Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

La gente vuole solo il goal
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margheritoni10
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by margheritoni10 »

mr.kerouac wrote: dici che gli altri danno importanza allo scudo per impossibilità di arrivare al bersaglio grosso?
No, non ne faccio un problema di importanza/trofei... semplicemente che a forza di propaganda mi sono convertito al culto della CL. Chiaro, il fatto che negli ultimi 5 anni siamo sempre lì ha dato una mano a questa conversione, ma indipendentemente dal milan ho imparato ad apprezzare sto torneo come l'evento principale della stagione. Ora perchè sono intriso di fanatismo calciofilo mi sorbisco ancora strazianti esibizioni domenicali ma nel mio programma elettorale per la futura legislatura ho inserito un numero considerevole di domeniche ecologiche bilanciato da martedì/mecoledì lavorativi. Indipendentemente dalla presenza dell'A.C. Milan.
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E' lo stesso medesimo principio, mismo, siam sempre lì qualità o quantità??
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mr.kerouac
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by mr.kerouac »

atmosfera, grandi giocatori, arbitri che fanno correre, il mondo che ti guarda, partite a cui pensi da 20-25 giorni prima.
no no, non ce n'è proprio
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
"mr.kerouac [...] sa essere cattivo con pochissime parole". (Angyair)

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Teo
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato

Post by Teo »

Nel 2003 e anche nel 1999 io mi sono divertito parecchio (e direi anche esaltato).

Diciamo che le altre squadre europee in campionato fanno leggermente meglio negli ultimi anni, ma capisco che per qualcuno possa essere solo regular season.
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Vic Vega
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by Vic Vega »

margheritoni10 wrote: Quella porcheria del Donda di ieri non vi è sembrata la classica: "rivolta dello schiavo affrancato?" Cioè, dopo anni passati al suono di Signor si Signore questo sembrava volesse togliersi delle rivincite... Come se in testa gli fosse scattato il "mi avete condizionato la carriera per anni con il vostro cazzo di sistema? Ora che posso ve le faccio cagare tutte..." Magari pure inconsciamente, senza premeditazione... s'è presentata l'occasione e s'è sfogato! Dai, altrimenti non è spiegabile una serie così lunga di cazzate in pochissimo tempo...
E' la spiegazione più plausibile, anche se sull' inconsciamente, senza premeditazione nutro una forte sfiducia. Ma trattasi di processo alle intenzioni.
La cosa certa è che Dondarini non dovrebbe più arbitrare, ma non da Sabato. Da quando venne fuori il suo coinvolgimento nel guano di Calciopoli. Ce n'era abbastanza per ritenerlo un arbitro poco trasparente, condizionabile e manovrabile, che cavolo ci sta ancora a fare?
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by francilive »

Vic Vega wrote: E' la spiegazione più plausibile, anche se sull' inconsciamente, senza premeditazione nutro una forte sfiducia. Ma trattasi di processo alle intenzioni.
La cosa certa è che Dondarini non dovrebbe più arbitrare, ma non da Sabato. Da quando venne fuori il suo coinvolgimento nel guano di Calciopoli. Ce n'era abbastanza per ritenerlo un arbitro poco trasparente, condizionabile e manovrabile, che cavolo ci sta ancora a fare?
vedi, se tu infanghi 100 persone e ne fai fuori solo 4 o 5 (moggi, giraudo, de santis e quell'altro della cupola del brunelleschi), mi pare normale che ci sia qualcosa che non torna, oltretutto con una dinamica dei fatti cosi palesemente chiara. l'indagine, a libro paga di moratti è stata appoggiata da carraro, che ha rimesso a posto tutti i propri tasselli, facendo fuori soltanto quelli a lui scomodi. come possiamo pensare che questa seconda repubblica pallonara, che non è nè più nè meno che un carraro bis, possa essere esente dai vizi e dalle forme che hanno caratterizzato il calcio prima di farsopoli?
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by vikings11 »

francilive wrote: vedi, se tu infanghi 100 persone e ne fai fuori solo 4 o 5 (moggi, giraudo, de santis e quell'altro della cupola del brunelleschi), mi pare normale che ci sia qualcosa che non torna, oltretutto con una dinamica dei fatti cosi palesemente chiara. l'indagine, a libro paga di moratti è stata appoggiata da carraro, che ha rimesso a posto tutti i propri tasselli, facendo fuori soltanto quelli a lui scomodi. come possiamo pensare che questa seconda repubblica pallonara, che non è nè più nè meno che un carraro bis, possa essere esente dai vizi e dalle forme che hanno caratterizzato il calcio prima di farsopoli?
Che poi, bene o male, è quello che pensano maggiormente all'estero...dove forse guardano con occhi più imparziali e meno faziosi dei nostri...
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by BruceSmith »

vikings11 wrote: Beck, non cosi!!

di Dominio Bianconero

Caro Roberto, per l’amicizia che ci lega trovo utile e opportuno “commentare” il tuo ultimo pezzo uscito sulla STAMPA di oggi, 25 febbraio.
Prendo spunto dal tuo pezzo e aggiungo in grassetto i miei commenti in modo da facilitarne la lettura.

