Jakala wrote:jay jay okocha wrote: Non credo di bestemmiare dicendo che, ormai alla soglia dei 30 anni, quando un calciatore dovrebbe essere nel pieno della propria maturità, Danielino quasi campava di rendita sulla reputazione che si era fatto nei primi anni di carriera. Da settembre ha cominciato a giocare come uno dei migliori centrocampisti difensivi d'Europa, direi che qualcosa l'arrivo di LE possa averci a che fare.
Dai non ci credi nemmeno tu che DR è stato rilanciato da LE, la maggioranza delle big inglesi farebbe carte false per averlo.
La seconda parte della tua affermazione è diretta conseguenza del fatto che De Rossi abbia alzato il proprio rendimento; non penso che le big inglesi lo seguissero con la stessa convinzione 12 mesi fa, quando giochicchiava mediocremente. Ricordiamoci che si parla di un classe '83, quanta gente spenderebbe vagonate di soldi per uno che giocava come il De Rossi delle ultime stagioni, nemmeno giovanissimo? Oggi pare essere rientrato nel radar di molte grandi squadre, ma il suo rendimento attuale giustifica queste attenzioni, quello precedente no.
Può anche darsi che Luis Enrique non abbia avuto meriti in questa rinascita ( ad alti livelli) di DDR, ma è un dato di fatto che tutto questo sia conciso con l'arrivo dell'asturiano, e allora qualche dubbio mi viene.
A margine, io sono scettico sulla stagione della Roma, sono convinto che LE abbia delle colpe, qualche alibi e qualche merito, divisi probabilmente in una pecentuale pari. Ha accettato un incarico non facile, ci ha messo personalità e innovazione, almeno nel proporre la linea verde e il gioco propositivo. Gli alibi sono racchiusi nelle mosse poco chiare della dirigenza, che ha concluso tardissimo il mercato, non gli ha rinforzato la squadra a gennaio, oltre a giustificare un atteggiamento oltremodo attendista.
Di contro, credo sia pacifico affermare che Luis Enrique abbia peccato di presunzione in diverse occasioni, quando ha fatto scelte scriteriate nella formazione (gli esprimenti improbabili di inizio anno), o quando ha ricominciato a proporre degli 11 squilibrati nelle ultime partite chiave.
Non ha avuto un impatto facile con la Serie A, probabilmente non ha ancora capito molti aspetti del nostro calcio, o non li ha assimilati ( o non riesce/vuole farlo nel suo sistema di gioco).
Per questo motivo, avevo esordito nella discussione evidenziando il bivio spinoso che affronterà a breve la dirigenza: mostrarsi coerente con il progetto estivo, e quindi non solo con la scelta di LE, ma anche con l'idea di spazio ai giovani, calcio propositivo, un certo stile in campo e fuori, etc, oppure dare ascolto al pubblico ( o parte di esso) e ripartire con un nuovo allenatore? Ma chi potrebbe essere il nuovo coach? Credo che l'assunto di fondo del famoso progetto rimanga intatto, quindi non si potrà prendere un allenatore distante dai canoni di bel gioco e compagnia bella.