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Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 12:02
by Noodles
Teo wrote:A me dispiace enormemente non vedere più il gioco vero da erba, ma dopo che ho visto cosa ha proposto Tsonga nella semi contro Murray (un gioco tremendamente vicino a quello vero sull'erba) e aver comunque perso in 4, mi sono rassegnato a non vedere più quel gioco in un contesto vincente.
ci sarebbe però anche l'altra faccia della medaglia
Tsonga non avendo alcuna cognizione del gioco a rete e dei tempi che necessita, ha raggiunto le semifinali giocando un minimo di serve&volley costante.
Tutto sommato, posto che il congo-francese è agli albori della sua carriera, il suo risultato conferma la mia teoria.
Perlomeno a Wimbledon, si può ancora vincere qualcosa giocando '
all'antica maniera'.

Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 12:03
by The goat
Noodles wrote:
corretto, però se analizziamo le annate del Sampras vincente troviamo alcune edizioni di Wimbledon che casualmente sono molto simili all 'erba' che c'è oggi a Londra.
Mi riferisco soprattutto all'edizione del 93 e del 99.
In entrambe si verificarono delle ondate di caldo e conseguente scarsità d'acqua particolarmente inusuali che resero quei campi simil terra battuta.
Tant'è che nel 93 in finale ci arrivò un certo Jim Courier, uno che aveva scambiato la racchetta per una mazza da baseball e che veniva, se non ricordo male, da una 50ina di vittorie consecutive, Roland Garros incluso.
Nel 99 invece arrivò Agassi a giocarsi la finale, il suo tennis è già molto più congeniale all'erba inglese, ma anche lì per gli stessi motivi, si ebbe Guga Kuerten nei quarti (una delle maggiori sorprese di tutti i tempi

) e Agassi facile su Rafter in semifinale.
Poi, ovviamente, oggi è fatto di proposito, i campi sono meno veloci e giocare serve&volley è quasi un suicidio.
Ma il miglior Sampras, che non dimentichiamoci, è stato il giocatore che ha assistito a questo passaggio e battagliato con successo contro il vero primo attaccante da fondo a 360 gradi (Agassi), lo vedo competitivo e vincente anche in questa fase di Wimbledon.
Il motivo? Il servizio.
Sampras aveva la straordinaria capacità di elevare la qualità del suo servizio a seconda dell'importanza del punto, sull'erba fa tutta la differenza del mondo.
Rispondendo anche a Renè, è vero che alcuni dei sopracitati (cash,edberg..) avrebbero fatto tanta fatica ma è allo stesso tempo vero che servivano di proposito con più rotazione per avere maggior tempo per coprire a rete. Insomma, per dire, erano anche in grado di battere piu forte ma era una scelta tattica.
Oggi nessuno lo fa. E' chiaro, è migliorata la velocità di risposta ma è pur vero che se servo piatto senza rotazione a 215 km/h di media la pallina mi tornerà indietro con una semplice ribattuta in tempi talmente brevi che non sono in grado nè di prendere posizione che di effettuare una volèe decente.
Tutto questo per dire che a mio modo di vedere oggi è ancora possibile giocare serve&volley a Wimbledon ma non ci sono più i giocatori in grado di farlo e nemmeno Federer che è un grandissimo, è un giocatore d'erba puro. Sampras lo era e per questo io in una finale di Wimbledon non lo vedo perdere mai, anzi non ha mai perso

mi sembra che sia interamente quotabile come post.
non mi è mai passato di scrivere che sull'erba di oggi federer vincerebbe, tanto meno facile come ha detto rene.
ho scritto che qualche dubbio in più ti viene su un confronto che invece sull'erba sfuggente e dai rimbalzi irregolari di qualche anno fa, difficilmente poteva avere un esito diverso da una vittoria di Pete.
C'è un interessante articolo di Ubaldo Scannagatta sul confronto fra i due su diverse superifici.
Non è recentissimo, è pro Federer, ma anche piuttosto obbiettivo secondo me.
