Paperone wrote:
credo che gli ultraconservatori possanno essere "accontentati" con il candidato vice presidente, come ad esempio un Huckabee.
sulla borghesia rurale mi chiedo quanto un Obama o una Clinton possano fare presa.
Credo presa nulla, ma sarebbe un problema per il GOP se parecchi elettori appartenenti a quella categoria decidessero di disertare le urne.
La soluzione Huckabee per la vicepresidenza non è affatto da scartare proprio per i motivi che tu dici.
Niente da stupirsi del fatto che i democratici perdano praticamente da soli. Sono d'altronde la principale fonte d'ispirazione del centro-sinistra italiano dagli anni 90 in poi, una qualche ragione dovrà pur esserci.
White Rabbit wrote:
Niente da stupirsi del fatto che i democratici perdano praticamente da soli. Sono d'altronde la principale fonte d'ispirazione del centro-sinistra italiano dagli anni 90 in poi, una qualche ragione dovrà pur esserci.
mai che si prendano le idee positive, solo quelle negative
Giordan wrote:
Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
Le primarie, per entrambi i partiti, e le elezioni presidenziali, sono due cose completamentamene diverse ed e` molto difficile predirre l'esito delle presidenziali in base a una primaria contestata o meno, alla fine passa talmente tanto tempo (politicamente parlando - in America) tra i due eventi che molto, se non tutto, di quello che e` successo e detto durante le primarie sara dimenticato. Non e` assolumente detto che le divisioni di adesso saranno fondamentali per le presidenziali.
Per le presidenziali entrambi i partiti hanno e avranno il loro problemi, e i loro punti deboli, ma per adesso tutti i sondaggi che ho visto/letto indicano che piu del 70% dei democratici voteranno il proprio candidato indipendentemente da chi vinca le primarie, per il partito repubicano il numero scende di molto intorno al 50%. MacCain pur avendo vinto sonoramente (piu che altro per come le primarie republicane erano state organizate, non per il conenso verso di li) non e` sicuramante il candidato migliore o perlomeno in grado di unificare l'elettorato del partito, molti conservatori (politici e religiosi) non sono affatto convinti di molte sue posizioni (economiche e sociali - immigrazione su tutto). Mentre i democratici sono molto piu uniti, se non dal proprio candiato da l'avversione verso Bush (inteso come persona ma principalmente come "idea" politca) e la possibilita di un altro presidente republicano visto da molti come una probablie continuazione delle attuali poltiche, economihe e estere (guerra). Come nel passato, molto probabilente, la chiave sara il voto indipendente.
Sulle divisioni razziali in Luisiana c'e` poco da stupirsi.
Spiavano passaporto di Obama: licenziati
Due impiegati del Dipartimento di Stato Usa perdono il posto. Il portavoce dell'aspirante candidato: fuori i nomi
WASHINGTON - In tre diverse occasioni (il 9 gennaio, il 21 febbraio e il 14 marzo) hanno spiato i dati relativi al passaporto dell'aspirante candidato democratico alla Casa Bianca, il senatore afroamericano dell'Illinois, Barack Obama. Per questo due impiegati del Dipartimento di Stato Usa sono stati licenziati mentre un terzo dipendente è stato sottoposto a un procedimento.
«CURIOSITA' IMPRUDENTE» - Un portavoce del Dipartimento, Sean McCormack, ha spiegato che il caso è probabilmente il risultato di una «curiosità imprudente». Aggiungendo però che non è chiaro cosa abbiano trovato e cercato gli impiegati. McCormack ha annunciato al riguardo che il Dipartimento ha aperto un'inchiesta sulle violazioni.
«FUORI I NOMI» - Il portavoce di Obama, Bill Burton, ha chiesto un’inchiesta completa: vuole sapere i nomi degli impiegati "spioni", come e perché hanno avuto accesso ai files e perché il Dipartimento di Stato non ha rivelato prima le infiltrazioni. Secondo Burton, il governo potrebbe usare le informazioni private per «scopi politici
"The point was not to score, but to win"
"I Scream, You Scream, We All Scream for Ice Cream"
Dazed and Confused: "Se rinasco, voglio rinascere Hank."
non sono molto convinto da questa mossa SPAVENTATI DA LUNGA CAMPAGNA, DEMOCRATICI INVOCANO GORE
sono d'accordo sul fatto di voler uscire dall'en-passe, ma siamo sicuri che sia lui il candidato adatto? i voti degli ambientalisti li avrebbe di sicuro, ma credo che una parte dell'elettorato di Obama, quello che più vuole un cambiamento, non so come potrebbe prendere la candidatura dell'ex vicepresidente "sconfitto" da Bush.
