margheritoni10 wrote:
Cmq, parlando seriamente, per la seconda volta nell'arco di 20 anni abbiamo tatticamente "fatto dei danni" al calcio italiano.
Leggevo il topic gobbo e, l'80% dei messaggi che parlano di "tattica", citano il rombo di Carlo come base da cui ripartire. Da diversi anni è il modulo trendy (persino murigno è andato a cercare snaider per giocarlo), sembra si cerchi quello indipendentemente dal materiale umano a disposizione. Spesso anzi si vogliono adattare i bipedi a sto karma.
Sembra di rivivere i primi anni 90, quelli del dopo Sacchi, dove tutti cercavano di giocare il 4-4-2 senza in realtà saperlo giocare; o senza avere gli omini per poterlo fare. Per non citare quanto avvenne, in modo minore (ma molto molto minore) con la difesa a 3 di Zaccheroni.
E la cosa buffa di tutto ciò è che invece, è quasi provato scientificamente dai laboratori biomedici di Ginevra, il trapianto dei moduli porta spesso a fallimenti. Mentre invece, le realtà più gradevoli esteticamente (ed anche vincenti) degli ultimi 15 anni, sono frutto di soluzioni sviluppate ad hoc.... per uscire dall'ambito milan citerei la prima juve di Lippi con il trio avanzato o la roma di Spalletti.
A breve s'iniziera a scopiazzare la lucida follia di Leopardo? (perchè... no vabbè a due giorni da un derby salvezza non si dice il perchè)
Ecco, se vogliamo questa è stata la vera capacità del Milan negli ultimi 30 anni, che ha consentito una buona costanza di rendimento ad alti livelli.
Il fatto che si siano scelti sempre buoni allenatori e che poi ci sia sempre stato uno staff ottimo e dotato di buon senso insieme al quale l'allenatore abbia potuto confrontarsi ed adattare le sue idee ai giocatori in rosa da un lato, dall'altro pronto a convincere i giocatori, anche i più riluttanti, a fare ciò che diceva l'allenatore.
Sacchi appena arrivato provò un 4-4-2 puro, con Mussi e Bianchi sulle fasce e Maldini centrale vicino a Baresi, Massaro e Donadoni larghi ed al centro Ancelotti e Colombo, che aveva addirittura compiti di regia.
Da li a poco, dopo una eliminazione in UEFA, ecco Donadoni fantasista centrale davanti a Carletto, Colombo ed Evani sulle fasce, in difesa Galli vicino a Baresi e come terzini Tassotti e Maldini.
L'anno dopo arriva Rijkaard al posto della scelta del Presidente, Borghi, e con il modulo si fatica, tanto che spesso Frankie veniva schierato vicino a Franco, centrale difensivo. Poi ecco il 4-4-2 classico, con Costacurta in difesa, Rijkaard ed Ancelotti centrali Donadoni di nuovo sulle fasce.
Capello pretese giocatori per il modulo che voleva e quelli non adattissimi spesso finivano fuori, anche se si chiamavano Papin, ma ad esempio si provò un modulo che sembrava assurdo, con uno stopper a centrocampo, Desailly, vicino ad Albertini, un centrale di centrocampo puro sulla fascia opposta a Donadoni, Boban, un altro fantasista centrale seconda punta, Savicevic, e davanti a tutti questi centrocampisti che segnavano relativamente poco un centravanti che non segnava tantissimo nemmeno lui, Massaro.
Zaccheroni dovette cambiare molto pure lui, nel 3-4-3 iniziale Weah non riusciva a giocare e non c'era posto per Boban, poi ecco il 3-5-2 e comincia la rimonta sulla Lazio, con Boban o Leonardo più centrocampisti di fantasia che attaccanti e due punte vere relativamente vicine.
L'epoca di Carletto è vicina e se la ricordano tutti, limitiamoci a ricordare come si riuscì a far convivere Pirlo, Rui Costa e Rivaldo, e se vogliamo pure Seedorf, cosa che sembrava impossibile.
Allenatori quasi sempre validi, sempre persone intelligenti e preparate, sempre con piena fiducia e pieni poteri, affiancati da uno staff all'altezza e pieno di buon senso.
In fin dei conti penso che sia anche uno dei motivi di una differenza di rendimento così netta fra Leonardo e Ferrara.