COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
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francilive
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
molto strana la posizione di bertani. non ha rilasciato dichiarazioni, dunque aspetta il procedimento vero e proprio e in sede sportiva si prenderà quasi certamente due anni. e ancora più strano è il fatto che il suo legale non abbia richiesto l'istanza di scarcerazione.
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
Sangue sul calcioscommesse: ucciso il bulgaro che denunciò lo scandalo
Due feriti sono meglio di un morto. Yordan Petrov Dinov, 40anni, responsabile bulgaro dell'agenzia di scommesse SkySport365 (la stessa che per prima denunciò il flusso di puntate anomale sulle partite italiane), sottoscriverebbe la frase di Buffon, non fosse che due mesi fa è stato freddato a colpi di pistola dopo aver denunciato una probabile combine nel suo Paese.
Con i milioni non si scherza. L'aveva raccontato il portiere Marco Paoloni all'alba dell'inchiesta, un anno fa, rivelando che dopo aver garantito l'over per Benevento-Pisa, finita invece 1-0, era stato minacciato da Bellavista e Giannone, e aveva dovuto consegnare un assegno da 300mila euro a un «tale di Bari» dalle intenzioni non pacifiche: «Mi ha minacciato con una pistola. Ricordo che fece il gesto di estrarla dalla giacca e io ho avuto modo di vedere nitidamente l´arma».
Dinov è il primo morto ammazzato di scommesse che salta fuori nell'inchiesta del calcio marcio. E obbliga a riconsiderare un aspetto dell'indagine che, fino a ora, era rimasto marginale. Quello della violenza, minacciata o praticata per non far sgarrare i tanti, troppi protagonisti delle combine: calciatori e dirigenti, scommettitori e intermediari.
E a rimarcare il concetto, due giorni fa, ha provveduto l'ex portiere del Bellinzona Matteo Gritti, raccontando quale modo il "boss" degli zingari, il macedone Hristiyan Ilievski, nato in Bulgaria, aveva trovato per convincere lui e l'allenatore in seconda della squadra svizzera a collaborare con la rete internazionale del calcio marcio per falsare il campionato elvetico. «Se non lo fate, vi sparo nelle gambe». Minaccia credibile, visto il curriculum del capo degli «zingari» e di molti dei suoi sodali: lui ha precedenti per omicidio, e così anche il suo «autista tuttofare», Rade Trajkovski.
Eppure, fino a venerdì scorso, il massimo che s'era detto di Ilievski è che era uno che sapeva incutere timore, stando alle testimonianze dei calciatori spaventati (non al punto da non buttarsi nel business) dal bulgaro con tatuaggi di Scarface e cicatrici, che intervistato da Repubblica in Macedonia mostra orgoglioso ai cronisti la sua pistola. Guascone o violento, il «boss»? Alla luce dell'interrogatorio di Gritti, in lacrime davanti al gip, chi lo considerava solo «pittoresco» potrebbe aver cambiato idea. Non gli inquirenti, che non hanno mai sottovalutato la potenziale pericolosità del personaggio. E non solo la sua, visti i milioni in ballo per ogni singola partita.
Per questo l'omicidio di Dinov ha colpito gli inquirenti, ancora prima delle minacce di gambizzazione rivelate venerdì da Gritti. La segnalazione del fattaccio è arrivata alla procura di Cremona a metà aprile. Il nome del povero Dinov non era emerso in Last Bet, ma l'episodio è strettamente legato al mondo delle scommesse clandestine, come spiega l'Interpol: «Vi informiamo che le autorità di Sofia stanno indagando su un omicidio collegato alle scommesse illegali nel mondo del calcio (...) il 4 aprile scorso a Sofia è stato ucciso il cittadino bulgaro Yordan Petrov Dinov, nato il 24.08.1972, titolare e legale rappresentante di due agenzie di gioco d'azzardo in internet: scommesse su eventi sportivi (incontri di calcio, ecc.)».
Dinov, secondo i media bulgari, era quasi una celebrità nel gambling sul calcio. Eppure ha deciso di allertare l'Uefa. La sua denuncia non dev'essere andata giù a qualcuno, che ha pensato bene di freddarlo a colpi di pistola, nel centro della capitale del Paese balcanico. Meno di 72 ore dopo il 90' di quella partita in odore di combine.
Possibile movente dell'omicidio? «Secondo le informazioni disponibili, Dinov ha inviato un rapporto alla sede della Uefa in Svizzera nel quale indicava che a causa della corruzione nella lega calcio bulgara alcuni incontri del campionato bulgaro erano stati predeterminati». In particolare, il match incriminato era Cherno More-Lokomotiv Sofia, terminato 3-0, lo scorso 1 aprile.