Giordan wrote:
Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
Hillary vince in Pennsylvania
La senatrice democratica supera (55% a 45%) il suo rivale Obama e si rilancia nella corsa alla candidatura
PHILADELPHIA (USA) - Una vittoria che la rilancia. Confermando i sondaggi Hillary Clinton è riuscita a vincere le primarie democratiche in Pennsylvania. Lo ha fatto con un margine di 10 punti (55% contro il 45% del rivale) sufficiente a dare nuovo vigore alla sua corsa ma questo potrebbe non essere sufficiente.
IL RISULTATO - Lo sconfitto Barack Obama dopo sei settimane di aspra campagna è riuscito a dimezzare il distacco iniziale. Il senatore dell'Illinois resta sempre in testa come numero di stati vinti (28 a 16), voti raccolti (800.000), fondi (234,8 milioni contro 175,7 milioni) e soprattutto per numero di delegati: 1.694 contro i 1.556 della rivale. Difficilmente il risultato in Pennsylvania da solo, dove erano in palio 158 delegati, riuscirà a convincere i 300 superdelegati (su 796) ancora indecisi a votare per lei. E sono i 796 notabili del partito non vincolati dal voto popolare che decideranno a Denver tra lei e Obama. L'ex first lady ha immediatamente chiarito, «c'è chi mi vorrebbe fuori ma io non mollo», perchè, l'America ha bisogno di «un presidente pronto sin dal primo giorno e io posso essere quel presidente». La senatrice di New York, in forte difficolta nella raccolta fondi (ha in cassa solo 9,5 milioni di dollari e debiti per 10,3 milioni) a differenza del rivale, con la concretezza che la contraddistingue ha chiesto ai sostenitori di mettere mano al portafogli: «Il futuro di questa campagna è nelle vostre mani».
AMMISSIONE DI SCONFITTA - Amaro il commento di Obama che ha ammesso la sconfitta ma ha accusato l'ex first lady di aver vinto «spaventando gli elettori...parlando, agendo e votando come George Bush e John McCain. Possiamo usare la paura come una tattica e la minaccia del terrorismo per spaventare gli elettori». Ma per il senatore dell'Illinois i democratici «non debbono (solo) cercare di riconquistare una carica ma la fiducia degli americani (convincendoli) che i loro leader a Washington diranno loro la verità. Questo è ciò che è in gioco in queste elezioni». Dall'analisi del voto emerge che i giovani hanno scelto Obama, mentre la Clinton non ha sbancato come previsto tra l'elettorato anziano. Il 62% degli elettori sotto i trent'anni ha votato per il senatore dell'Illinois, contro il 38% che ha scelto l'ex First lady. Tra coloro che hanno più di sessant'anni, invece, il 60% ha preferito Clinton, il 39% Obama. Per l'ex first lady ha votato il 57% delle donne e il 60% dei bianchi; per Obama il 62% degli uomini e l'80% degli afroamericani, comunque minoranza nello stato Usa.
Last edited by Hank Luisetti on 23/04/2008, 8:57, edited 1 time in total.
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McCain prende la pensione d'invalidità
Il Los Angeles Times scopre che per la Marina è invalido al 100%, per le ferite riportate in Vietnam
MILANO - Seguendo l’esempio dei suoi rivali in corsa per la Casa Bianca, John McCain ha reso pubblica la propria dichiarazione dei redditi del 2007.
Leggendo i documenti, il Los Angeles Times ha scoperto che il 71enne candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti riceve una pensione di invalidità di 58.358 dollari dalla Marina e che gli è stata riconosciuta una percentuale di invalidità del 100%. «Disabile al 100%, eppure abbastanza in forma per diventare il comandante in capo degli Stati Uniti d’America?», chiede provocatoriamente il quotidiano.