"...Proprio il fatto che Roger fosse riuscito a vincere un torneo, il Roland Garros, in cui Sampras aveva invece sempre fallito (una sola semifinale nel ’96 dopo tre maratone vinte in cinque set e tante sconfitte con avversari mediocri, tipo Delgado…) ha fatto certamente pendere la bilancia dalla parte di Federer, troppo più completo, troppo più forte sul “rosso”. Inutile ribadire il concetto stantìo “eh, se non ci fosse stato Nadal Roger avrebbe vinto chissà quanti Roland Garros!”. Concetto che non sarebbe stato applicabile per Sampras, perché perché lui vincesse a Parigi (come a suo tempo per Jimbo Connors) si sarebbero dovuti togliere almeno una dozzina di giocatori, e forse non sarebbe bastato.
Azzardo un paragone tecnico fra i due, cominciando dall’erba? Di simile i due “best Slam winners” hanno che si sono dimostrati capaci di vincere senza affaticarsi troppo. Federer ha vinto non so più quante dozzine di incontri senza apparente sforzo. Sampras si è invece più spesso accontentato di vincere con punteggi di stretta misura, 6-4,7-5, senza che le sue vittime fossero stravolte dalla fatica (come invece può accadere anche quando si perde un match 6-3,6-2 con un avversario che ti fa correre come un matto, un Agassi ad esempio). Sampras, con la testa ciondoloni, la camminata quasi indolente dell’uomo fintamente pigro e ancor più fintamente lento (cosa che non era affatto!) era come quel cinese che aspetta paziente lungo il fiume il cadavere del nemico: attendeva il momento giusto per piazzare un paio di punti vincenti di risposta, accompagnati a due errori dell’avversario, faceva il break e poi si limitava a tenere sempre il proprio servizio quasi mai concedendo palle break. In estrema souplesse.
Non c’era game di battuta nel quale Pete non partisse con 2 punti di vantaggio. Per l’avversario era sempre come giocare da 0-30, anche se i due punti che Pete poteva , fare con la prima oppure con la seconda di servizio non erano necessariamente i primi due. Ma quasi sempre due dei primi quattro. Tranquillamente iperfiducioso nel proprio servizio (ovviamente con ragione) Pete spesso lo seguiva anche a rete, tanto per mettere un bel po’ di pressione in più su chi doveva non solo rispondere ma azzeccare anche una risposta vincente contro uno che a rete ci sapeva stare (e certamente meglio di Federer, molto meglio…anche se non così bene come l’insuperabile John McEnroe). La potenza di Sampras, con i suoi attacchi, avrebbe messo in gravissima difficoltà an che un supercampione come Federer, certo più di qualunque esponente contemporaneo del “corri e tira” da fondocampo.
Ma….c’è anche un ma da tener presente. L’erba sulla quale giocava Sampras negli Anni Novanta non è l’erba sulla quale si gioca dagli anni 2000 in poi. E nemmeno le palle sono le stesse. Oggi Federer risponderebbe ai servizi di Sampras più volte di quante avrebbe risposto allora. E una volta che la palla fosse entrata in gioco dopo i colpi d’inizio gioco, beh il vantaggio sarebbe passato dalla parte di Federer, più completo nei fondamentali di quanto lo fosse Sampras (soprattutto nel teorico duello rovescio contro rovescio). Insomma, per concludere il mio tentativo di disamina tecnica fra i due campioni “agostani”: sull’erba degli anni 90 Sampras avrebbe battuto Federer. Su quella degli anni 2000 Federer avrebbe (ma ci metto un forse, perchè nessuno degli avversari battuti da Federer a Wimbledon ha mai avuto la consistenza del servizio di Pete, né le sue volee) probabilmente potuto battere Sampras.
