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Re: Libri

Posted: 22/02/2009, 23:21
by Emmanuelle
Hanif Kureishi, Intimità. Magari non leggetelo se siete in crisi con la vostra compagna, ma..Lettura molto, molto piacevole.

Re: Libri

Posted: 23/02/2009, 7:28
by Spree
Emmanuelle wrote: Hanif Kureishi, Intimità. Magari non leggetelo se siete in crisi con la vostra compagna, ma..Lettura molto, molto piacevole.
La sua inesistenza rende il tutto molto più facile :D

Re: Libri

Posted: 23/02/2009, 10:43
by nefastto
Appena finito "Il sangue dei vinti" di Pansa. Il libro nasce dalla lodevole idea di raccontare il lato oscuro della liberazione ma a lunghi tratti si trasforma in una sequenza di date, luoghi e nomi che trasformano il libro in una sorta di lista della spesa. Resta sicuramente interessante per il tema trattato.

Re: Libri

Posted: 23/02/2009, 11:06
by Spree
nefastto wrote: Appena finito "Il sangue dei vinti" di Pansa. Il libro nasce dalla lodevole idea di raccontare il lato oscuro della liberazione ma a lunghi tratti si trasforma in una sequenza di date, luoghi e nomi che trasformano il libro in una sorta di lista della spesa. Resta sicuramente interessante per il tema trattato.
Bah.
Un pamphlet pseudostorico maldocumentato - sono usate poche fonti, praticametedi un solo tipo, senza uno straccio di analisi incrociata né di attenzione alle problematiche di esegesi, e senza l'attenzione necessariamente dettagliata alla letteratura scientifica sull'argomento - e malscritto - come dice anche Nef. In più, non apporta nulla di nuovo alla conoscenza storica del periodo (vedasi, scritto almeno 10 anni prima, "Una guerra civile" di Claudio Pavone), ma serve soltanto a, nell'ansia di fama e di denaro, provocare facendo vedere che "si sa cambiare posizione" e a cavalcare l'onda revisionista che invade l'Italia.
Uno dei libri che più mi hanno infastidito degli ultimi anni. Neppure inutile, dannoso perché si presenta - almeno implicitamente - come libro storico quando non lo è per niente.

Re: Libri

Posted: 23/02/2009, 11:14
by BruceSmith
Spree wrote: Bah.
Un pamphlet pseudostorico maldocumentato - sono usate poche fonti, praticametedi un solo tipo, senza uno straccio di analisi incrociata né di attenzione alle problematiche di esegesi, e senza l'attenzione necessariamente dettagliata alla letteratura scientifica sull'argomento - e malscritto - come dice anche Nef. In più, non apporta nulla di nuovo alla conoscenza storica del periodo (vedasi, scritto almeno 10 anni prima, "Una guerra civile" di Claudio Pavone), ma serve soltanto a, nell'ansia di fama e di denaro, provocare facendo vedere che "si sa cambiare posizione" e a cavalcare l'onda revisionista che invade l'Italia.
Uno dei libri che più mi hanno infastidito degli ultimi anni. Neppure inutile, dannoso perché si presenta - almeno implicitamente - come libro storico quando non lo è per niente.
la snai aveva cancellato le quotazioni di un post di spree sull'argomento.  :D

però non ho capito una cosa: Pavone è un "revisionista"? perchè se non lo è, non lo è nemmeno Pansa.

sempre sul concetto di revisionista: se si tratta di cose già note, si può parlare di revisionismo o lo si fa per dare una accezione negativa (revisionismo = male)?

