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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 10:45
by Spree
Noodles wrote:
Spree wrote:
1) Oggi e sempre meglio il PD del Movimento 5 stelle. Quasi certamente meglio "fermare il declino del Movimento. Probabilmente meglio Vendola del Movimento. Forse addirittura meglio l'UDC del Movimento. Berlusconi no, quello rimane peggio - di misura. La Lega direi sullo stesso piano, l'IDV sono incerto - forse sullo stesso piano anche qui.

2) Non si tratta di "dire cose a favore del mio pensiero". Come funzione il M5S a livelli alti è evidentissimo. Molti l'hanno capito da parecchi mesi. Non lodo Favia perché "supporta il mio pensiero": lo lodo perché dice la verità. Più semplice di così. Non sempre ci sono due punti di vista in una storia.
In questo caso, c'è una verità: Primo, il M5S è l'ennesima incarnazione dell'eterno italico amore per l'uomo forte al comando, per il qualunquismo, per il finto rinnovamento, che si è via via incarnato nel Fascismo prima (vedi il mio post di pochi minuti fa), appena un po' in Giannini subito dopo la seconda guerra mondiale (ma lì è stato fermato dal fatto che c'era una grande classe politica e dal fatto che, dopo la guerra, un minimo di afflato civile l'Italia lo aveva), poi parzialmente - perché all'interno di un partito "tradizionale" in Craxi, poi in Berlusconi, e adesso in Beppe Grillo. Secondo, il M5S non ha nessun tipo di democrazia interna, nessuno strumento serio per diventare una forza in grado anche solo vagamente di governare un paese, nessuna idea concreta e costruttiva (non distruttiva) nel programma, un'enorme confusione anti-tutto (a parte le ovvietà, è anti-modernità, anti-scientifico, anti-europa, eccetera).
Non posto il discorso di Favia per dire "ecco, vedete, lo dice anche lui, dev'essere vero per forza" - come a usarlo a sostegno della mia tesi (ecco, ce n'è uno che è d'accordo, postiamo lui e ignoriamo quelli che non lo sono). Questo è un modo di fare internettaro da polemica di second'ordine. Lo posto per gioire del fatto che, finalmente, dice un po' la verità - che si sapeva da prima e che si spera cominci un po' a venire a galla.
tutto giusto Spree, sacrosanto.

Tuttavia, torniamo sempre agli stessi discorsi, come mai La Repubblica passato un periodo di grande esaltazione del movimento Grillo (e ti parlo di circa almeno due anni fa) dove veniva incensato per le 'nuove idee', la 'creatività', il movimento democratico che veniva dal basso...oggi lo stan tartassando per qualsiasi cosa?
Come mai questo cambio di atteggiamento così radicale?

La risposta è semplice, quando Grillo ha cominciato a bastonare Bersani, ha chiuso con la sinistra che flirtava spesso con lui, baaang...hanno iniziato a contargli i peli nel culo, si sono accorti, all'improvviso, che il movimento aveva un solo capo, e poi han iniziato a spiattellare il solito 'fassssista' ad ogni uscita.

Mi chiedo, se dietro Grillo ci sono delle menti raffinatissime che rispondono alla volontà della Casaleggio (ed è probabile che sia così), La repubblica vorrebbe invece passare per un giornale indipendente e non di partito? :biggrin:
La risposta non è così semplice manco un po'.
Quello che aveva portato ad approvare e, in parte, cercare di far proprio Beppe Grillo e i suoi movimenti da parte della sinistra sono state tre cose: 1) La sincera approvazione per alcune delle istanze cui dava voce, e per alcune delle "proposte" (tra virgolette perché erano soprattutto "distruttive", in senso però positivo, di storture dell'esistente; 2) In parte, il cedimento della sinistra a derive anti-moderniste e un po' "populiste" (nel senso di "dare al popolo ciò che vuole sempre e comunque, rinunciando al proprio ruolo di classe dirigente che, anche, guida il popolo), 3) La ricerca di facile consenso politico in un momento in cui l'avversario principale era lo stesso - o comunque gli attacchi potevano essere diretti allo stesso bersaglio (Berlusconi).
L'avvicinamento è venuto meno per una serie di motivi: 1) Perché Grillo, molto prima che il PD, ha cominciato a cambiare rotta puntando sul "sono tutti uguali": è affascinante fare una carrellata dei post de blog, dei commenti dei suoi lettori/fedeli e dei suoi monologhi spettacoli per vedere come è cambiato il suo atteggiamento negli anni - e come questo sia avvenuto ben prima che gli attaccati, comprensibilmente, si risentissero. 2) Perché Grillo ha cominciato, più di prima, a dare di matto - non per niente le critiche si sono intensificate di recente: anche, se vuoi, perché è diventato un pericolo politico più tangibile che minaccia posizioni di potere, non voglio certo dire di no perché è ovvio; ma soprattutto perché ha cominciato a fare sparate sempre più gravi e sempre più senza senso, sugli immigrati, sul resto del mondo dell'informazione per intero senza alcuna distinzione, sul mondo politico per intero senza distinzione, con toni e generalizzazioni esattamente di stampo fascista. Il resto è conseguenza, non causa: basta guardare i tempi degli avvenimenti per capirlo.

