Re: Il Topic della F - Game Over
Posted: 31/07/2010, 12:12
La conferenza stampa dell'Associazione per Amore, solo per amore
Federico Dettori: " Noi vogliamo che la proprietà faccia un passo indietro, ed essere in tanti significa poter partecipare a quello che verrà dopo: ci vogliamo essere, nel momento in qui si potrà finalmente ricostruire"
Le parole di Nino Pellacani e dell’avvocato Federico Dettori hanno oggi spiegato la situazione della Fortitudo dal punto di vista dell’Associazione “per amore solo per amore”.
Nino Pellacani: " La conferenza stampa nasce perché fare una assemblea dei tifosi ora sarebbe stato complesso, alla soglie d’agosto, ci sarebbe stata tanta gente, per cui l’idea è di parlare qui per fare arrivare le notizie a tutti gli associati. Vogliamo fare il punto della situazione, rilanciando l’idea della associazione e quindi provare ad avere altri che si associno. C’è stato un boom clamoroso nei primi cinque giorni, poi la quantità di offerte si è fisiologicamente abbassata, ma noi vogliamo riprendere questa cosa, perché è stato qualcosa di unico, ed è l’unica vera forza per poter dialogare con le parti. I soldi raccolti per ora restano un simbolo, un’idea, e sono bloccati in banca, blindati: nessuno si prenderà un euro, nemmeno per il lavoro degli avvocati, e sono legati a quelli che sono gli scopi della associazione. Ma ci piacerebbe che il numero dei soci aumentasse, per far capire che questa situazione appartiene a tutta la città: magari altre città e altri sport ci hanno provato, ma è oggettivo che il pubblico della Fortitudo è diverso, per numeri e per la capacità di partecipare agli eventi. Per cui, se il numero di associati è grande, aumenta la possibilità di dire qualcosa. Questo è un pubblico che nel 2009 ha seguito la scelta della Fip, portando oltre 4000 persone in settembre a vedere una partita contro una squadra giovanile: forse la Federazione aveva fatto una scelta illogica, ma il pubblico decise di seguire l’Aquila: molti lo interpretarono come un dare fiducia a Sacrati, ma in realtà era dare fiducia alla Fortitudo. La Fip sbagliò, l’anno scorso, perché non seguì le regole alla lettera, quest’anno forse ha sbagliato perché le ha seguite pedissequamente, ma non ha detto che queste regole sono sbagliate: la Federazione dovrebbe promuovere il basket italiano, ma così ha messo nell’angolo un patrimonio come la Fortitudo, il pubblico più importante d’Italia, invece che mettere nell’angolo la proprietà. Questo pubblico in estate ha fatto qualcosa di unico, e per questo motivo l’Associazione deve fare sentire di nuovo la propria voce e il potere acquisito: siamo in 1500, cerchiamo di far sentire il nostro lamento. Vogliamo chiarire tutti i punti, adesso, e valutare le situazioni in modo chiaro, dopo di che ci ritroveremo tutti e decideremo cosa fare. Di certo questa associazione, fatta di professionisti che lavorano per passione, non promuoverà la Srl che gioca. Sul rischio di trovarsi in autunno senza una prima squadra di riferimento, ma solo con un vivaio legato ad una proprietà non gradita, pensiamo che qualsiasi opportunità è gradita, anche Budrio, visto che abbiamo cercato qualcuno che potesse affiancarci per dare alla Fortitudo un futuro, ma adesso ci troviamo in un momento in cui la Srl esiste, e non abbiamo fretta. Non penso che un anno di sosta andrebbe ad annacquare la passione: se non ci fosse stata l’Associazione e nessuno si fosse mosso, la fine sarebbe stata fisiologica. Per noi Romagnoli, come chiunque altro, può essere una risorsa, ma non adesso, dato che tutto è ancora troppo nebuloso. La SG 1901 potrebbe usare il marchio anche per una squadra senior, ma non fa parte della loro missione trovare imprenditori e andare oltre la loro attuale attività a profilo basso"
