Page 13 of 25
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 11:00
by Mahor
Qual'è l'esperienza inerente la morte che vi ha segnato di più nel corso della vostra vita?
(Se siete arrivati a un passo dal trapasso, la prima persona che vi era vicina che se n'è andata e vi ha shoccato, ecc.)
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 11:11
by tzara
Mahor wrote:
Qual'è l'esperienza inerente la morte che vi ha segnato di più nel corso della vostra vita?
(Se siete arrivati a un passo dal trapasso, la prima persona che vi era vicina che se n'è andata e vi ha shoccato, ecc.)
Due in particolare: per due motivi diversi, accadute entrambe quando non ero "consapevole" appieno della parola "morte".
La prima è stata la morte di mia nonna paterna, quando avevo 7 anni: era malata da tempo, e con la famiglia c'eravamo stabiliti a Napoli gli ultimi tempi per assisterla. Quando è morta, ricordo di aver visto per la prima volta della gente adulta piangere, mio padre, i miei zii, non mi era mai successo di vederli così..
Devo dire che eravamo tanti cugini press'appoco della stessa età, e siamo stati ben protetti successivamente (ad esempio per farci distrarre ci avevano portato allo zoo oppure all'edenlandia che è un grande parco giochi).
La seconda è accaduta qualche anno più tardi, alla fine delle medie, ed è stata quando ci avevano annunciato che un nostro compagno di classe era morto in un incidente stradale. Quello è stato diverso: per la prima volta ho provato che non solo gli anziani possono morire, ma anche le persone giovani. Questa cosa mi ha colpito tantissimo nel tempo, tant'è vero che per un periodo facevo anche sogni brutti, riguardo a ciò..
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 11:51
by SafeBet
Scorso Capodanno, Bangkok.
Una tizia che conoscevo e non conoscevo m'invita a festeggiare con lei e i suoi amici. Non avendo un ghezzo da fare accetto. Punto d'incontro la stazione di Ekkamai, periferia est della città. Io ovviamente alloggio a ovest del centro.
Mi sparo le due ore che servono per attraversare il centro di Bangkok alle 8 di sera dell'ultimo. Arrivo alla stazione e non c'è nessuno. Mi faccio due birre al 7-Eleven nell'attesa, dopo un'ora stimo che non arriverà nessuno. Torno in ostello e festeggio con gente a caso (uno dei migliori capodanni della vita tra l'altro).
Il giorno dopo su internet leggo che un incendio al Santikha causato da fuochi d'artificio accesi inopinatamente ha ucciso 59 persone ferendone altre 200. Era il club in cui saremmo dovuti andare.
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 12:16
by maxdance
12 giugno 2007
Partita di calcetto organizzata dalla scuola dove lavoro tra docenti e assistenti amministrativi/tecnici. Ad un certo punto un mio collega, nonchè amico e compagno di ufficio, cade finendo addosso alla panchina di legno del campetto. Siamo corsi tutti sicuri che fosse caduto per una perdita di equilibrio mentre correva, ma l'espressione del viso ci fece subito capire che era una cosa molto più grave. Lo mettemmo disteso a terra, io gli tenevo le gambe alzate mentre un altro cominciò a fargli la respirazione bocca a bocca. Cominciai ad urlare come un pazzo chiedendo di chiamare un'autoambulanza, una ragazza arrivò di corsa dicendo che era un'infermiera e comincio a praticargli un massaggio cardiaco. Niente, non si riprendeva. I 15 minuti che passarono prima che arrivò l'ambulanza sono stati i più lunghi della mia vita, capii che non ci sarebbe stato nulla da fare. I soccorritori ed i medici stettero più di 20 minuti per cercare di rianimarlo, intanto io ed i miei colleghi camminavamo come pazzi per il campo tra pianti e mani nei capelli. Non riuscirono ad animarlo e lo portarono all'ospedale, noi prendemmo le nostre auto e corremmo al pronto soccorso. Io intanto presi il suo cellulare dalla borsa e chiamai la moglie, fu angosciante sentire le sue urla. Entrai solo io aal'ospedale, gli altri non ebbero il coraggio. Inizialmente non volevano darmi notizie, ma poi, dietro mia insistenza, un'infermiera parlo: non dimenticherò mai le sue parole, "purtroppo non ce l'ha fatta. Mi prese una crisi di pianto, uscii fuori per dare la tragica notizia agli altri.