LA DIFESA - Lo staff di McCain, nell’identificare la somma come “pensione di inabilità” aveva spiegato che il candidato «andò in pensione come invalido a causa dei limitati movimenti del corpo che può fare per via delle ferite riportate come prigioniero di guerra». Durante la guerra in Vietnam, nel 1967 l’aereo pilotato dal giovane McCain fu abbattuto nei cieli di Hanoi. Nell’incidente aereo e a causa delle violenze dei suoi carcerieri, riportò un ginocchio frantumato e due braccia rotte, ferite che non furono curate durante i cinque anni di prigionia e torture in Vietnam. Fu rilasciato nel 1973, tornò negli Stati Uniti appoggiandosi a un paio di stampelle e iniziò una lunga e dolorosa riabilitazione, ricorda il Los Angeles Times, alla fine della quale McCain tornò in servizio come comandante prima di andare in pensione nel 1981. Il ginocchio gli fa ancora male quando fa freddo, ha scritto lui stesso. E non può sollevare le braccia al di sopra delle spalle. «Non dovrebbe esserci una qualche preoccupazione per un candidato alla Casa Bianca che, se eletto, non solo sarebbe il più anziano presidente nella storia americana, ma anche un pensionato disabile al 100%?», ha chiesto il quotidiano. «E’ stato torturato per il suo Paese. È così che ha acquisito la sua invalidità», ha risposto in sua difesa il consulente Mark Salter lunedì scorso.
IL PROBLEMA DELL'ETA' - L’età di McCain (72 anni ad agosto) e le sue condizioni di salute sono già state oggetto di diversi attacchi durante la campagna elettorale. Il blog 23/6 si è burlato di lui con un grande grafico che mostra una per una le sue rughe, ognuna legata ad un evento traumatico della sua vita (dai problemi in politica al divorzio e ai numerosi figli). Il New York Times ha pubblicato un lungo articolo sul melanoma per cui McCain è stato operato, domandando perché il candidato non renda pubbliche le sue cartelle mediche. Il presentatore David Letterman si è preso gioco del vecchio McCain nel suo popolare show tv: «Wow. Sembra uno di quei vecchi che stanno sempre dal barbiere, di quelli che al supermarket si bloccano perplessi davanti alle porte automatiche». E nonostante il direttore del Comitato Nazionale Democratico Howard Dean avesse promesso che non avrebbe attaccato McCain per la sua età, pochi giorni fa un dirigente del partito ha lanciato un sito web, "Younger than McCain", dedicato a tutte le cose che sono più giovani del candidato repubblicano: tra esse, il Golden Gate Bridge di San Francisco, il plutonio, la Coca Cola in lattina. Scherzi a parte, la rivelazione sulla sua invalidità totale potrebbe causargli nuovi problemi, osserva il Los Angeles Times. E' anche vero che McCain, la scorsa estate, fece notare ai giornalisti che aveva appena attraversato a piedi il Grand Canyon con uno dei suoi figli. Ma se McCain è così in forma, allora perché prende la pensione di invalido al 100%, si domanda Robert Schriebman, consulente e avvocato fiscale del Pentagono.
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secondo alcuni miei veloci calcoli, la Clinton dovrebbe recuperare addirittura 16 delegati
c'è da notare che la contea di Cumberland non ha votato bene :lol2:
ho un dubbio, ma forse me lo possono risolvere meglio nel canale NFL, in ogni caso Obama ha vinto nei dintorni di Phila (65% ) e della capitale Harrisburg.
Last edited by Paperone on 23/04/2008, 15:52, edited 1 time in total.
Giordan wrote:
Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
Hillary-Obama, una vittoria a testa
La corsa continuerà fino a giugno
Clinton conquista il diritto a un'altra tappa. Barack incrementa il vantaggio nel numero dei delegati
Hillary Clinton e Barack Obama si sono spartiti ieri sera il bottino in palio, vincendo rispettivamente le primarie democratiche dell'Indiana e del North Carolina. È il risultato più ovvio, ma anche quello più temuto dai dirigenti del partito, perché lascia insoluto il dilemma della nomination progressista e segnala che l'incertezza durerà quantomeno fino al 3 giugno, quando anche le sei primarie ancora in calendario (West Virginia, Kentucky, Oregon, Puerto Rico, Montana e South Dakota) saranno state completate. Le prime proiezioni davano Hillary in testa per 54 a 46 in Indiana, dove si eleggevano 72 delegati. Mentre Obama era avanti 65 a 35 in North Carolina, dove i delegati erano 115. La regola proporzionale fa si che sarà Obama a trarne maggior profitto, incrementando il suo vantaggio su Hillary nella conta generale delle deleghe e del voto popolare. Alla vigilia, giusta l'Associated Press, il senatore dell'Illinois aveva 1745 delegati contro i 1608 dell'ex first-lady. La vittoria di Hillary in Indiana, dove poche settimane fa era in ritardo di 5 o 6 punti, regala al senatore di New York il diritto ad un'altra tappa, rafforzando il suo argomento che Barack non riesce a far breccia negli Stati della crisi industriale, dei bluecollars, dei bianchi senza istruzione superiore.
