The Special One wrote:
mica c'è paragone fra la scuola danese e quella americana.
la Danimarca ha sfornato dei buoni giocatori (jorgensen,tomasson,brian laudrup) anche degli ottimi calciatori (m.laudrup,schemeichel) e un pallone d'oro (simmonsen).
Aggiungerei il grande centravanti
Preben Elkjaer-Larsen, tra gli artefici del Verona miracolo del 1985; gli ottimi centrocampisti
Frank Arnesen (Ajax, Valencia, Anderlecht, PSV e oggi dirigente del Chelsea),
Søren Lerby (Ajax, Bayern Monaco, Monaco, PSV) e
Jan Molby (Ajax, Liverpool e altre), il leggendario difensore
Morten Olsen (Anderlecht, Colonia e altro), e perchè no? i terzini
John Sivebæk (Man Utd, St. Etienne, Monaco e anche Pescara) e
Jan Heintze (PSV, Bayer Uerdingen e Leverkusen). A me poi piacevano anche il centrocampista
Jesper Olsen (Ajax e Man Utd, famoso per
il rigore "passatogli" da Johann Cruyff nel 1982) e gli attaccanti
Michael Manniche (leggenda del Benfica e da cui il nome del recente acquisto dell'Inter) e
Kenneth Brylle (Anderlecht, PSV e Olympique Marseille tra le altre).
E andando indietro, come dimenticare
Karl Aage Praest, uno dei grandi della Juventus anni '50, formando "trio danese" bianconero assieme a
John Hansen e
Karl Aage Hansen. E si potrebbe risalire fino a
Poul Nielsen, attaccante che dal 1910 al 1925 segnò 52 ol in 38 partite con la Nazionale danese.
Ma ecco il punto: in Danimarca si gioca a calcio a certi livelli da oltre 80 anni, e principalmente a quello. In America, per i giocatori USA il profesionismo è arrivato nel 1996 (nella NASL i pro USA erano praticamente inesistenti), con la concorrenza di football, baseball e hockey (per il basket è diverso) e solo oggi si sa iniziando ad investre seriamente. Ma certo se continuiamo a paragonare mele e pere...
The Special One wrote:
non può reggere il paragone fra un danese e un americano.
Tipica affermazione scientifica (mah!), che non ammette repliche. Ma la scienza

non è infallibile, deve saper accettare la critica...
Un esempio: il filosofo austriaco Karl Popper nella sua analisi del metodo induttivo di David Hume (filosofo e storico scozzese) lo considerò errato perché l'osservazione di un fenomeno sempre uguale (nell'esempio di Hume cigni sempre bianchi, nel tuo i paragone fra un danese e un americano che non può reggere) non può darci la certezza che questo sarà sempre vero.
Nell'esempio dei cigni la prova si ebbe quando si scoprì l'esistenza di cigni neri. In questo caso si è dovuto accettare la falsità dell'affermazione "tutti i cigni sono bianchi".
Nel tuo basterebbe confontare i giocatori delle Nazionali danese e USA. La prima forse più forte, ma con la seconda praticamente allo stesso livello (seppur con meno storia). Ma tanto, che parlo a fa' (direbbe er pomata)? ...
PS: Popper è austriaco... e certo anche gli austriaci son meglio degli americani a calcio, se ricordiamo gli attaccanti Hans Krankl (Rapid Vienna e Barcellona), Anton Polster (Torino e tante altre) e Walter Schachner (Cesena e Toro), il portiere Friedrich Koncilia (Anderlecht e Austria Vienna), i difensori Bruno Pezzey (Eintracht e Werder), i centrocampisti Ernst Ocwirk (Sampdoria anni '50) e Herbert Prohaska (Inter e Roma), o il Wunderteam anni '30 guidato in panchina da Hugo Meisl e in campo da Matias Sindelar, detto cartavelina... E che può reggere il paragone fra un austriaco e un americano?
The Special One wrote:
adu perfavore lasciamolo perdere.......così come lasciamo perdere i discorsi da tifosi
Adu lasciamolo perdere infatti, dopo 2/3 anni i Europa (Benfica o altro) se non avrà sfondato sarà orientato a diventare un Niil Lmptey qualsiasi (òlo ricordate?). Intanto però vediamo che fa!
The Special One wrote:
così come lasciamo perdere i discorsi da tifosi
Se seguissi tu stesso la tua proposta non dovresti in pratica più scrivere su questo forum :gazza:
A questo punto chiudo qui l'