Federico Dettori: " Noi vogliamo che la proprietà faccia un passo indietro, ed essere in tanti significa poter partecipare a quello che verrà dopo: ci vogliamo essere, nel momento in qui si potrà finalmente ricostruire. Sacrati ora è fuori dalla C regionale, non ha una squadra, non ha pubblico, e il marchio è contestato. Al di là di chiarire se i debiti siano tanti o tantissimi, ci interessa capire veramente, anche se i revisori dei conti ancora non hanno risposto alla nostra lettera, se c’è la possibilità di una continuità aziendale in questa situazione. Quale è il progetto che ci può essere? Solo tre strade: la liquidazione, portare i libri in tribunale, o che ci sia una istanza di fallimento. Le situazioni debitorie in contestazione non rendono facile la situazione, e rende anche difficile un concordato con il Comune. Abbiamo avuto contatti con i creditori, tra cui la stessa SG – non con il Comune, ma sappiamo che si sta muovendo in modo coerente con i nostri scopi – ci siamo contati e la cosa può essere efficace. Si potrebbe provare a fare una istanza di fallimento da soli, o coordinati da qualcun altro, ma per ora non è il nostro scopo principale: piuttosto, la strada da battere è mettere l’attuale proprietà di fronte alla attuale situazione, e provare a fargli fare un passo indietro, lavorando per una liquidazione volontaria se non si muoveranno i singoli creditori. Il marchio, visti i contratti, è in licenza alla Srl fino al 2015, che l’ha poi data alla Sogema, oggi in liquidazione. La SG pensiamo abbia la possibilità di risolvere il contratto, e ne ha l’intenzione, anche se ci sarà l’opposizione dell’attuale Srl. La SG poi potrebbe fare una propria squadra, ma darlo in concessione è diverso, dovrebbe passare attraverso un giudizio. Ma quel che conta è la fine della Srl, sia morte naturale o no: se i creditori si muovono, se ci sono numeri e presupposti, allora si potrà fare una azione fatta bene, e non ci si troverebbe davanti ad un singolo creditore, facilmente saldabile. Per ora il marchio è della SG, con cui noi siamo in comunanza quasi completa"
Federico Dettori: " Noi vogliamo che la proprietà faccia un passo indietro, ed essere in tanti significa poter partecipare a quello che verrà dopo: ci vogliamo essere, nel momento in qui si potrà finalmente ricostruire"
Le parole di Nino Pellacani e dell’avvocato Federico Dettori hanno oggi spiegato la situazione della Fortitudo dal punto di vista dell’Associazione “per amore solo per amore”.
Nino Pellacani: " La conferenza stampa nasce perché fare una assemblea dei tifosi ora sarebbe stato complesso, alla soglie d’agosto, ci sarebbe stata tanta gente, per cui l’idea è di parlare qui per fare arrivare le notizie a tutti gli associati. Vogliamo fare il punto della situazione, rilanciando l’idea della associazione e quindi provare ad avere altri che si associno. C’è stato un boom clamoroso nei primi cinque giorni, poi la quantità di offerte si è fisiologicamente abbassata, ma noi vogliamo riprendere questa cosa, perché è stato qualcosa di unico, ed è l’unica vera forza per poter dialogare con le parti. I soldi raccolti per ora restano un simbolo, un’idea, e sono bloccati in banca, blindati: nessuno si prenderà un euro, nemmeno per il lavoro degli avvocati, e sono legati a quelli che sono gli scopi della associazione. Ma ci piacerebbe che il numero dei soci aumentasse, per far capire che questa situazione appartiene a tutta la città: magari altre città e altri sport ci hanno provato, ma è oggettivo che il pubblico della Fortitudo è diverso, per numeri e per la capacità di partecipare agli eventi. Per cui, se il numero di associati è grande, aumenta la possibilità di dire qualcosa. Questo è un pubblico che nel 2009 ha seguito la