Sul secondo boldato: se tu fossi un lettore anche solo occasionale di Repubblica sapresti che è stato per anni fortemente critico nei confronti di quella che è - e non hanno mai cercato di negarlo - la sua area di riferimento (i DS prima e il PD poi). Questa è un po' la differenza tra un giornale schierato (quale repubblica) e un organo di partito: tanto che molti componenti della base e della struttura del PD sono stati fortemente irritati dall'atteggiamento proprio di Repubblica negli anni, perché percepito come controproducente alla "vittoria della sinistra", in quanto troppo critico (come a dire: "I giornali di destra incensano la destra sempre e comunque, i giornali di sinistra criticano sempre e comunque"). Che adesso siano più fortemente allineati è in parte vero - per quanto non completamente (e meno di quanto lo sia spesso il "Fatto Quotidiano" a favore del Movimento 5 Stelle, comunque) - ma dipende dal fatto che moti percepiscono (come me) il M5S come un pericolo vero alla democrazia, e l'alternativa considerata meno negativa è proprio il PD.
Cosa c'entri poi Repubblica mi sfugge un po', ma insomma.

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 10:49
by Birdman
Paperone wrote:a Parma non fanno un consiglio comunale da 2 mesi perché la Giunta non ha pronta nessuna delibera

va bene essere giovani, va benissimo avere tante idee, ma bisogna anche metterle in pratica


e poi, io preferisco far parte di un partito/movimento/forza rivoluzionaria dove si possa (più o meno) decidere chi comanda e cosa fare
Allucinante, veramente mi lascia senza parole questa cosa. Pensavo che questo loro "dilettantismo" potesse uscire ad un livello più alto (camera, senato), invece sono riusciti a farlo emergere fin da subito..complimenti a questi ciarlatani! :stralol:

Per il resto, d'accordissimo come sempre con Spree.

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 10:50
by FletcherLynd
Hobbit83 wrote: E' nato prima l'uovo o la gallina? Ha cominciato prima l'imprenditore a corrompere "lo stato" o lo stato a farsi fare favori dall'imprenditore?
a parte che "ha iniziato lui" è un argomento che si puó sentire nelle liti tra i bambini delle elementari ma in una discussione seria non ha alcun diritto di cittadinanza,visto che se c'è un problema non conta chi è stato il primo a crearlo ma cosa fare per risolverlo...

a parte questo,dicevo,la tua sembra una domanda retorica ma in realtà ha una risposta molto precisa e anche molto semplice da trovare: dove l'economia è stata diretta dallo stato (per non parlare di quei settori in cui originariamente era monopolizzata dallo stato),ovviamente è lo stato stesso che ha dato il via a questo circolo vizioso.

e in italia sono pochissimi i settori economici in cui lo stato non ha rivestito,prima o poi,una posizione di monopolio,e non c'è alcun settore in cui non abbia adottato,prima o poi, politiche dirigiste.

