Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
- doc G
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Comunque se io fossi un tifoso interista (Dio me ne scampi e liberi! :lol2: :lol2:) credo me ne starei zitto e buono quando si parla di questi argomenti, preda di un certo disagio.
Non penso sia giusto chiedergli di scendere in piazza vestiti di un saio, a piedi nudi, per usare un flagello sulla propria schiena.
Alla fine chi ha tenuto comportamenti poco corretti non sono certo i tifosi che postano sul forum.
Tutto sommato capisco anche chi tenta un minimo di difesa dicendo che l'illecito è stata una reazione ad un sistema, perchè è quello che si sono sentiti raccontare per oltre 10 anni, vero o meno che sia.
Credo pure io parlerei solo di ciò che avviene in campo e spererei che il tutto si risolva in un brutto sogno, come speravo io davvero nel 2006.
Non capisco chi fa il difensore ad oltranza di fronte all'evidenza, ma chi in questo momento si defila si.
Non penso sia giusto chiedergli di scendere in piazza vestiti di un saio, a piedi nudi, per usare un flagello sulla propria schiena.
Alla fine chi ha tenuto comportamenti poco corretti non sono certo i tifosi che postano sul forum.
Tutto sommato capisco anche chi tenta un minimo di difesa dicendo che l'illecito è stata una reazione ad un sistema, perchè è quello che si sono sentiti raccontare per oltre 10 anni, vero o meno che sia.
Credo pure io parlerei solo di ciò che avviene in campo e spererei che il tutto si risolva in un brutto sogno, come speravo io davvero nel 2006.
Non capisco chi fa il difensore ad oltranza di fronte all'evidenza, ma chi in questo momento si defila si.
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vikings11
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Tornando on topic è notizia di questi giorni che Moggi abbia querelato Gazzoni Frascara che lo ha sempre indicato come principale responsabile del fallimento del Bologna avendo, sempre secondo l'ex patron rossoblù, falsato il campionato provocando la retrocessione, tra le altre, della sua squadra...
Naturalmente, dopo la querela partita dai legali dell'ex AD bianconero, non si è fatta attendere la risposta, comica, di Gazzoni...Moggi querela Gazzoni Frascara
Secondo quanto riportato da Tuttosport, il principale imputato nel processo Calciopoli 2 in corso a Napoli avrebbe querelato Gazzoni Frascara. L'ex presidente del Bologna lo avrebbe infatti diffamato nel corso di alcune interviste televisive e radiofoniche, inerenti alla vicenda Calciopoli. La ruggine tra l'ex direttore generale juventino e l'ex numero uno rossoblu risalgono ormai a diversi anni fa, dai tempi dell'ultima retrocessione tra i cadetti del Bologna (primi anni 2000). Lo stesso Moggi, secondo i tifosi felsinei, è ritenuto colpevole di aver determinato "a tavolino" la discesa in B della loro squadra, favorendo invece la salvezza di Fiorentina e Lazio, poi punite con delle pesanti penalizzazioni.
Sempre su ju29ro oggi però compare questo articolo, che ancora una volta ribadisce come uno dei grandi accusatori di calciopoli abbia detto una serie di fregnacce inenarrabili, tanto che lo stesso curatore della parte civile, incalzato dagli avvocati della difesa, ha dovuto chiarire le cose e ammettere che ci furono operazioni sospette in cui Moggi e la Juve, tanto invisa e tanto odiata, non centrano nulla.Gazzoni Frascara: La querela di Moggi è un onore
Gazzoni Frascara l'ha presa bene, a quanto pare: per lui la querela di Moggi "Ah sì? Bene, è un onore per me - dice al 'Corriere di Bologna'. Non sono affatto sorpreso, penso che questa azione faccia parte della cortina di fumo che stanno alzando i suoi difensori in questi ultimi tempi. Fa parte della controffensiva legata alle nuove intercettazioni: sparano tutte le bordate che possono. Non ho idea a cosa possa riferirsi. Mi sembra strano perché io ho sempre detto che lui non aveva il Bologna nel mirino, ma che lui doveva solo controllare il calcio e far vincere la Juve. Nessuno gli ha imputato la retrocessione in B del Bologna, quella è stata una conseguenza di altro". E poi, secondo lui, la vera anima nera non era Moggi, bensì Giraudo: "E allora diciamo che io ho sempre sostenuto e lo sostengo ancora che Moggi era solo il braccio operativo di Giraudo: il vero stratega di tutta questa situazione era l’ad della Juve, non Moggi". Comunque, è ben lungi dal preoccuparsi: "Mah, anche Della Valle mi ha querelato e poi ha rimesso tutto. Farà così anche Moggi. Per me non c’è problema, l’ho rivisto anche in questi anni. A Porta a Porta, mi pare, mi disse: 'Oh, questo non è il mondo suo, lei è una persona per bene'. Insomma, non ho alcun problema ad incrociarlo di nuovo". Ma il Corriere di Bologna ha voluto sentire anche la replica di Luciano Moggi, cui vengono riferite le parole di Gazzoni Frascara, quelle relative alla 'mente' Giraudo: "Ah sì? Su certe radio non ha detto questo. - ribatte Moggi - Adesso dice così? Bene, gli faccia fare queste dichiarazioni, riporti quello che dice, meglio così".
juventinovero
Il fallimento del Bologna e il falso nesso Moggi
Nel maggio 2009 Gazzoni Frascara venne sentito come testimone al processo Calciopoli di Napoli.
La sua testimonianza fu un misto di sentito dire e pareri personali senza nessuna prova portata a suffragare le sue affermazioni. Ma qui vogliamo ricordare la sua battaglia contro il doping amministrativo. Rileggiamo uno stralcio di un' ANSA del 2 ottobre 2007:
“L'indagine romana prese le mosse da una denuncia dell'ex presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara secondo il quale alcuni club di serie A sarebbero ricorsi a trucchi di bilancio per aggiustare la propria situazione economica. Fu lo stesso Gazzoni Frascara a coniare il termine 'doping amministrativo'”.
