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Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 3:16
by Rakim
Gerry Donato wrote: Django Unchained, di chi sappiamo: non dico nulla perché risulterei fastidioso a prescindere e perché poi ho già stroncato a sufficienza Lincoln, naturalmente ben peggiore di questo. Mi accoderò ai primi pareri, ma anticipo che non entra nella mia top 200.
Metto tutto in spoiler perchè non sono in grado di scindere cosa sia spoiler e cosa non lo sia, indi evito in partenza di far incazzare qualcuno.
Aggiungo che anche chi ha visto il film mediti se leggere o meno il seguente testo, son le boiate di un ignorante. :forza: La visione mi ha lasciato un pò frastornato, le prime due ore sono fantastiche, ti calano interamente in quell'epoca che, per quanto lontana, conteneva ideali, sfortunatamente, non così lontani quanto si penserebbe e spererebbe. Lo sfruttamento corporale dello schiavo è descritto in maniera superba, il razzismo atroce dei bianchi sui neri, ma non solo, anche degli stessi neri sui neri. Stupendi i volti degli schiavi, anche quelli in lontananza, che durante tutto il film si mostrano sconcertati alla visione del Django a cavallo, visto come qualcosa di ultraterreno, per restare in tema cestistico, come un Black Jesus.
Poi però nell'ultima mezz'ora il film perde qualcosa, o almeno per me, dove avrebbe dovuto culminare mi scade, manca il colpo di scena che ti fa sobbalzare dalla sedia e la sparatoria, per quanto Tarantiniana, con quella musica hip hop sotto (trovata odiosa, nonostante sia un amante del genere, in entrambe le situazioni in cui è stata utilizzata) mi è parsa fuori luogo. Il film procede più fluido e prevedibile di quanto forse mi aspettassi.
Resta comunque una colonna sonora favolosa (tolte le fasi rap sopra citate) e una recitazione perfetta, nessun attore fuori luogo, tutti superbi, con il picco di Christoph Waltz, una spanna sopra molti.
Il film è bello, va assolutamente visto, ma non è chiaramente il meglio del regista da Knoxville.

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 12:29
by Bluto Blutarsky
PENNY wrote:Io piuttosto preferirei un cinepanettone becero e tamarro ai massimi livelli ogni stagione pur di dimezzare le 1738 commedie all'anno TUTTE uguali di cui ormai assistiamo alla proliferazione manco fossero conigli sotto viagra....

Il cinepanettone è una categoria a sè, c'è chi la detesta e chi non se ne perderebbe mezzo, ma rimane comunque un prodotto abbastanza circoscritto al suo periodo natalizzio. Il vero problema sono invece sti dannati filmetti di Brizzi, comicodizeligditurno, Vaporidis, Rorchwater, Salemme, Bisio, Veronesi eccetera eccetera eccetera.

Imho sono quelli i prodotti che alla lunga che portano un calo drastico di livello, contenuti, voglia di sperimentare...
Parole benedette dal cielo.

Il pubblico italiano ha mollato i cinepanettoni per riversarsi su altri tipi di commedie ugualmente mediocri. Anzi, forse peggio, perchè pretendono di essere qualcosa di più. Ma oltre il solleticare i bassi istinti dello spettatore non vanno mai.
La commedia all'italiana (quella gloriosa, i Monicelli eccetera) parlava di drammi con la lente dell'umorismo. Queste non ne sono in grado, e vanno sugli stereotipi o sulle solite storie di corna o simili...

P.s: si capisce che non stimo il pubblico? :penso:

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 12:43
by mr.kerouac
Martellone è la salvezza

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 13:07
by rowiz
mr.kerouac wrote:Martellone è la salvezza
quoto quoto quotissimo

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 13:12
by PENNY
http://www.youtube.com/watch?v=kN-FxuX-rYo

Che poi, è così lontano dalla realtà?? I soliti idioti ci hanno già fatto 2 film su una sola battuta, "Dai cazzo Vittorio", e sono adorati manco fossero i nuovi Totò e Peppino..

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 14:32
by Dietto
Vittorio mi manca. Non era Gianluca?

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 14:48
by BruceSmith
Bluto Blutarsky wrote: P.s: si capisce che non stimo il pubblico? :penso:
solo se ti si legge approfonditamente. :thumbup:

senza voler fare sociologia spicciola, l'italiano-medio (detto in maniera non dispregiativa) va al cinema per svagarsi e farsi due risate. quelle commedie sono fatte apposta, anche perchè qui nessuno produce filmoni che costano valanghe di milioni.
costi 'ragionevoli', buone possibilità di rientrare dell'investimento... è il mercato, baby. :biggrin:

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 19:22
by Staralfur
Bluto Blutarsky wrote:
PENNY wrote:Io piuttosto preferirei un cinepanettone becero e tamarro ai massimi livelli ogni stagione pur di dimezzare le 1738 commedie all'anno TUTTE uguali di cui ormai assistiamo alla proliferazione manco fossero conigli sotto viagra....

Il cinepanettone è una categoria a sè, c'è chi la detesta e chi non se ne perderebbe mezzo, ma rimane comunque un prodotto abbastanza circoscritto al suo periodo natalizzio. Il vero problema sono invece sti dannati filmetti di Brizzi, comicodizeligditurno, Vaporidis, Rorchwater, Salemme, Bisio, Veronesi eccetera eccetera eccetera.

Imho sono quelli i prodotti che alla lunga che portano un calo drastico di livello, contenuti, voglia di sperimentare...
Parole benedette dal cielo.

Il pubblico italiano ha mollato i cinepanettoni per riversarsi su altri tipi di commedie ugualmente mediocri. Anzi, forse peggio, perchè pretendono di essere qualcosa di più. Ma oltre il solleticare i bassi istinti dello spettatore non vanno mai.
La commedia all'italiana (quella gloriosa, i Monicelli eccetera) parlava di drammi con la lente dell'umorismo. Queste non ne sono in grado, e vanno sugli stereotipi o sulle solite storie di corna o simili...

P.s: si capisce che non stimo il pubblico? :penso:
Quoto alla grande sia PENNY che Bluto, sono perfettamente d'accordo con quanto da loro detto.
BruceSmith wrote:
Bluto Blutarsky wrote: P.s: si capisce che non stimo il pubblico? :penso:
solo se ti si legge approfonditamente. :thumbup:

senza voler fare sociologia spicciola, l'italiano-medio (detto in maniera non dispregiativa) va al cinema per svagarsi e farsi due risate. quelle commedie sono fatte apposta, anche perchè qui nessuno produce filmoni che costano valanghe di milioni.
costi 'ragionevoli', buone possibilità di rientrare dell'investimento... è il mercato, baby. :biggrin:
Capisco il ragionamento e non posso che condividere la tua idea che è il mercato che porta a produrre certi tipi di commedie e che il pubblico per svagarsi va a farsi due risate al cinema, però per quanto mi riguarda io vedo il cinema oltre che come luogo per svagarsi e per fare due risate, ci mancherebbe, anche come un luogo per poter vedere qualcosa che merita veramente la visione, che ti lascia qualcosa dentro all'uscita dalla sala, che sia stupore, ansia, paura, entusiasmo o che ti faccia anche sbellicare dalle risate ma risate vere, che ti mostri qualcosa di nuovo ed interessante, non la solita commedia da comici di zelig o altro senza trama o con pochissima trama e qualche risata addirittura a volte forzata.
Questa tendenza comunque ai film tipo Brizzi, Veronesi, Salemme e co. è secondo me un problema soprattutto italiano perchè basta spostarsi di poco, che ne so, in Spagna o in Francia per vedere una scena cinematografica ben più in "forma" e con maggiore voglia di sperimentare di quella italiana.

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 19:27
by PENNY
BruceSmith wrote:
Bluto Blutarsky wrote: P.s: si capisce che non stimo il pubblico? :penso:
solo se ti si legge approfonditamente. :thumbup:

senza voler fare sociologia spicciola, l'italiano-medio (detto in maniera non dispregiativa) va al cinema per svagarsi e farsi due risate. quelle commedie sono fatte apposta, anche perchè qui nessuno produce filmoni che costano valanghe di milioni.
costi 'ragionevoli', buone possibilità di rientrare dell'investimento... è il mercato, baby. :biggrin:
Si ci sta, ma l'italiano si svagava, divertiva e riempiva i cinema anche con Monicelli, Risi, Tognazzi, Gassman o se vogliamo in tempi più recenti anche il Salvatores di Mediterraneo e Marrakech Express.
Imho se si alzasse un pò la qualità e l'approfondimento senza limitarsi alle solite storie trite e ritrite l'afflusso certo non diminuirebbe.

Cacchio anche Aldo, Giovanni e Giacomo e Carlo Verdone non erano molto impegnati, ma con i loro primi lavori ti piegavi dal ridere e c'era un comunque un minimo di sceneggiatura che non sembrasse scritta da un quattordicenne. :biggrin:

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 20:14
by BruceSmith
PENNY wrote: Si ci sta, ma l'italiano si svagava, divertiva e riempiva i cinema anche con Monicelli, Risi, Tognazzi, Gassman o se vogliamo in tempi più recenti anche il Salvatores di Mediterraneo e Marrakech Express.
Imho se si alzasse un pò la qualità e l'approfondimento senza limitarsi alle solite storie trite e ritrite l'afflusso certo non diminuirebbe.

