The Answer Palermitano wrote:
Appena arrivi a vedere il traguardo, appena inizia ad intravedere il trionfo, tiri in te tutto il meglio senza pensare a niente perchè se non lo fai non ci sarà mai un domani. Mentre in tantissime partite, ed in una Regular Season che dura tanti tanti mesi è più facile che ti capitino vari alti e bassi.
Si, è bello pensare una cosa del genere ed in parte, molto in parte, può anche essere vero nelle intenzioni dei giocatori. Ma come ha detto joe, il baseball non è uno sport di voglia, quanto uno sport scientifico, di precisione, di studio. Tutti nel mondo del baseball sanno che Hamels lanci un cambio, e che sia eccezionale. Si tratta di eseguire... l'anno scorso era in una forma pazzesca, lo metteva dove voleva. Quest'anno è in una forma peggiore e non lo piazza dove vuole. Non si tratta di essere clutch o chokers, non si tratta di avere voglia o no. Si tratta semplicemente di avere alti e bassi.
In una stagione intera, gli alti ed i bassi si normalizzano fra loro. Ho già citato la partenza 19-8 dei Royals. Quello è stato un loro picco, poi giocandone 162, il loro vero valore è venuto fuori.
Ma se anche i Royals, per un determinato periodo, possono andare 19-8, allora perchè ad ottobre una squadra non può avere un picco estremo al di sopra delle sue naturali possibilità? Nel breve termine tutto può accadere. Ad ottobre vince la prima che ne vince 11. Quindi quella che sostanzialmente ha il picco maggiore. Se hai un calo, buonanotte. Ed uno non può decidere quando avere picchi e cali, sennò deciderebbero tutti di avere il picco a settembre ed ottobre, ma sappiamo bene che non sia così. Ci sono oscillazioni. Ho citato Hamels, ma posso citarti Mike Lowell, da tutti sempre definito come l'epitome della professionalità: nelle World Series del 2007 ha battuto .400/.500/.800, vincendo il titolo coi Red Sox e venendo nominato MVP, ma nel 2003 ha battuto .217/.280/.261, diventando un peso per la sua squadra. Allora cosa significa? Che una volta avesse voglia e l'altra no? Semplicemente una volta era in forma, ed una volta no.
Proprio i picchi ed i cali di cui parli, se durante una stagione lunghissima tendono a compensarsi, durante un periodo brevissimo come quello dei playoffs non ti lasciano scampo. Se Torre mette Kuroda di ritorno da un infortunio sul campo durante la stagione, perde una partita e buonanotte... è una su 162. Se lo mette nei playoffs, perde il 25% della serie, e forse di più (perchè ipoteticamente se avessero vinto quella partita, paradossalmente adesso le squadre starebbero viaggiando per LA sul 3-2 per Philadelphia ma con due partite in casa dei Dodgers). Le partite secche nel baseball sono spesso decise da dettagli, da cose minime. Le differenze non sono come nel football, in cui i Lions dell'anno scorso non avrebbero MAI potuto battere gli Steelers. Nel baseball, la differenza fra le migliori e le peggiori è ridottissima. Una squadra da .600, in una settimana media, va 4-3, mentre una squadra da .400 va 3-4, e normalmente tutte e 30 le squadre MLB finiscono fra record di .600 e .400. Insomma, la differenza è assolutamente labile. Per questo ne servono 162, ed a volte neanche bastano (si vedano Twins e Tigers). Ma in una serie da 7, la differenza non c'è... vince chi è più in forma. Perchè Billingsley solo perchè queste partite contavano, non è magicamente rientrato in forma. E neanche Hamels. E neanche lo stesso Happ che ha concluso male l'annata, mentre tanti altri sono caldi. E' un discorso di chi è più caldo sul momento. E bene o male, la fortuna ha un'importanza colossale, come Tony Tarasco, Moises Alou e Bill Buckner (fra gli altri) ti spiegherebbero volentieri. Perchè nel 2001 Joe Torre ha deciso di giocare con l'infield in, e Luis Gonzalez ha battuto una palla ESATTAMENTE dove sarebbe stato Jeter se Torre non l'avesse deciso. L'ha sbucciata, l'ha colpita male. Però hanno vinto, è bastato. Allora sono più o meno forti, hanno più o meno voglia, hanno o meno il killer instinct? No, semplicemente l'ha colpita male e si è impennata in maniera sbilenca. Si è impennata 2 metri più in là di dove i tifosi Yankees avrebbero voluto. Succede, fortuna, amen.