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 11:19
by FletcherLynd
Spree wrote: Sul secondo boldato: se tu fossi un lettore anche solo occasionale di Repubblica sapresti che è stato per anni fortemente critico nei confronti di quella che è - e non hanno mai cercato di negarlo - la sua area di riferimento (i DS prima e il PD poi). Questa è un po' la differenza tra un giornale schierato (quale repubblica) e un organo di partito
se permetti questa mi sembra un pochino forzata come interpretazione, o meglio è una interpretazione valida solo se si ritiene il PD un partito compatto e con una linea politica precisa e costante: ma le cose non stanno proprio così.

il PD (così come i partiti di cui ha raccolto, più o meno, l'eredità) non è mai stato UN vero partito, quanto piuttosto la somma di diversi "partiti", di diverse idee, linee, "correnti" politiche che avevano alcuni elementi in comune e tanti elementi di dissenso le une con le altre, e soprattutto nessuna intenzione di scendere a compromessi, e che quindi nei decenni si sono scannate tra loro con la stessa violenza con cui attaccavano gli avversari.

repubblica non è altro che l'espressione di una di queste correnti, così come altri giornali e altri media sono, o sono stati, espressioni di altre correnti: quindi in realtà gli attacchi di repubblica "al PD" non rappresentano una autocritica, non sono attacchi "alla sua area di riferimento", ma semplicemente attacchi alle idee e alle persone espresse da ALTRE correnti e altre aree di riferimento: non c'è differenza tra un attacco di repubblica al PDL e un attacco di repubblica al PD, perché se si va a leggere tra le righe chi è il destinatario effettivo di quelle critiche ALL'INTERNO del PD, si scopre sempre che non è "uno dei suoi" ma "uno degli altri". uno che per la linea di pensiero di repubblica è "nemico" tanto quanto lo è berlusconi.

poi ovviamente non è una caratteristica solo di repubblica ma di tutti i principali giornali italiani, e anche degli altri media (ad esempio il giornalismo televisivo).

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 11:24
by Hobbit83
FletcherLynd wrote:
Hobbit83 wrote: E' nato prima l'uovo o la gallina? Ha cominciato prima l'imprenditore a corrompere "lo stato" o lo stato a farsi fare favori dall'imprenditore?
a parte questo,dicevo,la tua sembra una domanda retorica ma in realtà ha una risposta molto precisa e anche molto semplice da trovare: dove l'economia è stat diretta dallo stato (per non parlare di quei settori in cui originariamente era monopolizzata dallo stato,ovviamente è lo stato stesso che ha dato il via a questo circolo vizioso.

e in italia sono pochissimi i settori economici in cui lo stato non ha rivestito,prima o poi,una posizione di monopolio,e non c'è alcun settore in cui non abbia adottato,prima o poi, politiche dirigiste.
Nell'industria dei trasporti FIAT ha avuto da sempre un ruolo molto superiore a qualsiasi coinvolgimento statale. In quel settore lo stato non ha mai avuto monopoli nè ha diretto alcunchè.

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 11:26
by Hobbit83
FletcherLynd wrote: repubblica non è altro che l'espressione di una di queste correnti, così come altri giornali e altri media sono, o sono stati, espressioni di altre correnti: quindi in realtà gli attacchi di repubblica "al PD" non rappresentano una autocritica, non sono attacchi "alla sua area di riferimento", ma semplicemente attacchi alle idee e alle persone espresse da ALTRE correnti e altre aree di riferimento: non c'è differenza tra un attacco di repubblica al PDL e un attacco di repubblica al PD, perché se si va a leggere tra le righe chi è il destinatario effettivo di quelle critiche ALL'INTERNO del PD, si scopre sempre che non è "uno dei suoi" ma "uno degli altri". uno che per la linea di pensiero di repubblica è "nemico" tanto quanto lo è berlusconi
E chi sarebbero questi "altri" e questi "suoi", secondo te?

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 11:31
by Noodles
Spree wrote:

Sul secondo boldato: se tu fossi un lettore anche solo occasionale di Repubblica sapresti che è stato per anni fortemente critico nei confronti di quella che è - e non hanno mai cercato di negarlo - la sua area di riferimento (i DS prima e il PD poi). Questa è un po' la differenza tra un giornale schierato (quale repubblica) e un organo di partito: tanto che molti componenti della base e della struttura del PD sono stati fortemente irritati dall'atteggiamento proprio di Repubblica negli anni, perché percepito come controproducente alla "vittoria della sinistra", in quanto troppo critico (come a dire: "I giornali di destra incensano la destra sempre e comunque, i giornali di sinistra criticano sempre e comunque"). Che adesso siano più fortemente allineati è in parte vero - per quanto non completamente (e meno di quanto lo sia spesso il "Fatto Quotidiano" a favore del Movimento 5 Stelle, comunque) - ma dipende dal fatto che moti percepiscono (come me) il M5S come un pericolo vero alla democrazia, e l'alternativa considerata meno negativa è proprio il PD.
Cosa c'entri poi Repubblica mi sfugge un po', ma insomma.
sulla prima parte della tua risposta, si può essere d'accordo o no, anche se c'è da premettere che Grillo i toni li ha sempre tenuti alti, basta vedere i vari show che faceva nel 2005-2006-2007, lì però temo che sia stato usato ad arte per spostare le discussioni politiche su determinati argomenti, dove faceva più comodo.
Non ultimo Santoro, che negli ultimi 2 anni di trasmissione, apriva i suoi talk-show con mezzora di estratti dei vari comizi di Grillo.

Poi, premettendo che non è mia intenzione difendere l'ultimo GRillo (sta dando di matto anche per me), la riflessione su La Repubblica che fai non corrisponde alla realtà dei fatti.
I fatti dicono che il proprietario de La Repubblica è uno dei principali benefattori del PDS prima, PD poi.
I suoi redattori sono tutti iscritti all'attuale PD e fanno politica all'interno del giornale per il PD.
Basta vedere come sono stati liquidati tutti i partiti comunisti che praticamente nn trovano più spazio all'interno del giornale.
Che abbia avuto nel suo passato delle frizioni con la base del partito cambia veramente poco. Il Manifesto bastonò pesantemente Bertinotti e company per le decisioni prese in politica estera più volte.
Leggo La repubblica da ventanni oramai, lo ritengo uno dei pochi giornali ancora 'accettabili' ma ha una precisa identità politica che spesso la porta ad essere un vero e proprio organo di partito, negare questo significa negare la realtà. A meno che non debbano mettere una bandierina del PD su ogni articolo...a quel punto sarebbe più chiaro?

Oggi fanno campagna contro GRillo, più del Giornale o Libero, e la fanno pesantemente tornando ad usare i termini che meglio incidono nella coscienza collettiva della sinistra, cercando di togliere quel consenso che tuttora vanta in certe frange di sinistra perchè oggi fa paura, ma non fa paura la deriva demagogica che ha preso (lo era anche prima, si dormiva?) ma il potere che sta acquisendo.

Questa si chiama politica, nessun problema eh...ogni giornale fa quel che vuole ma non ci nascondiamo però e chiamiamo le cose per il loro nome.

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 11:42
by Ange86
Porsche 928 wrote:"embè? se la gestiscono male, falliranno e ci rimetteranno un sacco di soldi."

Tipo la Fabbrica Italiana Automobili Torino? Negli anni sta equazione qui in Italia ha fatto un po tante falle...

In un paese poi come l'Italia dove l'ossatura e` fatta di PMI e si favoriascono solo e sempre le grandi imprese... non mi convince moltissimo.
Tutto il mondo è paese. GM e Chrysler non mi sembra rispettino in pieno quella frase. Guardando un documentario sulla produzione della Ford fa impressione vedere tutti sti lavoratori con la maglietta "built without your tax dollars". Che poi non è comunque vero perchè anche loro qualche anno prima aveva ricevuto qualche tipo di aiuto statale.

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 11:45
by Spree
Noodles wrote:
Spree wrote:

Sul secondo boldato: se tu fossi un lettore anche solo occasionale di Repubblica sapresti che è stato per anni fortemente critico nei confronti di quella che è - e non hanno mai cercato di negarlo - la sua area di riferimento (i DS prima e il PD poi). Questa è un po' la differenza tra un giornale schierato (quale repubblica) e un organo di partito: tanto che molti componenti della base e della struttura del PD sono stati fortemente irritati dall'atteggiamento proprio di Repubblica negli anni, perché percepito come controproducente alla "vittoria della sinistra", in quanto troppo critico (come a dire: "I giornali di destra incensano la destra sempre e comunque, i giornali di sinistra criticano sempre e comunque"). Che adesso siano più fortemente allineati è in parte vero - per quanto non completamente (e meno di quanto lo sia spesso il "Fatto Quotidiano" a favore del Movimento 5 Stelle, comunque) - ma dipende dal fatto che moti percepiscono (come me) il M5S come un pericolo vero alla democrazia, e l'alternativa considerata meno negativa è proprio il PD.
Cosa c'entri poi Repubblica mi sfugge un po', ma insomma.
sulla prima parte della tua risposta, si può essere d'accordo o no, anche se c'è da premettere che Grillo i toni li ha sempre tenuti alti, basta vedere i vari show che faceva nel 2005-2006-2007, lì però temo che sia stato usato ad arte per spostare le discussioni politiche su determinati argomenti, dove faceva più comodo.
Non ultimo Santoro, che negli ultimi 2 anni di trasmissione, apriva i suoi talk-show con mezzora di estratti dei vari comizi di Grillo.