Dinov, secondo i media bulgari, era quasi una celebrità nel gambling sul calcio. Eppure ha deciso di allertare l'Uefa. La sua denuncia non dev'essere andata giù a qualcuno, che ha pensato bene di freddarlo a colpi di pistola, nel centro della capitale del Paese balcanico. Meno di 72 ore dopo il 90' di quella partita in odore di combine.
Due feriti sono meglio di un morto. Yordan Petrov Dinov, 40anni, responsabile bulgaro dell'agenzia di scommesse SkySport365 (la stessa che per prima denunciò il flusso di puntate anomale sulle partite italiane), sottoscriverebbe la frase di Buffon, non fosse che due mesi fa è stato freddato a colpi di pistola dopo aver denunciato una probabile combine nel suo Paese.
Con i milioni non si scherza. L'aveva raccontato il portiere Marco Paoloni all'alba dell'inchiesta, un anno fa, rivelando che dopo aver garantito l'over per Benevento-Pisa, finita invece 1-0, era stato minacciato da Bellavista e Giannone, e aveva dovuto consegnare un assegno da 300mila euro a un «tale di Bari» dalle intenzioni non pacifiche: «Mi ha minacciato con una pistola. Ricordo che fece il gesto di estrarla dalla giacca e io ho avuto modo di vedere nitidamente l´arma».
Dinov è il primo morto ammazzato di scommesse che salta fuori nell'inchiesta del calcio marcio. E obbliga a riconsiderare un aspetto dell'indagine che, fino a ora, era rimasto marginale. Quello della violenza, minacciata o praticata per non far sgarrare i tanti, troppi protagonisti delle combine: calciatori e dirigenti, scommettitori e intermediari.
E a rimarcare il concetto, due giorni fa, ha provveduto l'ex portiere del Bellinzona Matteo Gritti, raccontando quale modo il "boss" degli zingari, il macedone Hristiyan Ilievski, nato in Bulgaria, aveva trovato per convincere lui e l'allenatore in seconda della squadra svizzera a collaborare con la rete internazionale del calcio marcio per falsare il campionato elvetico. «Se non lo fate, vi sparo nelle gambe». Minaccia credibile, visto il curriculum del capo degli «zingari» e di molti dei suoi sodali: lui ha precedenti per omicidio, e così anche il suo «autista tuttofare», Rade Trajkovski.
Eppure, fino a venerdì scorso, il massimo che s'era detto di Ilievski è che era uno che sapeva incutere timore, stando alle testimonianze dei calciatori spaventati (non al punto da non buttarsi nel business) dal bulgaro con tatuaggi di Scarface e cicatrici, che intervistato da Repubblica in Macedonia mostra orgoglioso ai cronisti la sua pistola. Guascone o violento, il «boss»? Alla luce dell'interrogatorio di Gritti, in lacrime davanti al gip, chi lo considerava solo «pittoresco» potrebbe aver cambiato idea. Non gli inquirenti, che non hanno mai sottovalutato la potenziale pericolosità del personaggio. E non solo la sua, visti i milioni in ballo per ogni singola partita.
Per questo l'omicidio di Dinov ha colpito gli inquirenti, ancora prima delle minacce di gambizzazione rivelate venerdì da Gritti. La segnalazione del fattaccio è arrivata alla procura di Cremona a metà aprile. Il nome del povero Dinov non era emerso in Last Bet, ma l'episodio è strettamente legato al mondo delle scommesse clandestine, come spiega l'Interpol: «Vi informiamo che le autorità di Sofia stanno indagando su un omicidio collegato alle scommesse illegali nel mondo del calcio (...) il 4 aprile scorso a Sofia è stato ucciso il cittadino bulgaro Yordan Petrov Dinov, nato il 24.08.1972, titolare e legale rappresentante di due agenzie di gioco d'azzardo in internet: scommesse su eventi sportivi (incontri di calcio, ecc.)».
Dinov, secondo i media bulgari, era quasi una celebrità nel gambling sul calcio. Eppure ha deciso di allertare l'Uefa. La sua denuncia non dev'essere andata giù a qualcuno, che ha pensato bene di freddarlo a colpi di pistola, nel centro della capitale del Paese balcanico. Meno di 72 ore dopo il 90' di quella partita in odore di combine.
Possibile movente dell'omicidio? «Secondo le informazioni disponibili, Dinov ha inviato un rapporto alla sede della Uefa in Svizzera nel quale indicava che a causa della corruzione nella lega calcio bulgara alcuni incontri del campionato bulgaro erano stati predeterminati». In particolare, il match incriminato era Cherno More-Lokomotiv Sofia, terminato 3-0, lo scorso 1 aprile.
