Mr. Sloan wrote:ride, hai mai pensato che a volte il personaggio piu' fastidioso che si incontra ad un concerto e' quello che
"io li ascolto da prima che esistessero"
"questa deriva mainstream mi fa ammosciare il pisello auditorio"
"quante banalita' questi fan dell'ultima ora"
"se nel mondo ci sono almeno altre dieci persone che ascoltano questo gruppo, sara' per forza una merda"
et cetera?
secondo me deriva tutto dal tenore delle critiche che si portano. condivido con te il pensiero che il die hard fan #1 che li ascolta da quando a Reykjavík nello scantinato sotto casa facevano i primi concerti e che inizia a fare elitarismo a random, è una delle persone più fastidiose che si possano incontrare a un concerto. e, da tale figura, mi dissocio completamente.
insomma, c'è gente [Wolvie qui è un rif.

] che tira fuori perle del tipo "I God Is An Astronaut ? nah, troppo mainstream".
la mia idea è molto più semplice, e molto poco settoriale, paradossalmente. per me, la musica va ascoltata con raziocinio, va compresa, approfondita, capita, insomma. in molteplici sfaccettature : sonorità, discografie, influenze, scene musicali, diramazioni, evoluzioni, qualsiasi cosa ti possa passar per la testa.
tutto questo unito però a una dose giusta o massiccia d'umiltà, ovverosia non incominciare né a estremizzare né a sentirsi il padre eterno e rimanere aperto sempre al confronto e al dibattito.
il problema è che la seconda parte noto quasi sempre [e devo dire, per esempio, che questo forum/topic ne è un'eccezione] sia andata a scemare.
ritrovando quindi solo giudizi parziali e per nulla obiettivi.
al tempo stesso è per questo che critico la superficialità e gli ascolti a random, disinteressati che poi vanno a trasformarsi in "die hard fan" o fan che poi in verità, capiscono ben poco, di quello che hanno di fronte a loro sul palco. perché la superficialità uccide la musica, uccide la scena, uccide artisti emergenti, uccide artisti underground o comunque meritevoli.
poi, vabbé, son fatto strano io.
