Il topic della politica... entrateci moderatamente.

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Leviathan
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by Leviathan »

Qui in Brianza si discute dell'accorpamento delle province di Lecco-Como-Varese ma mi domandavo oltre agli accorpamenti lombardi avete dei link con notizie anche sulle province che si fonderanno anche nelle altre regioni?
Paperone
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

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Leviathan wrote:Qui in Brianza si discute dell'accorpamento delle province di Lecco-Como-Varese ma mi domandavo oltre agli accorpamenti lombardi avete dei link con notizie anche sulle province che si fonderanno anche nelle altre regioni?
in Emilia si torna alla situazione pre-indipendenza, con Parma&Piacenza, Reggio&Modena, Bologna città metropolitana e la provincia di Romagna (Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini)
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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doc G
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by doc G »

Leviathan wrote:Qui in Brianza si discute dell'accorpamento delle province di Lecco-Como-Varese ma mi domandavo oltre agli accorpamenti lombardi avete dei link con notizie anche sulle province che si fonderanno anche nelle altre regioni?
In Umbria dovrebbe sparire la provincia di Terni. La strada apparentemente più logica sarebbe l'accorpamento con Perugia, ma a questo punto coinciderebbero l'estensione della provincia con quella della Regione, mostrando tutta l'inutilità delle provincie in una regione di 800.000 abitanti, quindi si stanno cercando ipotesi alternative. Le ipotesi allo studio sono: fusione con RIeti, anch'essa in via di abolizione, con possibile passaggio in Umbria di Rieti o nel Lazio di Terni, accorpamento con la provincia di Roma assieme a Rieti, ovviamente nel Lazio, fusione con una provincia marchigiana, passaggio di alcuni comuni (vedi Foligno, Spoleto, Todi) nella provincia di Terni per evitare la cancellazione. Ancora non si riesce ad intravedere cosa accadrà davvero.
darioambro wrote: uno così magari predeva anche 3.000€ al mese, alla faccia nostra, e qualcuno l'ha pur votato no? mi verrebbe da dire che evidentemente chi l'ha votato non era tanto diverso

3.000 euro al mese? Magari.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by Leviathan »

doc G wrote:
Leviathan wrote:Qui in Brianza si discute dell'accorpamento delle province di Lecco-Como-Varese ma mi domandavo oltre agli accorpamenti lombardi avete dei link con notizie anche sulle province che si fonderanno anche nelle altre regioni?
In Umbria dovrebbe sparire la provincia di Terni. La strada apparentemente più logica sarebbe l'accorpamento con Perugia, ma a questo punto coinciderebbero l'estensione della provincia con quella della Regione, mostrando tutta l'inutilità delle provincie in una regione di 800.000 abitanti, quindi si stanno cercando ipotesi alternative. Le ipotesi allo studio sono: fusione con RIeti, anch'essa in via di abolizione, con possibile passaggio in Umbria di Rieti o nel Lazio di Terni, accorpamento con la provincia di Roma assieme a Rieti, ovviamente nel Lazio, fusione con una provincia marchigiana, passaggio di alcuni comuni (vedi Foligno, Spoleto, Todi) nella provincia di Terni per evitare la cancellazione. Ancora non si riesce ad intravedere cosa accadrà davvero.
Da quello che ho capito i capoluoghi di regione sono stati dichiarati metropoli e nessun'altra provincia può essere a loro accorpata, anzi nel caso di Roma penso verrà ulteriormente rimpicciolita come provincia. Firenze, Milano, Torino, Genova (con unione di Imperia-Savona per quanto riguarda la Liguria oltre alla conferma di La Spezia) sono diventate province-metropoli, pure Roma e Perugia e tutte le altre avranno stessa sorte non credo proprio subiranno accorporamenti quindi. E in questo caso sono curioso di cosa succederà in Molise.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by doc G »