E più volte, ed in più sedi, Gazzoni Frascara ha stigmatizzato il ricorso al doping amministrativo da parte di molte società di calcio.
Ed ancora di recente in un libro intitolato "La rete" scritto con l'aiuto del giornalista Ivan Zazzaroni, altro fustigatore dei costumi moggiani, ha ribadito la sua verità su Calciopoli e sul doping amministrativo. Riaffermando che la sua rovina, ed il fallimento di Vittoria 2000 è colpa di Calciopoli.
Capirete lo stupore di molti addetti ai lavori quando la società Vittoria 2000 srl, proprietaria del Bologna calcio il cui maggiore azionista era Gazzoni Frascara, è stata dichiarata fallita e il tribunale di Bologna ha ipotizzato l'accusa di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio per i suoi amministratori. Ma come, il fustigatore Gazzoni che incorre negli stessi problemi dei fustigati?
Ma cos'è realmente successo? A chiarire il tutto è utile riferire della deposizione, nel corso del processo Calciopoli a Napoli, del curatore fallimentare di Vittoria 2000 srl, Enea Cocchi.
La Vittoria 2000 srl, parte civile nel processo Calciopoli, è la società che aveva nel proprio portafoglio la quota totalitaria delle azioni del Bologna calcio. La società è stata dichiarata fallita il 30 marzo 2006 dal tribunale di Bologna.
A tale data non possedeva più alcuna azione del Bologna Football club, azioni cedute nel settembre 2005. La procedura fallimentare è iniziata successivamente alla retrocessione in serie B, dopo che in sede di approvazione del bilancio 2004/2005 si era dovuta svalutare la partecipazione nel Bologna calcio per una cifra pari a 36 milioni di euro. Cocchi ha chiarito, rispondendo al Presidente Casoria, che tale svalutazione è scaturita in seguito a valutazione dei vecchi amministratori (Gazzoni Frascara) senza nessuna perizia a supporto.
La tesi della parte civile appare chiara: c'è un nesso causa effetto tra retrocessione e fallimento. Cocchi però in sede di controesame da parte dell'avvocato Bonatti, difensore di Pairetto, ha affermato che lui non ha indagato nel merito delle partite sportive, quindi non è in grado di affermare se la retrocessione fosse corretta o meno, la sua era stata solo una analisi numerica, di valutazione di poste di bilancio. Cocchi rispondendo agli avvocati Picca, Prioreschi e Milella ha inoltre fornito le seguenti informazioni.
1. Il 28 aprile 2010 vi è stato il rinvio a giudizio per due vecchi amministratori (tra cui Gazzoni Frascara), per il presidente del collegio sindacale e per un consulente del Gazzoni Frascara. L'ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta e falso in bilancio.
2. Negli anni 2002-03 vi sono state almeno tre operazioni societarie molto sospette, ovvero:
- nel 2002 conferimento del 90% delle quote del Bologna calcio a società dello stesso gruppo della Vittoria 2000, con presunto gonfiamento del valore delle stesse generando delle plusvalenze fittizie a copertura delle perdite;
- nel 2003 cessione del marchio Bologna calcio sempre a società del gruppo, anche in questo caso con presunte sopravvalutazione e generazione di plusvalenze fittizie per coprire le perdite;
- a fine 2003 copertura delle perdite con versamenti ritenuti fittizi.
Apprendiamo infine che, sempre secondo quanto riferito dal Curatore fallimentare, in quegli anni il Bologna non avrebbe avuto i requisiti per iscriversi al campionato. Quando nel 2004 Gazzoni Frascara bollava molte società di calcio come “illegali”, essendosi iscritte ai campionati di calcio in forza di artifici contabili, egli stesso, secondo la ricostruzione in questione, si sarebbe macchiato degli stessi reati. Anzi forse peggio, visto che proprio il 28 aprile scorso il tribunale di Bologna ha rinviato a giudizio Gazzoni Frascara ed altri con l'accusa di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio.
Ricordiamo che Gazzoni Frascara è stato un acerrimo accusatore di Luciano Moggi e della cupola. Ha sostenuto che il fallimento del suo Bologna è stato dovuto alle operazioni illecite messe in atto ai danni del Bologna stesso, e che lo hanno fatto retrocedere in serie B.
La deposizione del dott. Cocchi riporta una versione dei fatti che lo smentirebbe clamorosamente; il fallimento di Vittoria 2000 srl sarebbe stato il frutto di precedenti operazioni su cui si pronuncerà il tribunale di Bologna. E in tale fallimento il mostro Moggi non ha nessun merito.
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vikings11
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Intanto altro passo importante del processo di Martedì 1 Giugno che, logicamente, non è stato ripreso da nessun organo di stampa. Protagonista uno dei notai che seguivano i sorteggi, che, nessuno lo dice, hanno imposto la loro presenza a Napoli nonostante non fossero mai, e dico mai, stati interrogati o chiamati come teste dell'accusa nel processo.
Sorteggio regolare. E la Gazzetta tace
I titoli dei giornali sono potentissime armi di convincimento di massa. I giornalisti ed i direttori dei giornali sanno molto bene che una gran parte di lettori resta influenzata dai titoli, al di là dei contenuti dell'articolo. Ancora più potente è l'effetto dei titoli delle prime pagine, perché chi si ferma davanti ad un'edicola per acquistare un giornale finisce per notare anche il titolone dei giornali che non acquista, e nella sua mente resta, come informazione, un titolo forte. Alla Gazzetta queste cose le sanno bene. Anche chi non ha acquistato la Gazzetta del 7 novembre 2009, ma si è solo fermato davanti ad un'edicola, non poteva non notare in prima pagina, proprio sotto il logo, il titolo "Ecco come truccavamo i sorteggi degli arbitri", e di spalla un editoriale di Palombo dal titolo "Pallina al centro".
In quante teste si è impressa l'informazione che il sorteggio arbitrale fosse truccato? In tantissime. Così come molti avranno pensato che quella frase precisa, racchiusa tra virgolette, sia stata detta da Manfredi Martino nell'udienza del processo Calciopoli del giorno prima. Non è vero, e chi scrive si è stancato di vincere scommesse "pizza e birra" con chi pende dai titoli rosa, e poi non ritrova quella frase ascoltando su RadioRadicale la deposizione di Manfredi Martino. Intanto il messaggio della Gazzetta è passato e alimenta il sentimento popolare.
