Fazz wrote:Redondo15 wrote:
Si ma sai quali probabilità ci sono che queste scelte top 10 si riveleranno giocatori migliori di Scola, Odom e Martin!?
Per il resto, rifaccio la stessa domanda che ho scritto poco fa. Tu parli presupponendo che queste scelte andranno a buon fine, che i giocatori pickati saranno fenomeni o, perlomeno, ottimi cestisti. Ma lo saranno? veramente! Guarda Minnie, dopo la trade Garnett... quante buone scelte ha avuto!? Quanti giovani "talentuosi" le ha dato Boston!? Eppure ora com'è messa? O guarda la stessa Boston... ha provato a ricostruire come New Orleans ed è stata fortunata a trovare la squadra pollo che le ha donato uno tra i primi tre giocatori NBA per una serie di giovani dal dubbio talento (che all'epoca venivano spacciati per salvatori della patria... e ora nominami quelli che sono rimasti ai Wolves).
Quindi io ti chiedo, ma è meglio avere due anni buoni, lottare per i playoffs e magari sperare di attirare altri free agent grazie a quelle due buone stagioni o è meglio ricostruire?! Ogni metodo ha i suoi vantaggi o svantaggi. Io non lo nego. Sto solo cercando di far capire che la trade dei Lakers non si può confrontare con quella dei Clippers dicendo: "Questa è meglio... questa è peggio".
Boston? E quando esattamente avrebbero dato via la loro stella?
Non sto presupponendo che le scelte vadano a buon fine, sto presupponendo che Martin e Scola, per quanto mi piacciano da matti, non spostano niente e costano caro.
E i FA buoni, a NO, con un monte salari a 60M, con Scola e Martin, non li prendi.
Ma che le squadre "piccole" di successo abbiano dovuto passare obbligatoriamente dal draft l'ho visto solo io?
Orlando Magic anni '90.
Utah Jazz anni '90.
San Antonio anni '00.
OKC adesso.
Mi ricordi quali altri small markets (perché se no il conto non torna, si elimina una variabile importante) hanno avuto successo in maniera diversa?
Lungo "quote" per dire solo una cosa:
possiamo ancora continuare a svenarci su quale trade fosse migliore o peggiore, o quale sistema sia quello giusto per ricostruire però c'è una dato di fondo. New Orleans è commissariata. Quando sei in amministrazione controllata ti vengono imposti degli obiettivi (di bilancio e di produzione) che ti conducano ad una nuova proprietà. Gli obiettivi degli Hornets sono:
A- Mantenere un salary cap basso.
B- Avere la possibilità nel brevissimo termine di muoversi sul mercato il meglio possibile (e quindi giocatori in scadenza e nessun contratto pesante "inutile").
Il tutto semplicemente perchè il primo investitore che passa deve essere invogliato a comprare.
"Ricostruire", "fare i playoffs" etc... centrano relativamente in questa situazione. L'obiettivo stagionale degli Hornets è VENDERE ed ogni altro obiettivo extra-finanziario è davvero ininfluente (brutto da dire, ma è così...parliamo di un business e la lunga estate ce l'ha già ricordato abbastanza).
Poi possiamo discutere di conflitto di interessi e sono il primo a considerare davvero poco limpida la situazione "commissariamento" in generale. In una situazione del genere, per prassi, soprattutto negli USA, io avrei dato responsabilità ad una persona terza che facesse riferimento alle direttive date dalla Lega.
Ciò nonostante, Stern, per quanto discutibile "legalmente", ha fatto un ottimo lavoro fino adesso perseguendo alla lettere l'obiettivo finale.
(correggetemi se sbaglio)