Leviathan wrote: Da quello che ho capito i capoluoghi di regione sono stati dichiarati metropoli e nessun'altra provincia può essere a loro accorpata, anzi nel caso di Roma penso verrà ulteriormente rimpicciolita come provincia. Firenze, Milano, Torino, Genova (con unione di Imperia-Savona per quanto riguarda la Liguria oltre alla conferma di La Spezia) sono diventate province-metropoli, pure Roma e Perugia e tutte le altre avranno stessa sorte non credo proprio subiranno accorporamenti quindi. E in questo caso sono curioso di cosa succederà in Molise.
Non ho seguito moltissimo perchè la cosa non mi ha appassionato eccessivamente, il piano regionale era di spostare Foligno, Spoleto e Todi con Terni, in modo da salvare la provincia, ma i sindaci si sono opposti ed il piano è naufragato.
Per quanto riguarda i capoluoghi di regione, qui in Umbria hanno detto che il discorso delle aree metropolitane è al momento ancora allo studio e dovrebbe valere solo per città che superino una certa popolazione, che Perugia non raggiunge.

La legge Prodi sanciva :
« Le città metropolitane possono essere istituite, nell'ambito di una regione, nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria... »
Ma dovevano essere emanati i decreti di attuazione entro maggio 2012, data che è trascorsa senza alcun decreto di attuazione.

Qui un blog in cui si esamina la situazione nel dettaglio, che si sia d'accordo o meno con l'autore mi pare molto ben documentato.

http://geograficamente.wordpress.com/20 ... elle-prov/
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Porsche 928
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http://www.informarexresistere.fr/2012/ ... z28QPz2ly3
Più di 120 economisti hanno pubblicato un appello sul quotidiano francese Le Monde in cui si pronunciano contro il Trattato fiscale europeo. Denunciano un trattato “portatore di una logica recessiva che aggraverà gli squilibri attuali” e chiedono a François Holland di non seguire la politica di austerità dei suoi predecessori. I firmatari provengono da scuole accademiche diverse e tra loro ci sono economisti molto noti come:
Frédéric Boccara, Marc Bousseyrol, Laurent Cordonnier, Denis Durand, Guillaume Etievant, David Flacher, Bernard Friot, Jean Gadrey, Jacques Généreux, Bernard Guerrien, Jean-Marie Harribey, Michel Husson, Sabina Issehnane, Florence Jany-Catrice, Esther Jeffers, Paul Jorion, Pierre Khalfa, Dany Lang, Philippe Légé, Frédéric Lordon, Christiane Marty, François Morin, André Orléan, Dominique Plihon, Christophe Ramaux, Gilles Raveaud, Jacques Rigaudiat, Dominique Taddéi, Stéphanie Treillet.

No al Fiscal compact

Dal 2008, l’Unione europea è di fronte a una crisi economica senza precedenti. Contrariamente a quanto preteso dagli economisti liberali, questa crisi non è dovuta al debito pubblico. La Spagna e l’Irlanda, ad esempio, subiscono gli odierni attacchi dei mercati finanziari nonostante questi paesi abbiano sempre rispettato i criteri di Maastricht. L’aumento dei deficit pubblici è una conseguenza della caduta delle entrate fiscali dovuta in parte ai regali fiscali fatti alle classi più agiate, all’aiuto pubblico apportato alle banche commerciali e al ricorso ai mercati finanziari per detenere il debito a tassi di interesse molto elevati.

La crisi si spiega anche per l’assenza totale di un regolamentazione del credito e dei flussi di capitali a spese del lavoro, dei servizi pubblici e delle attività produttive. Essa è gestita dalla Banca centrale europa che appoggia senza condizioni le banche private ed esige al momento una “stretta condizionalità” all’austerity dagli Stati quando si tratta di svolgere il ruolo di “prestatore in ultima istanza”. Ed impone loro delle politiche di austerità che si rivelano incapaci di combattere la speculazione sui debiti sovrani dato che la sua sola missione riconosciuta dai trattati e quella di mantenere la stabilità dei prezzi. Inoltre, questa crisi è aggravata dal dumping fiscale intra-europeo e dal divieto fatto alla Bce di prestare direttamente agli Stati per le spese future, al contrario di altre banche centrali del mondo come la Federal Reserve Usa. Infine, la crisi è rafforzata dall’estrema debolezza del bilancio europeo e dal suo sprofondamento al tasso ridicolmente basso dell’1,24% del Pil, con un orientamento che rende impossibile qualsiasi espansione coordinata e ambiziosa dell’attività in Europa.