AL LIMITE DELLA MALAFEDE di Roberto Beccantini

Le vedove di Moggi sono in brodo di giuggiole: visto?
Caro Roberto io non sono una vedova di Moggi, bensi sono una vedova della Juventus, dell’orgoglio di appartenenza a questi colori, dell’orgoglio di condivisione di questa passione con l’Avvocato Agnelli e con il Dottor Umberto; e probabilmente, se fossero vivi, le prime vedove di Moggi sarebbero loro oppure, forse molto piu’ semplicemente, non ci sarebbe nessuna vedova.

Dopo i fatti di Reggio, si gonfia il partito degli juventini che considerano
1) Luciano non più un male necessario, ma semplicemente necessario
2) questo campionato non meno falso di quelli smascherati da Calciopoli. Il problema non è più come la Juventus «lavorava» gli arbitri. Il problema è come certi arbitri, oggi, «lavorano» la Juventus.
La Juventus lavorava gli arbitri? Caro Roberto ti pago 1000 euro se mi porti una intercettazione di Moggi che parla con un arbitro. In tutta Calciopoli ci sono solo 2 arbitri che parlano sicuramente con dirigenti di squadre di calcio e sono NUCINI e COLLINA. E non parlano ne con Moggi ne con Giraudo.

Di qui la nostalgia per i metodi della Triade, schede incluse.
Anche qui parli di schede ma è evidente che il teorema non regge e tu lo sai benissimo. Avere schede sim straniere per proteggere i propri affari non e’ reato e credo che attualmente molte persone del mondo del calcio ne fanno ancora uso. Detto questo ti do 1000 euro se mi porti una prova di scheda regalata da Moggi ad un arbitro. Neanche NUCINI, che aveva accusato Moggi di avergliene data una è stato capace di consegnare il corpo di reato. Dice che l’ha buttata subito dopo che gli era stata consegnata. Ed io, dovrei credere a un arbitro che era amico intimo di Facchetti (illecito conclamato mai punito)?

Legittima difesa. I tifosi pensano ai torti, mai ai favori. Domani sera c’è il derby, e ci mancherebbe pure che il regime usasse il Toro come forma di risarcimento. Gli arbitri sono giudici, e la giustizia, in Italia, è il nervo scoperto di tutto e di tutti, dalla politica allo sport. Di Dondarini ha spaventato la gestione tecnica della partita: cinque episodi dubbi, tutti pro Reggina. In discussione, non è il rigore concesso ad Amoruso ma i rigori che, con quel metro, avrebbe dovuto concedere prima, a Nedved e Sissoko.
Gussoni, presidente dell’Aia, e Collina, designatore, non sono riusciti a comporre la frattura determinata dallo scandalo delle intercettazioni.
Gussoni chi lo ha nominato? Chi è Cosa fa? Che rapporti ha con Moratti? Ecco, mi aspetto un bel pezzo su questo argomento, invitandoti a consultare WIKIPEDIA alla voce GUSSONI prima di scriverlo.....
Molti arbitri continuano a ritenere l’ex società di Moggi e Giraudo responsabile di una carriera macchiata se non, addirittura, mutilata. Se Bergonzi, a Napoli, era stato inadeguato, Dondarini, al Granillo, non era sereno. La mediocrità della «casta» ha accentuato il disagio. Il fumo delle direttive ha completato l’opera. Penso allo stupro del fuorigioco: il gol di Cicinho ricorda da vicino la rete di Iaquinta a Firenze, con Totti nei panni (e nei paraggi) di Trezeguet.
Altro che mediocrità. Io sono più sincero e dico come la penso. Sanno chi comanda e vogliono farsi la vecchiaia serena. Prima comandavano in 4/5 e il campionato era moderatamente regolare. Adesso comanda uno solo e il campionato è il più falsato della storia del calcio.