Eppure, usando una frase cara ai colpevolisti, "C'è già una sentenza". Quando tutti hanno scritto questa autentica bufala del sorteggio truccato non hanno tenuto conto che la Corte dAppello del Tribunale di Roma nel 2007, e non il tribunale del Bar dello Sport, ha emesso una sentenza nella quale afferma che sostenere che il sorteggio fosse truccato offende la reputazione e lonorabilità di Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. Alla Corte d'Appello si era rivolto il giornalista Gianfranco Teotino, querelato dagli allora designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. Teotino è stato condannato al pagamento di mille euro di multa più le spese processuali. I designatori si sentirono diffamati da due articoli apparsi sul settimanale Rigore e sul quotidiano La Stampa, nei quali Teotino sollevava dubbi sulla designazione dellarbitro Borriello per Roma-Juve, sostenendo che il sorteggio arbitrale non era regolare. Due sentenze hanno smentito Teotino dando ragione, in primo grado, e poi anche in appello, a Bergamo e Pairetto. Il sorteggio arbitrale non era truccato, la doppia sentenza la conosce Teotino come dovrebbero conoscerla i suoi colleghi ma, tranne La Nazione del 29 settembre 2007, e i siti e blog sul web, non ne ha parlato nessun giornale. Neppure la Gazzetta, neppure un titolino in una pagina interna. Però sul colpo di tosse di Bergamo, durante un solo sorteggio, ha costruito il titolone citato prima.
Il primo giugno a Napoli, nel corso dell'udienza, ha deposto il notaio Ioli, che certificava il sorteggio arbitrale, ma i lettori della Gazzetta del giorno dopo non sanno nulla di quanto ha dichiarato il notaio, mai interrogato da Auricchio ed i suoi "magnifici" collaboratori. Apprendiamo dai nostri lettori che neppure all'interno del quotidiano piccolo e rosa v'è ombra della notizia e, solo dopo una laboriosa ricerca, sul sito online è possibile trovare un resoconto di Valerio Piccioni di 12 righe e mezza sull'udienza, dove si liquida la deposizione del notaio in quattro righe e senza evidenziare la notizia nel titolo.
Cosa ha detto il notaio Ioli? Ecco una sintesi: "I verbali da me redatti sono agli atti, quando la pallina, e sarà capitato qualche volta nelle centinaia di estrazioni si apriva, provvedevo a farla richiudere: non era possibile leggere il foglietto allinterno perché ripiegato in quattro: il nome di arbitro, o partita, non si poteva leggere. Io non ho mai avuto sospetti di irregolarità di quelle estrazioni che io certificavo: non avevo bisogno di refertare sulla qualità delle palline, ero nel controllo della situazione. Mai avuto il sentore di anomalie nella procedura".
Un giornale dovrebbe informare i suoi lettori sulla verità dei fatti, e riportare tanto le dichiarazioni di Manfredi Martino quanto quelle del notaio. Un giornale equilibrato deve concedere alle due deposizioni pari dignità e spazio, e se ha fatto un titolo in prima pagina sulla deposizione di Martino Manfredi dovrebbe fare lo stesso per quella del notaio Ioli (questa la prima pagina della Gazzetta del 2 giugno). La Gazzetta non lo ha fatto e con la sua strategia dei titoli ha prodotto una mezza informazione, per nulla equilibrata: chi ha visto i titoli in edicola, e nelle rassegne stampa del 7 novembre, è ancora convinto che il sorteggio era truccato. Eppure di spazio in prima pagina ce n'era (poteva e doveva essere così).
Inoltre, Gazzetta, ma anche Repubblica o il Corriere dello Sport (che hanno snobbato l'ultima udienza), già dal 2006 potevano fare una telefonata ad un loro collega, Angelo Pesciaroli, che all'epoca partecipava ai sorteggi e curava una rubrica, ironia della sorte proprio sul Corriere dello Sport, nella quale indovinava spesso le griglie arbitrali. Insieme al notaio Ioli ha deposto anche Pesciaroli, che ha dichiarato: "Ho preso parte a quasi tutti i sorteggi avvenuti allAia e qualcuno avvenuto a Firenze: speravo, una volta almeno, di portare a casa lo scoop di un sorteggio truccato. E invece niente: non ce nerano motivi, la presenza del notaio lì vicino mi tranquillizzava. Non ho mai avuto sospetti, se avessi visto qualcosa di irregolare lavrei scritta sul Corriere dello Sport. Le griglie? Era statistica, qualche volta ci azzeccavo, altre no. Come mi attivavo per capire se cerano trucchi? Guardavo tutto con attenzione, ero lì. E pur avendo fatto anche lestrazione di anomalie, non ho registrato al tatto alcuna anomalia nelle palline. Quando si aprivano, venivano richiuse e rimescolate".
Il titolo "Il sorteggio non era truccato" tantissimi lettori non lo leggeranno mai, eppure è la verità emersa già nel 2007 dopo due sentenze e nell'ultima udienza a Napoli. Come non hanno ascoltato o letto dell'intercettazione in cui Bertini parla a Bergamo della visita pre-partita di Facchetti nello spogliatoio, che l'arbitro definisce "imbarazzante". Intercettazione segnalata a tutti i grandi mezzi di informazione e ripresa solo da Tuttosport, Beccantini e Libero. Chi fornisce ai lettori solo una parte dell'informazione nuoce gravemente alla verità.
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Mikele
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
per la cronaca questa è stata la prima pagina della Merdetta del 2 giugno

e questa è come doveva essere


e questa è come doveva essere




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Mikele
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Come volevasi dimostrare. D'altronde che prima o poi Tavaroli vuotasse il sacco c'era da aspettarselo. Mò Tronchetti è nella cacca
Limitandosi a quello che è in topic (che è solo una minima parte, peraltro)
Vien da chiedersi: in che senso la situazione era "complessa"? Come mai si preferiva "non esporre Facchetti"?È proprio vero che stavate aiutando l'Inter di Moratti contro Luciano Moggi?