Il discorso appena fatto per l’erba si può applicare parzialmente anche per il cemento. Sul cemento più veloce Sampras avrebbe avuto qualche chance in più che su un cemento più lento. Sempre per via della diversa efficacia del servizio. Un altro piccolo vantaggio a favore di Sampras, direi, è il diverso “killer-instinct” e la superiore “forza nervosa”. Difficilmente Sampras ha perso partite “quasi vinte”. Sappiamo invece che Federer di partite quasi vinte ne ha perse diverse. Il braccio di Sampras non ha mai tremato, se c’era da salvare una palla break con la seconda di servizio, lui era in grado di farlo. Federer no. Chiaro che anche lo svizzero si è trovato a salvare situazioni difficili, ha vinto tanti tiebreak. Ma Sampras aveva percentuali migliori e di partite perse con il matchpoint a favore invece non ne ricordo quasi. La saldezza di nervi di Pete è leggendaria. Quella di Federer no.
Mentre lo ricordo capace di sparare ace (contro Corretja all’US open, e contro Courier all’Open d’Australia ad esempio) mentre vomitava oppure piangeva (“Do it for Tim, Pete” gli gridò uno spettatore ricordandogli il coach Gullikson colpito da un tumore al cervello), e Courier disse di Pete qualcosa che i napoletani avrebbero tradotto con “....il classico tipo che chiagne e fotte!”. A compensazione di quanto sostengo, e cioè la diversa efficacia a rete di Sampras nei confronti di Federer, va aggiunto però che riguardo alla capacità di giocare i passanti in condizioni difficili (e non solo sotto le gambe con i tweener eh eh eh) Federer è certamente superiore a Sampras che in particolare di rovescio passava pochissimo (salvo che nelle giornate di grandissima vena).
Il tennis di Federer è quello di un artista, più stile e talento, più puro ed esteticamente apprezzabile, più imprevedibile, ma con più margini di errore. Il tennis di Sampras più atletico, più potente, puntuale, incisivo, più standard e prevedibile, ma più semplice ed essenziale, molto meno influenzabile da circostanze esterne. Man at work. Meno arte, ma sicura affidabilità. In termini di resistenza, beh entrambi hanno mostrato a volte qualche limite. Soprattutto Sampras per via della sua “anemia mediterranea”. Lui, poi, ha sempre giocato meno scambi, match in genere più corti come durata (salvo poche eccezioni) perché tanti punti li faceva subito con il servizio o li sbagliava subito con la risposta. Mentre Roger, anche per l’antico vizio di bloccare la risposta in attesa di prendere l’iniziativa con il colpo successivo, di risposte ne ha in genere sbagliate meno.
Infatti sarebbe stato certo più interessante assistere a come se la sarebbe cavata Federer nel rispondere a Sampras che non viceversa. In conclusione, mettiamo che io mi fossi trovato a scommettere la mia vita su un duello fra i due avrei: scommesso su Pete sull’erba. Certamente su quella degli Anni Novanta, con qualche timore anche su quella degli anni 2000. Scommesso con discreta tranquillità su Roger sul cemento se si fosse trattato di Rebound Ace. Con preoccupazione sempre su Roger se fosse stato invece Decoturf. Su Roger e fischiettando allegramente se i due si fossero incontrati sulla terra rossa. Su Pete invece su un tappeto indoor dei suoi tempi (non certo quello steso a Londra per le ultime finali ATP)"
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 12:06
by Teo
Noodles wrote:
Tutto sommato, posto che il congo-francese è agli albori della sua carriera, il suo risultato conferma la mia teoria.
Perlomeno a Wimbledon, si può ancora vincere qualcosa giocando '
all'antica maniera'.

Secondo me si può arrivare fino ad un certo punto, ma vincere credo proprio di no, purtroppo.
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 12:28
by Noodles
The goat wrote:
"...Proprio il fatto che Roger fosse riuscito a vincere un torneo, il Roland Garros, in cui Sampras aveva invece sempre fallito (una sola semifinale nel ’96 dopo tre maratone vinte in cinque set e tante sconfitte con avversari mediocri, tipo Delgado…) ha fatto certamente pendere la bilancia dalla parte di Federer, troppo più completo, troppo più forte sul “rosso”. Inutile ribadire il concetto stantìo “eh, se non ci fosse stato Nadal Roger avrebbe vinto chissà quanti Roland Garros!”. Concetto che non sarebbe stato applicabile per Sampras, perché perché lui vincesse a Parigi (come a suo tempo per Jimbo Connors) si sarebbero dovuti togliere almeno una dozzina di giocatori, e forse non sarebbe bastato.