Collina obietterà: non siete mai contenti, voi giornalisti, ci accusate di sudditanza psicologica e poi, non appena sbagliamo ai danni di una Grande, apriti cielo. Vero. Ma c’è modo e modo di sbagliare. E inoltre, se la Grande è quasi sempre la stessa, qualcosa vorrà pur dire. Più il campionato non è credibile, più perde credibilità chi lo vince. Vale per tutti, anche per l’Inter. L’aspetto che più mi disgusta è la sindrome da maggiordomo. Facile, oggi, pugnalare la Juve: molto più facile che ribellarsi alle lusinghe e ai maneggi passati.
Anche in questo caso parli di maneggi ma non riesco a capire a cosa tu ti riferisca? Non ci sono prove di maneggi e questo lo ha detto persino il Presidente Cobolli Gigli ( in una lunga intervista video al Corriere dello Sport) che sicuramente non e’ come dici tu “una vedova di Moggi”. Allora io ti rimetto sempre sul piatto i famosi 1000 euro se mi porti l’esempio concreto di un maneggio.

Non rinchiude più gli arbitri nello spogliatoio (Paparesta a Reggio, guarda caso); si limita a inviare letterine ad Abete e Gussoni, reclamando quel diritto alla par condicio che, scritto su carta intestata, suona come il più clamoroso degli ossimori.
Ancora con questa storia di Paparesta chiuso nello spogliatoio? Ormai anche mio figlio di 7 anni ha capito che è una delle più grandi leggende metropolitane degli ultimi 200 anni, insieme agli ebrei delle twin towers e alle scimmie di mare che vendevano sull’Intrepido. Eppure dovresti saperlo che in merito alla vicenda ci sono state deposizioni degli interessati, nonché una sentenza di archiviazione in merito, che hanno escluso in maniera netta qualunque tipo di sequestro di persona e/o di chiusura negli spogliatoi di chicchessia. Fu la solita, goliardica millanteria di Lucianone al telefono per farsi bello. Siete rimasti ormai tu e Varriale e qualche altra “sposa di Travaglio” a parlare ancora di questo episodio......

Le autorità competenti le hanno risposto senza rispondere (Gussoni, coda di paglia: «Mi rifiuto»): fuor di metafora, e di furore, non c’è trippa per gatti. Tocca a Collina. Destinatario della missiva, allenatore di una squadra divisa e ondivaga. Una volta, i dossier li compilava l’Inter. Oggi, dopo il processo che ha sabotato le gerarchie, li imbuca la Juve.
Mi spiace Roberto. I dossier non li compilava l’Inter ma li faceva compilare ad altri. Ed anche in maniera illegale. E ci pagava anche l’IVA visto che sono state ritrovate la fatture.

Domani derby, mercoledì Inter-Roma. Cassano ha aperto una fessurina. Dondarini ha chiuso l’ennesima tregua. E così sia


:notworthy:
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by BruceSmith »

vikings11 wrote: Mikele, non preoccuparti, quando la Gazzarra e gli altri organi ufficiali daranno comunicazione anche di cosa dicono realmente i verbali (vedi immagine postata da me sopra), allora probabilmente nel popolino si insinuerà il dubbio che forse la maggior parte delle boiate uscite in calciopoli sono leggende metropolitane, messe li per ingigantire la figura diabolica di Moggi e dell'Inferno, la società Juventus...

PS. Interessante in tal senso, mi dicono, le facce dei bulletti da Ravezzani ieri sera, stupiti e improvvisamente muti quando hanno ascoltato la vera intercettazione Pairetto-Dondarini, e non quella artifiziosamente estrapolata dalla cartina da c*lo rosa... :gazza:
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by BruceSmith »

le trentadue (o trenta) chiamate di moggi prima di juve-milan (un paio di rigori colossali non dati, kaka in contropiede fermato per "guida in stato di ebbrezza") sono ingigantite dalla carta igienica rosa o cos'altro?
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IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by BruceSmith »

erano chiamate all'arbitro, per chi facesse finta di non ricordare.
ah, e chi era l'arbitro?
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by vittoliam »

BruceSmith wrote: le trentadue (o trenta) chiamate di moggi prima di juve-milan (un paio di rigori colossali non dati, kaka in contropiede fermato per "guida in stato di ebbrezza") sono ingigantite dalla carta igienica rosa o cos'altro?





ma anche quelle sono tutta farina del sacco(e del portafogli) di Moratti che ti credi!
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by acnumber7 »

BruceSmith wrote: erano chiamate all'arbitro, per chi facesse finta di non ricordare.
ah, e chi era l'arbitro?
Bertini, juventus club Arezzo :paper:
The goat
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by The goat »

ma la gazzetta non c'entra nulla.
può riportare quello che vuole, come del resto il corriere, tuttosport  :lol2: o gl altri giornaletti che si sono occupati di queste cose.

io ho la fortuna (sfortuna?) di conoscere persone che sono state più o meno dirette parti in causa nel processo sportivo su calciopoli (meno!), come in passato in quello penale sul doping (più!) e aver letto qualcosa in più.
la situazione era grigia, ma grigio scuro.