"La pratica Ladroni, come la chiamavamo noi, riguarda le indagini sui rapporti tra la Juventus e gli arbitri. Volete sapere a quando risale? Al 2002... Succede che un arbitro bergamasco, ammiratore e amico di Giacinto Facchetti, anche lui bergamasco, un giorno scoppia e gli racconta i retroscena di quella che sarà Calciopoli. All'Inter vanno in fibrillazione, si spiegano alcune espulsioni, alcuni rigori assurdi e così Tronchetti consiglia a Moratti di chiamarmi".
Siete andati dalla magistratura?
"Era quello che volevo, ma la situazione è complessa e do a Moratti l'unico suggerimento possibile, e cioè portare Facchetti, come fonte confidenziale, dai carabinieri. Può parlare, resterà anonimo, l'indagine comincerà".
All'Inter che dicono?
"Tentennano, preferiscono non esporre Facchetti, forse hanno paura, io non posso intervenire più di tanto. Moratti mi dice che ha capito come stanno le cose e ne soffre, è preoccupatissimo, ma non vuole distruggere il calcio italiano. Allora che cosa possiamo fare? Si prepara un documento, che finisce sui tavoli dei sostituti procuratori Francesco Greco e Ilda Boccassini. E l'arbitro, convocato, va in procura, ma non è così facile come sembra... Fa scena muta. L'inchiesta Calciopoli non parte quindi da Milano, com'era possibile, ma partirà qualche anno dopo, a Napoli".
Ma come detto gli aspetti calcistici sono decisamente secondari, qui. Bell'intervista. Ogni tanto qualche giornalista che fa il suo mestiere c'è ancora.
L'uomo che ride nell'ombra (accipicchia)
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Bè Facchetti non andava esposto perchè comunque avere contatti con arbitri in attività non è permesso...Yuppidù wrote:
Vien da chiedersi: in che senso la situazione era "complessa"? Come mai si preferiva "non esporre Facchetti"?
Ma come detto gli aspetti calcistici sono decisamente secondari, qui. Bell'intervista. Ogni tanto qualche giornalista che fa il suo mestiere c'è ancora.
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vikings11
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Due nuove intercettazioni che non aggiungono nulla di eclatante al processo ma scalfiscono ulteriormente l'impianto accusatorio. Si parla infatti, tra designatore e due arbitri, di torti evidenti subiti dalla Juventus. Essendo una delle partite quel Reggina-Juventus divenuta famosa per la storia della chiave e dello stanzino, viene da chiedersi come gli inquirenti abbiano potuto ignorare questa telefonata dove Paparesta ammette di aver sbagliato contro la Juve. Ma come? Proprio lui che era un cupolaro accanito e possedeva una Sim Svizzera?
:sbadat:
:sbadat:
Fonte: Tuttosport
TRA le migliaia di intercettazioni ai raggi x della difesa di Luciano Moggiemergono altre due telefonate che minano il sistema accusatorio dei pm. La prima, tra Paparesta e Pairetto, ruota intorno a Reggina-Juventus, partita chiave per Calciopoli: l’arbitro dà la sua versione dei fatti e ammette di aver sbagliato sul gol annullato a Ibra (dando la colpa all’assistente Copelli). Nella seconda, invece, Rosetti e Pairetto, commentando il pareggio 2-2 tra Inter e Juventus, concordano sull’errore di Rodomonti, che non ha espulso ma soltanto ammonito Toldo per il fallo su Zalayeta. E Moratti si lamenta pure: ma se l’Inter fosse rimasta in dieci forse il corso della partita sarebbe stato diverso.
Paparesta-Pairetto
Paparesta: «Gigi, sono Gianluca, ti disturbo?».
Pairetto: «No, figurati, sto andando al campo... Stai parlando con...».
Pap.: «Ho parlato con Cardona. Il quale mi ha detto “basta che contatti Di Matteo e gli fai fare una smentita”. Mi sembra una follia...».
Pai.: «Non è così facile...».
Pap.: «Anche perché già contattare Di Matteo è impossibile. Ho chiamato la segreteria della Rai e ho detto che avevo bisogno del suo numero. Mi hanno risposto che non me lo potevano dare, allora ho lasciato il mio. Aoggi non mi ha richiamato... Evidentemente si sente in difetto perché... Ho avuto la registrazione, questo non ha detto “Paparesta mi ha detto del gol in fuorigioco o altro”. Ha detto “Questi sono gli episodi, gol annullato all’ultimo per fuorigioco, ho parlato anche con Paparesta...”. Non so quale reato ci possa essere...».
Pai.: «Che questo vada in televisione a riprendere un episodio vecchio...».
Pap.: «Io gliel’ho detto, credo che sia pure un po’ deleterio... Se riuscissi a parlare con Di Matteo, al limite gli farei scrivere due righe nel quale specificare che nel brevissimo incontro che abbiamo avuto non abbiamo mai parlato della gara ...».
Pai.: «Che questo vada lì a dire...».
Pap.: «Veramente si cade nel ridicolo. Si torna su una cosa ormai chiusa. Solo lui l’ha saputa e l’ha travisata...».
Pai.: «Fatti fare due righe....».
Pap.: «Se riuscirò a parlare. Oltre a questo... Credo che non ci sia assolutamente niente. Né penso che questo possa comportare una sospensione...».
Pai.: «Penso proprio di no...».
Pap.: «Altrimenti avrebbe dovuto mandare un telegramma...».
Pai.: « Fatti fare due righe e magari se può dirlo anche in trasmissione...»
Pap.: «Giusto per chiudere. E’ incredibile... Anche perché poi le responsabilità mie in questa vicenda... Il fallo di mano, ero dalla parte opposta, come facevo a vederlo».
Pai.: «Quello però era talmente evidente... ».
Pap.: «Io ero talmente dalla parte opposta, non ho avuto neppure la sensazione. Vado contro ogni logica a farmi dare del male... Anche se ci fosse stato il dubbio...».