Dinov, secondo i media bulgari, era quasi una celebrità nel gambling sul calcio. Eppure ha deciso di allertare l'Uefa. La sua denuncia non dev'essere andata giù a qualcuno, che ha pensato bene di freddarlo a colpi di pistola, nel centro della capitale del Paese balcanico. Meno di 72 ore dopo il 90' di quella partita in odore di combine.
- knaus
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
Calcio scommesse - Scommesse, ora tocca al Bologna
mer, 06 giu 11:01:00 2012
I giocatori rossoblu verranno ascoltati da Palazzi in merito a Bologna-Bari 0-4 del 2011. Particolarmente difficile la posizione di Daniele Portanova, indagato dalla procura di Bari (Foto Ap/LaPresse)
“Daniele, vengono da te due miei parenti che vogliono visitare la città. Trattali bene…”. Questo è più o meno il testo della telefonata che avrebbe fatto Andrea Masiello a Portanova in vista della partita tra Bologna e Bari del maggio 2011 terminata con il netto successo dei galletti, 4-0. Il giocatore avrebbe però avvertito i suoi compagni della telefonata e della seguente visita ritenuta strana. Ma, nel migliore dei casi, si tratterebbe comunque di omessa denuncia.
Secondo il pm, questa presunta telefonata nasconderebbe ben altro messaggio: i parenti altro non sarebbero che due emissari andati da Portanova per trattare. Siamo nel campo del condizionale, perché tutto è ancora incerto, tutto ancora da dimostrare. Tutto fortemente smentito dallo stesso Portanova che anzi avrebbe detto di aver sempre fatto tutto il possibile per “stroncare sul nascere ogni tentativo”. Parole che avrebbero convinto Palazzi a non lasciare niente di intentato e ad ascoltare tutti. “Meglio”, avrebbe detto.
Per questo Palazzi ha deciso di convocare praticamente tutti quei giocatori che, all’epoca dei fatti, vestivano la maglia del Bologna o del Bari: Portanova, Gimenez e l'allora portiere del Bari Gillet, ora in rossoblù (ascoltati domani), Morleo, Cherubin, Mudingayi, Paponi, Viviano, Moras, Ekdal, Della Rocca, Mutarelli, Rubin, Siligardi, Meggiorini e l'ex capitano Di Vaio fatto rientrare per l’occasione dal Canada, previsti in Procura federale tra il 14 e il 22 giugno.
mer, 06 giu 11:01:00 2012
I giocatori rossoblu verranno ascoltati da Palazzi in merito a Bologna-Bari 0-4 del 2011. Particolarmente difficile la posizione di Daniele Portanova, indagato dalla procura di Bari (Foto Ap/LaPresse)
“Daniele, vengono da te due miei parenti che vogliono visitare la città. Trattali bene…”. Questo è più o meno il testo della telefonata che avrebbe fatto Andrea Masiello a Portanova in vista della partita tra Bologna e Bari del maggio 2011 terminata con il netto successo dei galletti, 4-0. Il giocatore avrebbe però avvertito i suoi compagni della telefonata e della seguente visita ritenuta strana. Ma, nel migliore dei casi, si tratterebbe comunque di omessa denuncia.
Secondo il pm, questa presunta telefonata nasconderebbe ben altro messaggio: i parenti altro non sarebbero che due emissari andati da Portanova per trattare. Siamo nel campo del condizionale, perché tutto è ancora incerto, tutto ancora da dimostrare. Tutto fortemente smentito dallo stesso Portanova che anzi avrebbe detto di aver sempre fatto tutto il possibile per “stroncare sul nascere ogni tentativo”. Parole che avrebbero convinto Palazzi a non lasciare niente di intentato e ad ascoltare tutti. “Meglio”, avrebbe detto.
Per questo Palazzi ha deciso di convocare praticamente tutti quei giocatori che, all’epoca dei fatti, vestivano la maglia del Bologna o del Bari: Portanova, Gimenez e l'allora portiere del Bari Gillet, ora in rossoblù (ascoltati domani), Morleo, Cherubin, Mudingayi, Paponi, Viviano, Moras, Ekdal, Della Rocca, Mutarelli, Rubin, Siligardi, Meggiorini e l'ex capitano Di Vaio fatto rientrare per l’occasione dal Canada, previsti in Procura federale tra il 14 e il 22 giugno.
- FletcherLynd
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
il metodo utilizzato da ogni procura (ogni procura seria, almeno) è quello di invitare i "pentiti" a collaborare, e poi andare alla ricerca di RISCONTRI. non si condanna la gente in base ai "si dice", e soprattutto si vagliano con attenzione le dichiarazioni "eteroaccusatorie" come si suol dire in gergo tecnico.rene144 wrote:Certo, ma che c'entra il "metodo Palazzi"? E' un metodo usato da qualsiasi procura, quello di concedere sconti a chi collabora. E' l'unico incentivo utilizzabile per indurre a collaborare. Perché dovrebbero farlo altrimenti? Se poi si accerterà che Carobbio si sia inventato certe cose, allora dovrà pagare maggiormente.
