SafeBet wrote:Gerry Donato wrote:Per altro su Nuovo Mondo (come per Tree of Life ed appunto I giorni del cielo) devo ribadire che le bestemmie furono le stesse di La sottile linea rossa, ma stavolta senza lo spettro della paternità inattesa di mezzo...

ma non capisco bestemmie dovute a cosa.
quand'anche non piacesse, nuovo mondo non mi sembra un film potenzialmente irritante (discorso che invece posso comprendere a proposito di tree of life). è un film vero, non un esercizio. ha personaggi credibili, profondi. la storia c'è ed oltre ad essere conosciuta a priori, è anche ben raccontata. il perché sia così esecrato da alcuni davvero mi sfugge.
posto che per me è un top50, forse anche un top30 della storia del cinema.
ma poi peraltro si scrive tutto attaccato, non siamo mica al foro qui.
E' un documentario. Metti Licia Colò al posto di Pocahontas, Piero Angela al posto di Bale ed un orso bianco al posto di Colin Farrell ed hai una splendida puntata di Quark o Geo&Geo.
Non mi ha emozionato, non amo la storia originale ed il contesto storico, non sono entrato in empatia coi personaggi, non sono riuscito a distogliere l'attenzione dalla lentezza estenuante per soffermarmi sulla poesia (che diventa presunta), non mi sono fatto coinvolgere dai paesaggi e dalla fotografia, ho odiato le voci fuori campo.
Ad un certo punto (comunque dopo l'ora di gioco) inconsciamente ho anche smesso di concentrarmi perché mi sono perso un paio di volte col montaggio, PERALTRO il doppiaggio è allucinante e gli scontri tra indigeni ed inglesi sono - non so se volutamente - a dir poco superficiali (contraddizioni a iosa specie sul numero a fisarmonica dei combattenti).
Non voglio rientrare nel tormentone che ogni 3 mesi circa ricompare nel topic (arte vs intrattenimento) e non ho alcun dubbio che sia un grande film sul piano tecnico (fosse solo perché lo dici tu e mi fido) e non un esercizio.
Ma un film in cui silenzio, luci, natura, sguardi, piccoli gesti ed amore invadono la mia vita per 2 ore e mezza in quel modo, non è un film che sono destinato ad amare, anche a rischio di essere mandato a
fare in Vanzina.
Bresson, Wong Kar-wai, Antonioni: questi sì che sono esempi di registi che sanno intrattenermi con gli spazi, coi silenzi e coi dettagli maniacali.
