Re: Il topic del Milan
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White Rabbit
Re: Il topic del Milan
La cui unica colpa (che non è una colpa, perchè il diktat è quello) è l'aziendalismo. Ma se la filosofia è "o la mia minestra o salti la finestra" non vedo cosa altro potrebbe fare.Mahor wrote: Davvero non capisco come si possano dire certe cose su Ancelotti.
Mah.
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all3n
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Re: Il topic del Milan
A me Carletto non è mai piaciuto, ma cambiare ora non servirebbe a niente! Diamogli la possibilità di lavorare e speriamo che questi qua tirino fuori los cojones...
- Mahor
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Re: Il topic del Milan
Nemmeno quando il Milan giocava quello che si poteva ritenere essere il calcio migliore d'Europa?all3n wrote: A me Carletto non è mai piaciuto
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all3n
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Re: Il topic del Milan
Allora lo stimavo come allenatore, ma non ho mai digerito la gestione di alcuni giocatori, Rivaldo e Rui Costa in primis, ma, l'anno della prima Champions, anche di Sheva. Però vabbè, non riapriamo sto discorso.Mahor wrote: Nemmeno quando il Milan giocava quello che si poteva ritenere essere il calcio migliore d'Europa?
- Vic Vega
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Re: Il topic del Milan
Diciamoci la verità, sei stato sconfitto dalla Storia. :D :D :Dall3n wrote: Allora lo stimavo come allenatore, ma non ho mai digerito la gestione di alcuni giocatori, Rivaldo e Rui Costa in primis, ma, l'anno della prima Champions, anche di Sheva. Però vabbè, non riapriamo sto discorso.![]()
- margheritoni10
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Re: Il topic del Milan
Il problema adesso è capire a che punto sia la crisi del Milan. Qualcosa d'incomprensibile c'è. Chi mette per esempio in giro la voce che Carlo Ancelotti è sempre sull'orlo di essere mandato via? E perché nonostante continui a perdere partite la società gli rinnova puntualmente la fiducia? Cosa porta a una distanza così grande il Milan dai suoi cronisti? E l'uno e gli altri sono lo stesso sintomo o arrivano da due cause opposte? È questa anomalia la vera diversità del Milan attuale.
Tecnicamente non ci sono novità. Era difficile pensare che Ronaldinho e Shevchenko risolvessero la situazione. Era abbastanza evidente che il mercato era stato una grande scommessa sul sogno. Il Milan non perderà tutte le partite, ne vincerà anzi molte, ma è sempre stato lontano dalla realtà. Troppe scommesse, troppa fiducia nel difficile. Se anche avesse avuto ragione, era chiaro che sarebbe servito tempo. Shevchenko può tornare, ma nessuno può chiedergli di farlo in due partite. Per Ronaldinho è ancora più complesso. È ospite geloso di due metri quadrati di campo. A volte costruisce un palazzo in poco spazio, più spesso cade nell’ovvietà.
Un flash di spettacolo, non calcio vero. Nessuno oggi può prescindere da essere prima di tutto un atleta. In mezzo a questo bicchiere mezzo vuoto complessivamente atteso, la vera diversità resta l’impazienza della dirigenza. È vero o non è vero che lo spogliatoio sta implodendo? È vero o no che le voci di rivoluzione sono nate dall’interno? Se è vero, cosa ha fatto tornare indietro la società? Se non è vero, perché queste voci sono state messe in giro? È questo il punto da chiarire perché dietro si nascondono gli amici di Ancelotti e i suoi nemici.
Il male di un Milan che al terzo anno di errori non sa decidere di chi è davvero la colpa. L’impressione è che Berlusconi pensi ancora di aver dato grandissima stoffa al buon sarto Ancelotti e che sia lui a non tenerla insieme. Mentre la normalità del campo dice la cosa opposta. Il Milan ha grande stoffa che non fa un vestito. Gli attaccanti, chiunque siano, non tornano. Tutti vogliono il pallone sui piedi, nessuno cerca di aprire spazi. Sono grandi giocatori che cercano ognuno una giustificazione personale. Protetti nel tempo dalla loro fama e da contratti che li portano per mano fino a una pensione lussuosa. È probabile che un tempo così dovesse arrivare.