su una sola cosa moggi ha ragione... le sentenze sportive erano già state sommariamente fatte prima, carte alla mano. infatti io le avevo postate già prima del processo, non sbagliando quasi nulla.
il problema è che molti questo l'hanno interpretato come un processo farsa.
la verità è che le cose erano così messe male, che tutti si sono fatti i calcoli in tasca propria... ed hanno teso una mano nei confronti della rispettiva controparte. accusa e difesa si sono venute incontro.
le condanne sportive sono state valutate e somministate ad hoc in maniera da chiuderla nel più breve tempo possibile, senza ricorsi e partire da zero qualche settimana dopo.
una situazione del genere prevede per forza condanne inferiori rispetto ai reati o presunti tali.
Last edited by The goat on 26/02/2008, 16:48, edited 1 time in total.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by IL Poz »

Dal sito del Corriere, alcune pillole per rinfrescare la memoria

DATTILO DIMEZZI L'UDINESE
26/09/2004 (Giraudo a Moggi sull'arbitro Dattilo che la settimana successiva dirige Juventus- Udinese)
«Se è un po' sveglio, gli dimezza l'Udinese».
GLIEL'HO DETTO: GIOCA MALE
23/08/2004 ore 9.37
Moggi: «Pronto»
Giraudo: «Tutto bene?»
Moggi: «Mica tanto»
Giraudo: «Cosa è successo?»
Moggi: «Hai visto che ci han cambiato l'arbitro? (...). È venuto Paul Green (in realtà Graham Poll, ndr), l'inglese»
Giraudo: «Porco Giuda»
Moggi: «I mortacci loro, io l'Atalanta (il nome per l'ex designatore Bergamo, ndr), cazzo, ora ora voglio sentì»
Giraudo: «Che strana cosa, oh»
Moggi: «Dieci giorni fa m'aveva detto quello (...). Gli inglesi sono tutti stronzi, mi informo un attimo poi ti dico»
Giraudo: «Sì sì (...) Ti ha mica detto niente Raiola (manager, tra gli altri, di Ibrahimovic ndr) di com'è andata ieri?
Moggi: «Ha fatto tre gol» Giraudo: «Lui (Ibrahimovic, ndr) è fatto così, ha vinto 6-2»
Moggi: «Ha fatto tre gol, ha dato spettacolo, m'ha fatto parla' con il giocatore (...)»
Giraudo: «(...) il giocatore eravamo rimasti d'accordo che finita la partita andava dall'allenatore e dalla società e diceva io adesso non gioco più, dovete vendermi. L'ha fatto o no questo?»
Moggi: «Ah, ma questo non me l'ha detto (...)»
Giraudo: «Ma che cazzo, io gliel'ho detto: gioca male. No, deve giocare benissimo, bene! Gioca benissimo, così almeno adesso sarà un casino a venderlo, lo valuteranno (...) Gli diceva, io adesso questo torna domenica, io non gioco più (...) vendimi perché tu hai ancora 10 giorni per comprarti il mio sostituto, sappi che poi non gioco più. Questo doveva dire»
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by vikings11 »

ridete, perculeggiate, fate quel che volete... :naughty:
la verità è che comunque le intercettazioni sono state tagliate a dovere....

nel mentre che le cerco, quelle originali in PDF che erano apparse anche su Repubblica....
voi rinfrescatevi pure l'idea con questo...
LE INCONGRUENZE DELLE SCHEDE SVIZZERE
La grande novità emersa dalle indagini napoletane consiste nella scoperta di una presunta rete segreta di comunicazione messa in piedi da Luciano Moggi mediante l’utilizzo di schede telefoniche estere (svizzere in particolare, ma anche slovene e del Liechtenstein). Questi i possessori delle tessere straniere:

Moggi (5 utenze) gli arbitri De Santis (1), Racalbuto (2), Bertini (1), Paparesta (1), Pieri (1), Dattilo (1), Gabriele (1) e Cassarà (1), il guardalinee Ambrosino (1), i designatori Bergamo (2) e Pairetto (2) e il dirigente del Messina, Mariano Fabiani (2).

