collega scarso e fannullone, dovrebbe essere IL PRIMO a segnalarlo e fare in modo che cambi registro, o ne subisca le conseguenze.
invece gli insegnanti, e i dipendenti pubblici in generale, fanno sempre difesa "corporativa", omertosa, tutti assieme. tutti sanno chi sono le mele marce, nessuno fa nulla per rimediare. salvo poi lamentarsi quando lo stato tratta tutti come mele marce, indifferentemente.
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 15:49
by frog
Spree wrote:
Continui a non cogliere: le vacanze non c'entrano una mazza con quante ore sono ottimali per fare bene il proprio lavoro (e comunque, dillo a chi insegna alle medie e/o fa gli esami di maturità che fa 3 mesi di vacanza. Tipicamente, le ultime riunioni dopo gli esami sono il 15 luglio, e le prime per l'inizio dell'anno attorno al 23 agosto. 7 settimane, 34 giorni lavorativi. Che sono tanti, per carità, ma non sono 3 mesi. Poi per carità, aggiungiamo i 12 giorni lavorativi di Natale e i 4 di Pasqua, e fa 50 giorni, che è tanto. Però il contraltare è che non puoi scegliere, MAI, quando fare vacanza. Che spesso non hai il Week End libero, perché i sabati liberi non si può darli a tutti). Comunque, ribadisco, per il mio discorso il tema vacanze è del tutto irrilevante.
E il fatto che tu dica una roba tipo "per uno che insegna da anni la stessa materia non è che dovrà scervellarsi giornalmente a preparare lezioni" indica che non hai mai tentato di preparare bene una lezione. Anche "a quadrimestre avevi 2-3 orali, e 2 -3 scritti" indica che sai poco di come va la scuola oggi. Con le classi da 32 persone, non puoi fare tanti orali. E quindi fai molti scritti che valgono per l'orale. E quindi sono ore in più per correggere: e correggere un compito, se è un compito preparato bene e se vuoi correggerlo in modo che sia utile all'alunno, porta via tempo. E comunque gli scritti MINIMI richiesti dai piani formativi sono 3 - e siccome ci sono le pagelline bimestrali, sono quasi sempre 4. Se hai 5 classi - come accade molto spesso con 18 ore - facilmente fai almeno 25 compiti a quadrimestre, e hai materie che prevedono gli scritti come obbligatori (ma anche, spesso, in altri casi). Che moltiplicati per 30 persone, fanno facilmente - e sono conservativo stimando 20 minuti a compito, molto conservativo soprattutto per materie come Italiano e matematica - 250 e rotte ore a quadrimestre, cioè ogni 18 settimane. Rapido calcolo, sono 15 ore a settimana solo di correzione compiti. Tanto per dire.
Un insegnante di Italiano, Latino, Greco, Matematica, Fisica (ammetto che non vale per tutti - ma anche in questo caso si dovrebbe distinguere) SE VUOLE LAVORARE BENE (ed è quello su cui si deve valutare: perché noi vogliamo che lavorino bene, gli insegnanti) non può fare tante ore. 18 sono già tante. Voi non provate a capire cosa vuol dire "lavorare bene" facendo l'insegnante: è una cosa MOLTO impegnativa, sotto molti punti di vista. Io NON dico che lo facciano tutti, e neanche che lo faccia la maggioranza. Dico che aumentando l'orario e bloccando gli stipendi, assumendo dopo 10 anni e rotti di supplenze alterne e precarie, eccetera, NON si avranno insegnanti più bravi e che lavorano meglio. Anzi, si avranno più incapaci, più frustrati, più persone che cercano di fare il meno possibile senza avere problemi.
Il tuo ragionamento è giusto, nulla da eccepire, infatti il discorso di aumentare le ore è andato a sparire quando si sono resi conto dell'idiozia che avevano messo in campo, ma quanto ho scritto io era proprio per rispondere al primo intervento che hai pubblicato dal blog. Come faceva notare anche Lele sembrava che a lui premesse molto di più sottolineare il discorso ore lavorative che non il discorso qualità dello stesso. Poi sarà stata una sensazione errata, ma evidentemente non sono stato il solo ad averla.
Sicuramente il problema di fondo è quanto viene evidenziato nel secondo intervento, la mancanza di criteri per la valutazione del valore degli insegnanti e cui penso che chiunque non abbia da guadagnarci con l'attuale sistema, non possa che concordare in toto. Purtroppo però in molti ci marciano e qui anche la sinistra ha le sue responsabilità, perchè per anni, sindacati e partiti di riferimento hanno preferito curare il proprio orticello ed elargire posti fissi per avere il proprio tornaconto, se in tempi di vacche grasse si fossero fatte le riforme in senso meritocratico, ora saremmo messi meglio, ma questo è un discorso che tccca tutto il ramo pubblico.
Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 17/10/2012, 15:56
by frog
FletcherLynd wrote:
invece gli insegnanti, e i dipendenti pubblici in generale, fanno sempre difesa "corporativa", omertosa, tutti assieme. tutti sanno chi sono le mele marce, nessuno fa nulla per rimediare. salvo poi lamentarsi quando lo stato tratta tutti come mele marce, indifferentemente.
Oddio, su questo punto della difesa corporativa, in Italia siamo messi malissimo ovunque, guarda il caso Sallusti, personaggio infimo, autore di schifezze inenarrabili, ha scritto e avallato il peggio del peggio sui suoi giornali, ma è bastato che dovesse subire un provvedimento, che a termini di legge è ineccepibile, per essere difeso da tutta la classe giornalistica.
La cosa si ripete dopo ogni provvedimento riguardante più di due persone, sicuramente ci sarà un comitato pronto a difendere l'indifendibile in nome di chissà cosa