La squadra ha dato tanto. Forse è proprio questo il problema. La squadra di adesso non è né vecchia né nuova. E in questo ibrido di confine si aprono spazi per gossip che nel Milan non sono mai esistiti. Inter e Juve intanto se ne vanno. E più ancora Atalanta e Lazio. Su 10 partite, le 5 favorite ne hanno vinte solo 2 (Inter e Juve). È indubbiamente un campionato diverso.
Condivido il resto, solo sul bold: l'impressione mia è che si sia creata una situazione paradossale... Sono talmente tanti anni che il solito gruppo lavora insieme da avere la reale percezione dei propri pregi e dei propri difetti. Questa squadra si è vista, con gli stessi interpreti, in talmente tante versioni da sapere precisamente quali sono le lacune, le mancanze ed i limiti strutturali di questo progetto.
Probabilmente si aspettavano che provvedesse la società a colmare queste lacune.
Se torniamo alla fine della scorsa stagione in diversi (Gattuso e Seedorf in modo esplicito altri con messaggi più subliminali) "parlavano del centravanti che manca", "di esterni che portino qualche variazione con squadre chiuse", etc...
La cosa paradossale è appunto questa: che una gruppo (squadra e allenatore), dopo aver vinto tutto (ed aver coperto magagne e lacune già presenti), abbia palesato in modo chiaro i propri limiti chiedendo alla dirigenza un certo tipo aiuto; aiuto che non arrivato (o non del tutto via...). Nessuno lo dirà mai perchè ovviamente non può un calciatore dire "sono 3 anni che avremmo bisogno di questo, questo e questo ma dall'alto sembrano non capire..." ma l'impressione che ho è questa.
Tecnicamente non ci sono novità. Era difficile pensare che Ronaldinho e Shevchenko risolvessero la situazione. Era abbastanza evidente che il mercato era stato una grande scommessa sul sogno. Il Milan non perderà tutte le partite, ne vincerà anzi molte, ma è sempre stato lontano dalla realtà. Troppe scommesse, troppa fiducia nel difficile. Se anche avesse avuto ragione, era chiaro che sarebbe servito tempo. Shevchenko può tornare, ma nessuno può chiedergli di farlo in due partite. Per Ronaldinho è ancora più complesso. È ospite geloso di due metri quadrati di campo. A volte costruisce un palazzo in poco spazio, più spesso cade nell’ovvietà.
Un flash di spettacolo, non calcio vero. Nessuno oggi può prescindere da essere prima di tutto un atleta. In mezzo a questo bicchiere mezzo vuoto complessivamente atteso, la vera diversità resta l’impazienza della dirigenza. È vero o non è vero che lo spogliatoio sta implodendo? È vero o no che le voci di rivoluzione sono nate dall’interno? Se è vero, cosa ha fatto tornare indietro la società? Se non è vero, perché queste voci sono state messe in giro? È questo il punto da chiarire perché dietro si nascondono gli amici di Ancelotti e i suoi nemici.
Il male di un Milan che al terzo anno di errori non sa decidere di chi è davvero la colpa. L’impressione è che Berlusconi pensi ancora di aver dato grandissima stoffa al buon sarto Ancelotti e che sia lui a non tenerla insieme. Mentre la normalità del campo dice la cosa opposta. Il Milan ha grande stoffa che non fa un vestito. Gli attaccanti, chiunque siano, non tornano. Tutti vogliono il pallone sui piedi, nessuno cerca di aprire spazi. Sono grandi giocatori che cercano ognuno una giustificazione personale. Protetti nel tempo dalla loro fama e da contratti che li portano per mano fino a una pensione lussuosa. È probabile che un tempo così dovesse arrivare.
