aeroplane_flies_high wrote:
Infatti, questa società non vende i gioielli di famiglia!
Ho iniziato a tifare Milan dalla metà degli anni '70 ed ho visto diverse cessioni eccellenti, seppur meno che nelle altre squadre, a partire da Collovati proprio ai cugini.
Da quando c'è Berlusconi le cessioni eccellenti ci sono state eccome, anche di veri gioielli di famiglia.
Così, tanto per esempio, ricordo Gullit, Rijkaard, Simone, Baggio, Savicevic, Desailly, Weah, Sheva, prima di Kakà.
Ed elenco solo le più clamorose.
Tutte però, e dico tutte, avevano in comune qualche elemento.
In primo luogo la società era convinta che i giocatori avessero già dato il massimo (non sempre vero, basta pensare agli olandesi e Desailly), in secondo luogo c'erano frizioni, magari dovute al fatto che non si accettasse la panchina, infine c'era un sostituto più o meno pronto (tranne che per Sheva, ma probabilmente Carletto dall'inizio voleva modificare il modulo).
Per Pato non vedo nessuna di queste condizioni. Nessuna.
Scambiare poi il papero con Benzema, giusto o sbagliato che sia, non voglio entrare nel merito di quella che ad ora sembra una voce senza riscontri, potrebbe consentire alla dirigenza di giustificare la cosa e provare a spiegare il senso della decisione, cedere Pato e basta, oltre che essere un colpo al cuore di Gerry Donato, che potrebbe anche diventare interista dopo questo fatto, significherebbe dichiarare ufficialmente di entrare nel periodo del ridimensionamento, cosa che non credo la dirigenza voglia fare.