Cacchio anche Aldo, Giovanni e Giacomo e Carlo Verdone non erano molto impegnati, ma con i loro primi lavori ti piegavi dal ridere e c'era un comunque un minimo di sceneggiatura che non sembrasse scritta da un quattordicenne. :biggrin:
hai ragione, però non è da tutti saper svagare come lo facevano loro. e bisogna anche avere il coraggio di rischiare un po' (altro punto dolente. ma senza prendersi qualche rischio un 'quasi amici' non te lo riesci nemmeno ad immaginare)
è molto più facile prendere un comico e mettere insieme un po' di sketch fino ad avere una specie di sceneggiatura.

non è un genere che seguo particolarmente o che mi spinga ad alzare il culo per andare al cinema, ma devo ammettere che in alcuni casi la storiella divertente e iper-leggera funziona. ovvio, i film che ti rimangono impressi - come giustamente scriveva star - sono altri. :biggrin:

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 21:07
by Spree
BruceSmith wrote:
Bluto Blutarsky wrote: P.s: si capisce che non stimo il pubblico? :penso:
solo se ti si legge approfonditamente. :thumbup:

senza voler fare sociologia spicciola, l'italiano-medio (detto in maniera non dispregiativa) va al cinema per svagarsi e farsi due risate. quelle commedie sono fatte apposta, anche perchè qui nessuno produce filmoni che costano valanghe di milioni.
costi 'ragionevoli', buone possibilità di rientrare dell'investimento... è il mercato, baby. :biggrin:
E poi c'è chi si lamenta quando si sostiene che magari il mercato non è la panacea di tutti i mali sempre e comunque. Rant mode off

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 17/01/2013, 23:59
by BruceSmith
Spree wrote: E poi c'è chi si lamenta quando si sostiene che magari il mercato non è la panacea di tutti i mali sempre e comunque. Rant mode off
ha anche moltissimi effetti positivi. la pennicilina è diventata così importante perchè aveva mercato. :biggrin:

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 18/01/2013, 0:39
by Sberl
Esulo dai discorsi di vero cinema....mi son guardato una delle tamarrate per eccellenza che ancora mi mancavano, XXX. Vera e propria tamarrata con un Vin Diesel più Vin Diesel che mai

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 18/01/2013, 1:18
by Frizzi
ieri ho visto The Bourne Supremacy..secondo capitolo della trilogia di Bourne.

Un passo indietro rispetto al primo film, però comunque godibile. Matt però forse non è l'attore ideale per questo tipo di film, troppo bravo ragazzo.

Re: C'era una volta il Cinema

Posted: 18/01/2013, 11:23
by Bluto Blutarsky
Allora, impressioni a caldissimo su Django Unchained:

Cominciamo col dire che avevamo lasciato Tarantino con un capolavoro, e lo ritroviamo con un film che evidentemente capolavoro non è. Ma è abbastanza fisiologico.
La mia prima sensazione, però, è quella di un Tarantino per una volta assai meno radicale nel voler rileggere il genere con cui si confronta. Che lo spaghetti-western sia il suo genere preferito lo ha detto mille volte. E forse proprio per questo sembra ci si sia approcciato con troppa deferenza, con troppo rispetto per i suoi canoni. In passato quando ha preso un genere lo ha rivoltato come un calzino. Qui quella voglia di alzare l'asticella non sembra averla avuta. Probabilmente ha contribuito anche il fatto stesso di parlare del cinema western, il genere che più di ogni altro vive di mitologie, che in quanto tali possono essere solo o celebrate o dissacrate. Difficile trovare una via di mezzo.

Detto questo non mancano - ovviamente - nè i suoi colpi di genio (però più sporadici del solito) nè le intenzioni degne di nota, in primis quella di rileggere criticamente una storia americana che fonda la sua grandezza sulla violenza, la sopraffazione e un'inconscia sensazione di subalternità verso la vecchia Europa.
Sul piano della tenuta narrativa ho trovato la prima metà nettamente superiore alla seconda, e probabilmente non è un caso che sia la parte del film che fa perno - più che su Django - sul professor Schultz di un sublime Christoph Waltz. Bello anche il nero prestato alla causa dei padroni di Samuel L. Jackson, truccato come i finti neri dei film di Griffith.

Tra le altre cose, è probabilmente il film di Tarantino in cui si ride di più. Ma anche il meno eversivo. Ognuno valuti se nello scambio ci abbiamo perso o guadagnato.