Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Posted: 19/05/2009, 21:52
Paolo, tutto giusto. Io non ho tutte le risposte (sennò mi sarei candidato, no? :lol2: ) però chiaramente ci sono delle domande da farsi.
Mi dici che non possiamo imporre ulteriori limitazioni perchè ci sono troppi stranieri. Però all'estero lo fanno ed in Olanda c'è un solo straniero. Probabilmente hanno meno stranieri di noi con cui confrontarsi (non sono sarcastico), ma rimane il fatto che il problema ci sia e che dunque qualcosa vada fatto. Se non possiamo imporre limitazioni più severe, non possiamo rimanere qui passivamente a guardare con le mani in mano. Qualcosa dobbiamo provare.
Ma poi posso accettare che in C2, se c'è l'immigrato cubano, non lo si possa discriminare. Ma in A1 ed A2 quanti stranieri sono stati fatti venire appositamente per il baseball? Vermilyea è stato portato dagli USA per fare 30 lanci a settimana... è necessario? In A1 ed A2 non potremmo avere il limite di un solo straniero e di 3 oriundi magari? E' normale la situazione di Norrito, equiparato agli ASI perchè ha giocato in Italia una volta 7 anni fa?
Un paio d'anni Fraccari mi disse che il problema spesso è nella mentalità delle società. Sono d'accordo... in Olanda non si fanno problemi a lanciare dei ragazzini in prima squadra. Da noi è tutto il contrario. Ma se le squadre hanno questa mentalità bacata, di nuovo, che dobbiamo fare? Guardare passivamente? Direi che la Federazione debba fare qualcosa. Non so cosa, ma qualcosa, perchè se non ci pensano le squadre, qualcuno dovrà pur farlo.
Perchè non possiamo accettare che 4 anni fa, secondo Bruce Hurst (io non ho avuto il piacere e la possibilità di farlo in prima persona all'epoca), Alessandro Ularetti fosse migliore di Tom Stuifbergen, come già detto in questo forum. Poi da allora Stuifbergen è stato lanciato prima in Hoofdklasse e poi in nazionale, nonostante fosse acerbo ed inizialmente avesse solo la fastball. Si è preso le sue legnate, ma è migliorato, ha affinato 4 lanci e nel 2007 è andato negli USA. Ularetti, con la storia che aveva solo la fastball, è stato confinato a fare il rilievo a livelli infimi. Ha debuttato in A1 quest'anno e siccome è ancora sempre e solo un rilievo, ha ancora sempre e solo la fastball. Partivano alla pari, adesso uno è un "4-pitch starter" negli USA al terzo anno, l'altro è un "one-pitch middle reliever" in A1 al primo anno. Chi glielo spiega che se si fosse chiamato Ularettergen adesso sarebbe negli USA ed avrebbe lanciato da partente al WBC, ed invece così non ha più possibilità? Prima di dover trovare uno disposto a dargli un posto da rilievo, ha dovuto stravincere la classifica di ERA della A2.
Altrove prendono un giocatore giovane, talentuoso e con delle pecche, e lo lanciano per migliorarlo. Da noi invece finchè magicamente non risolve quei problemini, lo confiniamo in un ambiente sterile, col risultato che se riesce a migliorarsi lo fa comunque dopo troppo tempo per avere ancora delle potenzialità serie.
Dei ragazzi ai nostri provini MLB, solo 1 gioca in A1. Di tutti gli accademisti italiani, sono in 3 a giocarci (2 dei quali però sono '89 e quindi non hanno fatto i provini MLB). Invece in Olanda e Germania? Ho perso il conto dei giocatori titolari nelle massime serie dei rispettivi campionati, anche del '91, '92 e persino '93! Sulle prime magari falliranno (c'è gente batte .100 o che ha 8 di ERA), ma potranno lavorare sui loro problemi, progredendo molto più facilmente ed agilmente dei nostri.
Si tratta di investire al meglio peraltro. Quanti soldi vengono spesi in stranieri inutili, che possono fornire un upgrade minimo su dei giovani, che in questa maniera non crescono? Se si investisse maggiormente (soprattutto in tempo ed impegno) sul vivaio, quanto si risparmierebbe? Che necessità c'è di prendere dei rilievi che lanciano 20-30-40 lanci in una settimana intera e che costano quanto costerebbe far crescere 6-7 giovani che magari nel lungo termine renderanno immensamente di più?
Hai ragione, alcune nazioni dell'est europeo hanno cose che non abbiamo storicamente (come cultura del lavoro), ma questa è una colpa e non un'attenuante. Anche qualora fosse un problema culturale generale e non necessariamente del baseball, bisogna importare le cose positive. Ma più in generale è il poco credito nei confronti dei nostri giovani che sconforta davvero. Un giovanotto italiano troverà tutte le strade sbarrate per la crescita. Nessuno lancerà un 16enne che batte .150 in A1.