La squadra ha dato tanto. Forse è proprio questo il problema. La squadra di adesso non è né vecchia né nuova. E in questo ibrido di confine si aprono spazi per gossip che nel Milan non sono mai esistiti. Inter e Juve intanto se ne vanno. E più ancora Atalanta e Lazio. Su 10 partite, le 5 favorite ne hanno vinte solo 2 (Inter e Juve). È indubbiamente un campionato diverso.
Condivido il resto, solo sul bold: l'impressione mia è che si sia creata una situazione paradossale... Sono talmente tanti anni che il solito gruppo lavora insieme da avere la reale percezione dei propri pregi e dei propri difetti. Questa squadra si è vista, con gli stessi interpreti, in talmente tante versioni da sapere precisamente quali sono le lacune, le mancanze ed i limiti strutturali di questo progetto.
Probabilmente si aspettavano che provvedesse la società a colmare queste lacune.
Se torniamo alla fine della scorsa stagione in diversi (Gattuso e Seedorf in modo esplicito altri con messaggi più subliminali) "parlavano del centravanti che manca", "di esterni che portino qualche variazione con squadre chiuse", etc...
La cosa paradossale è appunto questa: che una gruppo (squadra e allenatore), dopo aver vinto tutto (ed aver coperto magagne e lacune già presenti), abbia palesato in modo chiaro i propri limiti chiedendo alla dirigenza un certo tipo aiuto; aiuto che non arrivato (o non del tutto via...). Nessuno lo dirà mai perchè ovviamente non può un calciatore dire "sono 3 anni che avremmo bisogno di questo, questo e questo ma dall'alto sembrano non capire..." ma l'impressione che ho è questa.
- Teo
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Re: Il topic del Milan
Quindi secondo te spaccatura fra squadra e società? Con Ancelotti in mezzo o piu' verso la squadra? Se la situazione è questa (e potrebbe benissimo essere) la vedo molto dura quest'anno, si rischia di ripetere l'anno del trio olandese povero.margheritoni10 wrote:
La cosa paradossale è appunto questa: che una gruppo (squadra e allenatore), dopo aver vinto tutto (ed aver coperto magagne e lacune già presenti), abbia palesato in modo chiaro i propri limiti chiedendo alla dirigenza un certo tipo aiuto; aiuto che non arrivato (o non del tutto via...). Nessuno lo dirà mai perchè ovviamente non può un calciatore dire "sono 3 anni che avremmo bisogno di questo, questo e questo ma dall'alto sembrano non capire..." ma l'impressione che ho è questa.
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Fantaman
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Re: Il topic del Milan
Osservazioni legittime e anche condivisibili..margheritoni10 wrote:
Condivido il resto, solo sul bold: l'impressione mia è che si sia creata una situazione paradossale... Sono talmente tanti anni che il solito gruppo lavora insieme da avere la reale percezione dei propri pregi e dei propri difetti. Questa squadra si è vista, con gli stessi interpreti, in talmente tante versioni da sapere precisamente quali sono le lacune, le mancanze ed i limiti strutturali di questo progetto.
Probabilmente si aspettavano che provvedesse la società a colmare queste lacune.
Se torniamo alla fine della scorsa stagione in diversi (Gattuso e Seedorf in modo esplicito altri con messaggi più subliminali) "parlavano del centravanti che manca", "di esterni che portino qualche variazione con squadre chiuse", etc...
La cosa paradossale è appunto questa: che una gruppo (squadra e allenatore), dopo aver vinto tutto (ed aver coperto magagne e lacune già presenti), abbia palesato in modo chiaro i propri limiti chiedendo alla dirigenza un certo tipo aiuto; aiuto che non arrivato (o non del tutto via...). Nessuno lo dirà mai perchè ovviamente non può un calciatore dire "sono 3 anni che avremmo bisogno di questo, questo e questo ma dall'alto sembrano non capire..." ma l'impressione che ho è questa.