.......
Infatti sarebbe stato certo più interessante assistere a come se la sarebbe cavata Federer nel rispondere a Sampras che non viceversa. In conclusione, mettiamo che io mi fossi trovato a scommettere la mia vita su un duello fra i due avrei: scommesso su Pete sull’erba. Certamente su quella degli Anni Novanta, con qualche timore anche su quella degli anni 2000. Scommesso con discreta tranquillità su Roger sul cemento se si fosse trattato di Rebound Ace. Con preoccupazione sempre su Roger se fosse stato invece Decoturf. Su Roger e fischiettando allegramente se i due si fossero incontrati sulla terra rossa. Su Pete invece su un tappeto indoor dei suoi tempi (non certo quello steso a Londra per le ultime finali ATP)"
articolo molto ben
centrato.
Poco da aggiungere se non il fatto che alla fine di tutto ed al netto della qualità d'erba, Sampras interpreta, con i mezzi e la potenza di oggi, i concetti di un tempo, per questa superficie.
Federer invece preferisce sempre uno scambio in più, e prima o poi è un modo di giocare che paghi caro su erba.
Tant'è che perdere sull'erba da Nadal, dopo aver evitato la sconfitta l'anno prima (giocando nella stessa identica maniera), è tecnicamente la sua unica grande pecca. quasi 5 ore di match a forzare la pallina da fondo....
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 13:51
by Teo
Secondo me il problema di Federer, che lo ha anche fatto regredire dal gioco "vero" sull'erba londinese è il servizio, inferiore a quello di Sampras, e soprattutto molto discontinuo.
Con un servizio non continuo e non così efficace, contro questi tipi di giocatori che prendono quasi tutto e rispondono e passano anche in situazioni difficili, fare serve&volley avrebbe comportato molti più rischi, perciò avendo un gioco di rimbalzo migliore di quello di Sampras, ha deciso di sfruttare maggiormente quello, anche perchè di fronte quasi mai ha un giocatore che lo attacca.
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 14:12
by Noodles
Teo wrote:Secondo me il problema di Federer, che lo ha anche fatto regredire dal gioco "vero" sull'erba londinese è il servizio, inferiore a quello di Sampras, e soprattutto molto discontinuo.
Con un servizio non continuo e non così efficace, contro questi tipi di giocatori che prendono quasi tutto e rispondono e passano anche in situazioni difficili, fare serve&volley avrebbe comportato molti più rischi, perciò avendo un gioco di rimbalzo migliore di quello di Sampras, ha deciso di sfruttare maggiormente quello, anche perchè di fronte quasi mai ha un giocatore che lo attacca.
già, tuttavia non esiste solo quella soluzione, puoi attaccare la rete anche preparando il punto, tipo chip and charge.
Soluzione che oggi non fa nessuno e che ho visto abbozzata da Federer nell'ultimo match vs murray.
Se non ti senti sicuro del servizio, puoi sempre giocare un colpo interlocutorio di approccio per guadagnare campo.
Federer ha la sensibilità per giocare a questi livelli, ma oramai ho capito che è proprio un aspetto mentale, preferisce così.
Ma ripeto, non è la soluzione ideale sul veloce, vince perchè è più forte e perchè rimane quello che, date le sue caratteristiche, negli ultimi 10 anni si adegua perfettamente allo stile erbivoro...però se guardiamo le sue 7 volte: 3 vs Roddick, 2 vs Nadal, 1 vs Murray, 1 vs Philippoussis, non si può certo dire che ha dovuto fronteggiare Becker ed Edberg insomma
A meno che il buon Andy Roddick non venga preso per un degno rappresentante del club londinese...

Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 14:31
by anto
Mah...Io sono d'accordo solo in parte con l'articolo di Scannagatta.
Come ho già scritto, ritengo anch'io Sampras un agonista di gran lunga superiore, ed è questo l'aspetto che secondo me non rende chiaramente squilibrato il rapporto tra i due.