Questo ragazzo, Gabriele, avrebbe compiuto 34 anni otto giorni dopo.
Non ho mai accettato questa cosa, da quel giorno non ho mai più giocato a calcetto e soprattutto non sono mai più stato quello di prima. Adesso mentre scrivo mi tremano le mani, guardando la foto appesa al muro del mio ufficio che ci ritrae insieme sorridenti non riesco ancora a capacitarmi, dopo quasi 3 anni, della sua prematura ed ingiusta scomparsa.
Mi dispiace avervi angosciato con questo post, ma mi sentivo di rispondere così alla domanda di Mahor.
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 12:23
by DH-12
La morte di mio padre dopo 23 anni di malattia. Nonostante tutti i casini passati, pensavo fosse "immortale" e avrebbe superato anche l'ultimo problema. Fino all'ultimo non sapeva bene cosa avesse e quando gli ultimi giorni venne a sperlo, fece di tutto per tranquillizarci, quando per anni siamo stati noi ad omettere qualcosa per farlo vivere serenamente.
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 12:32
by shilton
Ho una paura fottuta della morte sia per il fatto che puoi trovarti nel posto sbagliato nel momento sbagliato, sia per il fatto di avere all'improvviso un male incurabile che in poco tempo ti possa portare via, e questo mi fa vivere male ogni mio malessere, pure il più sciocco e insignificante.
Ho quasi più paura della morte dei miei cari che dalla mia però, perchè egoisticamente rimanere quando qualcuno a te caro se ne è andato è veramente un dolore atroce.
Detto questo, l'esperienza diretta riguarda sicuramente i miei nonni, con i quali sono cresciuto.
Mia nonna era una donna dalla salute di ferro che non aveva mai fatto un giorno di ospedale, la mattina che ha avuto un ictus (non le è stato fatale subito) io ero lì ad assisterla e a raccogliera da terra, mi sembrava tanto strano vederla stare male e in difficoltà dopo che era anni avevo visto in lei il ritratto della salute.
Rimase la notte tra vita e la morte con poche speranze di farcela, ma io in cuor mio sapevo che l'avrei rivista il mattino successivo, non volli andare in ospedale, ma il giorno dopo era ancora lì con noi, pur con la gravità della malattia.
Era una donna fortissima di carattere ma che purtroppo non ha saputo reagire bene alla malattia, rimasta immobilizzata per qualche anno ha avuto un secondo ictus che purtroppo me l'ha portata via.
Il giorno della sua morte fu per me irreale, come lu furono i giorni precedenti in cui purtroppo la sua morte fu chiaro fosse imminente e questioni di giorni.
Due anni prima di lei morì anche mio nonno, erano una specie di Raimondo Vianello & Sandra Mondaini dei tempi, inseperabili e non potevi immaginarli divisi.
Mi piace pensare che se ne sia voluta andare di sua iniziativa per raggiungere lassù il mio nonnetto.
L'anno scorso ho perso un mio amico rimasto ucciso sotto una valanga, anche quello mi ha profondamente segnato.
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 12:44
by Emmanuelle
Io ho visto la mia nonna materna morire. Aveva un tumore al colon e l'ho assistita per alcuni mesi (mesi molto duri) in ospedale. Gli ultimi giorni è scivolata in un coma dal quale non si sarebbe mai più ripresa. Sono stata con lei fino all'ultimo, ascoltando il suo respiro che si accorciava, che si faceva sempre più rado, pensando che ogni aliento (pardon, non mi viene in italiano) sarebbe stato l'ultimo, mentre sussurravo a mia madre: adesso muore, finchè ha esalato l'ultimo respiro.