Il baseball, che piaccia o no, non è uno sport analogo agli altri. E' uno sport di fallimenti. Nessuno va in base più del 50% di volte... in poche parole anche il miglior hitter attuale al mondo è SEMPRE sfavorito al piatto. Battere una valida 1 volta su 3 è qualcosa di raro, visto che ci riescono fra i 2 ed i 5 giocatori l'anno. Anche i più fenomenali ne perdono circa 60 ed anche i peggiori ne vincono più o meno altrettante. Le differenze sono minime. Se arrivi in base il 40% di volte sei un fenomeno, se lo fai il 30% di volte sei una pippa. Una differenza di 10 arrivi in base ogni 100 apparizioni al piatto, ossia più o meno 22-25 partite, una differenza impalpabile ad occhio nudo, che ha senso solo sul lungo termine, e che nei playoffs viene inevitabilmente distorta. Succedono cose inspiegabili nel breve... Chase Utley ha appena pareggiato il record di ogni epoca per partite di playoffs consecutive con almeno un arrivo salvo in base... quindi è caldo? No, in difesa è stato terribile, lui che di solito è impeccabile. Perchè? Perchè succede... non è che in attacco abbia voglia ed in difesa no. Oppure prendi le OPS di Carlos Ruiz in tutte le sue serie di playoffs (.765 è una OPS media, sopra .900 è eccellente, mentre sotto .700 è pessima): .844,
.205, .728, 1.188, .708, 1.271. Quelle boldate sono le 3 serie del 2008, e come si intuisce piuttosto chiaramente, Ruiz è entrato in forma
durante i playoffs, per finire con World Series semplicemente fenomenali. Ma è partito malissimo nella NLDS... se fosse successo anche ad un altro paio di compagni, i Phillies sarebbero finiti fuori. Invece sono andati avanti, e Ruiz ha fatto la figura del fenomenale trascinatore, una possibilità che non si era guadagnato certamente lui. Succede. Non c'è niente di male, ma fa parte della natura casuale dei playoffs. Nel corso dell'anno i periodi freddi e caldi si sarebbero mitigati a vicenda, normalizzandosi attorno alle medie in carriera di Ruiz (.716 di OPS). In un periodo breve, o ci sei o non ci sei, e se non ne hai e sei fuori forma, non ci puoi fare niente... Magari potessimo tutti scegliere esattamente quando e come entrare in forma! In altri sport si può fare una preparazione atletica mirata, ma nel baseball non puoi, perchè si gioca tutti i giorni per 6 mesi, più trasferimenti vari, e l'unico allenamento consiste nell'infield/outfield più batting practice nel prepartita. Non c'è materialmente tempo per fare altro nell'arco di 6 mesi. Si vive e si muore col calore, cercando comunque di costruire la squadra più forte possibile, perchè bene o male i cali dei fenomeni sono meno osceni, mentre i loro picchi sono irresistibili. Rimane il fatto che sempre per il concetto del "4-3 settimanale" fra la migliore e la peggiore in MLB, basta che la migliore abbia un calo minimo, anche solo in una delle partite, e diventa battibile da chiunque a questi livelli, nel breve termine.
D'altra parte, che piaccia o no, i playoffs sono allargati proprio per evitare che vincano sempre gli stessi, per definizione.
Comunque sul discorso di Howard: è che tu cerchi di razionalizzare quanto vedi. L'anno scorso era a tratti penoso, ora va bene... io ti dico semplicemente "small sample size", ossia appunto picchi e cali casuali nel breve. Tu invece cerchi di trovare un filo logico con la tranquillità e tutto il resto. Ma si torna sul discorso di Alex Rodriguez, per esempio... per anni definito choker, adesso improvvisamente è clutch. Niente di tutto ciò... semplicemente aveva giocato poco (e ricordati, nell'ottica del baseball, spesso anche una singola stagione è relativamente poco per giudicare un giocatore), ed ha semplicemente avuto dei cali estremi che ora si normalizzano con dei picchi estremi. Come Ortiz, superclutch e poi superchoker. Sono cose che succedono, senza che ci debbano essere motivazioni logiche, razionali o anche esoteriche (mastica la gomma più lentamente :lol2:

).
Poi che gli intangibili esistano o meno, boh... io non credo che esistano in MLB, anche e soprattutto per un altro motivo. Solo l'8% di tutti i professionisti riesce ad arrivare in MLB. Solo l'1-2% ha un impatto con qualche significato. Quando uno arriva, è già speciale, anche quando si tratta di . Quindi, ammesso e non concesso che gli intangibili abbiano un impatto di un certo livello, la differenza fra i vari "cuori" è probabilmente già molto ridotta, perchè i giocatori per arrivare devono superare la concorrenza, i workouts, il liceo, il college, la Rookie League, A-, A, A+, AA, AAA, eventuali compagni di squadra, stipendi da fame (con inevitabile secondo lavoro in off-season), solitudine, lontananza da casa e quant'altro.
