adesso grossi problemi fisici non mi pare che ne abbia o almeno non di così insuperabili, rimangono le questioni personali: la vita del nuotatore è così casta, obligata e restrittiva da indurre un professionista a smettere così giovane? fatico a crederci (ma aspetto testimonianze).
secondo me, non dimostra molto attaccamento al proprio sport in questo modo; è sempre la solita storia: c'è gente che per passione darebbe tutto per avere quel talento che lui ha e che non riesce ad eguagliare con gli stessi sacrifici.
sono perplesso, cosa ne pensate voi?
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Ho smesso di nuotare a quattordici...da due ero in agonistica; andavo in piscina tutti i giorni tranne la domenica, dopo la scuola, diciamo dalle 14 alle 16e30. Da settembre a novembre dopo la piscina c'era anche un'ora e mezza di ginnastica e pesi.
Dopodichè tornavo a casa e dovevo mettermi sui libri. Non ce n'era di tempo per molto altro. I ragazzi più forti e un pò più grandi d'età della mia società facevano due allenamenti al giorno, quello delle 14 e uno la mattina alle sei.
Quando finiva la scuola e si avvicinavano le gare importanti (regionali) anche noi ragazzini avevamo due allenamenti.
Insomma è uno sport che a certi livelli richiede tanto..io avevo appena cominciato a fare sul serio e ho mollato perchè non sopportavo che i miei coetanei andassero a cazzeggiare mentre io mi facevo il culo prima in acqua e poi sui libri.
In più, cosa che IMO ha una certa importanza, non è uno sport di squadra: sei solo tu e l'acqua; sei lì che una bracciata dopo l'altra ti fai cinque/sei chilometri di vasche ad allenamento...insomma, può diventare alienante.
La decisione di Thorpe non mi sorprende...certo fa più rumore perchè è l'uomo/pesce, un ragazzo nato per nuotare.
A me è stato sempre un pò sul cazzo, probabilmente perchè non sopporto quelli troppo forti, i cannibali di qualsiasi sport; e poi stilisticamente gli preferivo altre nuotate: Popov
