Cioè scegli di mettere il battitore migliore che hai a disposizione?...questa si che è una trovata geniale!!kimi wrote: Basi piene, 2 out bassa del nono sotto di 1.
Batte il pitcher, sono costretto a mettere un PH. Ho in panchina PLAYER A .313/423/600 e PLAYER B .260/378/450. ( ammettiamo che non hanno mai battuto contro il lanciatore)
La scelta DEVE essere player A. Se poi lui entra e va K in 3 lanci io ho comunque fatto la scelta giusta. Se metto B e lui batte un walk-off GS, sono stato FORTUNATO, MOLTO FORTUNATO.
Io la vedo così, e alla fin fine visti i risultati delle squadre " saber", credo che questo sia il futuro
Re: Statistiche sabermetriche
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Assenzio
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Re: Statistiche sabermetriche
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Re: Statistiche sabermetriche
Peccato che moltissime volte viene messo in campo l'altro giocatore solo perchè:Assenzio wrote: Cioè scegli di mettere il battitore migliore che hai a disposizione?...questa si che è una trovata geniale!!
ha più esperienza
è più clutch
etc, etc...
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rene144
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Re: Statistiche sabermetriche
Già ti ho detto tempo fa che non saprei come risponderti, perchè la sabermetrica e l'analisi statistica sono due cose diverse. La sabermetrica usa la statistica ed i numeri per arrivare a decisioni basate sull'oggettività.thierry14 wrote: René, puoi dirmi quali sono le statistiche sabermetriche più importanti/immediate/accessibili? Quelle che bisogna guardare assolutamente o di più immediata comprensione (tipo, tra quelle normali, AVG, HR, RBI)?
Comunque per intenderci, la distribuzione delle palle battute è un inizio per capire il tipo di hitter. Vedi LD%, GB%, FB%, HR/FB, IFF% per esempio. Si capisce il tipo di hitter, se le sue statistiche siano veritiere, sostenibili e via dicendo. Per valutare la qualità generale puoi guardare l'OPS, l'OPS+, VORP, EqA, per fare solo alcuni esempi.
Per un pitcher la performance si valuta meglio guardando FIP, K/BB, HR/9, BABIP contraria e LOB%, mentre per valutare il tipo di pitcher puoi guardare K/9, BB/9, GB%, FB%.
Il problema è che le cose dette così non hanno alcun senso. Ci sono precise teorie dietro ognuno di questi indicatori. Quello che tu cerchi non esiste, perchè vorresti una semplificazione di un concetto generale tramite delle statistiche superficiali e rigide, quando la sabermetrica lavora sull'analisi e sulla motivazione di quanto accade in campo. E' la ricerca della verità oggettiva, come ho più volte detto. Quindi può essere sabermetrico dare un'occhiata alla meccanica di lancio di un pitcher e determinare se sia responsabile per il suo poco controllo, anche se è qualcosa che non c'entra direttamente coi numeri.
Esatto, perfetto! Il caso e la fortuna esistono. Se il secondo batte .260, batterà pure valido il 26% delle volte! Ma non per questo io devo scegliere lui. Vado con quello che batte valido il 31,3% delle volte. Mi da' un 5,3% in più di possibilità nel caso specifico (a meno che non intervengano fattori tipo platoon, infortuni, ecc, che abbiamo dato per assenti nell'esempio). La decisione è giusta o sbagliata a prescindere dall'esito che poi viene condizionato da mille fattori esterni. Chissà, magari arriva la piaga biblica degli insetti che si abbattono su un giovane rilievo formidabile e quello inizia a lanciare ovunque tranne che nella zona dello strike... ma non per questo non è affidabile, no? E' solo un esempio comunque. Degli insetti non cambierebbero mai un incontro :sbadat:kimi wrote: Batte il pitcher, sono costretto a mettere un PH. Ho in panchina PLAYER A .313/423/600 e PLAYER B .260/378/450. ( ammettiamo che non hanno mai battuto contro il lanciatore)
La scelta DEVE essere player A. Se poi lui entra e va K in 3 lanci io ho comunque fatto la scelta giusta. Se metto B e lui batte un walk-off GS, sono stato FORTUNATO, MOLTO FORTUNATO.