Re: Libri

Posted: 23/02/2009, 11:16
by nefastto
Spree wrote: Bah.
Un pamphlet pseudostorico maldocumentato - sono usate poche fonti, praticametedi un solo tipo, senza uno straccio di analisi incrociata né di attenzione alle problematiche di esegesi, e senza l'attenzione necessariamente dettagliata alla letteratura scientifica sull'argomento - e malscritto - come dice anche Nef. In più, non apporta nulla di nuovo alla conoscenza storica del periodo (vedasi, scritto almeno 10 anni prima, "Una guerra civile" di Claudio Pavone), ma serve soltanto a, nell'ansia di fama e di denaro, provocare facendo vedere che "si sa cambiare posizione" e a cavalcare l'onda revisionista che invade l'Italia.
Uno dei libri che più mi hanno infastidito degli ultimi anni. Neppure inutile, dannoso perché si presenta - almeno implicitamente - come libro storico quando non lo è per niente.
Beh raccontare una parte della storia non vuol dire rivedere o cancellare l'altra. Inoltre lo stesso Pansa dice chiaramente di non voler far passare il suo libro come un documento storico quanto come uno spunto per una discussione. Il problema è che, come dici tu, implicitamente una parte lo presenta come un libro storico. E all'autore indubbiamente ha fatto comodo

Re: Libri

Posted: 23/02/2009, 11:38
by Spree
BruceSmith wrote: la snai aveva cancellato le quotazioni di un post di spree sull'argomento.  :D

però non ho capito una cosa: Pavone è un "revisionista"? perchè se non lo è, non lo è nemmeno Pansa.

sempre sul concetto di revisionista: se si tratta di cose già note, si può parlare di revisionismo o lo si fa per dare una accezione negativa (revisionismo = male)?
Partiamo con la seconda:
No, non necessariamente. Io stesso, nelle mie posizioni sul periodo storico di cui mi occupo (grosso modo, 4° - 8° secolo) sono revisionista. Revisionismo, in sé, significa semplicemente cercare di gettare una nuova luce, rianalizzare, eventi o fatti che sono tendenzialmente considerati come compresi dal pensiero strico dominante.
Nello specifico caso della resistenza italiana, però (come in quello della shoah che ebbe come protagonista il celebre Irving), il termine revisionismo viene usato da molti - e da me in particolare - per indicare la tendenza non professionale, cioè non propria degli storci, ma di una parte del mondo politico e dell'opinione comune, a sostenere che 1)la ricerca storica è inevitabilmente schierata a sinistra. Tutti i professori di storia sono comunisti o ex-comunisti e quindi di quello che scrivono non ci si può fidare. 2)le scelte di campo fatte nel 1943-1945 hanno lo stesso valore morale. Ecco, in questi termini la parola revisionismo ha valenza negativa.

Per la prima:
Pavone è, diciamo, parzialmente revisionista (non ha cambiato in modo sostanziale il racconto dei fatti, ma lo ha analizzato da unun altro punto di vista, mettendo in luce problematiche e fenomeni prima sottostimati) nel primo significato del termine.
Pansa lo è nel secondo

Re: Libri

Posted: 23/02/2009, 11:49
by BruceSmith
Spree wrote: Partiamo con la seconda:
No, non necessariamente. Io stesso, nelle mie posizioni sul periodo storico di cui mi occupo (grosso modo, 4° - 8° secolo) sono revisionista. Revisionismo, in sé, significa semplicemente cercare di gettare una nuova luce, rianalizzare, eventi o fatti che sono tendenzialmente considerati come compresi dal pensiero strico dominante.
Nello specifico caso della resistenza italiana, però (come in quello della shoah che ebbe come protagonista il celebre Irving), il termine revisionismo viene usato da molti - e da me in particolare - per indicare la tendenza non professionale, cioè non propria degli storci, ma di una parte del mondo politico e dell'opinione comune, a sostenere che 1)la ricerca storica è inevitabilmente schierata a sinistra. Tutti i professori di storia sono comunisti o ex-comunisti e quindi di quello che scrivono non ci si può fidare. 2)le scelte di campo fatte nel 1943-1945 hanno lo stesso valore morale. Ecco, in questi termini la parola revisionismo ha valenza negativa.
grazie della spiega

però, detta in quel modo, sembra che Pansa e Irving abbiano qualcosa in comune... non si parla di negazionismo in quel caso?
riguardo al punto 2, non mi sembra sia la tesi di Pansa.

ad ogni modo Pansa dimostra ampiamente che non si può discutere sulla resistenza. non lo dico a te, ma faccio riferimento ai vari episodi di violenza\intimidazione accaduti.