Poi, premettendo che non è mia intenzione difendere l'ultimo GRillo (sta dando di matto anche per me), la riflessione su La Repubblica che fai non corrisponde alla realtà dei fatti.
I fatti dicono che il proprietario de La Repubblica è uno dei principali benefattori del PDS prima, PD poi.
I suoi redattori sono tutti iscritti all'attuale PD e fanno politica all'interno del giornale per il PD.
Basta vedere come sono stati liquidati tutti i partiti comunisti che praticamente nn trovano più spazio all'interno del giornale.
Che abbia avuto nel suo passato delle frizioni con la base del partito cambia veramente poco. Il Manifesto bastonò pesantemente Bertinotti e company per le decisioni prese in politica estera più volte.
Leggo La repubblica da ventanni oramai, lo ritengo uno dei pochi giornali ancora 'accettabili' ma ha una precisa identità politica che spesso la porta ad essere un vero e proprio organo di partito, negare questo significa negare la realtà. A meno che non debbano mettere una bandierina del PD su ogni articolo...a quel punto sarebbe più chiaro?

Oggi fanno campagna contro GRillo, più del Giornale o Libero, e la fanno pesantemente tornando ad usare i termini che meglio incidono nella coscienza collettiva della sinistra, cercando di togliere quel consenso che tuttora vanta in certe frange di sinistra perchè oggi fa paura, ma non fa paura la deriva demagogica che ha preso (lo era anche prima, si dormiva?) ma il potere che sta acquisendo.

Questa si chiama politica, nessun problema eh...ogni giornale fa quel che vuole ma non ci nascondiamo però e chiamiamo le cose per il loro nome.
Mi piacerebbe proprio vedere le prove. Tutti i redattori di Repubblica iscritti al PD. Ripetere "La Repubblica è un organo di partito" ossessivamente non lo rende vero: e per provarlo non basta postare un articolo degli ultimi, diciamo, 8-10 mesi a favore del PD - l'ho già scritto anche io che recentemente c'è stato un avvicinamento. Continui a confondere schieramento politico con "organo di partito". Anche gli esempi che fai hanno pochissimo senso: i partiti comunisti non sono stati liquidati per scelta politica a favore del PD: ma per manifesta irrilevanza politica, indipendente da Repubblica; e il Manifesto è proprio un esempio infelice: mai stato organo di partito, mai fato propaganda diretta per un partito. E' un giornale politico, come repubblica appunto, con una collocazione ideologica ben definita (di sinistra critica) am slegata dalla singola personificazione partitica di quella posizione nello spettro politico. Così come Repubblica, appunto - il fatto che nello specifico momento storico molti (ma non tutti - ci sono posizioni diversificate anche all'interno di Repubblica - altra cosa diversa dagli organi di partito) articolisti e commentatori di Repubblica siano spesso molto vicini a posizioni di una parte del PD (neanche fosse tutto - vedi Ichino, per dire, ma anche molti altri). Oggi fanno campagna contro grillo più del Giornale o Libero? Ma li hai mai visti i titoloni a 9 colonne del Giornale contro grillo? L'attacco senza analisi,basato su distorsioni dei fatti? Certo, fanno campagna in modo profondo e aggressivo contro Grillo: ma non serve essere pro PD per farlo - è un dovere civico.

Quanto alla deriva demagogica: non ho detto questo. Prima era demagogico ugualmente, lo so bene (oltretutto, non ho detto che è cambiato lo stile, né che per me - o per i partiti - il problema sia lo stile. Il problema è la sostanza). Quello che è cambiato sono 1) come dici - in parte - tu, il fatto che adesso le sue sparate demagogiche non sono più sparate ma hanno concreta presa su un numero recente di persone e potrebbero anche diventare politicamente applicative, e soprattutto 2) il fatto che le sparate sono cambiate e peggiorate, nella sostanza, non nello stile.