Poi però... Scannagatta parla delle difficoltà di Federer nel rispondere al servizio di Sampras, e si può anche essere d'accordo. Non c'è controprova, però, sul rendimento del servizio di Federer su quell'erba e con quelle palle, quindi non si può dare per scontato che il servizio di Sampras fosse superiore.
Non è che i giocatori serv&volley, poi, sono spariti per mancanza di talento. Sono spariti perchè l'evoluzione di palle e materiali(ed erba) lo hanno reso svantaggioso.
Ovviamente siamo nel campo dei discorsi da bar e delle opinioni indimostrabili...
Per quanto mi riguarda sono convinto che Federer, con gli enormi mezzi di cui dispone, avrebbe potuto adattarsi ad un tennis molto più offensivo, che del resto ad inizio carriera aveva ampiamente dimostrato di poter giocare, mentre è molto ma molto più difficile ipotizzare che Sampras non avrebbe perso un bel po' della sua efficacia se costretto a giocare con i materiali, le palle e sulle superfici di oggi.
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 14:50
by MattBellamy
Secondo me Noodles sottovaluti il fatto che di attaccanti puri non ne esistono più, e non perchè le mamme non sfornino più attaccanti o perchè tutti stiano più "comodi" in fondo, ma perchè le condizioni attuali non lo rendono un gioco prolifico. Con le superfici più uniformate ma soprattutto con le racchette attuali, giocare "alla Edberg" ad alto livello semplicemente non è possibile, non è redditizio. Altro lato della medaglia (spesso meno considerato perchè visto coem meno "nobile" è che attualmente non è nemmeno più possibile giocare "alla Bruguera", tanto per dire. Un Ferrer, preso come prototipo del regolarista attuale, ha un gioco che non ha niente a che vedere con gli "arrotini" anni 90, quelli che dominavano sul rosso e poi manco si presentavano a Wimbeldon perchè tanto avrebbero perso al 1° turno da qualsiasi qualificato.
Può piacere o non piacere (ognuno ha le sue idee e i suoi gusti, casualmente in generale i gusti delle persone frequentemente coincidono con come andava il tennis quando avevano 15-20 anni :D ) ma il tennis attuale è questo: modalità di gioco abbastanza uniforme, con meno differenze di stile di gioco, meno differenze di superficie, in fondo ai tornei ci arriva quasi sempre (a meno di clamorosi upset tipo quello di Rosol, ma lì si tratta di giornata di grazia a prescindere da tutto) chi è più forte overall o al limite più in forma, molto meno chi è più adatto alla superficie.
E dai, non è che Federer non fa Chip & charge perchè non ne ha voglia, perchè è pigro o perchè non ci pensa. La realtà è che nel tennis di oggi, anche fatto dal più grande di tutti, il C&C (che io adoro, una delle cose più belle che si possono vedere su un campo da tennis se ben fatto) ha buone probabilità di successo solo se usato come arma estemporanea col fattore sorpresa, se diventa sistematico è un suicidio, ti passano, non c'è verso.
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 14:59
by Birdman
Concordo totalmente con il post di MattBellamy.
Aggiungo che mi pare esagerato definire il tennis di Federer non ideale per l'erba. In carriera ha vinto l'87,5% dei match disputati su questa superficie, cifre mostruose.
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 15:16
by Noodles
MattBellamy wrote:Secondo me Noodles sottovaluti il fatto che di attaccanti puri non ne esistono più, e non perchè le mamme non sfornino più attaccanti o perchè tutti stiano più "comodi" in fondo, ma perchè le condizioni attuali non lo rendono un gioco prolifico. Con le superfici più uniformate ma soprattutto con le racchette attuali, giocare "alla Edberg" ad alto livello semplicemente non è possibile, non è redditizio. Altro lato della medaglia (spesso meno considerato perchè visto coem meno "nobile" è che attualmente non è nemmeno più possibile giocare "alla Bruguera", tanto per dire. Un Ferrer, preso come prototipo del regolarista attuale, ha un gioco che non ha niente a che vedere con gli "arrotini" anni 90, quelli che dominavano sul rosso e poi manco si presentavano a Wimbeldon perchè tanto avrebbero perso al 1° turno da qualsiasi qualificato.
