Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?
Posted: 15/11/2009, 16:50
perfettamente concorde con il post di doc g 
hall of fame
https://oldforum.playitusa.com/
Zio Doc, letto tutto ma mi sono un pò perso nei meandri.doc G wrote: Al di la degli appelli, ne leggeremo a migliaia, il punto è proprio la logica che sottintende la proposta.
Seguiamo il ragionamento, immaginando una catena consequenziale.
1) I processi sono troppo lunghi, sia i penali che i civili, come pure quelli amministrativi.
qui penso che nessuno di noi possa eccepire alcunchè, i tempi della giustizia italiana sono ridicoli, molte volte organismi internazionali ci hanno condannato per questo. Si tratta di tempi indegni del concetto stesso di giustizia, anzi, lo calpestano e lo rendono ridicolo.
2) I magistrati italiani sostanzialmente sono una casta intoccabile.
qui sostanzialmente condivido, anche se se ne potrebbe parlare. Per fortuna la maggior parte dei magistrati è composta da gente che cerca di fare il suo lavoro al meglio delle proprie capacità, ma sul controllo del CSM faccio notare solo un caso, piuttosto chiarificatore: la Forleo dopo essere stata coinvolta nel più assurdo ed inconcepibile caso della giustizia italiana, il caso Tortora, giustificabile solo con l'incapacità, la presunzione e la scarsa intelligenza dei giudici del caso, è stata promossa, dopo aver criticato i colleghi è stata trasferita a sede meno prestigiosa.
Da ciò queste premesse, sicuramente condivisibili, possiamo trarre due conclusioni differenti, dipendenti dalla terza premessa che possiamo fare, e le premesse fatte sono due, totalmente differenti:
1) L'interesse che si arrivi ad una sentenza penale giusta è del Popolo Italiano nel suo complesso:
allora la conseguenza è che occorre riformare il CSM, separare le carriere di giudici e PM, dando agli uni il controllo sugli altri, controllare che i magistrati lavorino, con badge magnetici e quant'altro, e riformare il processo penale, sveltendo il più possibile le procedure per l'assunzione di prove, consentendo a polizia giudiziaria e GIP di inserire le prove documentali e le perizie già nel rinvio a giudizio, rendere l'udienza per la decisione sul rinvio a giudizio una vera udienza anzichè una mera ratifica delle richieste del PM, obbligare i PM a motivare davvero le richieste di appello, cosa che a volte fanno ed a volte no, rendere molto più complessi i rinvii e vietarli del tutto in quelle udienze in cui è sufficiente la presenza dell'avvocato, oltre ad altre modifiche, queste sono semplici idee da buon senso campagnolo, una riforma organica può fare molto di più e molto meglio.
2) L'interesse che si arrivi ad una sentenza di condanna è esclusivamente dei giudici, l'interesse del cittadino è che ci siano assoluzioni rapide, almeno nei reati che non sono commessi con violenza.
In questo secondo caso la conseguenza è che se il giudice non riesce a condannare a breve cavoli suoi ed il procedimento si prescrive.
Ecco, a me la cosa molto ma molto preoccupante pare proprio il fatto che qualcuno possa anche solo immaginare questo ultimo scenario.
Del resto si può parlare di tutto, anche di lodi, ma se si parte da questi presupposti ritengo molto difficile anche solo immaginare una discussione costruttiva.
Aspetta, il mio ragionamento è differente, lo ripeto. Ci sono due possibili presupposti (finali, dopo il resto del ragionamento) da cui partire per effettuare una siforma del sistema giudiziario:dreamtim wrote: Zio Doc, letto tutto ma mi sono un pò perso nei meandri.
Non seguo la logica però, sei caduto anche tu nella trappola dei giudici casta intoccabile e fonte di ogni male?
so che non è cosi, ma a leggere... :lol2:
la frase finale " L'interesse che si arrivi ad una sentenza di condanna è esclusivamente dei giudici, l'interesse del cittadino è che ci siano assoluzioni rapide, almeno nei reati che non sono commessi con violenza".