21 tessere in tutto (su un totale di 45, le altre non sarebbero state identificate). L’argomento, come prevedibile, ha avuto vasta risonanza, con i giornali a trattare dell’esistenza delle schede come un dato certo e incontrovertibile. Invece le incongruenze e le imprecisioni sono molte. Vediamole.
I Carabinieri (vedi informativa dell’aprile 2005) scoprono l’esistenza di queste utenze il 19 febbraio 2005 allorché Bergamo chiama da casa sua uno dei telefonini svizzeri di Luciano Moggi. Sulla scorta di questo viene da chiedersi perché la Procura non abbia avanzato richiesta di intercettazione anche per queste utenze, dal momento che, se le chiamate finivano in roaming sul territorio italiano, le stesse sarebbero risultate intercettabili. Strano che nei 26 mesi dalla scoperta delle schede alla comunicazione di chiusura indagini non siano state fatte azioni in questo senso.
I Poirot napoletani avrebbero invece compiuto un percorso “a posteriori”, raccogliendo i dati di ingresso e di uscita dalle celle telefoniche “attivate” dalle schede, incrociandoli con le locazioni territoriali dei soggetti indagati. Grazie a questo meccanismo, gli investigatori hanno costruito una mappa di partite che sarebbero state “preparate” da conversazioni effettuate con queste utenze. Analizziamo le più importanti:

▪ Coppa Italia

Semifinale: Cagliari-Inter 1-1 - Bertini Ottavi: Inter-Bologna 3-1 - Cassarà Ottavi: Cagliari-Lazio 2-1 - Dattilo Ottavi Bologna-Inter 1-3 - Gabriele Quarti Milan-Udinese 3-2 - Gabriele

Nessuna partita della Juventus. L’Inter vince 2 volte su 3, il Milan vince. Dove sono i vantaggi per la Juve?

▪ Campionato: partite Juventus

7° Siena-Juventus 0-3 - Bertini 9° Juventus-Chievo 3-0 - Pieri 10° Reggina-Juventus 2-1 – Paparesta 15° Bologna-Juventus 0-1 – Pieri 16° Juventus-Milan 0-0 – Bertini 19° Cagliari-Juventus 1-1 – Racalbuto 23° Palermo-Juventus 1-0 – De Santis 27° Roma-Juventus 1-2 – Racalbuto

Non uno score eccezionale per i bianconeri che perdono ben due partite (entrambe caratterizzate da clamorosi errori arbitrali a sfavore). Stranamente nessuna chiamata in corrispondenza di partite con l’Inter o nelle ultime 11 giornate di campionato, quelle decisive per l’assegnazione dello scudetto.

▪ Campionato: partite Milan

8° Milan-Atalanta 3-0 - Bertini 10° Milan-Roma 1-1 – Bertini 11° Brescia-Milan 0-0 - Racalbuto 12° Milan-Siena 2-1 - Bertini 14° Parma-Milan 1-2 – Pieri 21° Milan-Bologna 0-1 - De Santis 22° Messina-Milan 1-4 - Bertini 24° Reggina-Milan 0-1 – Cassarà 26° Inter-Milan 0-1 – De Santis 27° Atalanta-Milan 1-2 - Bertini

Cammino quasi perfetto del Milan, rivale principale della Juventus: una sola sconfitta, ma ben cinque vittorie esterne!
Nell’elenco figurano anche altri incontri che comprendono quasi tutte le squadre della masima serie, oltre che 17 partite del campionato cadetto (cui prodest?). Considerando tutte le gare incluse nella lista (79 in tutto) e calcolando la media punti ottenuta da ciascuna squadra, otteniamo un’interessantissima, e incredibile, statistica:

Livorno 2,3 (media campionato 1,18) Milan 2,08 (media campionato 2,07) Salernitana 2 (media campionato 1,21) Inter 1,9 (media campionato 1,89) Messina 1,76 (media campionato 1,26) Reggina 1,62 (media campionato 1,16) Roma 1,42 (media campionato 1,18) Juventus 1,88 (media campionato 2,26!!!)

Pazzesco: con gli otto fischietti sotto accusa tutte le squadre hanno guadagnato rispetto alle medie complessive. L’unica a perderci è la Juventus, che deve fare i conti con un -17%!!!!
Esaminiamo ora la media punti che ogni arbitro ha permesso di totalizzare alla Juventus nella stagione 2004/05 (in grassetto gli “svizzeri”):

Trefoloni: 3 (4 gare) Dondarini: 3 (2) Pieri: 3 (2) Banti: 3 (1) Collina: 2,6 (5) Farina: 2,5 (4) Rodomonti: 2,33 (3) Messina: 2,25 (4) Paparesta: 2 3) Racalbuto: 2 (2) Bertini: 1,66 (3) De Santis: 1,4 (5)

