Re: Baseball Italiano
Posted: 07/12/2008, 12:16
Il movimento si è barcamenato per molti anni ,tanti operatori vivono alla giornata della realtà legata al proprio orticello.
Considera che non c'è una realtà professionale.
Mi spiego, tutti lavorano per passione senza un diretto tornaconto o con tornaconti irrisori (pochi ,pochissimi possono avere entrate anche se non significative...neanche da poterci vivere ,al massimo integrare una pensione se sono pensionati!).
Con questa realtà ognuno tende a ensare a ciò che è bello per lui , quindi o si arrocca o cerca di fare il furbetto per portare acqua al suo mulino.
In una realtà di questo tipo , non è che un presidente possa sempre andare avanti a colpi di spada, perchè perderebbe i pezzi per la strada...e visto che trovare i pezzi sostitutivi non è facile perchè il movimento è piccolo, con chi potrebbe attuare il progetto?
Vale allora la pena di dare " un colpo al cerchio e....uno più forte alla botte" e fare progredire le cose.
E' l'unico modo ,magari fissando le priorità , i punti cardine che impediscano l'affossamento totale e conseguente morte del movimento.
Ritengo che il mancato allargamento dell'A2 fin da subito ,sia una opportunità persa ,ma non strutturale sul prosieguo e la buona riuscita del progetto...e che quindi faccia bene a tenersi il "decreto" per qualcosa di più importante e strutturale.
I passi nel baseball sono questi, non c'è altenativa.
In molte cose , qui da noi (in Italia intendo...) ,i passi sono questi, sarò diventato vecchio ,ma non credo nelle rivoluzioni...ne avessi mai vista una riuscire...e di piccole ,di tentativi embrionali su comparti ,su aziende e altro ...ne ho viste diverse!
Esula dalla nostra mentalità e dal nostro periodo storico(non dimentichiamoci "il malessere" che deve essere "molto forte" e soprattutto "molto diffuso"), chi continua sempre a vedere la necessità di rivoluzioni epocali anche a 50 anni suonati (come ho già avuto modo di scrivere su altro sito...) , ahimè soffre di "sindrome di Peter Pan"
Considera che non c'è una realtà professionale.
Mi spiego, tutti lavorano per passione senza un diretto tornaconto o con tornaconti irrisori (pochi ,pochissimi possono avere entrate anche se non significative...neanche da poterci vivere ,al massimo integrare una pensione se sono pensionati!).
Con questa realtà ognuno tende a ensare a ciò che è bello per lui , quindi o si arrocca o cerca di fare il furbetto per portare acqua al suo mulino.
In una realtà di questo tipo , non è che un presidente possa sempre andare avanti a colpi di spada, perchè perderebbe i pezzi per la strada...e visto che trovare i pezzi sostitutivi non è facile perchè il movimento è piccolo, con chi potrebbe attuare il progetto?
Vale allora la pena di dare " un colpo al cerchio e....uno più forte alla botte" e fare progredire le cose.
E' l'unico modo ,magari fissando le priorità , i punti cardine che impediscano l'affossamento totale e conseguente morte del movimento.
Ritengo che il mancato allargamento dell'A2 fin da subito ,sia una opportunità persa ,ma non strutturale sul prosieguo e la buona riuscita del progetto...e che quindi faccia bene a tenersi il "decreto" per qualcosa di più importante e strutturale.
I passi nel baseball sono questi, non c'è altenativa.
In molte cose , qui da noi (in Italia intendo...) ,i passi sono questi, sarò diventato vecchio ,ma non credo nelle rivoluzioni...ne avessi mai vista una riuscire...e di piccole ,di tentativi embrionali su comparti ,su aziende e altro ...ne ho viste diverse!
Esula dalla nostra mentalità e dal nostro periodo storico(non dimentichiamoci "il malessere" che deve essere "molto forte" e soprattutto "molto diffuso"), chi continua sempre a vedere la necessità di rivoluzioni epocali anche a 50 anni suonati (come ho già avuto modo di scrivere su altro sito...) , ahimè soffre di "sindrome di Peter Pan"