francilive wrote:
se decontestualizzata, è per forza una cagata. ma se la riferiamo ai casi specifici, i risultati gli danno ragione. il milan ha fallito quando si è affidato ad allenatori che non avevano già confidenza con l'ambiente rossonero. alla juventus dovrebbero capire che è meglio affidarsi a gente che proviene da una tradizione vincente, che sa come si vince, piuttosto che gente che non ha mai combinato niente come ranieri. conte è giovane, ma come giocatore ha vinto tutto ed ha avuto trapattoni, lippi e sacchi come allenatori. gasperini ha lavorato con lippi, ha già esperienza in serie A ed è dotato di buon coraggio. poi se non avranno una squadra valida falliranno sicuramente, ma almeno su di loro vale la pena scommettere. con ranieri si sapeva che era una scommessa persa in partenza.
In parte è vero, ma non è una regola assoluta. Per esempio i Milan ha vinto due scudetti con Sacchi e Zaccheroni, e lo stesso Ericksson era considerato alla stregua di Ranieri, un magnifico perdente. Il campionato dell'anno precedente alla vittoria sembrava confermarlo.
Fra l'altro il tuo allenatore preferito, Mancini, da giocatore ha vinto molto poco rispetto al suo livello, uno scudetto ed una coppa UEFA in una Samp che grondava talento. Nello scudetto del 2000 della Lazio di fatto era già il secondo di Ericksson.
Per restare a voi, Lippi da giocatore non vinse molto, da allenatore prima di venire da voi nulla e non aveva neanche pedigree da juventino.
Trapattoni aveva vinto tanto da giocatore, ma non mi pare con la casacca bianconera.
Come mi lascia dubbioso questa affermazione in bocca a Galliani, mi lascia dubbioso in bocca a Tacchinardi.
Fra l'altro Galliani quando ha avuto a disposizione Capello, che aveva una carriera da allenatore giovanile eccellente, ed Ancelotti ha chiamato ex giocatori milanisti, OK, altrimenti non si è fatto, giustamente, scrupolo di chiamare Sacchi, Tabarez, Terim ed addirittura l'interista Zaccheroni che aveva pure idee politiche di sinistra, cioè uno che in teoria non avrebbe dovuto neanche essere preso in considerazione in una squadra il cui proprietario è Berlusconi.
C'è più leggenda che realtà nella tesi del Milan ai milanisti.
Anzi, c'è tanta realtà, ma solo fra i componenti dello staff tecnico, gente come Baresi, Tassotti, Evani, Massaro, Filippo Galli.