Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
Posted: 15/07/2008, 1:53
Già lo vedo presentarsi in questo modo a Milanello con tale sobrietà.

hall of fame
https://oldforum.playitusa.com/
ieri sera ha chiamato Adriano per sapere dove andare ad abbeverarsi!Reverend_Goldberg wrote: Già lo vedo presentarsi in questo modo a Milanello con tale sobrietà.
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Michia :shocking:Ha due cosce che neanche Valeria Marinivittoliam wrote: beh oh magari in piscina si è esibito in 2-3 numeri degni di Flipper
intanto Ronaldo sì che è in gran forma
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ma ha il marsupio color carne????????????vittoliam wrote: beh oh magari in piscina si è esibito in 2-3 numeri degni di Flipper
intanto Ronaldo sì che è in gran forma
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sbaglio o Sconcerti da quando stato accantonato dalle trasmissioni televisive sportive sta sparando a raffica su tutti?BruceSmith wrote: Ronaldinho: ex fuoriclasse per una squadra al capolinea
di MARIO SCONCERTI
È difficile che un fuoriclasse che si butta via torni a essere un fuoriclasse. Rimettersi continuamente in moto significa aver sgarrato continuamente. Il fuoriclasse è un congegno perfetto quindi delicato. Se si gonfia e si sgonfia perde automatismi, resta un atleta diverso ma senza la sua vera differenza. Non importa quanto sia cosciente di aver già sbagliato troppo, di quanto siano umilianti le condizioni che va ad accettare. Il fuoriclasse perduto crede sempre di essere lui a gestire il destino mentre è già viceversa. A modo suo è una vera dipendenza dal lusso, dal facile, dalla materia. Il fuoriclasse è un mistico, o cerca stabilmente il proprio equilibrio o non potrà essere fuoriclasse la domenica dopo. Ronaldinho è molto di quello che non si deve fare. Probabilmente non è recuperabile ai suoi livelli.
La sua astenia è cresciuta con regolarità. Prima qualche allenamento saltato, poi molti allenamenti saltati, alla fine pochi allenamenti svolti. Quindi l'emarginazione, l'ufficializzazione della «malattia», la fase più dura, quella che conferma il cambiamento e dice a tutti cosa il campione è adesso. In tutto fanno un paio di stagioni perdute per uno che guadagna come nessun altro, 26 milioni l'anno. Può Ronaldinho tornare a essere un fuoriclasse? Probabilmente no. Nella vita reale nessuno investirebbe 40 milioni lordi in due anni su una causa così rischiosa. Ronaldinho da solo varrà da domani quasi il dieci per cento dell'intero fatturato del Milan. Nessuna azienda «seria» oserebbe tanto. Ma questo è calcio, ha bisogno di fantasia, ha bisogno di fede. Se Ronaldinho avesse anche solo una possibilità, nel mondo delle fascinazioni sarebbe comunque un affare, perché non ci sono più affari che valgano sentimenti. È probabile che il Milan stia commettendo un errore, ma è comprensibile il perché. Il Milan è una macchina grande ed estremamente complessa giunta quasi al capolinea. Andrebbe smontata, studiata, ripensata e ricostruita. Un tempo immenso per i tempi del calcio. Non potendo avere la strategia della logica, si è scelta quella del miracolo. Si costruisce la squadra a colpi di top men. Non si cerca l'amalgama, si cerca il singolo. Non la medicina ma lo stregone. È stato così con Ronaldo, è stato così con la gioventù eccessiva di Pato. È così adesso con Ronaldinho. Un concetto molto televisivo.
L'importante è il conduttore, poi viene il programma. E come le televisioni di Berlusconi avevano da oscurare la Rai, il Milan deve riprendersi lo spazio oscuratogli dall'Inter. Il Milan di questo ventennio o è vincente o non è. Se perde tradisce l'intero progetto. Ronaldinho non è altro che un'accelerazione, la più potente e problematica che ci sia. Provarla fa parte della grandezza del Milan, del suo saper giocare con il calcio. Se Ronaldinho tornasse un atleta, il Milan tornerebbe automaticamente a vincere, in barba a qualunque legge del tempo e delle cose. Forse non ci riuscirà, ma proprio per questo va rispettata l'umiltà di questo salto nel vuoto. Il Milan raddoppia. E la posta stavolta sono le sue regole. È se stesso. Nessuno reggerebbe a un altro fallimento.
