Spree wrote:Sì ma evitate scenari surreali, per favore. La maggioranza PD+PDL come risultato delle Urne è talmente insensata che non so dove la tiriate fuori, sinceramente.
Penso anche io. Al limite è possibile che si accordino dopo le elezioni in caso di ingovernabilità, ma che si alleino prima delle elezioni mi pare fantascienza.
Quali scenari?
Ad oggi è difficile avere certezze, perchè i partiti che sostengono Monti non vogliono elezioni anticipate (e manco Di Pietro, anche se strepita come un ossesso), quindi attendono ottobre, quando si entrerà nel semestre bianco di Napolitano e non si potrà andare ad elezioni anticipate, per esporsi.
Al momento il PD, che è il partito che uscirebbe meno male da elezioni che si tenessero oggi, è indeciso fra la foto di Vasto ed una alleanza di sinistra con IDV e SEL, ed una alleanza di moderati con Casini, in una riedizione del compromesso storico.
Casini porterebbe poco? Sarebbe però un messaggio forte ai moderati indecisi, quelli che oggi si asterrebbero, sul tipo di governo da mettere in piedi. Con Casini si andrebbe ad un Monti bis (non so con quale premier, non Monti, ma il concetto sarebbe quello), con la foto di Vasto si andrebbe verso una riedizione del secondo governo Prodi (quello del 2006, quello del 1996 era molto più simile al governo Monti).
Quale delle due strade sceglierà il PD ad oggi non saprei dire, ma il confronto è accesissimo, al momento i due uomini di punta sono Fassina ed il partito di Repubblica da una parte, Renzi e gli ex popolari dall'altra. Bersani prova a tenere tutti assieme in modo dalemiano, ma non sarà certo una impresa facile.
Dalle scelte del PD dipenderanno molte altre scelte.
PDL al momento uscirebbe con le ossa rotte da una consultazione, quei sondaggi mi sembrano anche generosi, per forza di cose devono uscire dall'impasse con qualcosa di nuovo o rassegnarsi a sparire. IL qualcosa di nuovo potrebbe essere o una riedizione del programma del 1994, la rivoluzione liberale, o una riedizione della Democrazia Cristiana. Le novità sarebbero riedizioni? Si, prima di tutto perchè la cosiddetta rivoluzione liberale è stata una presa per i fondelli degli elettori, non c'è stato nulla di liberale nei governi Berlusconi. La riedizione della Democrazia Cristiana sarebbe ovviamente una restaurazione, non so con quali prospettive, ma sarebbe comunque un cambio di rotta. Berlusconi dovrebbe farsi da parte, magari in cambio di una nomina a senatore a vita e garanzie economiche e giudiziarie, si andrebbe ad un nuovo accordo con UDC e FLI, senza però la lega, e si cercherebbe un candidato esterno, che potrebbe essere Passera, anche qui si tornerebbe ad una linea vicina a quella del governo Monti.
In caso di nuova proposta liberale Berlusconi non potrebbe essere il motore, ha una età e non è più credibile, ma il motore già c'è, Italia Futura di Montezemolo, che sarebbe il candidato premier con una serie di economisti liberali (per la gioia di Spree anche un paio di Noise From Amerika) e di intellettuali, sempre liberali.
In ogni caso servono modifiche fortissime ed il PDL così com'è non potrà immaginarsi altro che essere parte minoritaria di una coalizione. Non è detto che non falliscano tutte queste ipotesi, ad esempio Montezemolo non ha deciso se candidarsi o meno e l'utilità di un accordo col PDL è dubbia, Casini e Passera trattano anche col PD, fallisse tutto ciò il PDL sarebbe obbligato ad un accordo con la Lega per fare opposizione, ovviamente con numeri ridottissimi.
Gli occhiolini di Berlusconi a Grillo ed agli euroscettici servono ad avere visibilità, a non sparire del tutto, e la proposta di un semipresidenzialismo con doppio turno serve appunto a rendere convenienti per tutti grandi coalizioni, in cui i partiti piccoli conterebbero pochissimo, semmai conterebbero di più i singoli parlamentari, ed occorrerebbe tenere assieme tutti i voti moderati per pensare di aver successo. A mio parere la cosa (maggioritario a doppio turno di sicuro, ma anche il semipresidenzialismo) sarebbe ottima a prescindere dai motivi per cui la propone Berlusconi, chissà che ad ottobre non sia possibile un accordo in tal senso, ma mi pare onestamente difficile. Certo, fare proposte simili adesso, dopo che per 18 anni non si è voluto riformare pare una presa in giro, ma serviva evidentemente una motivazione forte per fare qualcosa e quella c'è solo oggi.
UDC Casini è il fan più sfegatato di Monti, assieme ai moderati PDL e PD, come Scaiola e Pisanu da una parte, Letta e Franceschini dall'altra. Però ad elezioni da solo prenderebbe poco, il terzo polo è già fallito, un accordo con Montezemolo non è facile, hanno idee differenti su molte cose, Casini dovrà cercare di sfruttare il credito acquisito in questi anni di opposizione sia a Prodi che a Berlusconi con degli accordi. Di voti suoi ne porterebbe pochi, ma sarebbe un biglietto da visita per i tanti moderati che oggi non voterebbero, una garanzia che si proseguirebbe nel solco di Monti. Basterà per permettere a Casini un buon accordo? DIpende da quanto saranno deboli gli interlocutori a destra e sinistra, più saranno deboli più un accordo sarà possibile.
Partiti di protesta.
M5S immagino che confermerà i buoni risultati delle amministrative, tenendo conto però che si è sempre presentato più come una forza interessata a problemi specifici sul territorio che a gestire problemi generali con una linea politica ben precisa, e questo qualche punto potrebbe costarlo. Non penso però andrà tanto sotto i risultati indicati da quel sondaggio. Quanto però conterà realmente dipende da molte cose. In primo luogo la legge elettorale. Se si resterà col proporzionale il 15% sarebbe tantissimo e potrebbe bastare per una qualche forma di condizionamento del governo che nascerà, si andasse sul maggioritario o si premiassero ancora di più le coalizioni diventerebbe quasi inutile, dato che Grillo non fa accordi. Con risultati simili nel 1994 Segni sparì totalmente dalla vita politica. Occorre poi vedere quanta forza avrà il governo che nascerà: qualsiasi sia l'orientamento, se il governo avrà una maggioranza solida (oggi il PD se azzeccasse la linea potrebbe anche avercela) la protesta servirebbe a poco, basta pensare a quanto serve la protesta della Lega oggi. C'è anche un altro discorso da fare: parte dei voti di protesta di Grillo potrebbero essere erosi da Vendola e Di Pietro, specialmente se si andasse verso la foto di Vasto, dato che votando per Di Pietro si potrebbe pensare di votare un partito che andrà al governo, votando Grillo no.
Però ripeto, si parla di quanto successo avrà e di quanto potrà condizionare la politica del nuovo governo, che abbia successo è quasi inevitabile. E se Grillo non perde voti e consensi dopo le cazzate spaventose che ha sparato in questi giorni, a partire dall'attentato di Brindisi (in cui è stato davvero uno sciacallo della peggior specie), terremoto, Iran, Bin Laden vuol dire che non perderà nulla anche se dovesse commettere altri errori, anche gravi.
Gli altri partiti di protesta sono SEL ed IDV, che avranno di sicuro un buon risultato, quanto grande dipende però da come si presenteranno alle elezioni, e Lega, che in una elezione amministrativa può anche andar decentemente, ma non vedo come possa pensare di avere un buon successo ad elezioni politiche.