Una cosa buona che ha fatto Fraccari è stata quella di copiare il sistema a franchigie che già usano in Olanda e Germania. Almeno in questa maniera si può sperare che ogni tanto qualche ragazzo (altrimenti bloccato in A2 o B) possa avere qualche AB o qualche IP in stagione in A1. Gliene va dato atto. Ma non è abbastanza.
Una possibile soluzione? Boh, un'idea potrebbe essere quella di fare altre accademie... se in Germania ne hanno 2 ed in Olanda entro l'anno ne avranno 6 a pieno regime, forse anche noi possiamo farne 3-4. Poi come fecero nel volley tempo fa (il volley femminile creò il Club Italia che partecipava al campionato italiano) potremmo creare alcune squadre da schierare in A2, con una in A1. Tutte un po' come il Nettuno2... una possibilità data a 60-70 giovani (è sempre limitativo in ottica globale, ma è meglio di averne 14) di giocare con costanza. I migliori 20 (corredati magari da 3 stranieri, che in una situazione del genere possono fare da mentori) in A1, tutti gli altri in A2. Playing time garantito a tutti.
Ma poi non è neanche il punto di trovare una soluzione, quanto di porsi il problema. Oggi il baseball giovanile italiano è in assoluto declino rispetto all'estero. Siamo rimasti indietro in tutti i sensi. Abbiamo 14 giovani in Accademia, ed essendo 14 neanche riescono a giocare partite vere e proprie, ma al massimo fanno del live bullpen. Le squadre non credono nei giovani, non li lanciano in A1, non danno loro le possibilità di migliorarsi e di competere ad alto livello. E' un cane che si morde la coda, e le squadre pensano solo a loro stesse e la federazione ritiene di aver bisogno di un cambio di mentalità delle squadre... che però non solo non cambiano, ma rafforzano il loro modo di pensare. Ed in A1 giocano ancora Castrì, Carrozza e Casolari, e persino le squadre che non hanno soldi preferiscono andare a ripescare un veterano ultraquarantenne piuttosto che puntare su qualche ragazzino. Ripeto ulteriormente... se Mattia Reginato, l'unico accademista almeno del '90 che giochi in Serie A1, viene schierato solo da DH, penalizzandone la maturazione difensiva, allora come ci aspettiamo che migliorino?
L'MLB dovrebbe investire qui? L'MLB (in quanto associazione di squadre) ha già deciso che siamo il quarto paese europeo, mandando più scout in Olanda, Repubblica Ceca e Germania, rispetto all'Italia. Le cose non vanno bene.
Mi dici che non possiamo imporre ulteriori limitazioni perchè ci sono troppi stranieri. Però all'estero lo fanno ed in Olanda c'è un solo straniero. Probabilmente hanno meno stranieri di noi con cui confrontarsi (non sono sarcastico), ma rimane il fatto che il problema ci sia e che dunque qualcosa vada fatto. Se non possiamo imporre limitazioni più severe, non possiamo rimanere qui passivamente a guardare con le mani in mano. Qualcosa dobbiamo provare.
Ma poi posso accettare che in C2, se c'è l'immigrato cubano, non lo si possa discriminare. Ma in A1 ed A2 quanti stranieri sono stati fatti venire appositamente per il baseball? Vermilyea è stato portato dagli USA per fare 30 lanci a settimana... è necessario? In A1 ed A2 non potremmo avere il limite di un solo straniero e di 3 oriundi magari? E' normale la situazione di Norrito, equiparato agli ASI perchè ha giocato in Italia una volta 7 anni fa?
Un paio d'anni Fraccari mi disse che il problema spesso è nella mentalità delle società. Sono d'accordo... in Olanda non si fanno problemi a lanciare dei ragazzini in prima squadra. Da noi è tutto il contrario. Ma se le squadre hanno questa mentalità bacata, di nuovo, che dobbiamo fare? Guardare passivamente? Direi che la Federazione debba fare qualcosa. Non so cosa, ma qualcosa, perchè se non ci pensano le squadre, qualcuno dovrà pur farlo.
Perchè non possiamo accettare che 4 anni fa, secondo Bruce Hurst (io non ho avuto il piacere e la possibilità di farlo in prima persona all'epoca), Alessandro Ularetti fosse migliore di Tom Stuifbergen, come già detto in questo forum. Poi da allora Stuifbergen è stato lanciato prima in Hoofdklasse e poi in nazionale, nonostante fosse acerbo ed inizialmente avesse solo la fastball. Si è preso le sue legnate, ma è migliorato, ha affinato 4 lanci e nel 2007 è andato negli USA. Ularetti, con la storia che aveva solo la fastball, è stato confinato a fare il rilievo a livelli infimi. Ha debuttato in A1 quest'anno e siccome è ancora sempre e solo un rilievo, ha ancora sempre e solo la fastball. Partivano alla pari, adesso uno è un "4-pitch starter" negli USA al terzo anno, l'altro è un "one-pitch middle reliever" in A1 al primo anno. Chi glielo spiega che se si fosse chiamato Ularettergen adesso sarebbe negli USA ed avrebbe lanciato da partente al WBC, ed invece così non ha più possibilità? Prima di dover trovare uno disposto a dargli un posto da rilievo, ha dovuto stravincere la classifica di ERA della A2.
