io ne ho meno e c'ho la panzaBruceSmith wrote: uè uè uè porta rispetto per i trentaduenni con un lieve accenno di panza.![]()
però lui è un "ex-atletta"io no :lol2:

io ne ho meno e c'ho la panzaBruceSmith wrote: uè uè uè porta rispetto per i trentaduenni con un lieve accenno di panza.![]()

sono state prese una serie di decisioni molto rischiose (vieri, emerson, pato, ronie) cercando di rilanciare o scoprire un giocatore franchigia a prezzi di un normale calciatore. non so neanche se considerarli errori, perchè si è cercato di mantenere una squadra ad altissimo livello spendendo il meno possibile.Gerry Donato wrote: Ed è qui che il Milan ha toppato negli ultimi anni post Kakà sul piano degli uomini nuovi, come ricordava Federico Buffa. Non si sono trovati altri uomini franchigia, primi violini, sia quando si è cercato il big da riciclare (Ronnie, Bobone, Emerson) sia quando si è andati sui giovani (franzoso, lo stesso Oliveira), ma mica si può fare di tutta l'erba un fascio e condannare a prescindere i prossimi acquisti ("Zambro è finito, Flamini non è manco nazionale francese, Ronaldinho è un ex atleta")!
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.

In realtà costò qualcosa meno della meta di 100 miliardi.nel 1997 Ronaldo a soli 21 anni era il piu forte giocatore del mondo, media di 1 gol a partita in spagna, grandi numeri, preso per 100 miliardi (o qualcosa simile) dall'inter con grande scalpore

Sacrosanto, ma proprio per questo anche il rischio di fare di ogni erba un fascio è altissimo.BruceSmith wrote: sono state prese una serie di decisioni molto rischiose (vieri, emerson, pato, ronie) cercando di rilanciare o scoprire un giocatore franchigia a prezzi di un normale calciatore. non so neanche se considerarli errori, perchè si è cercato di mantenere una squadra ad altissimo livello spendendo il meno possibile.
alto coefficiente di rischio. non è andata benissimo :lol2:
Ed infatti mi ha sorpreso questa critica così accesa.BruceSmith wrote: ps. gli ultimi articoli di sconcerti (che non mi sta particolarmente simpatico) hanno tessuto le lodi dei tre acquisti del milan.

Quanto prima?Gerry Donato wrote: Sacrosanto, ma proprio per questo anche il rischio di fare di ogni erba un fascio è altissimo.
Che poi, a guardar bene: Pato malissimo che vada si rivende creando plusvalenza (cosa mi tocca scrivere :sbadat:), visto che solo col gol in nazionale vale già più di 25 milioni; senza Ronnie sono intimamente convinto che avremmo una Champions in meno nella bacheca, e comunque mi è entrato nel cuore come altri big; Emerson promette una stagione strepitosa (
); su Bobone mi arrendo.
Ma la perdita economica è stata sempre marginale.
Secondo me i veri papocchi sono stati Gilardino, Oliveira e Gourcuff, in attesa che Bonera faccia il definitivo salto di qualità (che mi aspetto quest'anno!) per non completare il quartetto.
Ed infatti mi ha sorpreso questa critica così accesa.
A me piace Sconcerti perchè ha sempre spunti interessanti ed originali, utilizzando i numeri non come mera forma stilistico-nozionistica alla Tosatti, ma dandogli un peso ed una valida chiave di lettura. Poi questo suo continuo sbilanciarsi gli ha fatto prendere anche cantonate memorabili (sarebbe bello riprendere quello che diceva prima di Atene 2007), ma questo fa parte del gioco.