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 12:01
by FletcherLynd
Hobbit83 wrote: Nell'industria dei trasporti FIAT ha avuto da sempre un ruolo molto superiore a qualsiasi coinvolgimento statale.
cosa vuol dire questa frase, scusa?
un mercato o è libero o non lo è, QUALSIASI coinvolgimento statale finisce per alterarlo. quindi il fatto che nel mercato dell'auto Fiat abbia dovuto avere a che fare con MINORI influenze statali rispetto alla media (anche grazie al "do ut des" di cui sopra) non significa che quello sia stato un mercato realmente libero.
In quel settore lo stato non ha mai avuto monopoli


vero. uno dei pochi.
nè ha diretto alcunchè.
L O L
E chi sarebbero questi "altri" e questi "suoi", secondo te?
basta guardare chi critica e chi loda ;D

oppure leggere montanelli, che riassume così il "target" storico di repubblica:

"Il vasto mondo universitario ed extraparlamentare di sinistra, i sessantottini imborghesiti ma non pentiti , i simpatizzanti del PCI che volevano - come Io voleva Scalfari - il compromesso storico, l'«intelligenza» che cominciava ad aver paura del troppo piombo infestante l'Italia, ma non intendeva ammettere d'essersi sbagliata."

insomma, i "radical chic" a farla breve. :forza:

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 12:19
by Spree
FletcherLynd wrote:
Hobbit83 wrote:
oppure leggere montanelli, che riassume così il "target" storico di repubblica:

"Il vasto mondo universitario ed extraparlamentare di sinistra, i sessantottini imborghesiti ma non pentiti , i simpatizzanti del PCI che volevano - come Io voleva Scalfari - il compromesso storico, l'«intelligenza» che cominciava ad aver paura del troppo piombo infestante l'Italia, ma non intendeva ammettere d'essersi sbagliata."

insomma, i "radical chic" a farla breve. :forza:
Cioè quello che ho detto io: ha una precisa collocazione politica, e un più o meno definito (non sarei così drastico come Montanelli, ma nel complesso è anche condivisibile - in questo caso) target di lettori/pubblico da influenzare. Non è un organo di partito.

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 12:21
by Hobbit83
FletcherLynd wrote:
Hobbit83 wrote: Nell'industria dei trasporti FIAT ha avuto da sempre un ruolo molto superiore a qualsiasi coinvolgimento statale.
cosa vuol dire questa frase, scusa?
un mercato o è libero o non lo è, QUALSIASI coinvolgimento statale finisce per alterarlo. quindi il fatto che nel mercato dell'auto Fiat abbia dovuto avere a che fare con MINORI influenze statali rispetto alla media (anche grazie al "do ut des" di cui sopra) non significa che quello sia stato un mercato realmente libero.


Un mercato può essere libero anche se alcuni attori sono di proprietà pubblica, come è stato per un certo tempo per Alfa Romeo, per dire.
Le due cose non si escludono affatto a vicenda.


E chi sarebbero questi "altri" e questi "suoi", secondo te?
basta guardare chi critica e chi loda ;D

oppure leggere montanelli, che riassume così il "target" storico di repubblica:

"Il vasto mondo universitario ed extraparlamentare di sinistra, i sessantottini imborghesiti ma non pentiti , i simpatizzanti del PCI che volevano - come Io voleva Scalfari - il compromesso storico, l'«intelligenza» che cominciava ad aver paura del troppo piombo infestante l'Italia, ma non intendeva ammettere d'essersi sbagliata."

insomma, i "radical chic" a farla breve. :forza:
No, tu hai parlato di precise correnti, ma ora svicoli e fai un pò di buttasù senza confini. Montanelli è morto 11 anni fa.... e a naso parlava della Repubblica di quando era solo vecchio, non di quando era decrepito :biggrin: , ovvero post-94. Qualcosa di più recente?

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 12:37
by doc G
Noodles wrote: Insomma: liberalizzare conviene, farlo “all’italiana” no. Anzi, costa molto di più."