Io la vedo così, e alla fin fine visti i risultati delle squadre " saber", credo che questo sia il futuro
Visto che si parla di risultati delle squadre sabermetriche, credo sia importante ri-linkare questo pezzo. I 4 GM delle squadre attualmente alle LCS non hanno mai giocato professionalmente a baseball. Ben 3 di loro hanno meno di 40 anni. Tre di loro vengono dalla stessa organizzazione (ed uno ha lavorato pure col quarto) ed hanno basi matematiche e sabermetriche molto solide. Considerato che circa 20/30 delle squadre MLB non siano sabermetriche, portarne 4/4 nelle LCS è un risultato degno di nota a mio avviso.
Peyton: perfetto. Grazie. E' più grintoso. Ha più voglia. Ha più cuore. Ha gli occhi con le fiamme. Me lo sento dentro.
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thierry14
Re: Statistiche sabermetriche
Be', è già un inizio. Lo so che non si possono ridurre in modo così semplice, solo che quando leggo articoli di un certo tipo vorrei capire almeno a cosa si riferiscono. Grazie!rene144 wrote: Già ti ho detto tempo fa che non saprei come risponderti, perchè la sabermetrica e l'analisi statistica sono due cose diverse. La sabermetrica usa la statistica ed i numeri per arrivare a decisioni basate sull'oggettività.
Comunque per intenderci, la distribuzione delle palle battute è un inizio per capire il tipo di hitter. Vedi LD%, GB%, FB%, HR/FB, IFF% per esempio. Si capisce il tipo di hitter, se le sue statistiche siano veritiere, sostenibili e via dicendo. Per valutare la qualità generale puoi guardare l'OPS, l'OPS+, VORP, EqA, per fare solo alcuni esempi.
Per un pitcher la performance si valuta meglio guardando FIP, K/BB, HR/9, BABIP contraria e LOB%, mentre per valutare il tipo di pitcher puoi guardare K/9, BB/9, GB%, FB%.
Il problema è che le cose dette così non hanno alcun senso. Ci sono precise teorie dietro ognuno di questi indicatori. Quello che tu cerchi non esiste, perchè vorresti una semplificazione di un concetto generale tramite delle statistiche superficiali e rigide, quando la sabermetrica lavora sull'analisi e sulla motivazione di quanto accade in campo. E' la ricerca della verità oggettiva, come ho più volte detto. Quindi può essere sabermetrico dare un'occhiata alla meccanica di lancio di un pitcher e determinare se sia responsabile per il suo poco controllo, anche se è qualcosa che non c'entra direttamente coi numeri.
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gettingup
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Re: Statistiche sabermetriche
ciao Rene
per caso c'è qualche articolo (in italiano) che spiega la Sabermetrica, mi sono intrippato malamente.
per caso c'è qualche articolo (in italiano) che spiega la Sabermetrica, mi sono intrippato malamente.
Se mi preoccupassi di non schiacciare le formiche... non potrei neanche camminare
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rene144
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Re: Statistiche sabermetriche
In italiano purtroppo no. La traduzione "sabermetrica" peraltro è mia (dall'inglese sabermetrics) perchè documentazione in italiano non ce n'è. Il massimo esperto è sicuramente Max (il forumista, Prof. Pepper) che prepara roba anche sul suo sito, e poi... non saprei veramente dirti perchè in Italia già è seguito poco il baseball, figuriamoci roba del genere.gettingup wrote: ciao Rene
per caso c'è qualche articolo (in italiano) che spiega la Sabermetrica, mi sono intrippato malamente.
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gettingup
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Re: Statistiche sabermetriche
ok grazie lo stesso.
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MAX
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Re: Statistiche sabermetriche
Ho cambiato idea. Per ora non parlo delle Marcel Projections, ma di qualcos'altro.
Il sophomore slump (o sophomore jinx).
In tutti gli sport esiste il sophomore slump: il rookie che ha una stagione eccellente, i media gli dipingono una carriera da Hall-of-Fame, e il secondo anno torna sulla terra.
Nel baseball si dice che "gli hanno preso le misure", sui lanci che esegue o sulle sue abilità con la mazza. Oppure si dà la colpa all'inevitabile sophomore slump.
Per quanto l'ipotesi "prendere le misure" sia plausibile (davvero anche oggi con gli scout disseminati per tutto il globo?), uno statistico potrebbe dare la colpa alla "regressione verso la media".
Facciamo un esempio.
Sean Sensational esordisce in MLB con cifre da capogiro. Chi abbiamo di fronte? Possiamo fare diverse ipotesi.
1. Un giocatore sensazionale, che continuerà a produrre come nel primo anno.
2. Un giocatore buono che ha avuto una stagione un poco sopra le proprie possibilità, che verosimilmente si ridimensionerà un poco.
3. Un giocatore assolutamente medio che ha avuto una stagione decisamente migliore di quanto nel suo DNA, che dall'anno prossimo si inquadrerà nell'esercito delle Major Leagues.
4. etc. etc. fino al giocatore che, dopo la stagione di gloria, sparirà rapidamente dal mondo del MLB.
Per semplici questioni di probabilità, uno statistico è portato all'ipotesi 3.
E se, senza dettagli tecnici, dovete scommettere ogni anno sul fenomeno di turno, state tranquilli che farete più soldi puntando sul 3 che sull'1.
Ora, non dovrebbe esistere qualcosa di inverso al sophomore slump? Ovvero, un rookie ha una stagione disastrosa e, a partire dal secondo anno, diventa un onesto giocatore MLB, senza infamia né lode? Certo, ma non lo vedremo mai, perché a quel rookie non sarà mai data la chance di una seconda stagione.
Beh, a questo punto si può parlare delle Marcels.
Le Marcels prevedono che un giocatore di cui "non si sa nulla" sia un giocatore medio: la previsione statistica di ogni giocatore che esordisce in MLB è la media MLB; man mano che un giocatore accumula dati, la sua proiezione si baserà sempre più sui suoi numeri e sempre meno su quelli medi MLB. Marcel è in pratica una "scimmia statistica": non sapendo nulla di baseball, fa delle previsioni con qualche nozione di base della statistica.
L'ideatore delle previsioni Marcel, Tom Tango, le definisce il livello minimo di performance di un sistema di previsioni: ovvero, se crei un sistema (sia esso statistico, sia basato su scouting, o su una combinazione dei due) e fa previsioni peggiori delle Marcels, hai solo sprecato il tuo tempo.
Un sistema statistico stupido, le Marcels appunto, ottengono una correlazione con la realtà intorno al 65% (dove 100% significherebbe prevedere perfettamente le statistiche di ogni giocatore).
Per ora mi fermo.
Il sophomore slump (o sophomore jinx).
In tutti gli sport esiste il sophomore slump: il rookie che ha una stagione eccellente, i media gli dipingono una carriera da Hall-of-Fame, e il secondo anno torna sulla terra.
Nel baseball si dice che "gli hanno preso le misure", sui lanci che esegue o sulle sue abilità con la mazza. Oppure si dà la colpa all'inevitabile sophomore slump.
Per quanto l'ipotesi "prendere le misure" sia plausibile (davvero anche oggi con gli scout disseminati per tutto il globo?), uno statistico potrebbe dare la colpa alla "regressione verso la media".
Facciamo un esempio.
Sean Sensational esordisce in MLB con cifre da capogiro. Chi abbiamo di fronte? Possiamo fare diverse ipotesi.
1. Un giocatore sensazionale, che continuerà a produrre come nel primo anno.
2. Un giocatore buono che ha avuto una stagione un poco sopra le proprie possibilità, che verosimilmente si ridimensionerà un poco.
3. Un giocatore assolutamente medio che ha avuto una stagione decisamente migliore di quanto nel suo DNA, che dall'anno prossimo si inquadrerà nell'esercito delle Major Leagues.
4. etc. etc. fino al giocatore che, dopo la stagione di gloria, sparirà rapidamente dal mondo del MLB.
Per semplici questioni di probabilità, uno statistico è portato all'ipotesi 3.
E se, senza dettagli tecnici, dovete scommettere ogni anno sul fenomeno di turno, state tranquilli che farete più soldi puntando sul 3 che sull'1.
Ora, non dovrebbe esistere qualcosa di inverso al sophomore slump? Ovvero, un rookie ha una stagione disastrosa e, a partire dal secondo anno, diventa un onesto giocatore MLB, senza infamia né lode? Certo, ma non lo vedremo mai, perché a quel rookie non sarà mai data la chance di una seconda stagione.