I giocatori e lo stesso tecnico sul finire della passata stagione avevano parlato in modo abbastanza chiaro..
Detto questo però io ci andrei piano prima di parlare di spaccatura tra lo spogliatoio e la società. Potrebbe anche essere non lo nego e questi ultimi risultati non aiutano ad essere ottimisti, ma la verità per me è che sheva e Dinho sono in condizioni approssimative ( e questo lo si sapeva e lo si poteva mettere in preventivo..) quello invece che non si poteva prevedere sono gli infortuni di Kakà, Borriello e Inzaghi e la crisi di Pato, oltre alla condizione precaria di tutti gli altri nazionali ( vorrei far notare che tutte le grandi d'Europa stanno facendo fatica, non solo in Italia, soprattutto quelle squadre che hanno iniziato la preparazione tardi e non hanno avuto preliminari da giocare in agosto..)
Ora per tre settimane avranno modo di "conoscersi meglio" a milanello, provare tutto quello che non si è pututo fare in luglio e in agosto e solo allora avremo un quadro chiaro di che stagione ci aspetterà..
La situazione non è semplice, ma che farli giocare tutti insieme sarebbe stato difficile, lo si sapeva già dall'inizio..
Certo, nessuno si aspettava di perdere le prime due di campionato..
Io resto comunque fiducioso in quanto il campionato è lungo e quest'anno è ancora più competitivo, imo non credo ci saranno squadre in fuga che creeranno il vuoto dietro di loro..
Last edited by Fantaman on 15/09/2008, 15:50, edited 1 time in total.


- Paul Revere
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Re: Il topic del Milan
il Milan ha tanto tempo per recuperare e in una prospettiva a medio lungo termine, nei mesi clou del campionato quelli primaverili le squadre con la Champions avran bisogno di dosare le energie piscofisiche e questo è per voi un indubbio vantaggio che ora appare remoto ma che va tenuto in considerazione.
Il campionato quest'anno è ampiamente livellato, le squadre materasso non esistono più..le squadsre medie han tutte fatto un salto di qualità notevole, e ora andare a giocare col Genoa, la Samp, l'Udinese e la Lazio è davvero durissima. Quest'ultima poi secondo me durerà fino a fine stagione visto che è senza coppe.
Quindi godiamoci sto campionato che si preannuncia davvero emozionante e non fate drammi dopo due sole partite.E ve lo dice un interista
Il campionato quest'anno è ampiamente livellato, le squadre materasso non esistono più..le squadsre medie han tutte fatto un salto di qualità notevole, e ora andare a giocare col Genoa, la Samp, l'Udinese e la Lazio è davvero durissima. Quest'ultima poi secondo me durerà fino a fine stagione visto che è senza coppe.
Quindi godiamoci sto campionato che si preannuncia davvero emozionante e non fate drammi dopo due sole partite.E ve lo dice un interista
Cercasi chi ha dato il k+ :D
- BigBen Wallace
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Re: Il topic del Milan
Milan, summit in sede Ancelotti-Galliani
Dopo la seconda sconfitta di fila in campionato, si stanno incontrando per un faccia a faccia l'allenatore del Milan Carlo Ancelotti e l'amministratore delegato Adriano Galliani.
Ancelotti, concluso l'allenamento del mattino a Milanello, è arrivato nella sede del club in via Turati attorno alle 15.
cosa ne uscirà?
Dopo la seconda sconfitta di fila in campionato, si stanno incontrando per un faccia a faccia l'allenatore del Milan Carlo Ancelotti e l'amministratore delegato Adriano Galliani.
Ancelotti, concluso l'allenamento del mattino a Milanello, è arrivato nella sede del club in via Turati attorno alle 15.
cosa ne uscirà?
