Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Posted: 06/10/2012, 11:27
A parte il fatto che io avevo scritto espressamente che avrei tenuto scuola e sanità pubbliche, quindi non capisco perchè mi fai esempi proprio in scuola o sanità (vuol dire che concordi con me? Nel caso bene, quel che scrivo poi diventa inutile), in Italia l'economia funzionava grazie alla vivacità delle PMI, non delle grandi imprese, e non a caso quasi tutte le grandi imprese pubbliche erano in perdita (non ENEL ed ENI, ovviamente, ma in quei settori ci sarebbe voluto parecchio impegno, ed in ogni caso sono spa).AMARYLLIDE wrote:Ma anche no, grazie. Se le maggiori imprese italiane ancora oggi (a 20 anni dalle colossali privatizzazioni del '92) sono ex industrie di stato, c'è un motivo, ovvero che gli imprenditori italiani non vivono nel 2000, ma nel 1800. Vedi nel caso della scuola: nei paesi anglosassoni le università d'élite sono private perchè le imprese sanno che da ottime università escono ottimi scienziati che con le loro scoperte danno un valore aggiunto enorme, e infatti ognuna di quelle università (la Ivy League USa + Oxbridge) ha ogni anno entrate superiori alle spese per l'istruzione universitaria di mezzo pianeta. E oltre alle università d'élite ci sono anche scuole private superiori di livello assoluto (le prep-school USA e Eton in UK), anche queste lautamente finanziate. Poi dopo si può (anzi, si deve) discutere del fatto che le scuole pubbliche USA sono posti dove si entra col metal-detector, e le università pubbliche ti danno una formazione inferiore a quella di un liceo italiano, ma per i migliori talenti, il meglio è in USA, non si discute.doc G wrote:Comunque almeno alcuni principi, meno stato, meno tasse, meno spesa pubblica, più concorrenza, più mercato dovrebbero assolutamente essere introdotti in Italia, è indispensabile, semmai possiamo discutere sulle dosi e sugli ambiti.
Per esempio io questi principi li eviterei per servizi come la scuola o la sanità.
Vediamo l'Italia: le superiori private sono o diplomifici o scuole d'indottrinamento cattolico, di livello infimo certificato anche dai test PISA, che danno uno scarto enorme a favore delle pur disastrate scuole pubbliche italiane. L'università? Di livello assoluto ci sono la Normale e la Sant'Anna a Pisa, e la SISSA a Trieste. Tutte e tre statali. La più famosa università privata è la Bocconi, che si occupa solo di una materia e che è stata fondata sostanzialmente per sfornare commercialisti capaci di esportare in Svizzera i soldi dei cummenda lombardi. Io penso che l'istruzione debba essere pubblica perchè quella privata porta nel migliore dei casi a un sistema classista, nel peggiore all'allevamento di generazioni di talebani (nel senso lato di integralisti religiosi), in entrambi a scuole pessime per la maggior parte degli studenti, ma in Italia c'è l'aggravante che al privato (chiesa a parte) dell'istruzione non frega una mazza, e quindi le scuole non si privatizzeranno, si chiuderanno e basta, e così si tornerà al 90% di analfabeti come nell'800.
Della privatizzazione della sanità, basta e avanza dire che il fiore all'occhiello della sanità lombarda era il San Raffaele.
Le grandi imprese da sempre vivono con un rapporto privilegiato con la politica, vivono di sussidi, appalti presi in regime di monopolio o oligopolio, di protezione dal mercato e di rendite di posizione. Ma possiamo davvero prendercela con le imprese? Se una grande impresa, foraggiando in qualche modo alcuni politici, che sia in modo legale o illegale da questo punto di vista poco cambia, può essere certa di mantenere il fatturato e guadagnare senza investimenti e senza rischi, perchè mai dovrebbe rifiutare questo prendendosi tutti i rischi della concorrenze e la necessità di investire per stare sul mercato? L'unica strada per evitare questo è che lo stato smetta immediatamente di impicciarsi di campi che non gli competono, faciliti l'azione degli imprenditori anzichè boicottarla (se un politico blocca una attività, può avere un utile perchè è possibile che prima o poi l'imprenditore gli chiederà quanto vuole per smettere di bloccare il tutto), con i soldi erogati per sussidi inutili abbatta subito il cuneo fiscale, per favorire l'occupazione, e successivamente le tasse sulle imprese (non sui redditi delle persone, sulle imprese, che oggi finiscono per pagare quasi il 70% degli utili, una vera rapina unica nel mondo civilizzato) per favorire gli investimenti.
Prove di quel che dico? Per ora mi limito a due:
http://www.heritage.org/index/ranking
Apparentemente sulle imprese esagero, le imposte sui redditi sembrerebbero più basse:
http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e ... onale.html
Ma se valutiamo il totale, comprese le imposte indirette e quelle locali:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Econo ... 34916.html
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=147505
http://www.ilmessaggero.it/home_economi ... 7293.shtml