La linea di confine è ben nota e s'intreccia ovviamente con la politica: il 1994 è la svolta anche nel mercato del Milan. Prima, nel periodo 1987-1994, spendeva più di tutti con il secondo che arriva quinto (il fatto che non ci fosse concorrenza internazionale aiutò molto a dettar legge...). Apparte l'epoca Sacchi che fu un mix di soldi, culo e grandi invenzioni, l'epoca Capello fu quanto di più opulento possa esistere nel mondo del calcio. Ricordo solo che, nell'estate 1991, comprò il pallone d'oro in carica ed il suo vice (che poi le posizioni furono invertite dallo sciovinismo francese è altra storia...). Ed entrambi arrivarono al Milan senza il posto da titolare (infatti passaro molte domeniche in tribuna complice la regola dei 3 stranieri). L'anno dopo Lentini (esentasse ma vabbè..) ed altri. Quanto di meglio c'era nel panorama europeo finiva a Milanelllo. Magari non serviva ma passava da Milanello. Dopo quell'anno (Weah) la musica cambiò di parecchio. Le stagioni da 10 ed 11 posto assomigliano molto a queste... mancato rinnovo generazionale e si porta il solito nucleo, quello vincente, fino al capolinea. Poi l'era Zaccheroni, quella dell'austerity, dove Sheva arrivò si per 40 zucche del vecchio conio ma, con il clima di allora, non era sta gran cifra (Mendieta, Amoroso, Fiore, Salas... tanto per citare qualcuno). In controtendenza le estati 2001 e 2002, quelle in cui allargò un attimo e cordoni della borsa (anche perchè c'erano le plusvalenze e dei condoni in divenire) in cui si posero le basi per questo ciclo. Particolare da non sottovalutare: mai fare però l'acquisto più caro, quindi più mediatico, di quella sessione di mercato. Ok Rui Costa, ma non voglio finire sui giornali come all'epoca Lentini (vi ricordate il titolo della Gazzetta, il giorno dell'annuncio di Lentini... titolo a 9 colonne: "65 MILIARDI!!!"). Poi nuovamente austerity.doc G wrote: Perchè Berlusconi abbia cambiato idea da due o tre anni non lo so, ma già alla fine dei '90, con l'era Zaccheroni, aveva deciso di spendere meno, e le premesse le aveva messe un paio di anni prima, mandando via Capello per Tabarez e cercando di rispermiare... (spendere meno vuol dire avere meno perdite! Se dai 20 milioni a Kobe Bryant ma i Lakers sono in attivo, è un investimento, non una spesa, se a fine anno per ripianare i bilanci del Milan devi versare svariate decine di milioni di euro è questa è una spesa). Poi via Zaccheroni, arrivano Terim prima ed Ancelotti poi e per un breve periodo si torna a spendere con i Rui Costa, Gli Inzaghi, i Rivaldo, i Nesta... quindi si torna ad una maggiore oculatezza. Il perchè non lo so, immagino che ritenga di avere meno ritorni. In ogni caso, e la cosa vale per Berlusconi come per chiunque altro, io non mi sento di criticare qualcuno perchè decide di spendere meno nello sport. La critica, come ho scritto sopra, semmai è sul fatto che ci vorrebbe più coerenza nel farlo, mettendo su una squadra che punti più sui giovani e meno sulle stelle, evitando di prendere gli Emerson ed i Ronaldo e pescando giovani da lanciare.
Per quanto riguarda il messaggio politico, sono pochi anni che c'è questa esigenza di risanare i bilanci, negli anni '90 gli italiani stavano meglio, o credevano di star meglio, ed al governo c'erano prima i governi tecnici, poi, con solo un anno e poco più di intermezzo suo, il centrosinistra; lui ha veramente dovuto iniziare a chiedere alla gente di fare i famosi "sacrifici", per usare un termine andreottiano, da quattro o cinque anni. Comunque la si voglia pensare politicamente, che si sia supporter del Berlusconi politico o meno, sarebbe quanto meno di cattivo gusto fare campagne acquisti faraoniche quando chi ti deve votare è alle prese con la rata del mutuo che aumenta, e lui a questi aspetti della comunicazione è attentissimo.
Ripeto il concetto espresso ieri: non è un problema "il pareggio di bilancio", anzi condivido appieno la scelta, ma vorrei semplicemente saperlo. Anche perchè sono convinto che la struttura tecnico organizzativa del Milan sia l'eccellenza nel mondo del calcio e quindi in grado di tenere il Milan competitivo anche con "il pareggio di bilancio". Berlusconi ha sempre viziato sotto questo aspetto (altra società che non ha mai venduto, negli ultimi 20 anni, un calciatore per soldi?) ma non è detto che le "regole del gioco" debbano rimanere immutabili nel tempo. Basta parlare chiaro.