gerry sei un idolo.... + k già assegnato!Gerry Donato wrote: Disastroso articolo per il livello dell'autore, perchè come dice giustamente Bruce tutto parte da un concetto innegabile, ovvero l'alto rischio dell'operazione, ma poi Sconcerti sviluppa il tema in modo davvero discutibile, pur come suo solito lasciando spunti di interesse su cui discutere.
Da giornalista preparato quale è, sembra caduto dal pero l'altro ieri ed ignora che siamo forse stati tutti vittime di una clamorosa messa in scena studiata a tavolino da circa due anni tra l'entourage di Ronaldinho e Galliani, sposi promessi. Non si spiega altrimenti Oliveira, i 100 incontri sull'asse Bronzetti-Assis-Milan dal 2005, il ruolo chiave di Kakà e la brasilianità forzata dei rossoneri, la presenza del fratello procuratore ad Arcore la sera della vittoria delle elezioni, le baruffe del Dinho col Barca spesso tirate per i capelli, il tempismo sulla situazione contrattuale del giocatore per arrivare alla mandrakata da 15-20 milioni (18 mesi fa si parlava di 60 milioni!) e le botte di arteriosclerosi di Berlusconi nelle dichiarazioni (oddio, su quest'ultime si potrebbe discutere a lungo).
Ma soprattutto, cosa diamine ne sa Sconcerti della vita privata di Ronaldinho? Ma la vicenda Inzaghi ("è un puttaniere, pensa solo alle donne" e poi "è finito, la caviglia è andata, ex giocatore, vada all'isola dei famosi") non ha insegnato nulla? Ma Maradona non si drogava anche prima di venire a Napoli ed entrare nel mito a Messico '86? Il capocannoniere Del Piero quante volte era finito in questi ultimi 10 anni? Ma storie come quella del nuotatore Vladimir Salnikov (e ce ne sono mille altre nello sport) me le sono inventate io?
Certo è un pò eccentrico il soggetto, ma figuriamoci se in tutti questi anni il Milan non si è preso le dovute precauzioni ed assicurazioni, già partendo come una società che caccia "le mele marce" come Davids e Contra.
Sconcerti mi sembra solo ottenebrato dai casi dei connazionali Rivaldo, Ronaldo ed Adriano, ma si dimentica di evidenziare le enormi differenze di caso in caso. Ben più preoccupante caso mai la situazione infortuni del giocatore, ma anche qui non è dato sapere la realtà. Della pancia estiva di Ronaldinho si parla dal 2005, in epoca Pallone d'Oro.
In quelle che a Sconcerti risultano "una paio di stagioni perdute", i miei conti dicono 76 partite disputate e 32 gol, a cui si aggiungono 20 partite e 5 gol con la nazionale.
La storia del capolinea Milan poi è veramente irritante. Sono 20 anni che sento parlare del ciclo del Milan esaurito e della squadra da rifondare, ma alla fine non è mai stato realmente così tranne forse l'era Zaccheroni, perchè il metodo di lavoro della società è la continuità grazie ai 5-6 big sempre confermati, attorno ai quali si innestano quelli nuovi.
Ci sono anni buoni e meno buoni, come ovvio, e campagne acquisti più generose ed altre meno, ma parlare di "capolinea e rifondazione" vuol dire proprio non conoscere il Milan, perchè con i suoi pregi ed i suoi difetti la società opererà sempre così.
Ed è qui che il Milan ha toppato negli ultimi anni post Kakà sul piano degli uomini nuovi, come ricordava Federico Buffa. Non si sono trovati altri uomini franchigia, primi violini, sia quando si è cercato il big da riciclare (Ronnie, Bobone, Emerson) sia quando si è andati sui giovani (franzoso, lo stesso Oliveira), ma mica si può fare di tutta l'erba un fascio e condannare a prescindere i prossimi acquisti ("Zambro è finito, Flamini non è manco nazionale francese, Ronaldinho è un ex atleta")!
Sorvolo infine sul "concetto molto televisivo" della "gioventù eccessiva" di Pato. Secondo Sconcerti Kakà è stato comprato per il nome, perchè era "uno stregone top man" preso solo per gli abbonamenti?
P.S.: non sono Mauro SumaPerò se ci togliete così i sogni prima ancora di chiudere gli occhi...
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L'inter pagò Ronaldo 30 miliardi di lire....pietro mira wrote: nel 1997 Ronaldo a soli 21 anni era il piu forte giocatore del mondo, media di 1 gol a partita in spagna, grandi numeri, preso per 100 miliardi (o qualcosa simile) dall'inter con grande scalpore
Chi l'avrebbe detto allora che a soli 32 anni si sarebbe ridotto cosi?