Mi sentivo come una che ha avuto una rivelazione; al di là del dolore, assistere alla morte di una persona mi è parsa un'esperienza tremenda: dolorosissima e straordinaria al contempo...
Ciao, nonna.
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 13:08
by Mahor
SafeBet wrote:
Scorso Capodanno, Bangkok.
Una tizia che conoscevo e non conoscevo m'invita a festeggiare con lei e i suoi amici. Non avendo un ghezzo da fare accetto. Punto d'incontro la stazione di Ekkamai, periferia est della città. Io ovviamente alloggio a ovest del centro.
Mi sparo le due ore che servono per attraversare il centro di Bangkok alle 8 di sera dell'ultimo. Arrivo alla stazione e non c'è nessuno. Mi faccio due birre al 7-Eleven nell'attesa, dopo un'ora stimo che non arriverà nessuno. Torno in ostello e festeggio con gente a caso (uno dei migliori capodanni della vita tra l'altro).
Il giorno dopo su internet leggo che un incendio al Santikha causato da fuochi d'artificio accesi inopinatamente ha ucciso 59 persone ferendone altre 200. Era il club in cui saremmo dovuti andare.
Scusami se mi permetto, ma è una cosa che mi interessa capire.
Posto comunque come presupposto che non mi è mai capitato di trovarmi a non andare in un posto in cui col senno di poi saprei di non dover andare, come invece è successo a te...
Ma... non hai mai avuto, quantomeno nella tua fanciullezza, una persona a te cara che se n'è andata oppure lo choc che ti ha procurato questa cosa è tale da essere superiore anche a quello?
Chiedo semplicemente perché immaginavo che un po' per tutti la risposta sarebbe stata inerentemente alla morte di una persona molto vicina, in special modo alla prima occasione in cui ti capita di dover di addio ad una di esse.
Con questo comunque non sto dicendo che se l'esperienza che hai raccontato qui ti ha segnato più della morte di un tuo caro sei un babbo, un egoista o una persona senza cuore eh. Ci mancherebbe.
Solo per capire.
Te lo chiedo perché nel corso della mia vita m'è capitato di avere esperienze dirette non simpaticissime in cui qualche rischio
me lo son preso, ma nonostante questo se penso alla morte... e dovessi rispondere alla mia domanda credo parlerei comunque di quando a 11 anni (mi pare) morì mia zia.
Perché boh, al di là del rapporto che potevo avere con lei (buono ma normale, non lo ricordo particolarmente stretto)... non saprei come spiegare, mi ha comunque segnato molto dentro. Dal vederla star via via sempre più male a quel giorno in cui, ultima volta che la vidi viva, non riusciva nemmeno più ad aprire gli occhi ma quando mia madre le diede la mia mano tra le sue e le disse che ero io me la strinse talmente tanto che, giuro, quasi me la stritolò. Ma del resto non aveva altro modo di dirmi addio.
O piuttosto, ancora, quando morì mia nonna, che aveva vissuto in casa con noi da ben prima che io nascessi.
Mhm... beh, forse non si capisce comunque ciò che intendo.
Comunque mi sono un po' pentito di aver fatto questa domanda, in special modo leggendo la risposta di Max.
Fondamentalmente non avevo diritto di rimettervi di fronte ad una cosa tanto delicata, in special modo quando magari in molti fanno di tutto per non pensarci.
Ma dato che ormai la domanda l'ho fatta e delle risposte sono arrivate... mi permetto solo di augurare a Max di riprendersi dallo choc che quella cosa comportò.
Immagino non sarà cosa facile accettare quanto ti successe, ma ti auguro davvero di cuore di riuscirci.
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 13:16
by SafeBet
Magari semplicemente non mi sembra il luogo adatto dove condividere un'esperienza del genere.
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 13:19
by Mahor
SafeBet wrote:
Magari semplicemente non mi sembra il luogo adatto dove condividere un'esperienza del genere.