http://www.corriere.it/sport/08_luglio_ ... aabc.shtml
Mi sembra un articolo molto deludente, non in quanto a scrittura, quella è sempre ben fatta, ma riguardo al contenuto, alla fine non vi è nulla di nuovo sotto il solo, se non una trista offesa a quello che è il modo di essere di ronaldinho e al Milan. Il sig. Sconcerti dovrebbe indignarsi per alcune cifre spese per altri giocatori non certo (se sarà così)per i circa 15mil spesi dal Milan. Infatti, il milan fa una scomessa se va c'ha preso alla grande altrimenti c'ha perso poco....oggettivamente sono più assurdi i 12 mil per vucinic o i 14 dello scorso anno per suazo, piuttosto che i 15circa per ronaldinho (che comunque ti rilancia il marcheting alla grande)BruceSmith wrote: Ronaldinho: ex fuoriclasse per una squadra al capolinea
di MARIO SCONCERTI
È difficile che un fuoriclasse che si butta via torni a essere un fuoriclasse. Rimettersi continuamente in moto significa aver sgarrato continuamente. Il fuoriclasse è un congegno perfetto quindi delicato. Se si gonfia e si sgonfia perde automatismi, resta un atleta diverso ma senza la sua vera differenza. Non importa quanto sia cosciente di aver già sbagliato troppo, di quanto siano umilianti le condizioni che va ad accettare. Il fuoriclasse perduto crede sempre di essere lui a gestire il destino mentre è già viceversa. A modo suo è una vera dipendenza dal lusso, dal facile, dalla materia. Il fuoriclasse è un mistico, o cerca stabilmente il proprio equilibrio o non potrà essere fuoriclasse la domenica dopo. Ronaldinho è molto di quello che non si deve fare. Probabilmente non è recuperabile ai suoi livelli.
La sua astenia è cresciuta con regolarità. Prima qualche allenamento saltato, poi molti allenamenti saltati, alla fine pochi allenamenti svolti. Quindi l'emarginazione, l'ufficializzazione della «malattia», la fase più dura, quella che conferma il cambiamento e dice a tutti cosa il campione è adesso. In tutto fanno un paio di stagioni perdute per uno che guadagna come nessun altro, 26 milioni l'anno. Può Ronaldinho tornare a essere un fuoriclasse? Probabilmente no. Nella vita reale nessuno investirebbe 40 milioni lordi in due anni su una causa così rischiosa. Ronaldinho da solo varrà da domani quasi il dieci per cento dell'intero fatturato del Milan. Nessuna azienda «seria» oserebbe tanto. Ma questo è calcio, ha bisogno di fantasia, ha bisogno di fede. Se Ronaldinho avesse anche solo una possibilità, nel mondo delle fascinazioni sarebbe comunque un affare, perché non ci sono più affari che valgano sentimenti. È probabile che il Milan stia commettendo un errore, ma è comprensibile il perché. Il Milan è una macchina grande ed estremamente complessa giunta quasi al capolinea. Andrebbe smontata, studiata, ripensata e ricostruita. Un tempo immenso per i tempi del calcio. Non potendo avere la strategia della logica, si è scelta quella del miracolo. Si costruisce la squadra a colpi di top men. Non si cerca l'amalgama, si cerca il singolo. Non la medicina ma lo stregone. È stato così con Ronaldo, è stato così con la gioventù eccessiva di Pato. È così adesso con Ronaldinho. Un concetto molto televisivo.
L'importante è il conduttore, poi viene il programma. E come le televisioni di Berlusconi avevano da oscurare la Rai, il Milan deve riprendersi lo spazio oscuratogli dall'Inter. Il Milan di questo ventennio o è vincente o non è. Se perde tradisce l'intero progetto. Ronaldinho non è altro che un'accelerazione, la più potente e problematica che ci sia. Provarla fa parte della grandezza del Milan, del suo saper giocare con il calcio. Se Ronaldinho tornasse un atleta, il Milan tornerebbe automaticamente a vincere, in barba a qualunque legge del tempo e delle cose. Forse non ci riuscirà, ma proprio per questo va rispettata l'umiltà di questo salto nel vuoto. Il Milan raddoppia. E la posta stavolta sono le sue regole. È se stesso. Nessuno reggerebbe a un altro fallimento.
http://www.corriere.it/sport/08_luglio_ ... aabc.shtml
abbiamo detto la stessa cosaBruceSmith wrote: non vi capisco.
ha detto una cosa lapalissiana: una squadra che non può\vuole spendere punta tutto quello che ha su un fenomeno in crisi (a causa soprattutto di una testa disabitata) con un progetto a breve termine.
l'anno scorso abbiamo puntato tutto su un ragazzino minorenne, due anni fa sulla voglia di tornare di un fenomeno in crisi (a causa soprattutto di una testa disabitata).
sono operazioni ad alto rischio. tutto qui.
detto questo, non sono contrario all'arrivo di ronaldinho.