(…)

Limitando più che mai la capacità dei paesi a rilanciare le loro economie e imponendo loro l’equilibrio dei conti pubblici, il trattato è portatore di una logica recessiva che aggraverà meccanicamente gli squilibri attuali. I paesi che soffrono un affossamento della loro domanda interna saranno condotti a ridurre ancora più fortemente la loro domanda pubblica. Mentre diversi Stati membri sono già in recessione, questa minaccerà ancora l’attività produttiva e il lavoro, dunque le entrate pubbliche, il che accentuerà alla fine i deficit. Così, l’Ocse prevede già 300 mila disoccupati in più, in Francia, alla fine del 2013 dovuti all’austerità. A medio e lungo termine, il dato ipotecherà la transione sociale ed ecologica che ha bisogno di investimenti considerevoli.

In nome di una pretesa “solidarietà europea”, il trattato organizza di fatto la garanzia da parte degli Stati dei grandi patrimoni finanziari privati. Scolpisce nel marmo misure di austerità automatiche, imposte ai rappresentanti dei popoli, costringendo le loro decisioni di bilancio, dettate da un organismo non eletto. Il Meccanismo di stabilità europea (l’Esm), instituzione antidemocratica per eccellenza, potrebbe proporre prestiti a tassi un po’ meno elevati (5% in media). Ma questi prestiti sarebbero condizionati all’applicazione di una austerità drastica imposta ai popoli!
La garanzia pubblica degli investitori privati non fa che incoraggiare la speculazione mentre bisognerebbe spezzarla togliendole dalle mani il debito pubblico. L’insieme dell’edificio risposa così su delle condizionalità anti-sociali imposte a qualsiasi aiuto o intervento, e il rifiuto di intervento diretto della Bce per le nuove spese. Questa si accontenterà di un riacquisto restrittivo dei titoli di stato sul mercato secondario come già annunciato recentemente da Mario Draghi.
Centinaia di economisti nel mondo, tra cui alcuni premi Nobel come Joseph Stiglitz e Paul Krugman, hanno ampiamente criticato il non senso economico della politica attualmente in campo in Europa. Il risultato è senza appello: l’austerità è ingiusta, inefficace, anti-democratica.

Noi possiamo fare diversamente. L’avvenire dell’Europa merita un dibattito democratico sulle soluzioni di uscita dalla crisi. Un’espansione coordinata dell’attività produttiva, del lavoro e dei servizi pubblici sarebbe possibile, in particolare tramite il finanziamento diretto selettivo e a basso tasso da parte della Bce degli organismi pubblici di credito pubblici. Perché la Ue metta in azione queste politiche è urgente riformare e democratizzare le sue istituzioni. Un Fondo europeo di sviluppo sociale ed ecologico, a gestione democratica, potrebbe accentuare questa dinamica. In più, potrebbe mettere in pratica un controllo della finanza, in particolare vietando gli scambi di obbligazioni sovrane sui mercati secondari, limitando strettamente la cartolarizzazione e i prodotti derivati e tassando i movimenti di capitali speculativi.

Le sfide sociali ed ecologiche sono attualmente immense. È urgente una svolta per uscire dalla crisi dall’alto. È possibile disfarsi del bilancio oscuro delle politiche liberiste di una Francia che comprende 5 milioni di disoccupati e 10 milioni di poveri. Per darsi i mezzi adeguati occorre spezzare la morsa dei mercati finanziari e non dare loro maggior forza. È per questo che rifiutiamo la ratifica del Trattato europeo sulla stabilità, il coordinamento e la governante (Tscg).

Nella mia ignoranza l'ho trovato molto interessante.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by doc G »

Intanto un paio di accenni, poi semmai commenterò più a lungo.