Pai.: «Invece lì era di tale evidenza».
Pap.: «Purtroppo chi l’ha visto ha detto che aveva giudicato involontario. Non per scaricare, ma io che responsabilità ho. Poi il gol annullato in quella maniera... ».
Pai.: «In televisione si capiva che non ha mai alzato il fuorigioco».
Pap.: «Lì c’è stata una doppia possibilità... Sono andato una prima volta, m’ha detto “dovrebbe essere fuorigioco e fallo di mano”. Gli ho chiesto “sei sicuro?” Sono tornato dopo 20’’, “Gianluca sono sicuro, lo devi annullare”. A quel punto che fai, sono davvero mortificato... Proprio la sfortuna. Se c’è stato errore mio, è stato annullare il gol di Ibrahimovic, ma li ho visti tutti e due a terra... Mancava 40 minuti, erano in 10 contro 11, ma figuriamoci, hai voglia quante azioni. Oh, non sono più entrati....».
Rosetti-Pairetto
Rosetti: «Gigi, hai visto la partita domenica sera, è rosso quello?».
Pairetto: «E’ rosso netto, non si discute nemmeno. Io e Paolo abbiamo fatto una bella discussione su questo... Perché era giallo».
R.: «Ma cosa c’è da discutere?».
P.: «Io gli dicevo, “Paolo, è rosso...”. Mi ha chiamato ieri mattina per dirmi “l’ho rivisto, hai ragione tu”.
R.: «No, perché se no...».
P.: «Pensare che Moratti si è anche lamentato... E’ un rigore ridicolo».
R.: «Appunto, ma ridicolo sul serio. La cosa incredibile è che tutti i commenti dicevano che era giallo, che aveva fatto bene».
P.: «Questo è pazzesco, come non capiscono un c... di regolamento... Però ha arbitrato bene...».
R.: «Molto, molto...».
P.: «A prescindere dall’episodio che, a volte può non essere facile dal campo, l’emotività, hai già un rigore. Però questo va via... Quando va via così puoi solo dire rosso... Mai, mai nella vita. Però ha fatto una delle migliori partite della sua vita».
R.: «E’ vero, sono d’accordo».
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
L'anticipazione circolava già qualche giorno fa. Ora sembra ufficiale.
Tuttosport riporta la notizia del deferimento alla Disciplinare da parte del Procuratore federale Stefano Palazzi dei presidenti del Genoa e dell'Inter Preziosi e Moratti: deferite anche le società. Alla base del provvedimento, del 31 maggio scorso ci sono le dichiarazioni ufficiali di Preziosi sui mezzi d'informazione per la cessone di Milito e Thiago Motta. Secondo l'ipotesi accusatoria il presidente del Genoa era «inibito in via definitiva»: quindi non poteva trattare con altri dirigenti tesserati. Secondo il quotidiano sarebbe anche a rischio l'operazione di cessione dei due calciatori.
fonte: www.pianetagenoa1893.net
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Nulla di rilevante anche qua..

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Mikele
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Dal Processo di Napoli:
Stagnoli: Sono stato arbitro fino a 25 anni poi la carriera di assistente dal '99, promosso alla Can e dal '99 all'anno scorso sono stato assistente, per 10 anni, dal 2003 internazionale, dall'anno scorso faccio parte della commissione arbitri, rresponsabile asssistenti a e b
Avv. Bonatti: nel 2004 2005 era assistente?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Con riferimento a quell'anno Lei era mai stato avvicinato dai designatori per favorire o sfavorire qualcuno?
Stagnoli: No, mai.
Avv. Bonatti: Ha avuto conoscenza di pressioni indebite del genere su suoi colleghi?
Stagnoli: No, mai notato questo.
Avv. Bonatti: In tutta le gestione Bergamo-Pairetto?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Lei è sempre stato assistente sotto la loro gestione?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Lei era della sezione di Bologna?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Lei è stato sentito dagli investigatori della Figc?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Le erano stati segnalati comportamenti del sig. Moggi?
Stagnoli: Sì, ma io non avevo conoscnza del fatto, non sapevo di cosa si trattasse.
Avv. Bonatti: Aveva avuto contatti con Moggi?
Stagnoli: Solo quando mi capitava di arbitrare le sue squadre, i soliti rapporti di cordialità nel ricevere la terna arbitrale.
Avv. Bonatti: Che colloqui aveva con i designatori, di natura tecnica o equivoca, con indicazioni che percepiva come di natura non tecnica.
Stagnoli: Avvenivano solo in occasione dei raduni durante i quali venivano sviscerati gli avvenimenti del campionato dal punto di vista tecnico, insieme agli altri colleghi.
Avv. Bonatti: In queste occasioni Lei ebbe modo di notare se i due dessero maggiore enfasi ad errori che riguardavano particolari squadre?
Stagnoli: Ma no, si sviscerava di tutto e si commentava tutti insieme solo per migliorare le nostre prestazioni, sia positivamente che negativamente.
Avv. Bonatti: Lei ora ricopre una carica in questo organo. Oggi è cambiato qualcosa sotto il profilo del commento delle gare?
Stagnoli: Se si riferisce agli errori, è come prima, ma anche prima si vedevano, si commenta per fare che non succeda più; e anche
le cose positive, quelle fatte bene. Non ho visto nessuna differenza.
Avv. Bonatti: Nell'attuale gestione di Collina si respira un clima paragonabile a quello di prima?
Stagnoli: Le modalità degli incontri sono le stesse, gli arbitri si vedono 23 volte all'anno mentre gli assistenti una volta al mese, magari è aumentata le tecnologia, ma il sistema dell'istruzione tecnica non è variato.
Avv. Bonatti: Nel 2004 2005 ricorda Reggina-Cagliari o Juve-Lazio, Lei era assistente?
Stagnoli: Sì, ma era Lazi-Juve.
Avv. Bonatti: Chi erano gli arbitri?
Stagnoli: Reggina-Cagliari De Santis e Lazio-Juve non ricordo.