Disastroso articolo per il livello dell'autore, perchè come dice giustamente Bruce tutto parte da un concetto innegabile, ovvero l'alto rischio dell'operazione, ma poi Sconcerti sviluppa il tema in modo davvero discutibile, pur come suo solito lasciando spunti di interesse su cui discutere.BruceSmith wrote: Ronaldinho: ex fuoriclasse per una squadra al capolinea
di MARIO SCONCERTI
È difficile che un fuoriclasse che si butta via torni a essere un fuoriclasse. Rimettersi continuamente in moto significa aver sgarrato continuamente. Il fuoriclasse è un congegno perfetto quindi delicato. Se si gonfia e si sgonfia perde automatismi, resta un atleta diverso ma senza la sua vera differenza. Non importa quanto sia cosciente di aver già sbagliato troppo, di quanto siano umilianti le condizioni che va ad accettare. Il fuoriclasse perduto crede sempre di essere lui a gestire il destino mentre è già viceversa. A modo suo è una vera dipendenza dal lusso, dal facile, dalla materia. Il fuoriclasse è un mistico, o cerca stabilmente il proprio equilibrio o non potrà essere fuoriclasse la domenica dopo. Ronaldinho è molto di quello che non si deve fare. Probabilmente non è recuperabile ai suoi livelli.
La sua astenia è cresciuta con regolarità. Prima qualche allenamento saltato, poi molti allenamenti saltati, alla fine pochi allenamenti svolti. Quindi l'emarginazione, l'ufficializzazione della «malattia», la fase più dura, quella che conferma il cambiamento e dice a tutti cosa il campione è adesso. In tutto fanno un paio di stagioni perdute per uno che guadagna come nessun altro, 26 milioni l'anno. Può Ronaldinho tornare a essere un fuoriclasse? Probabilmente no. Nella vita reale nessuno investirebbe 40 milioni lordi in due anni su una causa così rischiosa. Ronaldinho da solo varrà da domani quasi il dieci per cento dell'intero fatturato del Milan. Nessuna azienda «seria» oserebbe tanto. Ma questo è calcio, ha bisogno di fantasia, ha bisogno di fede. Se Ronaldinho avesse anche solo una possibilità, nel mondo delle fascinazioni sarebbe comunque un affare, perché non ci sono più affari che valgano sentimenti. È probabile che il Milan stia commettendo un errore, ma è comprensibile il perché. Il Milan è una macchina grande ed estremamente complessa giunta quasi al capolinea. Andrebbe smontata, studiata, ripensata e ricostruita. Un tempo immenso per i tempi del calcio. Non potendo avere la strategia della logica, si è scelta quella del miracolo. Si costruisce la squadra a colpi di top men. Non si cerca l'amalgama, si cerca il singolo. Non la medicina ma lo stregone. È stato così con Ronaldo, è stato così con la gioventù eccessiva di Pato. È così adesso con Ronaldinho. Un concetto molto televisivo.
L'importante è il conduttore, poi viene il programma. E come le televisioni di Berlusconi avevano da oscurare la Rai, il Milan deve riprendersi lo spazio oscuratogli dall'Inter. Il Milan di questo ventennio o è vincente o non è. Se perde tradisce l'intero progetto. Ronaldinho non è altro che un'accelerazione, la più potente e problematica che ci sia. Provarla fa parte della grandezza del Milan, del suo saper giocare con il calcio. Se Ronaldinho tornasse un atleta, il Milan tornerebbe automaticamente a vincere, in barba a qualunque legge del tempo e delle cose. Forse non ci riuscirà, ma proprio per questo va rispettata l'umiltà di questo salto nel vuoto. Il Milan raddoppia. E la posta stavolta sono le sue regole. È se stesso. Nessuno reggerebbe a un altro fallimento.
http://www.corriere.it/sport/08_luglio_ ... aabc.shtml
nel 1997 Ronaldo a soli 21 anni era il piu forte giocatore del mondo, media di 1 gol a partita in spagna, grandi numeri, preso per 100 miliardi (o qualcosa simile) dall'inter con grande scalporevittoliam wrote: beh oh magari in piscina si è esibito in 2-3 numeri degni di Flipper
intanto Ronaldo sì che è in gran forma
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solo 32 anni!!!!!!!pietro mira wrote: nel 1997 Ronaldo a soli 21 anni era il piu forte giocatore del mondo, media di 1 gol a partita in spagna, grandi numeri, preso per 100 miliardi (o qualcosa simile) dall'inter con grande scalpore
Chi l'avrebbe detto allora che a soli 32 anni si sarebbe ridotto cosi?
uè uè uè porta rispetto per i trentaduenni con un lieve accenno di panza.sonnechiosissimo wrote: solo 32 anni!!!!!!!
sembra più vecchio di mio padre!!!!!