Incredibile ma vero, gli arbitri dotati di tessere telefoniche straniere figurano tutti agli ultimi posti di questa speciale classifica (con la sola eccezione di Pieri, il quale ha però diretto i bianconeri in sole due occasioni)! Che cupola sgangherata!
Le sorprese, tuttavia, non finiscono qui: degli otto arbitri accusati, né Cassarà né Gabriele hanno mai arbitrato la Juventus sia nella stagione 2004/05 che nella stagione 2005/06. Quindi, a quale fine dotarli di utenze riservate? Ma, per ottenere un riscontro statistico più attendibile, consideriamo la media punti di due campionati, anziché di uno solo:

Media punti arbitri “svizzeri”: 2,11 Media punti arbitri “normali”: 2,50 Media punti generale: 2,32

Ancora una volta la matematica parla chiaro. Anche su un campione più vasto – e quindi più affidabile – la Juventus non solo non guadagna nulla dai fischietti ritenuti “amici”, anzi ci perde (-9%). Gli arbitri “senza schede”, al contrario, fanno totalizzare un aumento del 7,8%!!!
Ma, laddove non arriva la statistica, arriva il buon uso della logica e la paziente ricerca. Esaminiamo, quindi, uno per uno tutti i punti oscuri della teoria accusatoria formulata dai pm napoletani.

L’UOMO CHE (NON) TI ASPETTI

Una prima stranezza è costituita dalla presenza di Mariano Fabiani tra i possessori di sim card svizzere. Il dirigente messinese, infatti, figura anche come oggetto di attenzione nella vicenda relativa ai dossier illegali di Tavaroli. Una circostanza che non può non far pensare, come indica quest’Ansa del 2 maggio 2007:

Milano - L'ex direttore sportivo del Messina Mariano Fabiani si è costituito parte lesa nel procedimento per le intercettazioni illegali che avevano portato in carcere, tra gli altri, l'ex responsabile della sicurezza di Telecom Giuliano Tavaroli. Fabiani era stato coinvolto nelle indagini di calciopoli per accertamenti della magistratura verificatisi nello stesso arco di tempo nel quale, a quanto si e' appreso, era stato illegalmente spiato. “Vorremmo capire il perché di questa contemporaneità - spiega Andrea Miroli, legale di Fabiani - la coincidenza è singolare dal momento che è risultato dalle indagini che questi accertamenti erano commissionati da ben note societa' di calcio”

IL METODO DELLE CELLE

Il metodo adottato dagli investigatori per risalilre ai possessori delle utenze svizzere è, come detto, “a posteriori”. Esso si basa infatti sul sistema delle celle, ovvero sul rilevamento di accesione e spegnimento dei ripetitori telefonici (abbinando ad esempio la cella del centro di Bari con Paparesta), ognuno dei quali con un raggio di azione diverso. Il problema è che esistono celle in grado di coprire anche raggi di 100km, senza contare che, in caso di sovraccarico di una di esse, il segnale può essere fatto transitare per altri snodi, anche molto distanti tra loro. Questi problemi rendono ancora più difficoltoso l’abbinamento chiamate/possessore.

GENTE CHE NON C’È

Alcuni avvocati, nelle loro memorie difensive, hanno fatto notare decisive discrepanze nei rilevamenti effettutati. È il caso, ad esempio, dell’arbitro Paparesta: il 21 marzo 2005 due telefonate partono da un numero svizzero che si sospetta in suo possesso verso il cellulare italiano dello stesso arbitro barese. «È, appunto, un’anomalia - spiega il difensore, l’avvocato Sebastiano Giaquinto - che riusciremo a chiarire ai pm, anche perché Paparesta, in quei giorni, non era in Italia ma in Spagna con la famiglia. Lo dimostrano le tracce della sua carta di credito utilizzata per pagare l’albergo» (Il Mattino, 19 aprile 2007).
Stesso discorso per Massimo De Santis, al quale sono contestate telefonate su celle ove non era possibile si trovasse: una è quella di un quartiere di Roma in corrispondenza della sua vecchia abitazione, abbandonata dopo la separazione dalla moglie, l’altra è quella di Linate, che si “accende” alle ore 18.00 di una domenica pomeriggio. Circostanza impossibile dal momento che l’arbitro, dopo le partite arbitrate a San Siro, non raggiungeva l’aeroporto prima delle 18.30/19.00.

QUANTE TELEFONATE!

Nel resoconto dei Carabinieri vengono contestate a Moggi, alla viglia di Juventus-Milan del 18 dicembre 2004, ben 42 telefonate con l’arbitro Bertini. Rimane da chiedersi cosa abbiano avuto di tanto importante da dirsi. Strano poi che due persone, appartenenti allo stesso “sodalizio”, sentano la necessità di confrontarsi in continuazione sul da farsi.