Pienamente d'accordo, ma dopo tutto Sconcerti lo si conosce... è un uomo che alterna osservazioni acute e numeri oggettivi a cagate di livelli "sconcertanti" ( l'aggetivo lo hanno coniato su di lui, non lo sapevate..)Gerry Donato wrote: Disastroso articolo per il livello dell'autore, perchè come dice giustamente Bruce tutto parte da un concetto innegabile, ovvero l'alto rischio dell'operazione, ma poi Sconcerti sviluppa il tema in modo davvero discutibile, pur come suo solito lasciando spunti di interesse su cui discutere.
Da giornalista preparato quale è, sembra caduto dal pero l'altro ieri ed ignora che siamo forse stati tutti vittime di una clamorosa messa in scena studiata a tavolino da circa due anni tra l'entourage di Ronaldinho e Galliani, sposi promessi. Non si spiega altrimenti Oliveira, i 100 incontri sull'asse Bronzetti-Assis-Milan dal 2005, il ruolo chiave di Kakà e la brasilianità forzata dei rossoneri, la presenza del fratello procuratore ad Arcore la sera della vittoria delle elezioni, le baruffe del Dinho col Barca spesso tirate per i capelli, il tempismo sulla situazione contrattuale del giocatore per arrivare alla mandrakata da 15-20 milioni (18 mesi fa si parlava di 60 milioni!) e le botte di arteriosclerosi di Berlusconi nelle dichiarazioni (oddio, su quest'ultime si potrebbe discutere a lungo).
Ma soprattutto, cosa diamine ne sa Sconcerti della vita privata di Ronaldinho? Ma la vicenda Inzaghi ("è un puttaniere, pensa solo alle donne" e poi "è finito, la caviglia è andata, ex giocatore, vada all'isola dei famosi") non ha insegnato nulla? Ma Maradona non si drogava anche prima di venire a Napoli ed entrare nel mito a Messico '86? Il capocannoniere Del Piero quante volte era finito in questi ultimi 10 anni? Ma storie come quella del nuotatore Vladimir Salnikov (e ce ne sono mille altre nello sport) me le sono inventate io?
Certo è un pò eccentrico il soggetto, ma figuriamoci se in tutti questi anni il Milan non si è preso le dovute precauzioni ed assicurazioni, già partendo come una società che caccia "le mele marce" come Davids e Contra.
Sconcerti mi sembra solo ottenebrato dai casi dei connazionali Rivaldo, Ronaldo ed Adriano, ma si dimentica di evidenziare le enormi differenze di caso in caso. Ben più preoccupante caso mai la situazione infortuni del giocatore, ma anche qui non è dato sapere la realtà. Della pancia estiva di Ronaldinho si parla dal 2005, in epoca Pallone d'Oro.
In quelle che a Sconcerti risultano "una paio di stagioni perdute", i miei conti dicono 76 partite disputate e 32 gol, a cui si aggiungono 20 partite e 5 gol con la nazionale.
La storia del capolinea Milan poi è veramente irritante. Sono 20 anni che sento parlare del ciclo del Milan esaurito e della squadra da rifondare, ma alla fine non è mai stato realmente così tranne forse l'era Zaccheroni, perchè il metodo di lavoro della società è la continuità grazie ai 5-6 big sempre confermati, attorno ai quali si innestano quelli nuovi.
Ci sono anni buoni e meno buoni, come ovvio, e campagne acquisti più generose ed altre meno, ma parlare di "capolinea e rifondazione" vuol dire proprio non conoscere il Milan, perchè con i suoi pregi ed i suoi difetti la società opererà sempre così.
Ed è qui che il Milan ha toppato negli ultimi anni post Kakà sul piano degli uomini nuovi, come ricordava Federico Buffa. Non si sono trovati altri uomini franchigia, primi violini, sia quando si è cercato il big da riciclare (Ronnie, Bobone, Emerson) sia quando si è andati sui giovani (franzoso, lo stesso Oliveira), ma mica si può fare di tutta l'erba un fascio e condannare a prescindere i prossimi acquisti ("Zambro è finito, Flamini non è manco nazionale francese, Ronaldinho è un ex atleta")!
Sorvolo infine sul "concetto molto televisivo" della "gioventù eccessiva" di Pato. Secondo Sconcerti Kakà è stato comprato per il nome, perchè era "uno stregone top man" preso solo per gli abbonamenti?
P.S.: non sono Mauro SumaPerò se ci togliete così i sogni prima ancora di chiudere gli occhi...
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comperato - acquistato - prelevatoLukavitt wrote: Preso

Bene, ma allora domando: tuo nipote? prendo il meglio che passa al convento poi sono cazzi di Ancelotti o la messa in scena ha un vuoto di sceneggiatura?Gerry Donato wrote: Da giornalista preparato quale è, sembra caduto dal pero l'altro ieri ed ignora che siamo forse stati tutti vittime di una clamorosa messa in scena studiata a tavolino da circa due anni tra l'entourage di Ronaldinho e Galliani, sposi promessi. Non si spiega altrimenti Oliveira, i 100 incontri sull'asse Bronzetti-Assis-Milan dal 2005, il ruolo chiave di Kakà e la brasilianità forzata dei rossoneri, la presenza del fratello procuratore ad Arcore la sera della vittoria delle elezioni, le baruffe del Dinho col Barca spesso tirate per i capelli, il tempismo sulla situazione contrattuale del giocatore per arrivare alla mandrakata da 15-20 milioni (18 mesi fa si parlava di 60 milioni!) e le botte di arteriosclerosi di Berlusconi nelle dichiarazioni (oddio, su quest'ultime si potrebbe discutere a lungo).