Avv. Bonatti: Trefoloni?
Stagnoli: Non ricordo.
Avv. Bonatti: Se le ricorda perché caratterizzate da arbitraggi che le erano sembrati strani, che destavano sospetti?
Stagnoli: No, non ho notato niente di particolare.
Avv. Bonatti: Nessun'altra domanda.
Stagnoli: Sono stato arbitro fino a 25 anni poi la carriera di assistente dal '99, promosso alla Can e dal '99 all'anno scorso sono stato assistente, per 10 anni, dal 2003 internazionale, dall'anno scorso faccio parte della commissione arbitri, rresponsabile asssistenti a e b
Avv. Bonatti: nel 2004 2005 era assistente?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Con riferimento a quell'anno Lei era mai stato avvicinato dai designatori per favorire o sfavorire qualcuno?
Stagnoli: No, mai.
Avv. Bonatti: Ha avuto conoscenza di pressioni indebite del genere su suoi colleghi?
Stagnoli: No, mai notato questo.
Avv. Bonatti: In tutta le gestione Bergamo-Pairetto?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Lei è sempre stato assistente sotto la loro gestione?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Lei era della sezione di Bologna?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Lei è stato sentito dagli investigatori della Figc?
Stagnoli: Sì.
Avv. Bonatti: Le erano stati segnalati comportamenti del sig. Moggi?
Stagnoli: Sì, ma io non avevo conoscnza del fatto, non sapevo di cosa si trattasse.
Avv. Bonatti: Aveva avuto contatti con Moggi?
Stagnoli: Solo quando mi capitava di arbitrare le sue squadre, i soliti rapporti di cordialità nel ricevere la terna arbitrale.
Avv. Bonatti: Che colloqui aveva con i designatori, di natura tecnica o equivoca, con indicazioni che percepiva come di natura non tecnica.
Stagnoli: Avvenivano solo in occasione dei raduni durante i quali venivano sviscerati gli avvenimenti del campionato dal punto di vista tecnico, insieme agli altri colleghi.
Avv. Bonatti: In queste occasioni Lei ebbe modo di notare se i due dessero maggiore enfasi ad errori che riguardavano particolari squadre?
Stagnoli: Ma no, si sviscerava di tutto e si commentava tutti insieme solo per migliorare le nostre prestazioni, sia positivamente che negativamente.
Avv. Bonatti: Lei ora ricopre una carica in questo organo. Oggi è cambiato qualcosa sotto il profilo del commento delle gare?
Stagnoli: Se si riferisce agli errori, è come prima, ma anche prima si vedevano, si commenta per fare che non succeda più; e anche
le cose positive, quelle fatte bene. Non ho visto nessuna differenza.
Avv. Bonatti: Nell'attuale gestione di Collina si respira un clima paragonabile a quello di prima?
Stagnoli: Le modalità degli incontri sono le stesse, gli arbitri si vedono 23 volte all'anno mentre gli assistenti una volta al mese, magari è aumentata le tecnologia, ma il sistema dell'istruzione tecnica non è variato.
Avv. Bonatti: Nel 2004 2005 ricorda Reggina-Cagliari o Juve-Lazio, Lei era assistente?
Stagnoli: Sì, ma era Lazi-Juve.
Avv. Bonatti: Chi erano gli arbitri?
Stagnoli: Reggina-Cagliari De Santis e Lazio-Juve non ricordo.
Avv. Bonatti: Trefoloni?
Stagnoli: Non ricordo.
Avv. Bonatti: Se le ricorda perché caratterizzate da arbitraggi che le erano sembrati strani, che destavano sospetti?
Stagnoli: No, non ho notato niente di particolare.
Avv. Bonatti: Nessun'altra domanda.



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vikings11
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Oggi a Napoli si è scoperto che Stagnoli rischia un accusa per falsa testimonianza solo perchè l'irreprensibile Narducci considera i suoi "infatti, infatti" di una telefonata intercettata con Meani come un'ammissione dell'esistenza della Cupola. Credo che anche la vergogna ad un certo punto debba avere un limite, ma evidentemente questo limite nel PM napoletano non esiste. Dopo la mancanza di buongusto nel farsi vedere a Roma con Moratti si scandalizza pure perchè uno dei primi test della difesa risponde "non ricordo" ad una richiesta su una precisa partita tra le 168 disputate in serie A; caro Narducci, sapesse noi quante vote ci siamo scandalizzati per i miliardi di "non ricordo" detti da Auricchio & Co.
Senza ritegno...
Intanto entrata in tackle dell'associazione Giùlemanidallajuventus...
Senza ritegno...
Intanto entrata in tackle dell'associazione Giùlemanidallajuventus...
L’associazione “GiùlemanidallaJuve” sollecita Figc, Coni e organi di giustizia
ROMA, 8 giugno - Un atto di diffida ad agire a Palazzi su Calciopoli2, come dire muovetevi e fateci sapere in modo trasparente come e perché. Muovetevi e fateci capire se e perché si dovrà arrivare a una declaratoria di prescrizione per le telefonate imbarazzanti che emergono in queste settimane su Calciopoli 2, perché si possa individuare a chi chiedere una montagna di soldi di danni in caso di “nulla di fatto”, dopo il tanto fatto contro la Juve nel 2006. C’è questo e di più nell’atto fatto recapitare proprio ieri alla Figc ( Abete), al presidente della commissione di Garanzia Figc, De Lise, al presidente della Corte di giustizia, Coraggio, a Stefano Palazzi, al presidente Coni, Petrucci, a Fifa, Uefa e anche ad Andrea Agnelli dall’associazione Giulemanidallajuve sotto forma di vera e propria class action.
TROPPO FERMI - I soci della combattiva associazione di tifosi e azionisti bianconeri ha scritto per sollecitare Stefano Palazzi ad agire, appunto: l’indagine per Calciopoli2 è aperta da troppe settimane a nessun atto concreto è stato fatto. Raccolti gli articoli di stampa, in un primo momento, scelti gli investigatori del pool, inviate le lettere per acquisire le quasi 300 telefonate inserite nel fascicolo processuale, predisposta la stanza delle audizioni a via Po 42, con tanto di guardia giurata a tutela dei faldoni, la Procura si sta così come le foglie d’autunno?