LA FORMULA MAGICA

Secondo gli inquirenti, i possessori di sim svizzere avrebbero concordato tra di loro una codice segreto per comunicarsi il momento in cui accendere i dispositivi non intercettabili. Tale codice sarebbe stato identificato nella parola “accendi” che Moggi dice a Pairetto in un’intercettazione contenuta nei fascicoli della Procura di Torino. Peccato che tale convenzione sia presente una sola volta, quella appunto, e non compaia mai nelle numerosissime telefonate esaminate dalla Procura di Napoli.

IL CODICE IMEI

Il codice IMEI è quel numero che identifica univocamente il telefono cellulare. Ogni apparecchio, anche se di differenti marche, possiede uno ed un solo codice di quel tipo. Tale codice (in gergo definito “master”) è molto importante dal momento che viene sempre abbinato al numero telefonico (detto “slave”) tenuto sotto controllo. Questa procedura permette di scoprire se il soggetto monitorato inserisce schede diverse sullo stesso appaecchio. Guardando i tabulati è infatti possibile sapere quale IMEI carica quali e quante schede. Ed è ciò che è accaduto alla Procura di Torino dove, proprio grazie a questo tipo di confronto, sono state scoperte altre utenze in possesso di Luciano Moggi. Leggiamo dalla richiesta di archiviazione di Marcello Maddalena:

Altre utenze cellulari in uso al Moggi (più esattamente, attraverso le intercettazioni dei numeri seriali master e slave si rendeva possibile intercettare più schede che il Moggi utilizzava nei suoi cellulari) venivano intercettate (decreto n.659\04 R. Int) a partire dal 12.8.04.

Nonostante questo tipo di controllo, né nel provvedimento torinese, né nelle informative dei Carabinieri di Roma viene mai menzionata l’esistenza di una scheda straniera. Eppure, se anche una sola volta Moggi avesse caricato una scheda su uno degli IMEI sorvegliati, l’abbinamento sarebbe stato immediatamente visibile.
Questo ragionamento conduce ad una conclusione logica: è stato verificato che Moggi era in possesso di almeno 3-4 telefoni cellulari “italiani” e gli viene imputata la detenzione di 5 schede svizzere le quali venivano attivate previa comunicazione in codice. Se aggiungiamo che la prima regola di chi non vuole farsi scoprire è accendere il telefono il meno possibile, non ci resta che pensare a un Moggi a spasso per l’Italia con una valigetta contenente una decina di cellulari sempre e costantemente trillanti Un Moggi che dovrebbe passare la giornata a togliere e mettere schede, ad accendere e spegnere telefoni, sempre attento a non confondere le utenze normali con quelle “segrete”. Insomma, uno scenario decisamente caotico…

SPECCHIETTI SBAGLIATI

Una delle incongruenze più clamorose è contenuta negli specchietti riassuntivi – pubblicati da Repubblica e disponibili nella sezione download del sito - in cui i Carabinieri mostrano il numero di chiamate intercorse tra Moggi, Bergamo, Pairetto, Fabiani e gli arbitri nei giorni che precedono le partite precedentemente elencate. Queste tabelle, una per ogni arbitro sospettato, suddividono le chiamate in periodi quasi sempre settimanali. Ed è proprio in quattro di questi che è possibile riscontrare evidenti anomalie.

▪ dal 2/11/04 all’ 8/11/04

Nella tabella relativa all’arbitro Racalbuto si apprende che Moggi chiama 4 volte Bergamo, mentre il designatore lo ricambia in 18 occasioni. In quella relativa a Pieri, invece, risultano sullo stesso numero 4 chiamate effettuate, ma solo 13 ricevute.
Se il periodo considerato e i numeri di telefono coincidono (come in questo caso) non è possibile avere dati differenti. Le chiamate che Moggi riceve da Bergamo possono essere in una sola definita quantità: o 18 o 13. La contraddizione è grossolana e si ripete anche nelle seguenti serttimane.

▪ dal 10/01/05 al 17/01/05

La sproporzione si fa ancora più evidente: negli specchietti di Racalbuto, Paparesta, Gabriele e Cassarà, Moggi chiama 4 volte Pairetto e riceve da lui 6 telefonate. 3 le chiamate verso Bergamo. Nello specchietto concernente De Santis, invece, risultano 12 comunicazioni in uscita e 18 in entrata con Pairetto, mentre quelle con Bergamo da 4 diventano 7.

▪ Dal 24/01/05 al 31/01/05

Moggi chiama 5 volte Pairetto e 3 volte Bergamo nello specchietto di Paparesta. In quello di Gabriele risultano al contrario 4 e 7.

▪ Dal 1/02/05 al 07/02/05

Nelle tabelle relative a De Santis e Cassarà, Big Luciano telefona in 5 occasioni a Pairetto, mentre quest’ultimo lo ricambia 4 volte. Nella tabella con Gabriele le chiamate risultano rispettivamente essere 2 e 12.