.....
E dai, non è che Federer non fa Chip & charge perchè non ne ha voglia, perchè è pigro o perchè non ci pensa. La realtà è che nel tennis di oggi, anche fatto dal più grande di tutti, il C&C (che io adoro, una delle cose più belle che si possono vedere su un campo da tennis se ben fatto) ha buone probabilità di successo solo se usato come arma estemporanea col fattore sorpresa, se diventa sistematico è un suicidio, ti passano, non c'è verso.
attenzione però, io non ho detto questo (boldato)...io sostengo il fatto che Federer, con i mezzi che ha a disposizione, avrebbe potuto giocare meglio sull'erba e vincere ugualmente. Si stava seguendo un discorso prettamente tecnico, non era affatto un tentativo di sminuirlo.
Nel confronto con Sampras, a mio modo di vedere, avrebbe pagato questa
mentalità che lo porta a giocare più per lo scambio.
Vero sì che le condizioni fisiche e ambientali si sono evolute ma l'erba rimane ancora uno sport diverso, nonostante tutti i tentativi di appiattimento.
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 15:18
by Noodles
Birdman wrote:Concordo totalmente con il post di MattBellamy.
Aggiungo che mi pare esagerato definire il tennis di Federer non ideale per l'erba. In carriera ha vinto l'87,5% dei match disputati su questa superficie, cifre mostruose.
non ideale rispetto ai modi 'canonici', delle vittorie conseguite non c'è nemmeno bisogno di sottolinearne le percentuali

Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 15:39
by Teo
Noodles wrote:
Vero sì che le condizioni fisiche e ambientali si sono evolute ma l'erba rimane ancora uno sport diverso, nonostante tutti i tentativi di appiattimento.
Oddio, sport diverso....se ci ha vinto 2 volte Nadal, in una quasi passeggiando, vuoldire che tanto diverso non è, secondo me.
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 16:02
by Noodles
Teo wrote:Noodles wrote:
Vero sì che le condizioni fisiche e ambientali si sono evolute ma l'erba rimane ancora uno sport diverso, nonostante tutti i tentativi di appiattimento.
Oddio, sport diverso....se ci ha vinto 2 volte Nadal, in una quasi passeggiando, vuoldire che tanto diverso non è, secondo me.
si chiamano eccezioni
negli ultimi 20 anni l'albo d'oro recita:
7 Sampras
7 Federer
2 Nadal
1 Kraycek
1 Agassi
1 Ivanisevic
1 Hewitt
1 Djokovic
è il torneo più regolare e con meno sorprese di tutti.
Vince quasi sempre il più forte.
Gli altri slam sono più aperti perchè più livellati, forse lo Us open mantiene un albo d'oro altrettanto importante.
Se si toglie l'anno pazzo di Ivanisevic (che però meritava uno slam da almeno un decennio abbondante) e l'ingiocabilità di Kraycek nel 96, l'unico che ha davvero poco a che vedere con questa superificie si chiama Nadal. Ma lì, bravura sua e un pò di testardaggine di Roger han facilitato il compito.
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 16:05
by MattBellamy
Noodles wrote:MattBellamy wrote:Secondo me Noodles sottovaluti il fatto che di attaccanti puri non ne esistono più, e non perchè le mamme non sfornino più attaccanti o perchè tutti stiano più "comodi" in fondo, ma perchè le condizioni attuali non lo rendono un gioco prolifico. Con le superfici più uniformate ma soprattutto con le racchette attuali, giocare "alla Edberg" ad alto livello semplicemente non è possibile, non è redditizio. Altro lato della medaglia (spesso meno considerato perchè visto coem meno "nobile" è che attualmente non è nemmeno più possibile giocare "alla Bruguera", tanto per dire. Un Ferrer, preso come prototipo del regolarista attuale, ha un gioco che non ha niente a che vedere con gli "arrotini" anni 90, quelli che dominavano sul rosso e poi manco si presentavano a Wimbeldon perchè tanto avrebbero perso al 1° turno da qualsiasi qualificato.