Re: Libri

Posted: 23/02/2009, 12:17
by Spree
BruceSmith wrote: grazie della spiega

però, detta in quel modo, sembra che Pansa e Irving abbiano qualcosa in comune... non si parla di negazionismo in quel caso?
riguardo al punto 2, non mi sembra sia la tesi di Pansa.

ad ogni modo Pansa dimostra ampiamente che non si può discutere sulla resistenza. non lo dico a te, ma faccio riferimento ai vari episodi di violenza\intimidazione accaduti.
Si si l'ho scritta male. Indubbiamente però il negazionismo è una forma "spinta" di revisionismo.

Quanto al fatto che non si possa discuterne, mah. Abbiamo avuto proposte di legge atte a dare lo stesso status a tutti i "combattenti della guerra civile". Anche quelli che contribuivano alla caccia all'ebreo e facevano un uso sistematico della tortura.

Re: Libri

Posted: 15/03/2009, 22:24
by Toni Monroe
La forza di chi è solo, di bryce Courtenay, è un libro che parla di sport (pugilato) e razzismo (ambientato in sudafrica all'epoca della seconda guerra mondiale), ma che al di là dei temi è scritto con uno stile scorrevole e narra le vicende di un ragazzino e della sua amicizia con un vecchio musicista tedesco, prima e con un vecchio allenatore di pugilato nero, in seguito. Potrebbe parere un'ennesima riproposizione di altre storie in cui un ragazzino riesce ad accattivarsi le simpatie di molti adulti, ma gli argomenti sono comunque insoliti; qui ci sono anche momenti di tensione tra bianchi (ispirati a tensioni reali in quel sudafrica tra quelli di origini inglesi -come il protagonista- e olandesi, come uno dei personaggi negativi della vicenda) oltre che coi neri. Un ottimo libro di formazione per gli adolescenti, che può essere apprezzato però anche da chi adolescente lo sia rimasto (solo) nell'animo. Ne fecero anche un film che venne intitolato (perdendoci parecchio, a mio avviso) La forza del singolo, in cui il vecchio allenatore nero era Morgan Freeman.

Re: Libri

Posted: 16/03/2009, 11:56
by SafeBet
La Solitudine dei numeri primi?

Re: Libri

Posted: 16/03/2009, 12:03
by nefastto
SafeBet wrote: La Solitudine dei numeri primi?
a me non ha particolarmente impressionato. Scritto bene, scorrevole ma non mi ha "dato niente".

Re: Libri

Posted: 16/03/2009, 12:16
by SafeBet
nefastto wrote: a me non ha particolarmente impressionato. Scritto bene, scorrevole ma non mi ha "dato niente".
A me invece forse ha dato troppo :nonsa:
Boh, è il classico libro che finisco e non capisco perché me lo sono bevuto in due notti. Ha questi due personaggi eccessivi (per sottrazione) e talvolta odiosi, con cui ho tentato una disperata empatia. Forse alla fine con Mattia ci sono anche riuscito.

L'hai trovato inverosimile?

Io devo ancora rielaborarlo.

Re: Libri

Posted: 16/03/2009, 12:22
by nefastto
SafeBet wrote: A me invece forse ha dato troppo :nonsa:
Boh, è il classico libro che finisco e non capisco perché me lo sono bevuto in due notti. Ha questi due personaggi eccessivi (per sottrazione) e talvolta odiosi, con cui ho tentato una disperata empatia. Forse alla fine con Mattia ci sono anche riuscito.

L'hai trovato inverosimile?

Io devo ancora rielaborarlo.
anche io avendolo appena finito. L'ho divorato forse aspettandomi una clamorosa svolta che non avvenendo mi ha lasciato con una sensazione di incompletezza. Ma il problema è probabilmente il mio approccio alla storia.

PS. non mi è parso inverosimile

Re: Libri

Posted: 16/03/2009, 21:10
by dreamtim
ma secondo voi fate brutta figura se siete costretti a rivelare da una serie sfortunata e consequenziale di eventi  che il libro che avete preferito in assoluto è "bar sport" di S.Benni?

"costretto" anche a prestarlo poi, temo nella figura da cioccolataio.

Eppure senza leggere 1-2 volte l'anno; Viva Piva
non posso stare.

parblè.

edit; a margine Stefano Benni è un genio.