1) Il testo rivela la sua natura di pura propaganda politica quanto parla di politiche liberiste francesi. La Francia e l'Italia sono le patrie dello statalismo e del dirigismo, politiche liberiste non ci sono e non ci sono mai state. Parlassimo di politiche liberiste irlandesi la cosa potrebbe avere un senso, dare colpe alle politiche liberiste per la crisi in Italia o Francia equivale a dar colpe ai rettiliani o ai protocolli di Sion. Diventa comodo quando si vuol proporre una soluzione che è "ancora più stato", quindi si cerca di dare colpe a caso a chi propone meno stato. Siamo arrivati all'assurdo che qualche demagogo parla di liberismo e macelleria sociale riferendosi a Svezia e Danimarca (che, per inciso, sono i paesi cui mi ispirerei io per uscire dalla crisi, ma di liberismo anche li non ce n'è tanto, più che in Italia si, ma in assoluto davvero poco).
Non si ritiene che il liberismo sia una politica economica saggia per uscire dalla crisi? Si pensa siano meglio politiche socialdemocratiche? Se ne può parlare, non è certo una bestemmia. Ma per favore basta con le cazzate complottiste (non tue, Porsche, dei firmatari).

2) La Spagna rispetta il trattato di Maastricht è un'altra cazzata. Apparentemente lo rispettava, ma poi sono venuti fuori buchi pazzeschi fra le autonomie locali, roba che in confronto Fiorito e Lombardo sono due verginelle, e buchi pazzeschi in quel sistema di casse di risparmio direttamente controllate dalla politica. In teoria la Spagna ha un rapporto deficit/PIL del 90%, buono, in realtà ancora nessuno può realmente dire a quanto ammonti questo rapporto, ma tutti si aspettano che sia ben superiore al 120%.

3) Come detto tante volte, uno stato che chieda l'aiuto delle istituzioni europee è uno stato la cui economia non sta in piedi da sola. Chi è quel pazzo che presterebbe soldi ad una impresa sull'orlo del fallimento senza pretendere un controllo di gestione e misure che sventino il fallimento? Se uno stato ha bisogno di aiuti europei vuol dire che è sull'orlo del fallimento, quindi è giusto e sacrosanto che si imponga un controllo di gestione e si chiedano politiche che affrontino davvero le cause della situazione.
Vogliamo forse pensare che, se l'Italia davvero avrà bisogno di aiuti, l'Europa ci dia fondi lasciando che li amministrino i vari Fiorito, Lombardo, Penati come hanno fatto fino ad oggi?

Ne possiamo parlare in modo più approfondito, ma questi tre punti mi bastano per descrivere quel manifesto come propaganda politica.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by Porsche 928 »

doc G wrote:Intanto un paio di accenni, poi semmai commenterò più a lungo.

1) Il testo rivela la sua natura di pura propaganda politica quanto parla di politiche liberiste francesi. La Francia e l'Italia sono le patrie dello statalismo e del dirigismo, politiche liberiste non ci sono e non ci sono mai state. Parlassimo di politiche liberiste irlandesi la cosa potrebbe avere un senso, dare colpe alle politiche liberiste per la crisi in Italia o Francia equivale a dar colpe ai rettiliani o ai protocolli di Sion. Diventa comodo quando si vuol proporre una soluzione che è "ancora più stato", quindi si cerca di dare colpe a caso a chi propone meno stato. Siamo arrivati all'assurdo che qualche demagogo parla di liberismo e macelleria sociale riferendosi a Svezia e Danimarca (che, per inciso, sono i paesi cui mi ispirerei io per uscire dalla crisi, ma di liberismo anche li non ce n'è tanto, più che in Italia si, ma in assoluto davvero poco).
Non si ritiene che il liberismo sia una politica economica saggia per uscire dalla crisi? Si pensa siano meglio politiche socialdemocratiche? Se ne può parlare, non è certo una bestemmia. Ma per favore basta con le cazzate complottiste (non tue, Porsche, dei firmatari).

2) La Spagna rispetta il trattato di Maastricht è un'altra cazzata. Apparentemente lo rispettava, ma poi sono venuti fuori buchi pazzeschi fra le autonomie locali, roba che in confronto Fiorito e Lombardo sono due verginelle, e buchi pazzeschi in quel sistema di casse di risparmio direttamente controllate dalla politica. In teoria la Spagna ha un rapporto deficit/PIL del 90%, buono, in realtà ancora nessuno può realmente dire a quanto ammonti questo rapporto, ma tutti si aspettano che sia ben superiore al 120%.