Ma, superato lo scoglio degli ultimi due grandi Stati, è certo ormai che l'obiettivo di un clamoroso sorpasso in dirittura d'arrivo non è più alla portata dell'ex first-lady. In altre parole, la logica e i numeri dicono che per Obama la nomination sia solo questione di tempo. Sembra rendersene conto il presidente del partito democratico, Howard Dean, che finalmente ha cominciato a fissare i paletti: subito dopo la fine delle primarie, i superdelegati, gli eletti e i dirigenti delegati di diritto alla Convention di Denver, che non lo hanno ancora fatto, dovranno scegliere al più presto. Ed è impensabile che sceglieranno in modo contrario alle indicazioni degli elettori. Dean ha anche escluso che la Commissione per il regolamento, che si riunisce il 31 maggio, prenda decisioni a sorpresa. Nei giorni scorsi erano circolate voci di un possibile colpo di mano dei Clinton, per forzare la re-immissione dei delegati di Michigan e Florida, esclusi dopo aver disobbedito al partito, anticipando le primarie.
«Attenzione — ha ammonito Dean — l'unica cosa che ci può impedire di conquistare la presidenza a novembre siamo noi stessi». Un altro segnale che la partita dovrebbe essere risolta dopo il 3 giugno l'ha dato ieri Al Gore. In un'intervista a Npr, l'ex vice-presidente si è detto certo che la scelta verrà fatta subito dopo l'ultima primaria. Gore ha anche escluso la possibilità che sia lui, alla fine, a emergere come un possibile candidato di compromesso. Dopo aver stregato 22 mila persone in un corteo sotto la pioggia la sera prima, anche grazie a Stevie Wonder venuto a cantare per lui, Barack Obama aveva cominciato la sua giornata piombando a sorpresa in un ristorante a gestione familiare alla periferia di Indianapolis. Strette di mano, ome-lette con i toast e ottimismo alla San Paolo: «Abbiamo fatto una buona battaglia. C'è molto entusiasmo attorno a noi. Mi sento bene».
Poi, breve partitella di basket alla Butler University e via in volo verso la North Carolina, dove ieri sera ha tenuto il suo party elettorale. Più metaforica Hillary Clinton. È andata di buon mattino al Motor Speedway, l'anello dove si corre la mitica 500 Miglia di Indianapolis, accompagnata da Sarah Fisher, pilota e celebrità locale, che il 25 maggio prossimo sarà in gara. «Ogni corsa è piena di sorprese. Non sai mai cosa può succedere da un momento all'altro. Non faccio pronostici», ha detto sorniona l'ex first-lady. E il messaggio del circuito? «Che dobbiamo rimettere l'America in pista. Se volete andare avanti premete D, se volete andare indietro premete R». Fisher, che aveva appena votato per lei, ha mostrato un nuovo tipo di manubrio elettronico, chiosando: «Giusto perché lo sappiate, qui non c'è marcia indietro».
Paolo Valentino
07 maggio 2008
"The point was not to score, but to win"
"I Scream, You Scream, We All Scream for Ice Cream"
Dazed and Confused: "Se rinasco, voglio rinascere Hank."
Indiana: 51% Clinton (37 del) - 49% Obama (33 del)
North Carolina: 56% Obama (58 del) - 42 Clinton (42 del)
Obama prende 12 delegati in più, anche se ne devono ancora essere attribuiti 2 in IN e 15 in NC.
l'analisi del voto è in pratica sempre la stessa: Obama forte nelle grandi città, la Clinton nel resto.
Giordan wrote:
Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!