Contropelo wrote:
Ma guarda, io andavo anche un po' più oltre. Nel senso: che tecnicamente non ci sia paragone penso non serva nemmeno dirlo. Che le "cantanti" pop siano mezze seghe, e che le composizioni pop generalmente siano proprio "banali" e ripetitive (che non significa brutte, significa proprio che si svilisce la musica riducendola ad un insieme di suoni ripetuti, a volte), non c'è alcun dubbio e non penso ce li abbia nessuno a riguardo.
Io intendevo, in più, che i musicisti di altri generi snobbano i musicisti pop non in quanto inferiori "tecnicamente" (e nel tecnicamente ci mettiamo composizione, tocco, timbro vocale, varietà, esecuzione del suono/voce, tutto il lato "materiale" della musica insomma)ma anche e soprattutto in quanto musicisti che perseguono soltanto l'interesse della folla e del motivetto che possa entrare in testa. Non c'è quindi la ricerca di novità e di creatività: la tecnica e il "saper suonare qualsiasi cosa" sono inutili se sono fini a se stesse, ma sono l'unico modo per poter dire di essere veramente "liberi" di creare qualsiasi cosa passi per la mente. Se non hai tutti gli strumenti tecnici/teorici musicali magari la tua mente, creativa a livelli assurdi, non può concepire cose che sapendo qualcosa in più concepirebbe tranquillamente. E la "merda" immane che il pop ha portato con la sua ripetitività, banalità, assenza di concetti sia nei testi che nelle musiche, è proprio qui. Ha portato la convinzione che la musica complessa/colta/blabla (o diversa, semplicemente) sia soltanto uno sfoggio di bravura e di virtuosismi, che sia "rumore", che sia poco creativa... ma la realtà è esattamente l'opposto.
E quindi poi si arriva a considerare gli incassi anche minimamente indicativi della bravura di un artista.
Che la musica pop sia relativamente ripetitiva non ci sono dubbi. Non a caso quando si va a cercare creatività nelle canzoni pop si citani gli iniziatori, i Beatles ed i Rolling Stones, o gente che componeva comunque in una fase iniziale, fine anni '70 primi '80, come Michael Jackson, i Genesis, i Queen oppure gente che fa commistioni con altri generi, vedi U2, tanto per fare esempi a caso, oppure gente che sperimenta generi musicali e testi in modo continuo, come un Battiato o un Dalla da noi.
Che i musicisti pop siano meno considerati ok, lo so, ma che un musicista pop sia meno bravo perchè si affida al pubblico mi sembra una sciocchezza.
Chiaro che il pubblico in media, io per primo, non è un esperto di musica e chiaro che in media preferisca motivi facili sia nei testi che nella musica.
Non a caso il genere musicale del pop (ma attenzione, anche del rock, del metal, del punk e via discorrendo!) è detta musica leggera, in quanto si tratta di una forma di intrattenimento.
Nell'800 si considerava la musica vera quella sinfonica e l'opera lirica era considerata di serie B, in precedenza lo stesso fra musica da camera e melodramma e così via, in genere si sottovaluta sempre chi cerca l'approvazione del pubblico.
Per lungo tempo il giallo era considerato una letteratura minore, eppure alcuni dei massimi capolavori della letteratura mondiale sono in questo genere, quando ero bambino si pensava che i fumetti traviassero i bambini e giusto Topolino era tollerato in molti ambienti.
Eppure, allargando il discorso, quando si cerca di produrre arte, cosa si cerca? Tre aspetti che per me son fondamentali, cioè la creatività, non ci sono dubbi, la perfezione tecnica ed una forma piacevole per chi la fruisce.
Se io sono convinto di essere un amante devastante, ma non mi preoccupo di dimostrarlo con le donne, cosa faccio? Esatto, sperimento le vie dell'onanismo.
Se io produco una forma di arte (o di artigianato) qualunque disinteressandomi di cosa ne penserà chi dovrà fuirne faccio la stessa cosa.
Attenzione, se io dico che è sbagliato produrre una forma d'arte senza cercare di farla piacere a chi ne fruirà, non vuol dire che è attrettanto sbagliato il contrario, cioè il fatto di voler cercare esclusivamente l'approvazione del pubblico senza creare qualcosa di personale vuol dire semplicemente scopiazzare qualcosa di buono fatto da altri, scadendo nella peggiore produzione di tipo industriale.
Questa forma di snobismo porta a denigrare tutto ciò che ha successo perchè tanti artisti o artigiani che non hanno quel successo sono portati a pensare "ma come, io sono molto più bravo di quello li che fa soldi a palate", e può anche essere vero, non discuto, e da li passano al pensiero successivo "si, ma io faccio vera arte, creo davvero, chi cerca il pubblico è un fasullo!" altra affermazione che può essere vera, ma non lo è sempre. Quindi si prende una frase che può essere vera (per restare al contesto, quanti cantanti fuori della lista dei più venduti sono migliori di tanta gente che è li?) ma non è universale, come cerca di farla passare chi non vende.
Quanti artisti erano consideratissimi prima di aver successo e poi sono stati considerati schifezze in quello stesso ambiente che li esaltava quando non vendevano? Casi clamorosi come i Blondie ed i Green Day, mitici e poi svalutati? Questi sono indizi.
Se è vero che le vendite non possono certo essere considerate l'unico metro della bravura, è anche sbagliato dimenticarle del tutto. Ecco, le vendite sul breve tempo non significano nulla, ma proprio nulla, sui lunghi periodi un significato ce l'hanno e non può essere nemmeno dimenticato del tutto, pur ribadendo che non possono certo essere considerate l'unico metro, se non altro perchè influenzato dalla pubblicità.