AUTONOMI O NO? - Sorprende, non solo Glmdj (come chiameremo d’ora in avanti Giulemanidallajuve), che proprio la Figc che ha sempre proclamato la “differenza” di piste che la giustizia sportiva doveva battere rispetto a quella penale, non abbia ancora provveduto a investigare in proprio sulle 171 mila telefonate: si acquistino (35 mila euro) i diritti per gli audio, si ascoltino e ci si formi un’idea completa e autonoma dell’istituzione sportiva. Visto che nel 2006 le sentenze sono arrivate su parziali ricostruzioni, brogliacci e relazioni dell’accusa. Insomma: agire subito per dimostrarsi davvero indipendenti. Perché, in fondo, la selezione delle telefonate fatta da Moggi e dai pm rischia di essere parzialissima. «Dal marzo 2008 la Figc era nella facoltà di autonoma acquisizione di tutto il materiale probatorio necessario a determinare penalità per altri club o minori sanzioni per la Juventus», scrivono. Glmdj prende cappello, carta e penna per molti motivi: la diffida arriva sotto forma di esposto che - probabilmente - non potrà produrre grandi effetti dal punto di vista della giustizia sportiva (caranza di legittimazione all’azione) ma da questo punto di vista il fascicolo Calciopli2 è aperto e c’è anche l’esposto della Juventus, voluto da Andrea Agnelli, perché si faccia giustizia alla stessa velocità del 2006. Evidenziate a sufficienza le conseguenze sul titolo Juventus delle vicende del processo del 2006, ma anche tutto quanto è stato lo scoperchiamento degli ultimi mesi: le parole di Sandulli (allegato 1) («evidenziammo cattive abitudini, mica illeciti»), ma anche le incertezze e le verità sconvolgenti sulle modalità dell’inchiesta del colonnello Auricchio al processo di Napoli (allegato 2), poi le inesattezze e gli errori materiali della sentenza Giraudo. Ma c’è anche («sfugge alla comprensione») il motivo per cui siano stati ignorati l’interrogatorio all’Ufficio Indagini di Bergamo (qui anticipato ad aprile) in cui chiamava in causa « Sacchi, Facchetti, Meani, Capello e altri dirigenti ». «Esisteva un diffuso sistema di contatti», scrive Giuseppe Belviso, firmatario dell’esposto- class action che fa capire come non fosse «esclusiva dei dirigenti della Juve» e quindi «decade il presupposto dell’unicità di rapporti» vantato dall’accusa di Calciopoli. Un accenno alla vicenda MilitoMotta di cui parliamo a lato. Poi ancora «perché tanto attendismo per le ormai palesi violazioni del codice di taluni club, uno dei quali (l’Inter, ndr) veniva premiato per principi di etica».
COSTA CARA - «L’eventuale prescrizione - scrive Glmdj produrrà l’automatica costituzione in giudizio da parte della nostra associazione per il sofferente danno. Allo stesso modo si riterrà la Figc responsabile dei danni». Belviso e la sua associazione chiede la revocazione del titolo 2006, la rassegnazione alla Juve dei titoli 2005 e 2006, chiedendo in modo perentorio a Palazzi di verificare le posizioni degli altri club e dare notizia dello stato del procedimento. Concludendo con la citazione dell’articolo 328 del codice penale, quello relativo agli atti d’omissione degli incaricati di pubblico servizio. Allegando audio delle intercettazioni, articoli di stampa urlano a Palazzi di muoversi. Potranno respingere questo esposto per difetto di legittimazione ( Glmdj non è associato Figc), non potranno non tenerne conto.
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vikings11
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Qualcosa di rilevante c'è, ovvero che Palazzi ci ha messo quasi un anno per arrivare al deferimento, guarda caso ufficializzato proprio giusto dopo la fine delle varie competizioni, sia italiane che estere, dove era impegnata la seconda squadra di Milano.Mr. Clutch wrote: Nulla di rilevante anche qua..
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Notare i passi grassettati dell'articolo di Tuttosport.
....ma guarda un poì, prima gli fanno fare il triplete, e poi si accorgono che c'erano due trasferimenti nulli. Eppure per squalificare Secco ci avevano messo solo 15 giorni.Deferimenti in arrivo: il prossimo 17 giugno vanno a giudizio i Menarini e il ds dell’Arezzo, Ceravolo, per i rapporti conviviali intrattenuti con lo squalificato Moggi
ROMA, 8 gigno - Il prossimo 17 giugno vanno a giudizio i Menarini e il ds dell’Arezzo, Ceravolo, per i rapporti conviviali intrattenuti con lo squalificato (ma anche ormai esterno all’ordinamento) Luciano Moggi. E allora per una sorta di par condicio (anche se molto meno rapida) Palazzi ha deferito in queste ore con l’invio della chiamata in udienza (metà luglio la Disciplinare?) di Massimo Moratti ed Enrico Preziosi, con Inter e Genoa per responsabilità diretta, per la famigerata vicenda della cessione di Motta e Milito (ma anche di pezzi di Bonucci, Acquafresca, Viviano) il 21 maggio del 2009. Par condicio perché è vietato trattare con il Preziosi, «inibito in via definitiva» direttamente, come da lui candidamente ammesso su vari organi di stampa (ma anche agli uomini della Procura federale quando interrogarono i due l’estate scorsa) proprio dal presidente genoano inibito per cinque anni con richiesta di preclusione (la stessa che incombe su Moggi e Giraudo, per intenderci). Ebbene l’articolo 10 del codice di giustizia partorito proprio dopo Calciopoli vide anche l’ex ds della Juve, Secco, squalificato per un mese per aver trattato Criscito con lo stesso Preziosi, vieta i rapporti e i contatti d’affari con i paria della squalifica. Non solo, addirittura, pregiudica gli effetti di quei contratti sottoscritti tra un presidente nel pieno delle sue funzioni (Moratti, in questo caso) e uno che non può partecipare attivamente a trattative (Preziosi, nell’estate del 2009). Contratti nulli, sarebbero, a rigore di regolamento quelli sottoscritti per cedere l’uomo del Destino nerazzurro, Diego Milito autore dei gol decisivi per scudetto, Coppa Italia e anche Champions League. Nulli i trasferimenti di Motta e tutti gli altri del maxi -affare dell’anno 2009. Preziosi avrebbe, secondo le indiscrezioni, confermato a Palazzi. «Abbiamo trovato l’ accordo per la cessione di Milito e Thiago Motta all’ Inter - disse - . Ci siamo privati di due pedine importanti. Mi sono incontrato a colazione con il presidente Moratti e abbiamo raggiunto l’accordo», disse dopo l’incontro al Palazzo Saras, Preziosi. La vigorosa stretta di mano per il codice non vale quanto la firma (apposta con tutta probabilità da chi era titolato a farlo), ma l’articolo 10 del codice recita al secondo capoverso: «È fatto divieto, nello svolgimento di attività (di compravendita, ndr), di avvalersi di soggetti non autorizzati e di avere comunque contatti con tesserati inibiti o squalificati. In questi casi gli atti, anche se conclusi, sono privi di effetto».