Difficile pensare ad un errore di battitura o di trascrizione, dal momento che le difformità sono presenti in 12 specchietti e 4 settimane diversi. Attendiamo che i processi forniscano una spiegazione.

L’ULTIMO SEGMENTO

Un’altra singolare congettura dei pm napoletani contribusice a suscitare ulteriori perplessità sulla validità del quadro accusatorio: secondo la ricostruzione offerta Moggi chiamava designatori e arbitri, il messinese Fabiani chiamava gli arbitri, gli arbitri però non chiamavano mai i designatori. Se assumiamo che fosse l’ex direttore generale bianconero a condizionare in via diretta le giacchette nere, è come implicitamente ammettere l’infondatezza delle imputazioni che l’estate scorsa hanno fornito il pretesto per la retrocessione della Juventus. Nelle teorie rupertiane e sandulliane, infatti, Moggi condizionava indirettamente il settore arbitrale attraverso le sue promiscue relazioni con Bergamo e Pairetto. I due avrebbero successivamente provveduto ad istruire i direttori di gara (o a lasciar loro intendere) su come comportarsi in campo. Il cosiddetto “ultimo segmento”, necessario per il configurarsi dell’illecito sportivo. Ma se non esistono telefonate tra i due designatori e gli arbitri, né sulle utenze italiane, né su quelle straniere, ci si chiede come abbiano potuto Bergamo e Pairetto portare a termine il loro disegno criminoso. Quindi, la mancanza di chiamate sulle utenze svizzere è la prova che i designatori non si sono mai mossi per condizionare alcunché, come invece hanno voluto far credere le sentenze sportive dello scorso anno.

IL MURO DI GOMMA DEI NON PENTITI

Particolare non trascurabile: tutti gli arbitri coinvolti hanno fermamente negato di aver mai posseduto delle schede telefoniche svizzere.
Così spiega Mauro Messeri, avvocato di Bertini (da QN del 6 maggio 2007): «il mio assistito queste schede non le ha mai comprate, possedute e tanto meno gliele ha regalate il signor Moggi […] Juve-Milan fu giocata il 18 dicembre del 2004, appunto, e secondo l’accusa fra Bertini e Moggi ci sarebbero state, alla vigilia della partita, quarantadue telefonate. Siccome le designazioni arbitrali si conoscono il venerdì all’ora di pranzo e siccome Juve-Milan si giocava di sabato, se fra Bertini eMoggi ci fossero state quarantadue telefonate avrebbero trascorso al telefono un giorno intero, quel giorno che intercorre dal venerdì al sabato. Non basta: per eventuali input, ovvero per dire a Bertini che doveva arbitrare a favore della Juve, credo che sarebbe bastata una telefonata o addirittura due soggetti appartenessero a un’associazione che aveva lo scopo, fra gli altri, di favorire la Juve come ipotizza l’accusa. Aciò si aggiunga che Bertini, al termine di quella partita, ottenne dall’organo arbitrale il massimo dei voti. L’anno dopo, peraltro, lo stesso Bertini arbitrò Milan- Juve, unica partita persa dalla squadra bianconera in quella stagione (3-1, ndr). E ci furono polemiche furibonde della dirigenza bianconera nei confronti del mio assistito […] Telefonate che si dice siano agganciate ad Arezzo risulterebbero sia quando Bertini non arbitrava la Juve sia quando non arbitrava alcuna partita».
I giornali parlano della mancanza di un pentito, di qualcuno che abbia finalmente voglia di alleggerirsi la coscienza e sputare il rospo. A nessuno è mai venuto il dubbio che, forse, di pentiti non è il caso di parlare se il fatto non è stato commesso, almeno fino a prova contraria.
E poi, l’unica volta che qualcuno si è deciso dire finalmente la sua – l’arbitro Mazzoleni (ha rivelato di aver ricevuto pressioni per arbitrare in favore della Lazio) – ne è uscito cornuto e mazziato:

Quattro mesi di squalifica per Mario Mazzoleni. La Caf ha sanzionato l'arbitro per violazione dell'articolo 40 del regolamento dell'Aia, oltre all'articolo 3 del codice di giustizia sportiva. Norme che prevedono la lealtà da parte dei fischietti e il divieto di rilasciare dichiarazioni sulle partite dirette. Mazzoleni aveva denunciato a Striscia la notizia di aver ricevuto pressioni dall'allora designatore arbitrale Mattei prima del match Lazio-Cagliari della stagione 2005-2006. (Ansa, 30 maggio 2007)

Se decidi di parlare, parla contro la Juve…
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