Me pari er marchese der grillo quando paragonava l'inno der Papa con quello deli francesi!
425,350http://www.youtube.com/watch?v=UpevSrNY ... re=related[/youtube]
Che però all'attacco del "Va pensiero sull'ali dorate" caschino i coglioni.... mha. Forse ad un iracheno, pensando che si canta contro i babilonesi ( :lol2: :lol2:).
Io dal punto di vista musicale sono un notorio ignorante, ma credo non ci possano essere dubbi che il coro del Nabucco sia infinitamente migliore dell'Inno di Mameli.
Uno è una marcetta che ricorda una canzone di Tiziano Ferro o di Giusy Ferreri, l'altro è uno dei capolavori della musica operistica di tutti i tempi.
Ma parlando del testo, non mi si parli (cosa che Toni non fa di certo, anzi) del fatto che l'inno è superato e guerrafondaio mentre il Nabucco è moderno e piacevole.
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Uniamoci, uniamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Va, pensiero, sull'ali dorate;
Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli
L'aure dolci del suolo natal!
Del Giordano le rive saluta,
Di Sionne le torri atterrate...
Oh mia patria si bella e perduta!
O membranza sì cara e fatal!
Arpa d'or dei fatidici vati,
Perché muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto raccendi,
Ci favella del tempo che fu!
O simile di Solima[2] ai fati
Traggi un suono di crudo lamento,
O t'ispiri il Signore un concento
Che ne infonda al patire virtù!
Certo, ha quel tono di melanconia che tanto piace all'italiche genti, ma in aulica guisa mi azzardo a domandarvi di dar libero sfogo alla fantasia vostra ed immaginarvi un Cannavaro o un Vieri cantar simili versi.
E poi mi sfugge il discorso dell'Umberto Padano secondo cui gli italiani conoscerebbero tutti il testo. Certo, "Va pensiero, sull'ali dorate" lo conoscono tutti, ma già dai clivi in cui si posa il cammino del pensiero sarei curioso di conoscere in quanti lo conoscono.
Certo, entrambi sono stati testi fondamentali per l'epica del risorgimento e sono assurti a simbolo, ricordiamo pure che il motto degli irredentisti filo savoiardi era W VERDI (acronino W Vittorio Emanuele Re D'Italia), se Verdi fu addirittura deputato nel primo Parlamento d'Italia Mameli morì difendendo la seconda Repubblica Romana. Per una volta quindi possiamo parlare delle estemporanee uscite di Bossi senza toccare tutto l'apparato padano, in fin dei conti Mameli era Ligure, mica Napoletano (cito Napoli perchè stiamo parlando di Bossi, non per altro! A mio parere Napoli è una città italiana al pari di Milano, Roma, Torino, Genova, Palermo e tutte le altre).
Certo, le altre patrie della musica hanno inni ben diversi, scritti da Haydin, come quello tedesco (messo in versi da Fallersleben, pochissimo amato perchè prima parlava di germania unita quando non lo era e poi perchè parlava di giustizia e libertà, e se nel secondo raich di libertà ce n'era poca, nel terzo di meno) e quello austriaco (il testo venne scritto da tale Paula von Preradović, che vinse un concorso), o tratti comunque dalla cerchia massonica di Haydin e Mozart, come quello Francese o Americano (tratto dall'Anacreonte in paradiso di John Smith), la celebre Marsigliese è nata proprio come l'inno di Mameli come marcia militare, scritto da Roger De Lisle, ma la qualità è evidentemente ben diversa, quello polacco fu scritto da Józef Wybicki, un militare dell'armata polacca, e comunque parla di una Polonia divisa fra Russia, Prussia ed Austria, l'inno Russo è la marcia del partito bolscevico, scritta da tal Alexandrov e messa in versi dal padre del noto regista Michalkov.
In Spagna c'è la Marcha de Granaderos, di autore ignoto, che non ha nemmeno un testo preciso, per convenzione si usa quello di Marquina
In buona sostanza nei paesi che sono le culle della musica classica occidentale alcuni inni sono molto belli, altri no. Non è quindi un indice. Certo, vogliamo dire che avendo molto di meglio da scegliere, sempre restando a musiche composte dai padri della Patria e dagli eroi del risorgimento, è un vero peccato tenere un inno modesto e non prenderne uno bellissimo. Diciamo però che non si tratta certo di una questione decisiva per i destini nazionali. Sembra in effetti una questione degna del celebre Portobello, programma in cui Enzo Tortora lanciò per primo il dilemma. Certo, Bossi che prende spunto da Enzo Tortora non me lo sarei mai immaginato, ma è così.
Se volete divertirvi nella lettura:
http://it.wikipedia.org/wiki/Inno_nazionale
Se volete divertirvi nell'ascolto:
http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=m ... fia/c_65_1
Se mi si consente un parere, visto il carattere ed il comportamento medio di noi italiani (io per primo, s'intende) io suggerirei più questa romanza qui impareggialmente interpretata dal compianto Pavarotti:
425,350http://www.youtube.com/watch?v=TlBnqttOkFU[/youtube]