I turni di battuta più importanti quali sono, nella vita di un giocatore, di un uomo? Quelli che si hanno nelle World Series? Forse si. Ma anche no. Secondo me sono quelli che ho visto oggi, sul nostro campo dell'accademia in Repubblica Dominicana. Vengono ragazzi dai 16 ai 19 anni, che non parlano inglese, con le divise un po' strappate, magari anche prestate, i guanti usurati. E vengono a fare un workout che dura un paio d'ore. Infield, outfield, BP, una sessione di bullpen. Se va bene, live bullpen. Pochi swings, pochi tiri, poca difesa e via. La tua vita è decisa lì da noi con gli occhiali da sole ed il cronometro. Ci piace lo swing, la batti lunga, ok, ti diamo la chance della tua vita. Non ci piaci? Vai a dormire nella tua capanna di fango o da dove vieni, e vai a vivere una vita di stenti (disclaimer: è un'estremizzazione, perchè non tutti stanno messi così male, e comunque ci sono workouts anche altrove, però il concetto di base rimane). Parliamo di teenagers, ragazzi che in certi casi non si fanno ancora la barba e che sono oggettivamente fragili (altri invece hanno 35 anni e cercano di farsi passare per diciottenni, ma lasciamo perdere). Alcuni neanche si sa di chi siano figli. Noi abbiamo un ragazzo che si chiama Jose Jose perchè è un trovatello che conosceva solo il suo nome e niente più... quindi l'anagrafe anni dopo gli ha dato il cognome uguale al nome.
Ecco, questi ragazzi devono sparare tutto in questo workout, e non è un discorso di fama o gloria, ma quasi una lotta per la vita. Noi andiamo in giro con una pistola carica in macchina qui. Hanno pochi minuti... o ti va bene o sei fregato almeno fino alla prossima occasione, ammesso che ci sia. E dopo che superano una cosa del genere, seguita da una vita in accademia da recluso, poi c'è appunto la trafila di cui ho parlato... esattamente cosa volete che sia un turno di battuta nelle World Series, quando hai passato quello che hai passato? Una passeggiata. Oggi è venuto un ragazzo diciassettenne, di nome Luis Hernandez. Ha fatto un buon provino, buona fastball, fisico atletico e proiettabile, ottimi lanci secondari e controllo da affinare. Un discreto prospetto... ha 2 buscones (agenti). Uno era presente... abbiamo fatto un'offerta. Voleva 40K, noi abbiamo offerto 25K. Bene per il buscòn. Chiama la madre, va bene, chiama il padre, va meno bene... litigano al telefono, lui parla di sogno, di lavoro duro, di voler giocare, ecc (in spagnolo non capisco tutto, ma questo era chiaro). Alla fine pure il padre accetta. Chiama l'altro buscòn, e questo gli dice di non accettare. Litiga anche con lui e la telefonata finisce quando il buscòn gli dice che se accetta, gli uccide i genitori. Il ragazzo si è messo a piangere. Non ha firmato... forse lo farà nei prossimi giorni (il buscòn presente ha detto che discuterà con l'altro ma ci metterà un po' a convincerlo e via dicendo) e probabilmente quando lo farà, dovrà dare una parte di bonus molto più alta al tizio... normalmente negli USA si da' agli agenti il 3%. Qui è fra il 10 ed il 20%. Lui dovrà dare il 40%, così darà gli stessi soldi che il tizio avrebbe guadagnato con un bonus di 40 K. Alla fine risolveremo ed il ragazzo giocherà con noi nel 2010. Ma vi rendete bene conto di quello che debba passare nel frattempo. E le minacce qui non sono tanto per dire. Questo, se arriva a lanciare alle World Series, la prenderà come un'altra giornata in ufficio. Pressione? Stress? Cosa?
E per gli americani non è così estremo il concetto (non credo che nessuno vada a vivere in una capanna di fango), ma non è molto diverso. C'è una scrematura incredibile alla base, diversa da qualsiasi altro sport al mondo (in quasi tutti gli altri sport, chi passa da dilettante a pro, se è fortissimo, ha un impatto immediato... pensate invece a Lebron James che passa 2 anni nelle minors americane prima di arrivare in MLB). Se arrivi lì sei speciale. Poi la differenza la fanno talento e stato di forma. Quello che succede succede.