3) Come detto tante volte, uno stato che chieda l'aiuto delle istituzioni europee è uno stato la cui economia non sta in piedi da sola. Chi è quel pazzo che presterebbe soldi ad una impresa sull'orlo del fallimento senza pretendere un controllo di gestione e misure che sventino il fallimento? Se uno stato ha bisogno di aiuti europei vuol dire che è sull'orlo del fallimento, quindi è giusto e sacrosanto che si imponga un controllo di gestione e si chiedano politiche che affrontino davvero le cause della situazione.
Vogliamo forse pensare che, se l'Italia davvero avrà bisogno di aiuti, l'Europa ci dia fondi lasciando che li amministrino i vari Fiorito, Lombardo, Penati come hanno fatto fino ad oggi?

Ne possiamo parlare in modo più approfondito, ma questi tre punti mi bastano per descrivere quel manifesto come propaganda politica.

1) Nulla da obiettare pero un sistema per cui se un cittadino a cui alzano le tasse per risparmiare (o magari sopravvivere) abbassa i consumi, quindi abbassa l'introito per lo stato che sara obbligato ad aumentare le tasse, capisci che non ha molto senso, io devo ancora capire bene quale sia il modello di liberismo che potrebbe farci uscire dalla crisi, ma vabbe andremmo troppo lunghi.

2) A pensar male pero si potrebbe anche pensare che Spagna, Grecia, Italia ecc ecc siano state accettate dalla UE con conti assolutamente farlocchi(e avvalorati anche dalle famose agenzie di rating vorrei aggiungere) per guadagno dell'unione, pero ha tanta colpa chi ti da un biglietto da 500 euro palesemente falso sapendo che lo è, come quello che l'accetta per 250 accorgendosi prima che sia falso, pensando che prima o poi ci guadagnera ugualmente.

3) D'accordissimo! Sul serio. Pero sto passagio
Vogliamo forse pensare che, se l'Italia davvero avrà bisogno di aiuti, l'Europa ci dia fondi lasciando che li amministrino i vari Fiorito, Lombardo, Penati come hanno fatto fino ad oggi?
che in linea di massima sposo alla grandissima pero penso "allora cosa si vota a fare"(non solo in Italia parlo in generale, nel 2013 facciamo delle figure da cioccolatai come in Grecia che ogni governo che non andava bene "ai capi" cadeva in poche settimane)? A questo punto che ci mandino un centinaio di "esecutori fallimentari" (approvati da loro), magari non cosi pateticamente "tecnici" e li si sparpaglia in giro tra governo e regioni, basta dirlo almeno.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by doc G »

Porsche 928 wrote:
1) Nulla da obiettare pero un sistema per cui se un cittadino a cui alzano le tasse per risparmiare (o magari sopravvivere) abbassa i consumi, quindi abbassa l'introito per lo stato che sara obbligato ad aumentare le tasse, capisci che non ha molto senso, io devo ancora capire bene quale sia il modello di liberismo che potrebbe farci uscire dalla crisi, ma vabbe andremmo troppo lunghi.
.......................
Del resto ne parleremo in seguito, su questo io adesso non parlavo di liberismo come unica strada per uscire dalla crisi, ma delle cause. Non può essere causa di qualcosa una politica che non è mai stata seguita.
Per il resto aumentare le tasse non mi pare sia una politica esattamente liberista! In genere quei politici che sono stati definiti liberisti selvaggi, come Reagan e la Tatcher, le hanno abbassate! Addirittura Bush sr. ha definito la politica di Reagan "economia vodoo" perchè abbassava troppo le tasse, senza coperture, pensando che ciò avrebbe fatto levitare i consumi ed aumentare le entrate fiscali, cosa che non è avvenuta manco per sbaglio.
Il modello di liberismo te lo potrei anche spiegare, non foss'altro che io non lo sposerei in toto, già detto che mi ispirerei più a paesi come Svezia e Danimarca che a paesi come Inghilterra e Irlanda. Comunque almeno alcuni principi, meno stato, meno tasse, meno spesa pubblica, più concorrenza, più mercato dovrebbero assolutamente essere introdotti in Italia, è indispensabile, semmai possiamo discutere sulle dosi e sugli ambiti.
Per esempio io questi principi li eviterei per servizi come la scuola o la sanità, ma li introdurrei nella maggioranza dei settori, mentre c'è chi li vede come il fumo negli occhi anche nelle reti (ricordiamo il referendum sull'acqua pubblica), nel trasporto pubblico, nella previdenza. Discutiamone, basta che si introducano.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by AMARYLLIDE »

doc G wrote:Intanto un paio di accenni, poi semmai commenterò più a lungo.