Altrove prendono un giocatore giovane, talentuoso e con delle pecche, e lo lanciano per migliorarlo. Da noi invece finchè magicamente non risolve quei problemini, lo confiniamo in un ambiente sterile, col risultato che se riesce a migliorarsi lo fa comunque dopo troppo tempo per avere ancora delle potenzialità serie.
Dei ragazzi ai nostri provini MLB, solo 1 gioca in A1. Di tutti gli accademisti italiani, sono in 3 a giocarci (2 dei quali però sono '89 e quindi non hanno fatto i provini MLB). Invece in Olanda e Germania? Ho perso il conto dei giocatori titolari nelle massime serie dei rispettivi campionati, anche del '91, '92 e persino '93! Sulle prime magari falliranno (c'è gente batte .100 o che ha 8 di ERA), ma potranno lavorare sui loro problemi, progredendo molto più facilmente ed agilmente dei nostri.
Si tratta di investire al meglio peraltro. Quanti soldi vengono spesi in stranieri inutili, che possono fornire un upgrade minimo su dei giovani, che in questa maniera non crescono? Se si investisse maggiormente (soprattutto in tempo ed impegno) sul vivaio, quanto si risparmierebbe? Che necessità c'è di prendere dei rilievi che lanciano 20-30-40 lanci in una settimana intera e che costano quanto costerebbe far crescere 6-7 giovani che magari nel lungo termine renderanno immensamente di più?
Hai ragione, alcune nazioni dell'est europeo hanno cose che non abbiamo storicamente (come cultura del lavoro), ma questa è una colpa e non un'attenuante. Anche qualora fosse un problema culturale generale e non necessariamente del baseball, bisogna importare le cose positive. Ma più in generale è il poco credito nei confronti dei nostri giovani che sconforta davvero. Un giovanotto italiano troverà tutte le strade sbarrate per la crescita. Nessuno lancerà un 16enne che batte .150 in A1.
Una cosa buona che ha fatto Fraccari è stata quella di copiare il sistema a franchigie che già usano in Olanda e Germania. Almeno in questa maniera si può sperare che ogni tanto qualche ragazzo (altrimenti bloccato in A2 o B) possa avere qualche AB o qualche IP in stagione in A1. Gliene va dato atto. Ma non è abbastanza.
Una possibile soluzione? Boh, un'idea potrebbe essere quella di fare altre accademie... se in Germania ne hanno 2 ed in Olanda entro l'anno ne avranno 6 a pieno regime, forse anche noi possiamo farne 3-4. Poi come fecero nel volley tempo fa (il volley femminile creò il Club Italia che partecipava al campionato italiano) potremmo creare alcune squadre da schierare in A2, con una in A1. Tutte un po' come il Nettuno2... una possibilità data a 60-70 giovani (è sempre limitativo in ottica globale, ma è meglio di averne 14) di giocare con costanza. I migliori 20 (corredati magari da 3 stranieri, che in una situazione del genere possono fare da mentori) in A1, tutti gli altri in A2. Playing time garantito a tutti.
Ma poi non è neanche il punto di trovare una soluzione, quanto di porsi il problema. Oggi il baseball giovanile italiano è in assoluto declino rispetto all'estero. Siamo rimasti indietro in tutti i sensi. Abbiamo 14 giovani in Accademia, ed essendo 14 neanche riescono a giocare partite vere e proprie, ma al massimo fanno del live bullpen. Le squadre non credono nei giovani, non li lanciano in A1, non danno loro le possibilità di migliorarsi e di competere ad alto livello. E' un cane che si morde la coda, e le squadre pensano solo a loro stesse e la federazione ritiene di aver bisogno di un cambio di mentalità delle squadre... che però non solo non cambiano, ma rafforzano il loro modo di pensare. Ed in A1 giocano ancora Castrì, Carrozza e Casolari, e persino le squadre che non hanno soldi preferiscono andare a ripescare un veterano ultraquarantenne piuttosto che puntare su qualche ragazzino. Ripeto ulteriormente... se Mattia Reginato, l'unico accademista almeno del '90 che giochi in Serie A1, viene schierato solo da DH, penalizzandone la maturazione difensiva, allora come ci aspettiamo che migliorino?
L'MLB dovrebbe investire qui? L'MLB (in quanto associazione di squadre) ha già deciso che siamo il quarto paese europeo, mandando più scout in Olanda, Repubblica Ceca e Germania, rispetto all'Italia. Le cose non vanno bene.