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Reverend_Goldberg
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Re: Il topic del Milan
Questo:BigBen Wallace wrote: Milan, summit in sede Ancelotti-Galliani
Dopo la seconda sconfitta di fila in campionato, si stanno incontrando per un faccia a faccia l'allenatore del Milan Carlo Ancelotti e l'amministratore delegato Adriano Galliani.
Ancelotti, concluso l'allenamento del mattino a Milanello, è arrivato nella sede del club in via Turati attorno alle 15.
cosa ne uscirà?
Ancelotti: "C'è la soluzione"
Dopo la seconda sconfitta consecutiva in campionato, rimediata ieri contro il Genoa, l'allenatore è arrivato in via Turati dove ha avuto un colloquio di due ore e mezzo con i vertici: "Era una riunione per trovare la soluzione tecnica più adatta"
MILANO, 15 settembre 2008 - "Abbiamo fatto una riunione per trovare la soluzione tecnica più adatta". L'avete trovata? "Sì". Queste le frasi sibilline di Carlo Ancelotti, che concluso l'allenamento del mattino a Milanello, è arrivato nella sede del Milan in via Turati attorno alle 15 e si è poi allontanato senza spiegare ulteriormente la dichiarazione. Al faccia a faccia, che è durato circa due ore e mezzo, hanno partecipato l'a.d. Adriano Galliani, l'allenatore del Milan Carlo Ancelotti, il d.s. e del settore giovanile Ariedo Braida, il responsabile dell'area medica Jean Pierre Meersseman e il responsabile dei preparatori Daniele Tognaccini.

- doc G
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Re: Il topic del Milan
Il Milan sicuramente quando entrerà in forma giocherà meglio e vincerà di più, se la crisi non lascerà scorie psicologiche, il problema è che continua a sembrare una squadra che ha bisogno di essere al massimo per procedere con un buon passo. Se non si ovvierà a questo il quarto posto è il massimo obiettivo.
Per via dell'età media e degli acciacci di molti la difesa non è impenetrabile, quando gli avversari si chiudono c'è poco gioco sulle fasce e, in ogni caso, i cross servirebbero a poco.
Si sperava che a velocità ridotte l'abilità tecnica dei nuovi arrivi permettesse almeno un buon dialogo nello stretto, che per ora però non c'è.
Per via dell'età media e degli acciacci di molti la difesa non è impenetrabile, quando gli avversari si chiudono c'è poco gioco sulle fasce e, in ogni caso, i cross servirebbero a poco.
Si sperava che a velocità ridotte l'abilità tecnica dei nuovi arrivi permettesse almeno un buon dialogo nello stretto, che per ora però non c'è.
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Toni Monroe
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Re: Il topic del Milan
Tornerei a dirlo anche se dovessimo infilare una serie di vittorie consecutive: Ci vuole un cambio in panca. Non è che Ancelotti abbia delle gravissime colpe, o quantomeno non soltanto lui, ma credo che la squadra, nei suoi uomini migliori non abbia un buon rapporto col tecnico. E forse nemmeno la società. Strane anche tutte le voci uscite prima dell'inizio di questo campionato, sull'interessamento del Chelsea nei confronti di Ancelotti.. Il mio timore è che siamo di fronte ad una situazione limite: La società, il presidente, tutto sommato potrebbero non sentirsela di cacciare Ancelotti. Per riconoscenza, per buon gusto, per opportunismo, non so per cosa. Ma credo che sotto sotto sperino che sia lui a dimettersi. Poi magari non c'è in giro un profeta a cui affidare la squadra, e il cambio in corsa non porta mai bene, certo. Ma io dico che se ci fosse davvero l'intenzione di cambiare a fine stagione, allora tanto vale farlo subito. Lo spettro dell'ultimo Milan di Capello mi pare troppo presente. oppure che gli rinnovino il contratto per 5 anni. Così da dare un messaggio forte ai giocatori. Per difendere un allenatore ci vogliono i fatti, non solo le dichiarazioni.. Ma alla fine io vorrei comunque un cambio. Altri stimoli. Per lui e per la squadra. L'allenatore in italia passati tre anni è come il pesce: ad un certo punto inizia a puzzare.. :gazza:
"Orgoglioso di non essere uno di loro." Paolo Maldini
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BruceSmith
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Re: Il topic del Milan
Terapia d'urto
Fuori i nuovi, il Milan in cerca di concretezza. Ronaldinho e Sheva prime vittime della svolta
MILANO - Da Yokohama a Genova. Dal tetto del mondo all'ultimo posto della serie A. In nove mesi il Milan è rovinosamente franato da una dimensione planetaria ad uno scompartimento di terza classe del campionato.