1) Il testo rivela la sua natura di pura propaganda politica quanto parla di politiche liberiste francesi..
la deregolamentazione dei mercati finanziari e riforme del lavoro che accentuano la precarizzazione in Francia ci sono eccome, e sono sicuramente politiche liberiste. COme liberista è la logica del Fiscal Compact, ovvero distruggere il welfare state per salvare NON gli stati, ma le banche. Ed è comprovatamente falso che le misure imposte dalla BCE per i prestiti evitano il fallimento. Al contrario, lo accelerano, perchè politiche recessive quando si è già in recessione demoliscono definitivamente l'economia, com'è già successo in Grecia (che comunque, E' GIA' FALLITA formalmente, visto che la famosa ristrutturazione del debito dell'anno scorso è un default a tutti gli effetti( e sta succedendo in Spagna (btw, da quando nel bilancio statale si mettono i debiti delle casse di risparmio, che siano controllate o meno dalla politica?) e da noi , che stiamo attuando il Fiscal Compact (che i tedeschi, che non sono fessi, si sono guardati bene dall'approvare) ancor prima di chiedere un centesimo in prestito. Ed è liberista la pretesa ideologica che la crisi sia degli stati, quando è completamente falso, è TUTTA della finanza privata, gli stati sono andati in crisi per rimpinguare le casse di banche strafallite, non perchè i loro bilanci fossero sballati.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by FletcherLynd »

Porsche 928 wrote: 1) Nulla da obiettare pero un sistema per cui se un cittadino a cui alzano le tasse per risparmiare (o magari sopravvivere) abbassa i consumi, quindi abbassa l'introito per lo stato che sara obbligato ad aumentare le tasse, capisci che non ha molto senso, io devo ancora capire bene quale sia il modello di liberismo che potrebbe farci uscire dalla crisi, ma vabbe andremmo troppo lunghi.
ma infatti, finché si critica il fiscal compact perché guarda solo al lato delle entrate (+ tasse) e non a quello delle uscite (- spesa) ci può stare.

ma questi grandi economisti chiedono più spesa per rilanciare una economia europea che è a rischio a causa della spesa scellerata di alcuni dei suoi componenti. è una follia, anzi è criminale.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by FletcherLynd »

AMARYLLIDE wrote:a deregolamentazione dei mercati finanziari e riforme del lavoro che accentuano la precarizzazione in Francia ci sono eccome, e sono sicuramente politiche liberiste. COme liberista è la logica del Fiscal Compact, ovvero distruggere il welfare state per salvare NON gli stati, ma le banche. Ed è comprovatamente falso che le misure imposte dalla BCE per i prestiti evitano il fallimento. Al contrario, lo accelerano, perchè politiche recessive quando si è già in recessione demoliscono definitivamente l'economia, com'è già successo in Grecia (che comunque, E' GIA' FALLITA formalmente, visto che la famosa ristrutturazione del debito dell'anno scorso è un default a tutti gli effetti( e sta succedendo in Spagna (btw, da quando nel bilancio statale si mettono i debiti delle casse di risparmio, che siano controllate o meno dalla politica?) e da noi , che stiamo attuando il Fiscal Compact (che i tedeschi, che non sono fessi, si sono guardati bene dall'approvare) ancor prima di chiedere un centesimo in prestito. Ed è liberista la pretesa ideologica che la crisi sia degli stati, quando è completamente falso, è TUTTA della finanza privata, gli stati sono andati in crisi per rimpinguare le casse di banche strafallite, non perchè i loro bilanci fossero sballati.
hai capito tutta la situazione economica completamente al contrario. complimenti, perché non era facile. :ok:

le politiche recessive demoliscono l'economia, è vero, ma quando una economia è falsata e drogata da uno statalismo esasperato, demolirla è un'ottima cosa.

poi le ultime due righe sono fantascienza pura: intanto rimpinguare le casse di una banca "strafallita" NON E' una politica liberista,anzi è l'esatto contrario di una politica liberista.