Scusate, sarò ingenuo, ma non capisco il problema di questa situazione. Le indagini servono proprio per appurare la verità.
tanto per fare un esempio, quando un pm ha di fronte a sè un pentito, la prima cosa che gli dice è "bene, ora ti sei pentito, vuoi toglierti un peso dalla coscienza, restituire alla società quello che le hai tolto, poter guardare in faccia i tuoi figli eccecc. quindi ora ci sediamo qui, e mi dici tutto quello che sai. e intendo dire TUTTO, fino al dettaglio più insignificante, ma non è che tra due anni salti su e ti metti a dire 'ah scusate, mi sono ricordato di un altro mafioso di cui due anni fa non vi avevo parlato!!!'"
palazzi si comporta nel modo diametralmente opposto: ha detto esplicitamente, e più volte, che per lui le accuse "a rate" dei pentiti sono più affidabili mano a mano che si va avanti, perché c'è un "percorso" di pentimento e riabilitazione e purificazione della coscienza e puttanate del genere.
è un discorso che non sta né in cielo né in terra, né giuridicamente né logicamente, ma che porta all'aberrazione per cui carobbio o gervasoni, al settimo o ottavo interrogatorio, e magari a uno o due anni dai primi, continuano a dire nomi nuovi e palazzi li butta nel tritacarne senza nemmeno sbattersi a cercare troppi riscontri.
è una farsa.
senza contare che alcuni giocatori (tipo Mora) hanno detto candidamente di aver "collaborato" limitandosi a leggere i nomi sul giornale e a ripeterli a pappagallo, senza aver mai saputo nulla di quelle vicende e solo per portarsi a casa una pena minima. e infatti mora 4 mesi, altri, che c'entravano quanto mora, cioè zero, 4 anni.
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rene144
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
Si, ok, ma non c'entra niente con quello di cui si parlava sopra.FletcherLynd wrote:palazzi si comporta nel modo diametralmente opposto: ha detto esplicitamente, e più volte, che per lui le accuse "a rate" dei pentiti sono più affidabili mano a mano che si va avanti, perché c'è un "percorso" di pentimento e riabilitazione e purificazione della coscienza e puttanate del genere.
E pure questo non c'entra. Che vuol dire? Se Palazzi gli ha "suggerito" di fare così, allora è gravissimo. Ma se non gliel'ha detto ed è stata un'idea di Mora per avere uno sconto di pena, che c'entra Palazzi?senza contare che alcuni giocatori (tipo Mora) hanno detto candidamente di aver "collaborato" limitandosi a leggere i nomi sul giornale e a ripeterli a pappagallo, senza aver mai saputo nulla di quelle vicende e solo per portarsi a casa una pena minima. e infatti mora 4 mesi, altri, che c'entravano quanto mora, cioè zero, 4 anni.
Poi il fatto che ritenga credibili "pentimenti senza riscontri" è ridicolo, certo, ma lì si parlava di "metodo Palazzi" in relazione a quanto detto da Locatelli, e lì non vedo assolutamente niente per cui lamentarsi. Locatelli dice di non aver fatto nomi a caso anche a costo di rinunciare ad uno sconto di pena. Embè? Ripeto: a meno che non si stia accusando Palazzi di suggerire di fare nomi a caso (e finora, fra le tante magagne emerse, almeno questa non c'è ancora), allora non vedo il problema.
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francilive
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
assolutamente, è un'aberrazione.FletcherLynd wrote:il metodo utilizzato da ogni procura (ogni procura seria, almeno) è quello di invitare i "pentiti" a collaborare, e poi andare alla ricerca di RISCONTRI. non si condanna la gente in base ai "si dice", e soprattutto si vagliano con attenzione le dichiarazioni "eteroaccusatorie" come si suol dire in gergo tecnico.rene144 wrote:Certo, ma che c'entra il "metodo Palazzi"? E' un metodo usato da qualsiasi procura, quello di concedere sconti a chi collabora. E' l'unico incentivo utilizzabile per indurre a collaborare. Perché dovrebbero farlo altrimenti? Se poi si accerterà che Carobbio si sia inventato certe cose, allora dovrà pagare maggiormente.
