Mike wrote:
a grandi linee condivido.
ma rilancio, il problema è sempre quello: se è vero che c'è stato un concorso delle due parti nelle sfortune della squadra, rimane il fatto che Cleveland senza James sarebbe stata spacciata (come appunto lo è oggi) mentre James senza Cleveland sarebbe stato libero di scegliersi (e si è scelto) un'altra squadra con altre opportunità. LBJ ha avuto, come tanti altri prima di lui, il cortello dalla parte del manico. soltanto che lui ha affondato il colpo ed ha poi abbandonato la nave, altri non l'hanno fatto o l'hanno fatto con qualche anno di più alle spalle. meglio abbandonare prima che sia troppo tardi? no, abbandonare quando si è ormai spacciati, come lo furono Robertson o più recentemente Garnett, Payton, Malone, Drexler solo per fare qualche nome. non scherziamo: a 25 anni ancora devi raggiungere l'apice della tua parabola e se sei bravo mantieni la traiettoia alta per almeno altri 8-10 anni.
che poi vorrei ricordare una cosa. la tesi di "LeBron ha messo (rimesso, correggerei) sulle cartine NBA una squadra da anni derelitta" ci sta fino ad un certo punto. sarebbe anacronistico dimenticare che il sistema di scelte al draft ha appunto come obbiettivo di favorire tramite lottery le squadre peggio messe, col tentativo di dare una possibilità a tutti di riemergere dal fondo. e non credo di doverle neanche spiegare io 'ste cose.
detto ciò, a me pare davvero limitativo concentrare il discorso riguardante un giocatore di pallacanestro ancora in attività sulle sue capacità manageriali.
parliamo di ciò che ha fatto in campo. tantissimo, soprattutto in RS. ma ai playoff, a parte l'impresa del 2007 (sfruttando comunque l'ultimo anno di competitività non altissima ad Est, aspettando i big three di Boston e la crescita di Orlando), negli ultimi due anni ha avuto sempre il fattore campo a favore e non è riuscito ad arrivare alle Finals. capisco che i playoff sono altra cosa (per fortuna, direi) ma non sono neanche uno sport completamente diverso.
il punto, tecnicamente parlando, è che in questi sette anni è cresciuto molto come giocatore ma in modo piuttosto avulso da un contesto di squadra, di rapporto con i compagni. ha creduto finchè non c'ha sbattuto la testa contro il muro di poter vincere da solo? non credo e comunque non c'è dato saperlo. ma nel momento in cui ha sbattuto contro quel muro, anzichè guardarsi intorno nello spogliatoio, è andato a cercarsi la via che gli avrebbe garantito maggiori possibilità di raggiungere il traguardo.
tutto ciò, se non del tutto sbagliato, è sicuramente biasimabile.
finalmente un post di buon senso da pagine e pagine.
mi permetto.
hai tutto il mio appoggio, ok bello il draft e la parità di diritti, ma se guardi bene sono poche le squadre in centri minori che tramite draft risalgono la china senza perdere le proprie stelle attratte dai mercati più grandi o da promesse tecniche migliori.
Perchè sono ciclicamente sempre le solite le squadra in alto e le "dinastie" della varie Minnesota, Cleveland, Milwaukee, New Orleans sono sempre meno frequenti e solo di passaggio?
C'è tutta una serie di fattori, che va dalla forza o no del menagement (Spurs e OKC in questo senso rispecchiano un contesto tecnico elevato a discapito di mercato minori che sono cmq attraenti...), dalla città a tutto il resto.
Cleveland ha vissuto su James, ora che non c'è più avevano calcolato un danno economico di oltre 300 milioni di dollari.
Minnesota ha vissuto su KG, una volta partito è un gulag.
La stessa cosa succederà anche a NOH.
L'altro boldato esprime la mia grande critica a James, perchè io non voglio passare come un suo assiduo fan, e ne riconosco i limiti.
Ma c'è anche una possibilità, ovvero che James ha sviluppato il contesto avulso al gioco di squadra, anche per come lo hanno caricato i media con la storia dell'arma a doppio taglio del "prescelto" in cui si è immedesimato troppo e in cui lo hanno immedesimato troppo.
Miami è la possibilità che ha di ricostruirsi una reputazione e una carriera, lontano dalla pressione di essere il Prescelto. Non ora che la ferita per i delusi dalla sua scelta è ancora troppo profonda, ma nel futuro, quando tra 5/6 anni potremmo trarre una valutazione su un dato di fatto, non su ipotesi.