Beh, a questo punto si può parlare delle Marcels.
Le Marcels prevedono che un giocatore di cui "non si sa nulla" sia un giocatore medio: la previsione statistica di ogni giocatore che esordisce in MLB è la media MLB; man mano che un giocatore accumula dati, la sua proiezione si baserà sempre più sui suoi numeri e sempre meno su quelli medi MLB. Marcel è in pratica una "scimmia statistica": non sapendo nulla di baseball, fa delle previsioni con qualche nozione di base della statistica.
L'ideatore delle previsioni Marcel, Tom Tango, le definisce il livello minimo di performance di un sistema di previsioni: ovvero, se crei un sistema (sia esso statistico, sia basato su scouting, o su una combinazione dei due) e fa previsioni peggiori delle Marcels, hai solo sprecato il tuo tempo.
Un sistema statistico stupido, le Marcels appunto, ottengono una correlazione con la realtà intorno al 65% (dove 100% significherebbe prevedere perfettamente le statistiche di ogni giocatore).
Per ora mi fermo.
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rene144
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Re: Statistiche sabermetriche
Marcel prende il nome dalla famosa scimmia del telefilm Friends.
Magari poi Max ci parlerà anche di PECOTA!
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Gio
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Re: Statistiche sabermetriche
Il che ti dice molto sul tipo di persone che pensano queste cose........rene144 wrote: Marcel prende il nome dalla famosa scimmia del telefilm Friends.
Gio
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MAX
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Re: Statistiche sabermetriche
Il Leverage Index è una misura dell'importanza del momento nella partita. Per dettagli vi consiglio di cercare su Google Leverage Index Tango.
Personalmente ne ho fatto uso in passato per valutare se nel 2005 Ortiz fosse stato un clutch performer e Rodriguez un choker (risposte: sì e no, rispettivamente).
Altri, tra cui proprio Tom Tango, l'hanno utilizzato per valutare il momento in cui chiamare in campo l'asso del proprio bullpen. Sebbene sono totalmente d'accordo che un Papelbon o un Rivera non devono entrare per forza al nono, ho sempre letto senza convinzioni frasi "sabermetriche" del tipo: "Il leverage index è superiore a 3, quindi è il momento di chiamare il closer, anche se è appena iniziato l'ottavo".Il fatto è che anche i rilievi corti hanno bisogno di (un po') di riscaldamento prima di salire sul monte, ed è impensabile aver sempre tutti i rilievi pronti in ogni momento.
Josh Kalk ora ci propone il Future Leverage Index, ovvero il Leverage (importanza) dell'incontro più verosimile "tra due battitori" (link: http://www.baseball.bornbybits.com/blog ... index.html ).
Questo a mio avviso è molto più sensato: so che è molto probabile che a breve arriverà il momento decisivo --> telefono al bullpen, affinché lo stopper inizi a scaldarsi. Ci saranno casi in cui Papelbon tornerà a sedersi (ma ciò accade comunque), ma dovrebbero essere sempre meno frequenti situazioni fondamentali in cui non si è ancora levato la giacca.
Personalmente ne ho fatto uso in passato per valutare se nel 2005 Ortiz fosse stato un clutch performer e Rodriguez un choker (risposte: sì e no, rispettivamente).
Altri, tra cui proprio Tom Tango, l'hanno utilizzato per valutare il momento in cui chiamare in campo l'asso del proprio bullpen. Sebbene sono totalmente d'accordo che un Papelbon o un Rivera non devono entrare per forza al nono, ho sempre letto senza convinzioni frasi "sabermetriche" del tipo: "Il leverage index è superiore a 3, quindi è il momento di chiamare il closer, anche se è appena iniziato l'ottavo".Il fatto è che anche i rilievi corti hanno bisogno di (un po') di riscaldamento prima di salire sul monte, ed è impensabile aver sempre tutti i rilievi pronti in ogni momento.
Josh Kalk ora ci propone il Future Leverage Index, ovvero il Leverage (importanza) dell'incontro più verosimile "tra due battitori" (link: http://www.baseball.bornbybits.com/blog ... index.html ).