Soltanto il logo dorato della Fifa sulle maglie serve a non annacquare la memoria e a ricordare che in fondo «i campioni siamo ancora noi». In realtà c'è poco da stupirsi: che quella rossonera, costruita più con un occhio agli effetti mediatici che alle esigenze reali dell'allenatore, fosse soprattutto una squadra virtuale non era difficile da comprendere.
E ora che il rosario di sette sconfitte lo ha impietosamente confermato, pure chi si era fatto abbagliare dallo scintillio di tre Palloni d'oro si sta convincendo che forse, è proprio il caso di dirlo, non è tutto oro quello che riluce. Da quando ha ripreso a lavorare (e fanno due mesi oggi), il Milan ha (stra)vinto soltanto l'amichevole di lusso con la Juve «ma questo risultato alla fine si è rivelato soprattutto dannoso» deve ammettere a denti stretti uno dei senatori rossoneri. Nella sua estate in caduta libera la squadra di Ancelotti ha incassato 17 gol, segnandone soltanto 5. Ronaldinho, il Ronaldinho che si è presentato a Marassi, «va a due allora » (fonte interna allo spogliatoio di Milanello): ha fatto vincere ai rossoneri lo scudetto degli abbonamenti e forse quello delle maglie vendute, però non ha portato punti. Oggi, con gli altri reduci dalle varie nazionali, verrà sottoposto ad una serie di test per valutarne lo stato fisico-atletico ed è possibile che lui, come del resto Pirlo, Zambrotta e Shevchenko, venga messo in quarantena per consentirgli di fare il pieno di benzina attraverso un piano di lavoro personalizzato. È dunque probabile che i quattro (certamente tra i milanisti più affaticati) possano essere esentati dai prossimi impegni ufficiali pre-derby (Zurigo, Lazio e Reggina) oppure da alcuni di essi. È questo il risultato di un lungo summit tenutosi ieri nella sede rossonera di via Turati cui hanno presenziato la troika dirigenziale composta da Adriano Galliani, Ariedo Braida e Leonardo e i responsabili delle strutture tecnica (Ancelotti), atletica (Daniele Tognaccini) e medica (Jean Pierre Meersseman).
