Porsche 928 wrote:frog wrote:http://www.repubblica.it/politica/2012/ ... ef=HRER3-1
Commenti sulla legge di stabilità ?
Taglio dell'IRPEF è cosa buona e giusta, quantomeno arriverebbe 7 mesi prima dell'aumento dell'IVA, per il resto ancora statali tartassati e tagli vari, vediamo cosa resta dopo che passa per il parlamento in modalità "elezioni in vista"
L'Iva l'hanno aumentata lo stesso dal 21 al 22.
MI sembra poi che si siano dimenticati qualche taglio al costo della politica o mi sbaglio?
Che siano in modalita "election panic" è certo ma mi sembra che stiano cambiano la moquette in una casa che sta venendo colpita da uno tsunami, piu o meno.
Non c'è dubbio, come tutto quello fatto.
Anche se il paregone più calzante mi pare quello del Marghe, che mi sono speso più volte: stiamo mettendo sacchetti di sabbia in previsione dello Tsunami, ma senza andare ad effettuare quelle modifiche alla casa che le consentirebbero di resistere alla furia degli elementi.
E poi il ritocco oggi delle imposte sui redditi per carità, è sempre cosa buona, ma non quello che serve: non abbiamo crescita economica, la disoccupazione cresce, le banche non erogano, occorre prima di tutto lavorare sul rilancio dell'economia, e per far questo non è tanto importante o decisivo diminuire di un 1% l'imposizione sui guadagni del cittadino, ma andare a ritoccare il cuneo fiscale sui redditi da lavoro dipendente e diminuire l'assurda ed opprimente tassazione sulle imprese, unica al mondo fatta eccezione di qualche dittatura di ispirazione socialista.
Premesso ciò, c'è sempre un punto da considerare: questo governo sarà stato anche richiesto da FMI, BCE e UE, come dicono tanti giapponesini sugli alberi che non si rendono conto che il mondo sta cambiando o i vari complottisti di cui siamo sempre ricchi, ma è pur sempre sostenuto da PDL, UDC e PD. Deve effettuare interventi che abbiano effetto, ma siano accettabili per i tre leader che lo sostengono, i famosi ABC.
Ribaltare il tavolo e dimettersi? Sarebbe un danno enorme per l'Italia.
Spree wrote:
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COncordo che ora il problema sia tutto della politica, che si sta prendendo il sopravvento su una economia che nulla può riguardo alla Grecia, e concordo pure che occorrerà intervenire per evitare il pericolo Weimar, allentando la presa sulla Grecia, ma teniamo conto di alcune cose.
Per quanto riguarda la Grecia non parliamo di liberismo o socialdemocrazia, sono due termini vuoti se pensiamo a quella situazione. Parliamo di un paese che non ha manifatture, produce poche cose e di non grande prestigio, vive di turismo e marina. Dopo l'ingresso nell'euro i politici locali hanno sfruttato l'occasione di effettuare grandi spese, di cui ha beneficiato la politica ma anche la popolazione, innalzando il tenore di vita in modo artificiale. Con la crisi è arrivato il conto.
Ricordo che anche Keynes parlava di paesi in situazione ben diversa, parlava di economia capitalista e di strumenti per tornare a far rendere le imprese (mantenendo su di loro una bassa tassazione) ed alzando i consumi aumentando il reddito con spesa pubblica, non parlava certo del finanziamento di una economia inesistente.
Dato che non si può finanziare all'infinito la Grecia e non si vuole mandarla in bancarotta (tecnicamente è già fallita, i creditori internazionali hanno già abbonato quasi l'80% del debito, vale a dire che se avevano 100 euro di credito si sono accordati per 20 o poco più, questo è a tutti gli effetti un concordato fallimentare) l'unica soluzione è dare sempre più tempo, mettere paletti meno stringenti, concedere qualche deroga, ma il tutto solo a condizione che le richieste siano rispettate e che la Grecia dia costantemente l'impressione di voler proseguire con le riforme. Perchè attenzione, noi ancora oggi non stiamo insegnando ai greci a pescare, gli stiamo dando pesci, e questo quanto potrà andare avanti? E senza una rivoluzione totale del sistema con cui funzionava lo stato, quando mai la Grecia potrà fare a meno dei pesci che riceve continuamente?
La Germania non è lo stato che sta affamando la Grecia, in quello ci hanno pensato da soli, la Germania è lo stato che potrebbe dare ancora più sussidi di quanti ne sta dando, assieme a quella UE di cui per ora hanno il predominio politico, quei sussidi che ora costituiscono buona parte del reddito dei Greci, ma nicchia nel concederli all'infinito senza condizioni. Chiediamo pure che siano meno severi, penso anche io che sia indispensabile, ma siamo sicuri nel voler dar loro torto?
Si tratta di una situazione praticamente irrisolvibile nel breve termine (e, come diceva proprio Keynes, nel lungo periodo siamo tutti morti), la responsabilità è tutta della vecchia classe politica greca, il rischio ancora lo stiamo correndo anche noi, ricordiamocene quando si tratterà di tornare alle urne o quando ci verranno riproposte olimpiadi come quelle di Atene.
@Noodles: vero che il PD è specialista nel rivitalizzare avversari moribondi, ma ancora nel 2008 Berlusconi aveva un seguito che oggi non ha. Per quanto riguarda accordi con Renzi, la strizzata d'occhio è un favore, una possibile mano tesa, o una polpetta avvelenata? Un elettore PD, per quanto moderato, per quanto liberale (ce ne sono, pensiamo al senatore Rossi), come pensiamo che prenda gli apprezzamenti di Berlusconi? Bene? O piuttosto con grande fastidio?
Un apprezzamento DOPO le elezioni potrebbe essere una mano tesa, OGGI è una polpetta avvelenata.
E poi, se tu fossi un esponente del PDL, con l'unica reale possibilità di alleanza costituita dal terzo polo, che pure nicchia, preferiresti avere contro un Renzi, che magari farebbe lui l'accordo col terzo polo o, in alternativa, ruberebbe parecchi voti moderati e pescherebbe nel tuo stesso mare, o la foto di Vasto, che ti lascerebbe molto più campo libero fra i moderati e ti consentirebbe di ripresentare lo spauracchio della sinistra (vero o falso che sia)?
Oggi se Berlusconi l'accordo lo facesse (o lo avesse guà fatto), lo farebbe (o lo avrebbe già fatto) solo con Bersani, che gli porterebbe via molti meno voti e gli consentirebbe di sperare di fagocitare nuovamente il terzo polo con la scelta di un candidato premier accettabile (ovviamente mai lui), magari con la regia del vecchio amico/nemico D'Alema.
Tutto ciò ovviamente esula da giudizi su Renzi, Vendola o Bersani, l'analisi è solo nell'ottica berlusconiana.