Questo a mio avviso è molto più sensato: so che è molto probabile che a breve arriverà il momento decisivo --> telefono al bullpen, affinché lo stopper inizi a scaldarsi. Ci saranno casi in cui Papelbon tornerà a sedersi (ma ciò accade comunque), ma dovrebbero essere sempre meno frequenti situazioni fondamentali in cui non si è ancora levato la giacca.
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buno
Re: Statistiche sabermetriche
prova con googlegettingup wrote: ciao Rene
per caso c'è qualche articolo (in italiano) che spiega la Sabermetrica, mi sono intrippato malamente.
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rene144
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Re: Statistiche sabermetriche
Incredibilmente proprio oggi qualcuno mi ha chiesto ragguagli proprio su questo. Ieri sera ho fatto i complimenti a Wedge per l'utilizzo di Betancourt, ed io mi sono rifatto al concetto di relief ace. A cosa ci riferiamo?MAX wrote: Altri, tra cui proprio Tom Tango, l'hanno utilizzato per valutare il momento in cui chiamare in campo l'asso del proprio bullpen.
Bill James tanti anni fa ha determinato che non c'è ragione per cui il miglior rilievo debba essere il closer necessariamente ed essere usato sempre al nono. A volte la situazione più delicata (quella con "leverage" più alto, come detto da Max) può avere luogo nel settimo, o nell'ottavo. E' ovvio che avanti di 1 con le basi cariche e nessun out nella parte bassa dell'ottavo sia una situazione più delicata di avanti di 3 con le basi vuote nel nono. Eppure la seconda è una "situazione di salvezza".
I manager di oggi sono troppo legati alle salvezze, ma che significato hanno? Littleton quest'anno ha salvato la vittoria 30-3 di Texas su Baltimore!
E' ovvio che situazioni analoghe all'ottavo ed al nono portino ad una delicatezza "maggiore" nel nono. Ma facciamo un esempio. Pittsburgh-Cincinnati. I Pirates hanno Matt Capps che è il closer e forse l'unico uomo affidabile del bullpen. Settimo inning, parte bassa, Pirates sopra 3-2, 1 out, basi cariche e Ken Griffey alla battuta. La gestione sabermetrica dice: metti Capps! E' una situazione delicatissima. La gestione "tradizionale" mette Torres (o Grabow o chissà chi altro) tenendo Capps per l'eventuale nono. Ma è più delicato quel momento o l'eventuale nono inning, in cui magari sarai sopra 5-2 ed avrai le basi vuote contro la parte debole del lineup di Cincinnati? Per me non si pone neanche la questione.
L'unico problema è quello posto da Max: i riscaldamenti e la gestione fisica dei rilievi. Per intenderci, la situazione ideale sarebbe quella di avere due super-rilievi: un closer tradizionale ed un "relief ace" da inserire al settimo o all'ottavo o comunque nel momento più caldo e delicato. L'unica squadra che sia mai andata con un autentico comitato (senza un closer fisso, ma giostrando i propri rilievi a seconda della situazione) è stata quella dei Red Sox nel 2003, ma il comitato è stato considerato un "fallimento" perchè non hanno vinto il titolo. Ironicamente, hanno perso perchè Grady Little NON usò il comitato in gara 7, tenendo Pedro Martinez sul 5-2 invece di andare da Timlin o Williamson o chissà chi altro.
Negli ultimi anni le squadre si stanno modificando. I Tigers e gli Indians hanno usato situazioni simili. Hanno usato closers deboli come Jones o Borowski, ma inseriti sempre con le basi rigorosamente vuote (e bruciare le salvezze è più difficile così), utilizzando rilievi molto più forti come Rodney, Zumaya, Betancourt o Perez nelle situazioni più calde. Wedge ieri sera ha tenuto Betancourt nel nono nonostante Borowski fosse disponibile, ed ha usato il miglior rilievo disponibile, senza rimanere bloccato nell'antico stereotipo del closer, ma fidandosi del giocatore più affidabile. Applausi insomma e tanto di cappello.
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MAX
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Re: Statistiche sabermetriche
Ora, con il FLI, dovresti rivisitare la partita della "gestione inetta", che io mi sono visto a Camden Yards in Private Box...rene144 wrote: Ieri sera ho fatto i complimenti a Wedge per l'utilizzo di Betancourt, ed io mi sono rifatto al concetto di relief ace.