Scusate, sarò ingenuo, ma non capisco il problema di questa situazione. Le indagini servono proprio per appurare la verità.
tanto per fare un esempio, quando un pm ha di fronte a sè un pentito, la prima cosa che gli dice è "bene, ora ti sei pentito, vuoi toglierti un peso dalla coscienza, restituire alla società quello che le hai tolto, poter guardare in faccia i tuoi figli eccecc. quindi ora ci sediamo qui, e mi dici tutto quello che sai. e intendo dire TUTTO, fino al dettaglio più insignificante, ma non è che tra due anni salti su e ti metti a dire 'ah scusate, mi sono ricordato di un altro mafioso di cui due anni fa non vi avevo parlato!!!'"
palazzi si comporta nel modo diametralmente opposto: ha detto esplicitamente, e più volte, che per lui le accuse "a rate" dei pentiti sono più affidabili mano a mano che si va avanti, perché c'è un "percorso" di pentimento e riabilitazione e purificazione della coscienza e puttanate del genere.
è un discorso che non sta né in cielo né in terra, né giuridicamente né logicamente, ma che porta all'aberrazione per cui carobbio o gervasoni, al settimo o ottavo interrogatorio, e magari a uno o due anni dai primi, continuano a dire nomi nuovi e palazzi li butta nel tritacarne senza nemmeno sbattersi a cercare troppi riscontri.
è una farsa.
senza contare che alcuni giocatori (tipo Mora) hanno detto candidamente di aver "collaborato" limitandosi a leggere i nomi sul giornale e a ripeterli a pappagallo, senza aver mai saputo nulla di quelle vicende e solo per portarsi a casa una pena minima. e infatti mora 4 mesi, altri, che c'entravano quanto mora, cioè zero, 4 anni.
uno schifo in cui devi solo sperare che non ti mettano in mezzo.
coloro che hanno più credito in questa situazione, sono quei merdosi che erano realmente implicati nel giro di scommesse, che andrebbero radiati senza nemmeno dar loro la possibilità di collaborare.
questo dal punto di vista della giustizia sportiva.
le indagini le faccia la giustizia ordinaria, che ha i mezzi per produrle.
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
non potrei essere più d'accordo.francilive wrote: assolutamente, è un'aberrazione.
uno schifo in cui devi solo sperare che non ti mettano in mezzo.
coloro che hanno più credito in questa situazione, sono quei merdosi che erano realmente implicati nel giro di scommesse, che andrebbero radiati senza nemmeno dar loro la possibilità di collaborare.
questo dal punto di vista della giustizia sportiva.
le indagini le faccia la giustizia ordinaria, che ha i mezzi per produrle.
sarebbe da ripetere a quelli che "eh ma per me uno che va in nazionale dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto" (cit.)
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
Processo telecom
L'operazione Ladroni mi venne commissionata dall'Inter nella persona di Moratti, poi la feci con Facchetti": lo ha detto Tavaroli rispondendo alla domanda del legale dell'ex arbitro De Santis.L'operazione "Ladroni" portò l'ufficio sicurezza di Telecom a indagare sui rapporti tra Luciano Moggi e alcuni arbitri di serie A.
L'operazione Ladroni mi venne commissionata dall'Inter nella persona di Moratti, poi la feci con Facchetti": lo ha detto Tavaroli rispondendo alla domanda del legale dell'ex arbitro De Santis.L'operazione "Ladroni" portò l'ufficio sicurezza di Telecom a indagare sui rapporti tra Luciano Moggi e alcuni arbitri di serie A.
I survived 12-70, "the decision", the Dwightmare, and the "Melodrama"
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
Questa roba è di una gravità terrificante. A che punto del processo stanno?jason wrote:Processo telecom
L'operazione Ladroni mi venne commissionata dall'Inter nella persona di Moratti, poi la feci con Facchetti": lo ha detto Tavaroli rispondendo alla domanda del legale dell'ex arbitro De Santis.L'operazione "Ladroni" portò l'ufficio sicurezza di Telecom a indagare sui rapporti tra Luciano Moggi e alcuni arbitri di serie A.
L'Inter è prescritta per le intercettazioni, giusto? Ma per questo invece? Cosa rischia a livello penale e sportivo?
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
Incredibile questa cosa, chi l'avrebbe mai immaginata...
...Rene mi stupisco che tu ti stupisca... 