inoltre ci sono banche e banche: le banche d'affari sono fallite per colpe essenzialmente loro, le banche commerciali sono in crisi essenzialmente perché hanno la pancia piena di titoli di stato che sono OBBLIGATE ad assumere e che non valgono la carta su cui sono stampati.

perché probabilmente ti sfugge il fatto che lo stato può decidere se foraggiare o meno una banca, mentre le banche sono OBBLIGATE giuridicamente a foraggiare lo stato negoziando i suoi titoli di stato.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by AMARYLLIDE »

doc G wrote:Comunque almeno alcuni principi, meno stato, meno tasse, meno spesa pubblica, più concorrenza, più mercato dovrebbero assolutamente essere introdotti in Italia, è indispensabile, semmai possiamo discutere sulle dosi e sugli ambiti.
Per esempio io questi principi li eviterei per servizi come la scuola o la sanità.
Ma anche no, grazie. Se le maggiori imprese italiane ancora oggi (a 20 anni dalle colossali privatizzazioni del '92) sono ex industrie di stato, c'è un motivo, ovvero che gli imprenditori italiani non vivono nel 2000, ma nel 1800. Vedi nel caso della scuola: nei paesi anglosassoni le università d'élite sono private perchè le imprese sanno che da ottime università escono ottimi scienziati che con le loro scoperte danno un valore aggiunto enorme, e infatti ognuna di quelle università (la Ivy League USa + Oxbridge) ha ogni anno entrate superiori alle spese per l'istruzione universitaria di mezzo pianeta. E oltre alle università d'élite ci sono anche scuole private superiori di livello assoluto (le prep-school USA e Eton in UK), anche queste lautamente finanziate. Poi dopo si può (anzi, si deve) discutere del fatto che le scuole pubbliche USA sono posti dove si entra col metal-detector, e le università pubbliche ti danno una formazione inferiore a quella di un liceo italiano, ma per i migliori talenti, il meglio è in USA, non si discute.
Vediamo l'Italia: le superiori private sono o diplomifici o scuole d'indottrinamento cattolico, di livello infimo certificato anche dai test PISA, che danno uno scarto enorme a favore delle pur disastrate scuole pubbliche italiane. L'università? Di livello assoluto ci sono la Normale e la Sant'Anna a Pisa, e la SISSA a Trieste. Tutte e tre statali. La più famosa università privata è la Bocconi, che si occupa solo di una materia e che è stata fondata sostanzialmente per sfornare commercialisti capaci di esportare in Svizzera i soldi dei cummenda lombardi. Io penso che l'istruzione debba essere pubblica perchè quella privata porta nel migliore dei casi a un sistema classista, nel peggiore all'allevamento di generazioni di talebani (nel senso lato di integralisti religiosi), in entrambi a scuole pessime per la maggior parte degli studenti, ma in Italia c'è l'aggravante che al privato (chiesa a parte) dell'istruzione non frega una mazza, e quindi le scuole non si privatizzeranno, si chiuderanno e basta, e così si tornerà al 90% di analfabeti come nell'800.
Della privatizzazione della sanità, basta e avanza dire che il fiore all'occhiello della sanità lombarda era il San Raffaele.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

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AMARYLLIDE wrote:
doc G wrote:Intanto un paio di accenni, poi semmai commenterò più a lungo.

1) Il testo rivela la sua natura di pura propaganda politica quanto parla di politiche liberiste francesi..
la deregolamentazione dei mercati finanziari e riforme del lavoro che accentuano la precarizzazione in Francia ci sono eccome, e sono sicuramente politiche liberiste. COme liberista è la logica del Fiscal Compact, ovvero distruggere il welfare state per salvare NON gli stati, ma le banche. Ed è comprovatamente falso che le misure imposte dalla BCE per i prestiti evitano il fallimento. Al contrario, lo accelerano, perchè politiche recessive quando si è già in recessione demoliscono definitivamente l'economia, com'è già successo in Grecia (che comunque, E' GIA' FALLITA formalmente, visto che la famosa ristrutturazione del debito dell'anno scorso è un default a tutti gli effetti( e sta succedendo in Spagna (btw, da quando nel bilancio statale si mettono i debiti delle casse di risparmio, che siano controllate o meno dalla politica?) e da noi , che stiamo attuando il Fiscal Compact (che i tedeschi, che non sono fessi, si sono guardati bene dall'approvare) ancor prima di chiedere un centesimo in prestito. Ed è liberista la pretesa ideologica che la crisi sia degli stati, quando è completamente falso, è TUTTA della finanza privata, gli stati sono andati in crisi per rimpinguare le casse di banche strafallite, non perchè i loro bilanci fossero sballati.
Sulle teorie complottiste degli stati falliti per finanza privata non concordo assolutamente, a mio parere si tratta della solita propaganda che ci rifila chi invece ha causato davvero la crisi, vale a dire classi politiche inadeguate.
La crisi è scoppiata a livello mondiale per via della crisi della finanza privata americana nel 2008, non c'è dubbio, ma:

1) L'Italia non cresce dal 1992 ed era già in crisi da tempo nel 2008, non facciamoci raccontare cose strane.
2) Alcuni paesi sono in crisi devastante, Grecia (giustamente già fallita), altri sull'orlo di una situazione simile (Italia e Spagna), altri reggono bene (Olanda, Belgio), altri in crisi non ci sono affatto, vedi Germania ed i paesi scandinavi. Si tratta di una crisi selettiva, a macchia di leopardo, o colpisce quegli stati che nel 2008 erano già messi male di per loro, quelli che non erano in difficoltà li ha colpiti in modo marginale? Neanche vale parlare di potenza politica, perchè la Francia è molto più forte e potente della Finlandia o della Danimarca, si tratta proprio di gestione.
3) I debiti delle casse di risparmio oggi sono pubblici perchè la Spagna le ha fuse in Bankia e nazionalizzate. Perchè è stato fatto ciò? Per salvare i banchieri? Strano modo di salvarli, sfilandogli il giocattolo e mettendoli sotto processo. E, come da noi, in gran parte gli azionisti erano fondazioni, le fondazioni sono controllate dai politici, che hanno causato la crisi di tali banche, ma l'azionariato è diffuso, in quanto un voto corrisponde ad un azionista, non ad una quota, chi ha il 51% delle azioni ha lo stesso peso al voto di chi possiede l'1%. La Spagna ha dovuto salvare le casse di risparmio perchè tali istituti non si prestano certo alla grande speculazione, essendo realtà locali, ma raccolgono i risparmi di milioni di persone comuni, dipendenti, piccoli artigiani o professionisti che sarebbero finiti sul lastrico.
In Italia le casse di risparmio sono già state salvate facendole confluire in Intesa ed Unicredit, che infatti faticano, ma i patrimoni di molte fondazioni erano elevatissimi, ormai sono quasi del tutto bruciati ma almeno queste due banche per ora non corrono rischi. I rischi chi li corre? MPS, che ha una sola fondazione ed è la banca che era controllata più direttamente dalla politica. Facciamola fallire? Si, potremmo, ma chi metteremmo sul lastrico? Profumo, che è presidente da pochi mesi, non so se sia nemmeno azionista e se lo è si è certamente parato le spalle? O una buona percentuale dei toscani e parecchie persone in tutta italia? Si tratta di una scelta da valutare attentamente, possiamo anche scegliere di farla fallire, ma dobbiamo sapere quale sarà il costo e che tale costo non sarà certamente pagato da fantomatici illuminati riuniti a vergare protocolli, ma in misura maggiore o minore da tutti noi, va solo valutato quale sarebbe il costo minore per la collettività. Ed in Spagna, senza alcun dubbio, per la collettività il costo maggiore sarebbe stato far fallire le casse di risparmio.

PS In Germania, come in tutti i paesi UE, il fiscal compact è stato convertito in legge.
La legge è stata approvata il giorno 29/6/2012 e promulgata il giorno 13/9/2012.
AMARYLLIDE
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Post by AMARYLLIDE »

FletcherLynd wrote: le politiche recessive demoliscono l'economia, è vero, ma quando una economia è falsata e drogata da uno statalismo esasperato.
la crisi economica è iniziata nel 2008 sì o no?
Cos'è successo nel settembre 2008, è fallito uno stato o una banca?
Direi che le chiacchiere stanno a zero, e i liberisti dovrebbero imparare a starsene zitti di fronte al fallimento epocale della deregulation che tanto hanno pompato.
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