E ci sta assolutamente.
Comunque non eri obbligato a rispondere.

Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 13:49
by maxdance
Mahor wrote:
Comunque mi sono un po' pentito di aver fatto questa domanda, in special modo leggendo la risposta di Max.
Fondamentalmente non avevo diritto di rimettervi di fronte ad una cosa tanto delicata, in special modo quando magari in molti fanno di tutto per non pensarci.
Ma dato che ormai la domanda l'ho fatta e delle risposte sono arrivate... mi permetto solo di augurare a Max di riprendersi dallo choc che quella cosa comportò.
Immagino non sarà cosa facile accettare quanto ti successe, ma ti auguro davvero di cuore di riuscirci.
Non devi pentirti Mahor, in fondo ognuno decide in piena libertà se condividere certe esperienze o meno. Safe ha detto che il forum non è il posto dove parlare di fatti così personali, lo capisco e non posso certo dargli torto. Personalmente ho deciso di raccontare quell'episodio così doloroso perchè ho capito in questi 3 anni che parlarne con qualcuno, che sia una persona fisicamente davanti a me piuttosto che una community virtuale di un forum, mi fa solo bene, mi da come l'impressione che io possa dividere le mie emozioni con altre persone, senza tenermi sempre tutto dentro e farmi così più male.
Ti ringrazio per le belle parole, in verità io non cerco di dimenticare quell'episodio, e anche se volessi non ci riuscirei, quello in cui trovo difficoltà è tornare ad essere pienamente quello di prima, perchè non ci riesco. Lo shock è superato,ma la paura resta. La rottura del tendine di achille di due anni fa mi ha
"dato una mano" a stare lontano dal mondo del calcio, ma sento dentro di me un buco nero che prima non avevo: sono diventato meno ottimista e più negativo......può darsi che sia normale e che ci vorrà ancora del tempo.
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 16:34
by iL_jAsOne
Mi tolgo la maschera...
16 Dicembre 2005
Come ogni mercoledì dovevo andarmi ad allenare con una squadra di promozione, io all'epoca 19enne prendo la borsa e prendo la biancheria dai cassetti...
Mi chiama mio padre:" vieni all'Ospedale Maggiore, salta l'allenamento", io rispondo:" dai che è un allenamento, importante non posso venirci dopo?" "No, vieni e non fare storie"...
Mia madre aveva un tumore già da quasi 12 anni e da un paio di settimane era ricoverata in ospedale...
Nevica tanto quel giorno ma tanto tanto tanto e faceva molto freddo..
Parcheggio la mia Opel Astra vagon e vado come facevo ogni volta nella solita scala nella solita stanza a vedere gli stessi pazienti infermieri ecc.
Bene quella sera era l'ultima sera che ho visto e mi ha salutato con quel poco di forza mia madre...E' stata un esperienza terribile perchè all'epoca 19enne e lei da 12anni con il tumore praticamente non l'ho mai vista bene, sempre con un aria sofferente, sempre con una forza interiore straordinaria, passavo le giornate da piccolo sul letto matrimoniale a parlare di tutto a guardare zelig alla tv ma mai, come quella sera, l'avevo vista così abbattuta...
diciamo che quella perdita sopratutto a cavallo delle vacanze natalizie è stato un bello shock...ma non finisce qui...
9 agosto 2006..
