Drugo Lebowski wrote:
Condivido praticamente su tutto, però questo passaggio mi lascia perplesso (a patto che abbia capito bene cosa volessi intendere tu, perchè anch'io nei tuoi post precedenti sui 2 diversi punti di vista sul "vedere" la situazione dei processi dei giudici e dei cittadini). Sarà perchè non sono un grande esperto di diritto, però mi sembra un pò strana. Partendo dal presupposto che l'imputato è effettivamente colpevole, chiunque viene condannato in primo grado ha convenienza a ricorrere in appello, per motivi ovvi: allungamento dei tempi del processo (quindi possibilità che si arrivi alla prescrizione), possibilità di ridurre la pena, ecc..Prendiamo il caso di Dell'Utri. E' stato condannato in primo grado a 9 anni, ovviamente ricorre in appello. Secondo questo ragionamento, sono cavoli del PM che non ha fatto ricorso all'appello per cui una roba del genere va bene? magari per il PM la pena giusta era di 10/11 anni, ma vale la pena prolungare ulteriormente un processo già di per se lentissimo per un anno o due? Ora nel (suo) processo di appello sono emerse ancora nuove prove, è normale non poter aumentare la pena? Magari ho scritto un sacco di stronzate, ma ripeto non sono per niente ferrato in questa materia, più che altro volevo capire se il mio ragionamento ha un senso oppure no.
Sulla riforma hai capito bene, il fatto che si ritenga che i PM abbiano interesse ad una condanna ed i cittadini alla prescrizione mi sembra lo spirito della riforma, ho cercato di spiegarne la logica, ed a me pare una porcheria, penso che l'interesse dei cittadini sia una sentenza giusta e basta.
Cambiamo argomento, solo per rispondere alle tue perplessità.
I tre gradi di giudizio sono fondamentali nel diritto, perchè un errore può sempre esserci, i tre gradi diminuiscono enormemente questa possibilità.
Nei primi due gradi si può discutere anche del merito (come sono avvenute le cose) in cassazione solo del diritto (come è stata applicata la legge, quindi non si parla più di prove e di fatti). La cassazione se ritiene il ricorso inconsistente può anche respingerlo senza fare un terzo grado.
In secondo grado si ricorre se si ritiene che la sentenza non sia stata giusta, se uno non ricorre la sentenza passa in giudicato.
Quindi, immaginando che io e te abbiamo una controversia legale, ovviamente civile, se uno dei due non è contento della sentenza può ricorrere in secondo grado. Se l'altro non ricorre, la sentenza gli sta bene, quindi la sentenza di appello non può essere migliorativa per lui.
La stessa cosa vale nel penale, il PM rappresenta l'accusa, se non si appella alla sentenza vuol dire che questa gli sembra adeguata (fosse per assurdo colluso con l'imputato il processo non sarebbe mai nemmeno iniziato, dato che il PM dirige le indagini, quindi questa evenienza non è da prendersi in considerazione). Dato che l'accusa ritiene la sentenza soddisfacente, in appello non si può avere una sentenza peggiorativa per l'imputato. il fatto però è molto raro, di solito se l'imputato si appella lo fa anche il PM. Emergono nuove prove? Ben difficilmente sono prove dell'accusa, se questa non si è appellata, altrimenti l'avrebbe fatto. Chi può portare nuove prove di accusa? Non certo un privato cittadino, ma solo gli inquirenti ed il Pm. Fra l'altro, in caso di fatto nuovo, c'è anche la possibilità di una revisione anche dopo il giudicato.
Che un condannato in primo grado possa appellarsi è uno dei pilastri del diritto, in quanto appunto, come detto sopra, l'interesse dei cittadini non è una sentenza ne di condanna ne di assoluzione, ma una sentenza giusta, ed un solo grado di giudizio aumenterebbe le probabilità di sentenza ingiusta.
Chi può dire se Dell'Utri, nell'esempio che fai, è un mafioso o una brava persona? Io? Te? No. Solo un giudice al termine di un processo, ed il fatto che lui possa avere la garanzia di un secondo grado da la stessa garanzia a te ed a me se dovessimo trovarci un domani nella stessa situazione. L'unica cosa è che nel secondo grado sveltirei il più possibile l'assunzione delle prove, dato che sono state sviscerate nel primo grado.