In soccorso di Genoa, Inter (deferite anch’esse nel procedimento numero 8430/139 firmato da Palazzi il 31 maggio scorso) verrebbero i pronunciamenti della Commissione tesseramenti: per i dilettanti l’articolo 10 provoca tutti gli effetti anche ex tunc, quindi partite perse per irregolare posizione del tesserato con cessione nulla; per i pro invece (da sentenza Giacomo Galli 2002) gli effetti sono ex nunc, ovvero la nullità degli atti sarebbe non già da quando Preziosi incautamente rivela l’accordo con Moratti, ma dalla sentenza sportiva cioè da adesso. Squalifiche in vista, comunque.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
si continua sulla falsa riga degli anni passati...contro di noi ci mettono 2 minuti a cercare tutto e 'emettere' sentenze, per gli altri invece fanno con caaaaaaaaaaaaaaalma, tanto a parte qualche giornale, questa calciopoli 2 fa meno rumore di quella del 2006...perchè ovviamente sono notizie poco rilevanti 
Last edited by Biron 43 on 08/06/2010, 12:48, edited 1 time in total.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2
Scusate l'interruzione ma io questa cosa la ritengo gravissima 
Il presidente dell'Inter Moratti è stato deferito per violazione dell'articolo 1, comma 1, e dell'articolo 10, comma 1, del Codice di Giustizia Sportivo. Per avere avuto contatti con il Presidente del Genoa Enrico Preziosi, soggetto inibito, nel maggio 2009, per l'acquisto dei giocatori Milito e Motta.
L'Inter è stata deferita per responsabilità diretta ex art. 4 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, per i comportamenti antiregolamentari posti in essere dal suo Presidente Dott. Massimo Moratti.
Per lo stesso motivo sono stati deferiti il Presidente del Genoa Enrico Preziosi e per responsabilità oggettiva il Genoa Cricket & Football Club.
A titolo informativo:
Articolo 1, comma 1:
Le società, i dirigenti, gli atleti, i tecnici, gli ufficiali di gara e ogni altro soggetto che svolge attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevante per l’ordinamento federale, sono tenuti all'osservanza delle norme e degli atti federali e devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva.
Articolo 10, comma 1:
Ai dirigenti federali, nonché ai dirigenti, ai tesserati delle società, ai soci e non soci di cui all’art. 1, comma 5 è fatto divieto di svolgere attività comunque attinenti al trasferimento, alla cessione di contratto o al tesseramento di calciatori e tecnici, salvo che avvengano nell’interesse della propria società. È fatto altresì divieto, nello svolgimento di tali attività, di avvalersi di soggetti non autorizzati e di avere comunque contatti con tesserati inibiti o squalificati. In questi casi gli atti, anche se conclusi, sono privi di effetto.
Articolo 17, comma 5:
La punizione sportiva della perdita della gara è inflitta, nel procedimento di cui all’art. 29, commi 7 e 8, alla società che:
a) fa partecipare alla gara calciatori squalificati o che comunque non abbiano titolo per prendervi parte;
Il presidente dell'Inter Moratti è stato deferito per violazione dell'articolo 1, comma 1, e dell'articolo 10, comma 1, del Codice di Giustizia Sportivo. Per avere avuto contatti con il Presidente del Genoa Enrico Preziosi, soggetto inibito, nel maggio 2009, per l'acquisto dei giocatori Milito e Motta.
L'Inter è stata deferita per responsabilità diretta ex art. 4 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, per i comportamenti antiregolamentari posti in essere dal suo Presidente Dott. Massimo Moratti.
Per lo stesso motivo sono stati deferiti il Presidente del Genoa Enrico Preziosi e per responsabilità oggettiva il Genoa Cricket & Football Club.
A titolo informativo:
Articolo 1, comma 1:
Le società, i dirigenti, gli atleti, i tecnici, gli ufficiali di gara e ogni altro soggetto che svolge attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevante per l’ordinamento federale, sono tenuti all'osservanza delle norme e degli atti federali e devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva.
Articolo 10, comma 1:
Ai dirigenti federali, nonché ai dirigenti, ai tesserati delle società, ai soci e non soci di cui all’art. 1, comma 5 è fatto divieto di svolgere attività comunque attinenti al trasferimento, alla cessione di contratto o al tesseramento di calciatori e tecnici, salvo che avvengano nell’interesse della propria società. È fatto altresì divieto, nello svolgimento di tali attività, di avvalersi di soggetti non autorizzati e di avere comunque contatti con tesserati inibiti o squalificati. In questi casi gli atti, anche se conclusi, sono privi di effetto.
Articolo 17, comma 5:
La punizione sportiva della perdita della gara è inflitta, nel procedimento di cui all’art. 29, commi 7 e 8, alla società che:
a) fa partecipare alla gara calciatori squalificati o che comunque non abbiano titolo per prendervi parte;

