Re: Vivere il sogno americano
Posted: 01/09/2008, 19:23
condivido abbastanza il tuo post, ma non penso che quell'affermazione sia tanto forzata. Nel nostro paese gli stipendi sono troppo bassi, specie quelli di tantissime categorie, e spesso sono meno della metà di quelli dei colleghi europei di pari ruolo ed esperienza lavorativa (tedeschi e inglesi in primis). Una volta si diceva che all'estero si guadagnava di più ma che la vita era più cara. L'euro ha livellato tutto, e praticamente il costo della vita in Italia è diventato pari se non più alto di quello di tanti altri paesi europei. E in questa situazione diventa difficile pensare di vivere appena un pochino al di sopra della decenza.chinasky wrote: Infatti, c'è anche la Compagnia delle Opere ben più infame e protetta dai media. :D
Scherzi a parte. Ho conosciuto un ragazzo di NY al mare, figlio di italiani ma nato e cresciuto negli USA. Il suo sogno? Vivere in Italia. Alternativa? L'Australia. Abbiamo parlato dei nostri due paesi, si è già accorto di quali sono i nostri difetti più evidenti (dal trasporto pubblico alla maleducazione, dal senso civico al nostro modo di guidare) ma ha ammesso, senza problemi, quali sono i grossi limiti di democrazia e stato sociale del posto da cui viene.
Credo che alla fine sceglierà Australia ( :D) ma anche se viviamo in una Repubblica delle banane a volte dovremmo cercare di valorizzare quel poco di buono che abbiamo. Lui, ad esempio, mi ha parlato dei suoi anni di college a Cincinnati, città dove ammette che non sarebbe mai tornato, città non multirazziale ma ancora "vecchio stampo", neri e bianchi. Dove se un nero entra in un negozio di bianchi (forse) viene servito per ultimo ma è vero anche il contrario. Dove il concetto di integrazione non è ancora ben chiaro, da ambo i lati.
Mi ha parlato della sanità, mi ha detto che Moore non ha raccontato solo palle, non ha esagerato più del dovuto in alcuni casi e che lui, da studente nell'Ohio, si è trovato scoperto a livello assicurativo perché non più residente con in genitori ma, al tempo stesso, in grado di pagare una retta scolastica quindi o faceva dei figli e finiva nella fascia di classi povere e deboli oppure... rimaneva senza o apriva il portafoglio per estrarre contante in abbondanza.
Insomma, sono convinto anche io che molte cose all'estero funzionino decisamente meglio di qua, sono convinto anche io che il nostro paese sia ultimo in occidente in quasi tutte le graduatorie che contano governato (per questo anche popolato) da cialtroni piagnucolosi, ma... non è che andare all'estero si riveli per forza la panacea di tutti i mali.
E, un appunto: "E' tanto che vorrei farlo ormai, troppo, mi sono stufato di vivere in un paese che non offre opportunità, dove si deve pagare 1500€ di mutuo per 30anni per comprare una casa, dove la massima aspirazione può essere vivere una vita decentemente con 2-3 lavori altrimenti non si arriva a fine mese". Questa affermazione è piuttosto forzata.