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
un po' in ritardo, posto l'opinione di Sergio Tavčar (cnosciuto più per il basket che per altro) sul caso Buffon/Gazzetta:
http://www.sergiotavcar.com/index.php?o ... &Itemid=56Mistero Buffo-n
Scritto da Sergio Tavčar
Venerdì 01 Giugno 2012 21:55
Come state? Quanto tempo non ci sentiamo? Molto. Mi scuso. La settimana scorsa ero impegnato con le telecronache degli Europei di nuoto (quante volte ho detto che la testa è fondamentale? Meditate sul caso Pellegrini), per cui mi sono perso tutta una serie di partite di basket con la serie finale in Grecia in primis (ahimè, non ho visto proprio niente, perché erano a orari in cui ero in cabina di commento), con i playoff spagnoli in secundis, con l'NBA in tertiis e ad cetera, per continuare a fare il figo, con i playoff italiani. Mi sono rifatto un tantino in questi ultimi giorni, ma sono sicuramente ancora molte miglia dietro a voi che mi leggete e commentate, per cui lascio parlare a voi e semmai dirò qualcosa alla fine delle danze, sempre però tenendo conto del fatto che siete molto più informati di me, per cui qualunque cosa dicessi potrebbe anche essere una solenne baggianata. Fra l'altro in questi giorni mi sono anch'io lasciato un tantino contagiare dalla mania hockeyistica che ha pervaso la Slovenia col maxischermo in piazza a Hrušica (paesotto della Carniola superiore vicino a Jesenice) che a notte fonda segue le gesta del suo enfant du pays Anže Kopitar, impegnato con i Los Angeles Kings nelle finali NHL, per cui la mia attenzione nei riguardi del basket non è che sia proprio massima.
Lasciando dunque stare per ora il basket vorrei comunque dire qualcosa su quanto sta succedendo nel modo del calcio con l'ultimo (per ora) scandalo delle scommesse. Una riflessione insomma su quanto sta succedendo tentando disperatamente di sfuggire a qualsiasi tipo di retorica ed ipocrisia. Per cui chiunque sia in sintonia con la melassa "mainstream" che ci stanno ammannendo i vari media di tutti tipi (chissà come sono tutti unanimi...) si fermi qui e non legga avanti, perché quanto voglio dire è politicamente di una scorrettezza blasfema. Un po' maliziosamente annuncio pure che sono sì iscritto all'albo dei giornalisti della Slovenia, ma in Italia non sono nessuno, per cui nessun ordine può farmi niente, visto che non vi sono iscritto e dunque non faccio parte di alcun tipo di casta. E dunque posso dire e scrivere quello che voglio e che soprattutto sento. (Per continuare a leggere clicca sotto su "leggi tutto")
Ieri ho letto l'intervista di Gigi Buffon sulla Gazzetta. Con mia somma meraviglia, visto fra l'altro che le mie idee politiche e sociali sono esattamente all'opposto di quelle che il nostro portierone ha sempre professato, ho constatato di essere d'accordo con lui dalla prima all'ultima parola che ha detto. Ed infatti mi sono subito detto: " 'sto qua finisce male". Ed infatti, annotato con nessun tipo di sorpresa il duro attacco che gli è stato portato da tutto lo staff della rosea (che però, mi scuseranno gli illustri opinionisti, non hanno contestato punto per punto neanche una delle cose che ha detto, limitandosi ad un attacco a 360 gradi costruito su frasi fatte e, per me, vuote), oggi è venuta la ovvia conseguenza dell'uscita della storia del famoso milione e mezzo di euro finito, pare, in scommesse, o comunque finito nelle mani di un tenutario di un centro scommesse. Matematico. Quando qualcuno la fa grossa salta chissà come fuori un dossier tenuto in naftalina per tutto il tempo necessario e pronto ad essere sfoderato al momento giusto. Come il poveraccio che aveva osato criticare Berlusconi da direttore di una rivista cattolica e subito defenestrato a suon di scandalo pronto nel cassetto, o come il povero (ebbene sì) Fini che, appena si era smarcato dal suddetto era stato subito attaccato per la famosa casa di Montecarlo, storia che poi è finita nel nulla (Lavitola? - e lui cosa fa adesso?). Insomma la famosa "macchina del fango" tanto magistralmente spiegata da Saviano in "Vieni via con me" che però tutto avrei pensato meno che fosse usata anche nel mondo del calcio (non dico sportivo apposta).