È evidente lo sforzo societario di andare alle radici di questa crisi che non ha precedenti nell'epopea berlusconiana, un malessere sottile perché non offre punti di riferimento ma soltanto indizi: oltre ad essere stato assemblato senza un disegno preciso, il Milan 2008-2009 soffre evidenti picchi di usura, prova lampante del tempo che scorre, e verosimilmente lamenta pure un appiattimento degli stimoli. «In questo momento la squadra ha problemi tattici e problemi atletici — conviene Galliani —. Visivamente dà l'idea di correre troppo poco e noi dobbiamo riuscire a capire perché». Il plenipotenziario di Berlusconi — che domenica per convincere i suoi pretoriani dell'inamovibilità di Ancelotti aveva esclamato un significativo «non sono come Zamparini» — ha poi voluto soffocare sul nascere le indiscrezioni circa presunte divisioni interne sul futuro del tecnico («Se c'è un posto dove non ci sono né spifferi né partiti, questo è il Milan») la cui posizione, paradossalmente, appare più forte dopo la sconfitta di Genova che dopo lo scivolone amichevole di Lugano. Decisivo in questo senso è stato l'intervento di Silvio Berlusconi che ha rasserenato il suo allenatore rilanciandone le quotazioni. A puntellare la panchina di Carletto nostro ha certamente pesato l'impossibilità di reperire un (eventuale) sostituto in grado di abbracciare un progetto ad ampio respiro e, soprattutto, disponibile ad avallare, come è costantemente avvenuto nelle ultime sette stagioni, tutte le scelte societarie. In questo senso resta insuperabile la pubblica ammissione ancelottiana di domenica («Ronaldinho? L'ho voluto io»), una frase degna del Pinocchio d'oro. Tutti infatti sanno come l'ex Pallone d'oro sia stato fortemente imposto dal patron rossonero in persona. È anche questa sorta di «complicità» reciproca a rendere ferreo (almeno per il momento) l'asse tra Berlusconi e Ancelotti. Ieri, introducendo la settimana di lavoro dopo il brutto passo falso di Marassi, il tecnico milanista ha arringato i suoi giocatori con toni soft: «Il più grave errore che potremmo commettere sarebbe quello di cercare un colpevole o dei colpevoli. Stiamo invece uniti e pensiamo soltanto ad allenarci bene».
Si ricomincia dunque dalla squadra di Genova, però quella del secondo tempo. Galliani (non soltanto lui in verità) l'ha vista «molto migliore rispetto a quella del primo tempo: è da lì che dobbiamo ripartire». Per la cronaca il Milan del primo tempo era quello sognato da Berlusconi, con i Tre Tenori (Kaká, Ronaldinho e Sheva) schierati contemporaneamente. Nella ripresa Ronaldinho e Shevchenko sono stati sostituiti da Seedorf e Borriello e questa è certamente la squadra che piace ad Ancelotti. Se davvero si ripartirà da qui sarà una piccola-grande sconfessione di una campagna acquisti soprattutto mediatica. Impareggiabile per smerciare magliette, più problematica per raccattare punti in classifica.
Alberto Costa
http://www.corriere.it/sport/08_settemb ... aabc.shtml
Fuori i nuovi, il Milan in cerca di concretezza. Ronaldinho e Sheva prime vittime della svolta
MILANO - Da Yokohama a Genova. Dal tetto del mondo all'ultimo posto della serie A. In nove mesi il Milan è rovinosamente franato da una dimensione planetaria ad uno scompartimento di terza classe del campionato.
Soltanto il logo dorato della Fifa sulle maglie serve a non annacquare la memoria e a ricordare che in fondo «i campioni siamo ancora noi». In realtà c'è poco da stupirsi: che quella rossonera, costruita più con un occhio agli effetti mediatici che alle esigenze reali dell'allenatore, fosse soprattutto una squadra virtuale non era difficile da comprendere.
E ora che il rosario di sette sconfitte lo ha impietosamente confermato, pure chi si era fatto abbagliare dallo scintillio di tre Palloni d'oro si sta convincendo che forse, è proprio il caso di dirlo, non è tutto oro quello che riluce. Da quando ha ripreso a lavorare (e fanno due mesi oggi), il Milan ha (stra)vinto soltanto l'amichevole di lusso con la Juve «ma questo risultato alla fine si è rivelato soprattutto dannoso» deve ammettere a denti stretti uno dei senatori rossoneri. Nella sua estate in caduta libera la squadra di Ancelotti ha incassato 17 gol, segnandone soltanto 5. Ronaldinho, il Ronaldinho che si è presentato a Marassi, «va a due allora » (fonte interna allo spogliatoio di Milanello): ha fatto vincere ai rossoneri lo scudetto degli abbonamenti e forse quello delle maglie vendute, però non ha portato punti. Oggi, con gli altri reduci dalle varie nazionali, verrà sottoposto ad una serie di test per valutarne lo stato fisico-atletico ed è possibile che lui, come del resto Pirlo, Zambrotta e Shevchenko, venga messo in quarantena per consentirgli di fare il pieno di benzina attraverso un piano di lavoro personalizzato. È dunque probabile che i quattro (certamente tra i milanisti più affaticati) possano essere esentati dai prossimi impegni ufficiali pre-derby (Zurigo, Lazio e Reggina) oppure da alcuni di essi. È questo il risultato di un lungo summit tenutosi ieri nella sede rossonera di via Turati cui hanno presenziato la troika dirigenziale composta da Adriano Galliani, Ariedo Braida e Leonardo e i responsabili delle strutture tecnica (Ancelotti), atletica (Daniele Tognaccini) e medica (Jean Pierre Meersseman).
È evidente lo sforzo societario di andare alle radici di questa crisi che non ha precedenti nell'epopea berlusconiana, un malessere sottile perché non offre punti di riferimento ma soltanto indizi: oltre ad essere stato assemblato senza un disegno preciso, il Milan 2008-2009 soffre evidenti picchi di usura, prova lampante del tempo che scorre, e verosimilmente lamenta pure un appiattimento degli stimoli. «In questo momento la squadra ha problemi tattici e problemi atletici — conviene Galliani —. Visivamente dà l'idea di correre troppo poco e noi dobbiamo riuscire a capire perché». Il plenipotenziario di Berlusconi — che domenica per convincere i suoi pretoriani dell'inamovibilità di Ancelotti aveva esclamato un significativo «non sono come Zamparini» — ha poi voluto soffocare sul nascere le indiscrezioni circa presunte divisioni interne sul futuro del tecnico («Se c'è un posto dove non ci sono né spifferi né partiti, questo è il Milan») la cui posizione, paradossalmente, appare più forte dopo la sconfitta di Genova che dopo lo scivolone amichevole di Lugano. Decisivo in questo senso è stato l'intervento di Silvio Berlusconi che ha rasserenato il suo allenatore rilanciandone le quotazioni. A puntellare la panchina di Carletto nostro ha certamente pesato l'impossibilità di reperire un (eventuale) sostituto in grado di abbracciare un progetto ad ampio respiro e, soprattutto, disponibile ad avallare, come è costantemente avvenuto nelle ultime sette stagioni, tutte le scelte societarie. In questo senso resta insuperabile la pubblica ammissione ancelottiana di domenica («Ronaldinho? L'ho voluto io»), una frase degna del Pinocchio d'oro. Tutti infatti sanno come l'ex Pallone d'oro sia stato fortemente imposto dal patron rossonero in persona. È anche questa sorta di «complicità» reciproca a rendere ferreo (almeno per il momento) l'asse tra Berlusconi e Ancelotti. Ieri, introducendo la settimana di lavoro dopo il brutto passo falso di Marassi, il tecnico milanista ha arringato i suoi giocatori con toni soft: «Il più grave errore che potremmo commettere sarebbe quello di cercare un colpevole o dei colpevoli. Stiamo invece uniti e pensiamo soltanto ad allenarci bene».
Si ricomincia dunque dalla squadra di Genova, però quella del secondo tempo. Galliani (non soltanto lui in verità) l'ha vista «molto migliore rispetto a quella del primo tempo: è da lì che dobbiamo ripartire». Per la cronaca il Milan del primo tempo era quello sognato da Berlusconi, con i Tre Tenori (Kaká, Ronaldinho e Sheva) schierati contemporaneamente. Nella ripresa Ronaldinho e Shevchenko sono stati sostituiti da Seedorf e Borriello e questa è certamente la squadra che piace ad Ancelotti. Se davvero si ripartirà da qui sarà una piccola-grande sconfessione di una campagna acquisti soprattutto mediatica. Impareggiabile per smerciare magliette, più problematica per raccattare punti in classifica.
Alberto Costa
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lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.