E quindi ritorniamo al punto principale del mio discorso, se le liberalizzazioni in Italia portano soltanto una spesa maggiore per il cittadino ed un arricchimento dei soliti noti (che poi troveranno modo di risfruttare tale posizione in altri ambiti), allora o si cambia mentalità (leggi controlli) oppure non serve ad un emerito nulla se non peggiorare la situazione :biggrin:
Sempre più simile a Milton Friedman!
Nuovamente eccessivo, ma dato che qui si parla di un argomento specifico, liberalizzazioni, la cosa cambia. Concordo in pieno, e non potrei fare altrimenti dato che lo scrivo qui da quando sono iscritto al forum.

Soprattutto:

1) In Italia di liberalizzazioni vere se ne sono viste pochissime ed in genere farlocche. Ed allora di che liberismo selvaggio stiamo parlando? Io un Ron Paul de nojantri all'orizzonte non lo vedo, e fra l'altro non vedo come sarebbe possibile applicare le sue teorie in Italia. Parlare di liberismo in Italia (sarebbe da dire in Europa, con l'eccezione di qualche isola d'oltremanica) significa solo voler trovare un capro espiatorio, stile protocolli di Sion. Come potrebbe aver causato qualche cosa (di buono o di male che sia) un qualche cosa che non solo non esiste, ma non è mai esistito dalle nostre parti?

2) Liberalizzazioni autentiche in cui lo Stato si limita a porre paletti rigidi ed effettuare controlli sulla concorrenza. Quello che scrivo da tempo.

3) Si tolga potere ai soliti noti, e lo si faccia incrementando la concorrenza. In settori tipicamente oligopolistici è molto difficile, ma nel maggior numero dei casi si può.

4) Come farlo? Semplice, votando chi ha questo nel programma e ci sono reali possibilità che lo applichi, mollando alla prima possibilità chi promette e non attua tutto ciò.

In sostanza Noodles geniale nella dialettica, parte da posizioni stataliste, fingendo di essere un ultrakeynesiano e quasi facendo l'occhiolino a cazzate sesquipedali come la moderna teoria monetaria, per terminare con posizioni che non possono che portare ad un liberismo che spesso pare troppo spinto anche a me, che francamente non butterei tutto Keynes dalla finestra.


PS Hobbit, se ci sono imprese pubbliche che lavorano in regime di concorrenza, rispettano le regole del mercato e producono utili non vedo dove sia il problema. Semmai il problema c'è se l'obiettivo non è raggiungere risultati economici, magari con minore accanimento di altri, ma politici, come la conquista di posizioni di potere e la possibilità di condizionare determinati settori economici, magari lavorando in perdita per decenni senza porre rimedi. Tornando al solito esempio che faccio sempre: esistono farmacie comunali? Se producono utili, anche percentualmente inferiori a quelli delle farmacie private non vedo dove sia il problema, ma se rimettono soldi non capisco perchè mai il contribuente debba pagare con le proprie tasse una impresa che riesce nel miracolo di perdere soldi laddove TUTTI guadagnano, anche perchè quello delle farmacie resta un mercato che di libero ha ben poco.

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 13:00
by Noodles
doc G wrote:
In sostanza Noodles geniale nella dialettica, parte da posizioni stataliste, fingendo di essere un ultrakeynesiano e quasi facendo l'occhiolino a cazzate sesquipedali come la moderna teoria monetaria, per terminare con posizioni che non possono che portare ad un liberismo che spesso pare troppo spinto anche a me, che francamente non butterei tutto Keynes dalla finestra.

ahahaah...poi vedi che non sbaglio a darti del paraculo?

evidentemente stai imparando in fretta (se prima nn lo sei mai stato) :biggrin:

ci mancava Friedman :laughing:

by the way, siamo molto vicini nell'analisi della situazione attuale italiana, diversi nell'individuare le cause...mooolto lontani nel trovare le soluzioni.....








quand'è che rinizia la stagione nba? :biggrin:

Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.

Posted: 07/09/2012, 14:04
by BruceSmith
visto adesso il video del giorno... tralasciando i commenti 'politici' sull'argomento.... ma come ti può venire in mente di dire quelle cose ad un giornalista pensando che non vengano pubblicate in un picosecondo?


nel frattempo, siamo improvvisamente diventati una nazione che merita 200 punti di spread al massimo e le borse impazziscono. mah. l'altoieri eravamo più di là che di qua.