E se anche nel calcio viene usata questo tipo di bomba atomica, allora vuol dire che le cose sono molto serie, per cui la prima cosa da fare è tentare di capire cosa abbia detto di tanto grave Buffon perché nei suoi confronti venisse impiegata l'arma totale. Secondo me il suo peccato mortale è stato il ribadire che c'è una grossa differenza fra il giudicare il normale (apposta senza virgolette) biscotto che confezionano le squadre quando i loro interessi convergono verso un tipo di risultato dall'intrusione della malavita nel condizionare partite altrimenti "normali" con ciò veramente alterando risultati che altrimenti potrebbero essere ben diversi. Il punto è tutto qui: quando una competizione si disputa con la formula del girone all'italiana la possibilità di risultati scontati diventa enorme più la competizione va verso la fine, quando cioè di fronte a squadre con vivi interessi di classifica ci sono squadre con la testa già rivolta alle vacanze o quando, come detto, ci sono risultati che possono andar bene ad entrambi. In campo sportivo questo tipo di risultati combinati è sterminato. Alcuni dei casi più clamorosi che vengono in mente sono il famoso 1 a 0 della Germania sull'Austria in Spagna '82 (gol di Hrubesch dopo pochi minuti e poi melina sconfinata fino alla fine) che eliminò i poveri algerini qualificando la Germania che poi arrivò fino alla finale, oppure ancora il dolorosissimo quanto scontato 2 a 2 fra Svezia e Danimarca che costò all'Italia di Trapattoni l'eliminazione nell'Europeo del 2004. Poi se ci fate caso quest'anno nel campionato inglese (nazione che da lezioni di sportività a tutto il mondo) il QPR sta vincendo contro il Manchester City al 90-esimo, riceve la notizia che lo Stoke City (mi sembra) ha perso, per cui il QPR è salvo e chissà come il City segna due gol nel recupero vincendo il titolo. Maurizio Crosetti, giornalista che peraltro stimo moltissimo, quest'oggi sulla Repubblica fa una clamorosa arrampicata sugli specchi dicendo che comunque sportività vuole che tutte le squadre giochino per vincere, dunque dire che questo tipo di partite viene accomodato è peccato. Ma fatemi il piacere! Se un risultato va bene a tutti sarebbe da idioti autolesionisti giocare a fare in modo che non si verifichi. Fra l'altro in questo caso non credo che ci debbano indire riunioni carbonare fra dirigenti e giocatori per mettersi d'accordo: basta scendere in campo, prendere nei primi minuti un dato atteggiamento e le cose poi vanno come devono andare. Le cose sono sempre andate così e sempre andranno, perché sarebbe stupido altrimenti. Ed è proprio per questa ragione che gli americani, che se ne intendono, odiano il round robin, demandando tutte le decisioni ai playoff dove chi vince va avanti e chi perde resta fuori e facendo anche in modo che la regular season abbia un senso nello stabilire le griglie dell'eliminazione diretta tentando anche di coinvolgere nella lotta il maggior numero di squadre possibile, pur sapendo anche loro che la maggior parte delle partite di fine stagione regolare sono comunque falsate. Però poi ci sono i playoff che mettono tutto a posto.
E' solo ovvio che il discorso è totalmente diverso se interviene la malavita a combinare le partite facendo girare soldi normalmente sporchi da riciclare. Adesso sì che crolla il palco, primo perché è ovviamente reato, su questo non di discute e per queste cose bisogna lasciare fare la magistratura che di reati se ne intende, e poi, dal punto di vista strettamente utilitaristico ed anche cinico, perché in questo modo c'è una decisiva turbatura nel fisiologico giro delle scommesse delle persone normali che si fidano dei valori tecnici delle squadre che si affrontano senza sapere che dietro ci sono accordi truffaldini. E dunque il reato principale è quello di turlupinare milioni di scommettitori onesti oltre all'ovvio fatto di alterare i valori sportivi determinati dalla classifica. Fra l'altro, tornando al discorso di prima, come mai normalmente le case di scommesse non accettano puntate di alcun tipo sulle partite dove un particolare risultato va bene a tutti? Sono anche loro tutte corrotte? No, semplicemente ragionano come ognuno di noi.
Ed allora dov'è lo scandalo se uno queste cose le dice? Onestamente non lo so e posso solo provare a capire. Penso che la ragione principale sia l'ovvio fatto che il calcio muove una montagna di soldi e che dunque debba mantenere un'aura di santa credibilità per poter continuare a farlo. Qui entra in ballo probabilmente la nostra mentalità derivata dal nostro substrato culturale di tipo cattolico, per cui bisogna sempre essere nel mondo dello sport adamantinamente puliti, pena la perdita di ogni capacità di attrarre interesse. La cosa fra l'altro mi affascina proprio perché il calcio in questo modo diventa lo specchio più perfetto della doppia moralità che è da sempre un dato caratteristico del popolo italiano. Al di fuori tutto deve essere onestissimo, pulitissimo, però poi in realtà "nisciun è fesso" e tutti, ma proprio tutti, deve essere un dato genetico, sanno come fare per arrangiarsi e fare i furbi. Il che, detto per inciso, è la somma maledizione che sempre affliggerà l'Italia. Paese dove non è riuscita ancora a farsi strada l'idea che dove tutti sono furbi in realtà nessuno lo è, e la sincerità, la mancanza di ipocrisia e l'onestà sono da sempre la massima espressione di furbizia. Solo che purtroppo paga a lunghissimo termine, orizzonte temporale normalmente sconosciuto all'italiano medio. Sempre per tornare in America, Paese di ben altre tradizioni, tutti sanno perfettamente che il wrestling è una grandissima recita, ma ciò nondimeno la gente affolla ugualmente le sue arene proprio perché sa cosa può attendersi che succeda e ci va come a teatro, avendo in più anche la soddisfazione di poter partecipare nel ruolo di una specie di coro greco di supporto. In Italia no: se qualcuno cade su qualche telecronaca di wrestling si renderà subito conto del taglio che danno i telecronisti al loro commento: mai, ma proprio mai, dicono che si tratta di una recita, e fanno sempre finta che sia tutto vero. Addirittura facendo finta di entusiasmarsi per le stupidaggini più colossali che vengono perpetrate con sganassoni più finti di quelli di Bud Spencer al cinema.
Nel calcio evidentemente vige lo stesso tipo di approccio: per quanto tutti sappiano che moltissime partite sono finte, nessuno può osare dirlo, e del resto il pubblico stesso non vuole che glielo si dica, probabilmente perché in questo modo pensa di essere più furbo (appunto) del giornalista ed ha l'intima soddisfazione di credere di sapere qualcosa che nessuno sa. Una specie di circolo vizioso di una ovvia commedia dell'arte o gioco delle parti se volete, che deve rimanere intatta per tenere in piedi tutta la costruzione. Per cui bisogna ogni tanto, sempre per finta, fare in modo di dare l'idea di essere ferrei nelle inchieste e nelle punizioni del marcio prendendo di mira normalmente il più forte affinché si faccia da parte e lasci arrivare alla loro fetta di torta anche gli altri, agendo nel più perfetto dei motti italiani, quello di far finta di cambiare tutto perché non cambi niente. Qui però il discorso si farebbe molto lungo. E spiegherebbe anche perché continui a ritenere che gli scudetti della Juve siano 30.
- Yuppidù
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
jason wrote:Processo telecom
L'operazione Ladroni mi venne commissionata dall'Inter nella persona di Moratti, poi la feci con Facchetti": lo ha detto Tavaroli rispondendo alla domanda del legale dell'ex arbitro De Santis.L'operazione "Ladroni" portò l'ufficio sicurezza di Telecom a indagare sui rapporti tra Luciano Moggi e alcuni arbitri di serie A.
Mò voglio proprio vedere se quei geni del giornalismo che crocifiggono Buffon vanno a chiedere 2 cose a Moratti
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NckRm
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
Mi stupisco del vostro stupìo (cit. e inchini a chi sa da dove viene)
Cosa che si sa da tempi immemori ormai, la famosa questione dei baffi sui fogli delle intercettazioni era palesemente questa. Purtroppo non annuncia nulla di nuovo a ciò che è stato dimostrato a parte il fatto che Tavaroli ha ammesso di persona.
La ciliegina è comunque Ingroia che definisce l'inter "vincitori dello scudetto della legalità". Alé
Cosa che si sa da tempi immemori ormai, la famosa questione dei baffi sui fogli delle intercettazioni era palesemente questa. Purtroppo non annuncia nulla di nuovo a ciò che è stato dimostrato a parte il fatto che Tavaroli ha ammesso di persona.
La ciliegina è comunque Ingroia che definisce l'inter "vincitori dello scudetto della legalità". Alé
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rene144
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
Comunque la Gazzetta l'ha messo l'articolo... "seguono aggiornamenti" però.
- FletcherLynd
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Re: COLPEVOLI! (cit.) - Il topic del calcio in tribunale
ma il "metodo palazzi" non consiste nel dire ai pentiti cosa fare, ma proprio nell'impostazione a monte: nel momento in cui palazzi dimostra nei fatti (e ci sarebbero decine di esempi da fare) che non gli interessa una indagine "qualitativa" (cioè andare a cercare chi ha fatto cosa e punirli di conseguenza) ma "quantitativa" (cioè buttare quanti più giocatori nel tritacarne possibile, a prescindere dal peso delle singole colpe o anche dal fatto che ci siano delle singole colpe) è logico che i giocatori si mettano a fare a gara a chi le spara più grosse.rene144 wrote: Poi il fatto che ritenga credibili "pentimenti senza riscontri" è ridicolo, certo, ma lì si parlava di "metodo Palazzi" in relazione a quanto detto da Locatelli, e lì non vedo assolutamente niente per cui lamentarsi. Locatelli dice di non aver fatto nomi a caso anche a costo di rinunciare ad uno sconto di pena. Embè? Ripeto: a meno che non si stia accusando Palazzi di suggerire di fare nomi a caso (e finora, fra le tante magagne emerse, almeno questa non c'è ancora), allora non vedo il problema.