un pò da "paura paura" :D
qua si resta una sparuta minoranza :lol2:
Condivido molti dei tuoi ragionamenti, come proposta alternativa alle vomitate infinite degli strisciosi che per leccare il culo ad un nano più che strisciare non possono, ci sarebbero. L'altro giorno ad anno zero ho sentito l'intevento di Da vigo, mi sembra si chiami così, l'ex mani pulite, che diceva una cosa a me sconosciuta e francamente piuttosto idiota. Nei processi d'appello le sentenze le pene non possono aumentare, possono solo essere confermate o diminuire. Questa cosa succede solo in Italia, dove ovviamente tutti, anche chi sa già di averla in parte sfangata nel primo grado, fanno appello, così i processi si prolungano in maniera assurda. Poi ha dato alti dati sconcertanti riguardo alle differenze tra l'Italia e il resto del mondo, per così dire, civile. Concordo sul discorso della casta, purtroppo però, chi è senza peccato scagli la prima pietra. In Italia chi ha un privilegio, lo conserva con le unghie e con i denti, senza mai porsi il problema se sia legittimo o figlio di precedenti soprusi e qui non sto parlando di massimi sistemi, ma anche del parcheggio sotto casa. La coscenza civile nel nostro paese è morta, amen.doc G wrote:
Non c'è dubbio su quel che dici dei magistrati. Io mica li volevo indicare come colpevoli unici di chissà cosa, ci sono innumerevoli cause del fatto che il sistema non funzioni ed uno è il fatto che l'ordine dei magistrati funzioni in quel modo, ma solo uno dei tanti elementi. Ad esempio i procedimenti mostrano il fianco sotto tanti punti di vista.frog wrote: Condivido molti dei tuoi ragionamenti, come proposta alternativa alle vomitate infinite degli strisciosi che per leccare il culo ad un nano più che strisciare non possono, ci sarebbero. L'altro giorno ad anno zero ho sentito l'intevento di Da vigo, mi sembra si chiami così, l'ex mani pulite, che diceva una cosa a me sconosciuta e francamente piuttosto idiota. Nei processi d'appello le sentenze le pene non possono aumentare, possono solo essere confermate o diminuire. Questa cosa succede solo in Italia, dove ovviamente tutti, anche chi sa già di averla in parte sfangata nel primo grado, fanno appello, così i processi si prolungano in maniera assurda. Poi ha dato alti dati sconcertanti riguardo alle differenze tra l'Italia e il resto del mondo, per così dire, civile. Concordo sul discorso della casta, purtroppo però, chi è senza peccato scagli la prima pietra. In Italia chi ha un privilegio, lo conserva con le unghie e con i denti, senza mai porsi il problema se sia legittimo o figlio di precedenti soprusi e qui non sto parlando di massimi sistemi, ma anche del parcheggio sotto casa. La coscenza civile nel nostro paese è morta, amen.
Ci sta tutto il ragionamento. A mio modo di vedere però, in un sistema ideale, la prescrizione è interesse solo di chi sa di aver commesso reato e sa che quello è l'unico modo per non pagare. L'interesse del cittadino "pulito" è quello di vedersi assolto. Ma forse posso aver capito male qualche passaggio.doc G wrote:
2) Una sentenza di condanna è interesse dei magistrati, la prescrizione dei cittadini.
Il concetto è sbagliato in se.kanon wrote: Ci sta tutto il ragionamento. A mio modo di vedere però, in un sistema ideale, la prescrizione è interesse solo di chi sa di aver commesso reato e sa che quello è l'unico modo per non pagare. L'interesse del cittadino "pulito" è quello di vedersi assolto. Ma forse posso aver capito male qualche passaggio.
Chiaro che in un sistema malato come quello italiano, dove per arrivare a sentenza definitiva di acqua sotto i ponti ne passa tanta, l'interesse tra le due categorie di cittadini viene a coincidere con la prescrizione
Esatto, grazie, dico per l'ennesima volta che quel presupposto è alla base della riforma, ed il mio presupposto è, invece, opposto, spiegavo perchè il progetto di riforma non è condivisibile.Hobbit83 wrote:Poi
Il concetto è sbagliato in se.
La condanna di un colpevole è importante per il cittadino tanto quanto l'assoluzione di un innocente.
E questo è quel che sostiene anche Doc, se non ho capito male.
Ah non li conosco nemmeno loro, non sono mica in trasferta io! Comunque sì, hai ragione.lleo wrote: Sì ma ditegli ai napoletani di scegliere uno che sappia parlare! :lol2:
Grazie mille.lleo wrote: Comunque bel lavoro come sempre![]()
Condivido praticamente su tutto, però questo passaggio mi lascia perplesso (a patto che abbia capito bene cosa volessi intendere tu, perchè anch'io nei tuoi post precedenti sui 2 diversi punti di vista sul "vedere" la situazione dei processi dei giudici e dei cittadini). Sarà perchè non sono un grande esperto di diritto, però mi sembra un pò strana. Partendo dal presupposto che l'imputato è effettivamente colpevole, chiunque viene condannato in primo grado ha convenienza a ricorrere in appello, per motivi ovvi: allungamento dei tempi del processo (quindi possibilità che si arrivi alla prescrizione), possibilità di ridurre la pena, ecc..Prendiamo il caso di Dell'Utri. E' stato condannato in primo grado a 9 anni, ovviamente ricorre in appello. Secondo questo ragionamento, sono cavoli del PM che non ha fatto ricorso all'appello per cui una roba del genere va bene? magari per il PM la pena giusta era di 10/11 anni, ma vale la pena prolungare ulteriormente un processo già di per se lentissimo per un anno o due? Ora nel (suo) processo di appello sono emerse ancora nuove prove, è normale non poter aumentare la pena? Magari ho scritto un sacco di stronzate, ma ripeto non sono per niente ferrato in questa materia, più che altro volevo capire se il mio ragionamento ha un senso oppure no.doc G wrote: Per altro l'impossibilità di modifica in appello in senso peggiorativo vale solo se si appella l'imputato, se si appella il PM certo che può cambiare la sentenza, e la cosa mi sembra anche normale. Se si appella solo una parte e l'altra no, vuol dire che alla parte che non si appella la sentenza va bene così, quindi non rompa le scatole, se un PM non è soddisfatto della sentenza e lascia scadere i termini per l'appello ovvio che la sentenza non possa essere modificata in senso peggiorativo.
Di norma se il PM non si appella è perchè la sentenza a lui va bene, quindi difficilmente l'imputato l'ha sfangata, a meno che il PM sia colluso o sia, chiamiamolo così, distratto.