Angyair wrote:
Senza dimenticare lo schieramento più temuto: la T-formation
Angyair wrote:
Comunque quello che mi affascina delle Wing-T e similari è il gioco delle linee offensive.
Esatto, la cosa bella della Wing-t è proprio il mix tra i movimenti della OL (spesso composta da giocatori undersized ma molto tecnici) e quelli nel backfield, con una tale quantità di incroci e finte da portare una difesa poco esperta a non capirci nulla
[e non parliamo dei poveri speaker/telecronisti...]. Quando eseguita bene è un vero e proprio “spettacolo tecnico” per gli addetti ai lavori, ma concede davvero poco allo spettacolo “puro” tanto da risultare spesso noiosa anche per gli stessi appassionati. Lo scarso successo a livello Pro (a parte questioni di "marketing") è dato dalla fisicità delle difese e, soprattutto, dal fatto che negli anni sono state create contromisure efficaci e facilmente applicabili se si ha il tempo per studiarle a fondo. E i Pro ovviamente ce l’hanno…
Wishbone e Flexbone, invece, solitamente implementano la Veer o “triple option” (che comunque può essere giocata con grande profitto anche dalla I-formation), quindi adottano un gioco che si basa sul talento fisico degli attaccanti e sulla capacità di lettura del QB più che sull'esecuzione perfetta di un vasto numero di schemi prestabiliti. In pratica si gioca (quasi) sempre la stessa azione ed in base a posizionamento e reazione della difesa il QB può scegliere se consegnare la palla al FB, correre in prima persona off-tackle o dare un pitch per una sorta di “sweep” all’HB che gli corre a fianco. E’ un gioco che in passato ha fatto le fortune di molte squadre soprattutto a livello NCAA ma è ormai quasi del tutto abbandonato ai livelli più alti per gli stessi motivi della Wing-t: difese sempre più attrezzate sia da un punto di vista fisico/atletico che, soprattutto, tattico/strategico. In più è chiaro che i commissioner (o chi per essi) non le incoraggino...
Siccome Cappanera chiedeva il motivo dell’abbandono di questi sistemi io metterei in luce un altro aspetto, forse minore ma secondo me significativo, oltre a quelli che abbiamo già detto. Mi riferisco al progressivo miglioramento dei palloni e dei campi (sintetici ma anche in erba) che negli anni hanno reso il gioco sui passaggi sempre meno rischioso. Anche se ovviamente vale sempre la vecchia massima che recita:
"Su un gioco di passaggio possono succedere tre cose, e due di esse non sono buone"...
Poi è chiaro che la necessità di non “rompere” un franchise-QB ed il fatto che il
prodotto-football sia molto più vendibile quando “spettacolare” siano le ragioni più importanti. Ma se si giocasse costantemente su campi ridotti ad acquitrini con palle cucite
ad minchiam credo che si parlerebbe ancora parecchio di Wishbone, Flexbone e Wing-t anche in NFL ed NCAA.
Non che la cosa debba essere necessariamente un bene, eh... è solo una considerazione... :gazza: