GIOCO PERICOLOSO
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Il gioco pericoloso non prevede il contatto fisico tra i calciatori. Se vi è contatto
fisico, l’azione diviene un’infrazione punibile con un calcio di punizione diretto
o con un calcio di rigore. In caso di contatto fisico, l’arbitro dovrà considerare
attentamente la probabilità che sia stata commessa una scorrettezza.
NEGLIGENZA, IMPRUDENZA, VIGORIA SPROPORZIONATA
“Negligenza” significa che il calciatore ha mostrato una mancanza di attenzione o
considerazione nell’effettuare un contrasto o che ha agito senza precauzione.
• Non c’è bisogno di sanzione disciplinare se un fallo è valutato come commesso
con negligenza.
“Imprudenza” significa che il calciatore ha agito con totale noncuranza del pericolo
o delle conseguenze per l’avversario.
• Un calciatore che gioca in una maniera imprudente deve essere ammonito.
Con “vigoria sproporzionata” si intende che il calciatore ha ecceduto di molto
nell’uso della forza necessaria, correndo il pericolo di provocare un infortunio
all’avversario.
• Un calciatore che usa vigoria sproporzionata deve essere espulso.
L'arbitro per me avrebbe dovuto ammonire il giocatore per la sua imprudenza. Ma, regolamento alla mano, l'espulsione non è cosi improbabile e tutto si gioca sulla discrezionalità:
1- Non può essere gioco pericoloso perché c'è un contatto e dunque v'è un infrazione. Chi sostiene questa tesi semplicemente non conosce la regola del gioco pericoloso.
2- La negligenza c'è sicuramente perché Nani non presta alcuna attenzione. Dunque l'infrazione va fischiata e potenzialmente sanzionata.
>>>Punizione.
3- L'imprudenza c'è perché Nani non si cura del pericolo o delle conseguenze per l'avversario. Volontarietà o involontarietà fa poca differenza e infatti questa parte del regolamento non le nomina neppure velatamente. Se un giocatore alza la gamba a quel modo sta a lui controllare che non vi sia nessuno nei paraggi, altrimenti è pienamente passibile di imprudenza.
>>>Ammonizione obbligatoria.
4- La vigoria sproporzionata... Dal punto di vista regolamentare è richiesto un uso eccessivo della forza tale da cagionare un potenziale infortunio all'avversario e qui lo spettro della volontarietà si affaccia nell'interpretazione arbitrale. Guardando il replay dall'angolazione giusta si vede chiaramente che Nani, nel tentativo di controllare il pallone in aria, impatta contro Arbeloa per imprudenza. Poi però, nel tentativo di bilanciarsi (o vai a sapere cosa) una volta appoggiata la suola sull'avversario, da una spinta affondando con forza la gamba sul costato del difensore del Real Madrid. Il gesto c'è e non è naturale: Nani lo fa deliberatamente, se per istinto o volontà di far male spetta all'arbitro giudicarlo. Vi sono dunque gli estremi affinché la fattispecie della "vigoria sproporzionata" possa essere integrata e qui entra in gioco la discrezionalità basata sull'uso eccessivo della forza e il rischio di infortunare l'avversario.
>>>Espulsione obbligatoria.
Io do questa interpretazione: l'arbitro ha evidentemente ravvisato una potenziale vigoria spropositata legata al gesto dopo l'impatto. La forza eccessiva c'è perché Nani estende la gamba sul corpo dell'avversario in un gesto innaturale e dunque a questo punto l'arbitro si chiede: 1) Ha ecceduto di molto nell'uso della forza? 2) Ha corso il pericolo di procurare un infortunio all'avversario? Qui entra in campo la discrezionalità e tutto può accadere. Il direttore di gara chiama l'intervento dell'infermeria e si avvicina a Nani che rimane a terra. Aspetta l'aiuto degli assistenti (che non arriva o arriva sbagliato, questo non lo sappiamo) e nello stesso tempo valuta possa esservi vigoria spropositata per i criteri sopra elencati. Il restare a terra prolungato da parte di Nani per un non-infortunio probabilmente convince l'arbitro della volontarietà del gesto e del tentativo di mascherarla da impatto fortuito che ha lesionato entrambi i giocatori. Cosi orienta la sua discrezionalità che già vi aveva ravvisato imprudenza, forza eccessiva e rischio di infortunio per l'avversario. Somma le cose e prende la sua decisione: espulsione.
Era espulsione? Probabilmente un'ammonizione era più corretta. Poteva starci l'espulsione? Potenzialmente si, perché gli estremi vi erano e sta all'arbitro valutare discrezionalmente la scelta da prendere. Ha valutato male? Probabilmente si, ma in quest'ambito il regolamento cede il passo: una volta che la fattispecie di "vigoria spropositata" è integrabile l'arbitro è legittimato a comminare un cartellino rosso secondo la propria personale valutazione che spetta solo ed esclusivamente a lui.
Lo scandalo è nato dal fatto che l'episodio ha condizionato pesantemente una partita molto importante e seguita che fino a quel momento aveva visto l'andamento a favore di una squadra, salvo poi cambiare completamente dopo l'espulsione. Ma ad un arbitro questo non interessa e non deve interessare. Spesso ci si rivolge al buon senso del direttore di gara, ma il suo ruolo è prima di tutto quello di applicare il regolamento, poi all'interno di quello prescritto dai vari articoli c'è posto per il buon senso/interpretazione/discrezionalità, ma essendo appunto tale se conforme al regolamento va accettato.
Accusare Cakir di severità eccessiva o di errata interpretazione è legittimo (e personalmente sono d'accordo), ma dire che ha preso una decisione completamente fuori dal contesto, mi dispiace, ma è pura ignoranza delle regole dei gioco.