Ero al mare nella mia casa a riccione, mio padre esce con amici a mangiare fuori, io guardo una partita del milan (Milan-Stella Rossa 1-0) ero al milan club di Riccione quando mi arriva una telefonata della migliore amica di mio padre e di mia madre con voce tremolante:" davide vieni all'ospedale di pesaro c'è tuo padre che non sta bene"
Dopo averlo visto con il defriblillatore da uno spigolo della porta, da li parte un calvario fino al 18 agosto( con ferragosto chiuso in casa con le mie sorelle) con mio padre in coma per un infarto e il medico che diceva che non c'era nulla da fare , ecco il 17 quando andai a parlare con lui,in coma con quel rumore fastidioso della macchinetta (beep beep) sorretto da fili e flebo...stavo per diventare orfano all'età di 20 anni, da quel momento ho capito che era ora di cambiare, di smettere di fare il bimbo, ma di migliorarmi... mio padre era titolare di una ditta importante a bologna, e noi eravamo una famiglia messa bene economicamente.. per fortuna ho un cognato e 2 sorelle che mi hanno aiutato tantissimo a migliorami e l'anno che sono stato via dal forum mi sono prima di tutto sistemato personalmente, abbiamo aiutato i dipendenti della ditta di mio padre a trovare un nuovo lavoro, vendere i macchinari e chiudere la ditta e sopratutto ho ricominciato da zero...
Fino al 12 ottobre 2007 quando sono ritornato sul forum e dopo un anno ho fatto il meeting a Bologna e da lì : il Jasone non fa più rima con confusione...con grande incredulità di tutti i forumistei presenti :D
per adesso

Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 16:35
by iL_jAsOne
non ti preoccupare Mahor
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 16:57
by Maialone
Davide, ti abbraccio. :)
Re: Questions
Posted: 24/04/2010, 17:04
by Mahor
maxdance wrote:
Non devi pentirti Mahor, in fondo ognuno decide in piena libertà se condividere certe esperienze o meno.
Questo sicuramente, ho abbastanza rispetto per l'intelligenza di voi forumisti da sapere che chi non avrà intenzione di parlarne non lo farà sicuramente, oppure racconterà esperienze "meno pesanti rispetto a quanto potrebbe" come ha fatto Safe.
Però magari c'è chi prova a scappare da certi argomenti e leggere quella domanda potrebbe averlo posto davanti a fantasmi cui magari non pensava da un po'.
Insomma, pippe mentali le mie. Ma non così lontane da una possibile realtà.
Detto questo le vostre tesimonianze mi hanno realmente toccato.
Per altro poi si scoprono sempre, toccando certi argomenti, lati caratteriali o della vita delle persone che mai si immaginerebbero nel chiacchierare amabilmente di calcio, videogames, musica, film, ecc.
La motivazione per cui ho posto quella domanda, forse infelice, è semplice: mi sono sempre reso conto di come il miglior modo di crescere, per me intendo, sia il confronto con gli altri. Per questo cerco sempre di pormi al meglio possibile in un discorso cercando di non porre mai chiusure aprioristiche o altro, anche se poi probabilmente per quanto mi sforzi tutto ciò non mi viene affatto bene.
Comunque... anche io ho passato un momento - lungo momento - in cui diciamo che potevo rivedermi piuttosto bene nel discorso fatto da Shilton all'inizio del suo post. Da piccolo, inteso come a partire da un certo punto delle elementari sino alla fine delle superiori circa, avevo una paura fottuta della morte pure io, cosa questa che forse rimane tutt'ora. E ad ogni minima cosa avevo sempre paura di avere chissà che.
Fondamentalmente insomma ci sono stati dei momenti in cui mi rovinavo un po' con le mie stesse mani. Intendiamoci, non è che per un mal di testa mi chiudessi in casa per una settimana, ma mi è capitato di tanto in tanto, ad esempio, di passare notti praticamente insonni per un po' d'asma o comunque "sciocchezze" di questo tipo.
Poi da un certo punto della mia vita in poi sono riuscito a prendere in mano la situazione più o meno bene, superando almeno parzialmente tutto questo.
La morte resta comunque un aspetto centrale della mia vita nel senso che credo lo sia culturalmente della nostra società. E penso che un confronto riguardo a questo possa farmi bene. Sentire i racconti di come altre persone possano affrontare questo aspetto così delicato della propria intimità mi dà modo di crescere ulteriormente in relazione ad esso.
Non so se mi sono spiegato.
Comunque vabbè, mi scuso con coloro i quali possano avere eventualmente provato un qualche tipo di fastidio nel leggere quella domanda.