.....
E dai, non è che Federer non fa Chip & charge perchè non ne ha voglia, perchè è pigro o perchè non ci pensa. La realtà è che nel tennis di oggi, anche fatto dal più grande di tutti, il C&C (che io adoro, una delle cose più belle che si possono vedere su un campo da tennis se ben fatto) ha buone probabilità di successo solo se usato come arma estemporanea col fattore sorpresa, se diventa sistematico è un suicidio, ti passano, non c'è verso.
attenzione però, io non ho detto questo (boldato)...io sostengo il fatto che Federer, con i mezzi che ha a disposizione, avrebbe potuto giocare meglio sull'erba e vincere ugualmente. Si stava seguendo un discorso prettamente tecnico, non era affatto un tentativo di sminuirlo.
Nel confronto con Sampras, a mio modo di vedere, avrebbe pagato questa
mentalità che lo porta a giocare più per lo scambio.
Vero sì che le condizioni fisiche e ambientali si sono evolute ma l'erba rimane ancora uno sport diverso, nonostante tutti i tentativi di appiattimento.
L'erba di wimbledon degli ultimi 10 anni è uno sport diverso rispetto all'erba di Wimbledon precedente. Basta vedere anche ora che differenza c'è tra Wimbledon e gli altri tornei in erba che hanno campi più old style. Resto convinto che il modo più redditizio di giocare su quest'erba per Federer sia quello che usa. Poi che in una singola partita a volte potrebbe convenirgli qualche discesa a rete in più, o che in un singolo scambio a volte potrebbe essere più aggressivo, è vero, ma stiamo parlando di un uomo mica di una macchina. Nel complesso gioca nel modo più redditizio per il suo stile di gioco, con queste condizioni, con questi avversari (Rafa, Nole, Murray, tutti risponditori e passatori far above average)
E dai, obiettivamente si sta parlando del fatto che avrebbe potuto giocare meglio su erba uno che da quando è diventato grande ha perso a Wimbledon 2 partite giocando malino in periodi della carriera di difficoltà generale e 1 che verrà ricordata coem una delle partite più belle, combattute ed emozionanti della storia del tennis.... Per altro, le due sconfitte sono arrivate contro Tsonga e Berdych, non certo contro due difensori che gli lasciavano il pallino e lui si rifiutava di attaccare, non certo due con un servizio su cui è facile fare C&C
Re: Tennis Mon Amour - Part VII
Posted: 10/07/2012, 16:10
by MattBellamy
Noodles wrote:Teo wrote:
Oddio, sport diverso....se ci ha vinto 2 volte Nadal, in una quasi passeggiando, vuoldire che tanto diverso non è, secondo me.
si chiamano eccezioni
negli ultimi 20 anni l'albo d'oro recita:
7 Sampras
7 Federer
2 Nadal
1 Kraycek
1 Agassi
1 Ivanisevic
1 Hewitt
1 Djokovic
è il torneo più regolare e con meno sorprese di tutti.
Vince quasi sempre il più forte.
Gli altri slam sono più aperti perchè più livellati, forse lo Us open mantiene un albo d'oro altrettanto importante.
Se si toglie l'anno pazzo di Ivanisevic (che però meritava uno slam da almeno un decennio abbondante) e l'ingiocabilità di Kraycek nel 96, l'unico che ha davvero poco a che vedere con questa superificie si chiama Nadal. Ma lì, bravura sua e un pò di testardaggine di Roger han facilitato il compito.
A me l'albo d'oro fa pensare proprio il contrario invece!
L'erba di wimbledon è cambiata radicalmente nel 2002. Da lì in poi l'albo d'oro è:
7 Federer
2 Nadal
1 Djokovic
1 Hewitt
Tradotto: a parte Federer, gli altri sono giocatori più eccezionali per il modo in cui si difendono e contrattaccano che per il modo di attaccare, tutta gente che a rete ci va solo se deve.
Secondo me stai decisamente sovrastimando la "velocità" (intesa globalmente come vantaggio per gli attaccanti) dell'erba di wimbledon post-Goran (

)