scelta della Fip, portando oltre 4000 persone in settembre a vedere una partita contro una squadra giovanile: forse la Federazione aveva fatto una scelta illogica, ma il pubblico decise di seguire l’Aquila: molti lo interpretarono come un dare fiducia a Sacrati, ma in realtà era dare fiducia alla Fortitudo. La Fip sbagliò, l’anno scorso, perché non seguì le regole alla lettera, quest’anno forse ha sbagliato perché le ha seguite pedissequamente, ma non ha detto che queste regole sono sbagliate: la Federazione dovrebbe promuovere il basket italiano, ma così ha messo nell’angolo un patrimonio come la Fortitudo, il pubblico più importante d’Italia, invece che mettere nell’angolo la proprietà. Questo pubblico in estate ha fatto qualcosa di unico, e per questo motivo l’Associazione deve fare sentire di nuovo la propria voce e il potere acquisito: siamo in 1500, cerchiamo di far sentire il nostro lamento. Vogliamo chiarire tutti i punti, adesso, e valutare le situazioni in modo chiaro, dopo di che ci ritroveremo tutti e decideremo cosa fare. Di certo questa associazione, fatta di professionisti che lavorano per passione, non promuoverà la Srl che gioca. Sul rischio di trovarsi in autunno senza una prima squadra di riferimento, ma solo con un vivaio legato ad una proprietà non gradita, pensiamo che qualsiasi opportunità è gradita, anche Budrio, visto che abbiamo cercato qualcuno che potesse affiancarci per dare alla Fortitudo un futuro, ma adesso ci troviamo in un momento in cui la Srl esiste, e non abbiamo fretta. Non penso che un anno di sosta andrebbe ad annacquare la passione: se non ci fosse stata l’Associazione e nessuno si fosse mosso, la fine sarebbe stata fisiologica. Per noi Romagnoli, come chiunque altro, può essere una risorsa, ma non adesso, dato che tutto è ancora troppo nebuloso. La SG 1901 potrebbe usare il marchio anche per una squadra senior, ma non fa parte della loro missione trovare imprenditori e andare oltre la loro attuale attività a profilo basso"
Federico Dettori: " Noi vogliamo che la proprietà faccia un passo indietro, ed essere in tanti significa poter partecipare a quello che verrà dopo: ci vogliamo essere, nel momento in qui si potrà finalmente ricostruire. Sacrati ora è fuori dalla C regionale, non ha una squadra, non ha pubblico, e il marchio è contestato. Al di là di chiarire se i debiti siano tanti o tantissimi, ci interessa capire veramente, anche se i revisori dei conti ancora non hanno risposto alla nostra lettera, se c’è la possibilità di una continuità aziendale in questa situazione. Quale è il progetto che ci può essere? Solo tre strade: la liquidazione, portare i libri in tribunale, o che ci sia una istanza di fallimento. Le situazioni debitorie in contestazione non rendono facile la situazione, e rende anche difficile un concordato con il Comune. Abbiamo avuto contatti con i creditori, tra cui la stessa SG – non con il Comune, ma sappiamo che si sta muovendo in modo coerente con i nostri scopi – ci siamo contati e la cosa può essere efficace. Si potrebbe provare a fare una istanza di fallimento da soli, o coordinati da qualcun altro, ma per ora non è il nostro scopo principale: piuttosto, la strada da battere è mettere l’attuale proprietà di fronte alla attuale situazione, e provare a fargli fare un passo indietro, lavorando per una liquidazione volontaria se non si muoveranno i singoli creditori. Il marchio, visti i contratti, è in licenza alla Srl fino al 2015, che l’ha poi data alla Sogema, oggi in liquidazione. La SG pensiamo abbia la possibilità di risolvere il contratto, e ne ha l’intenzione, anche se ci sarà l’opposizione dell’attuale Srl. La SG poi potrebbe fare una propria squadra, ma darlo in concessione è diverso, dovrebbe passare attraverso un giudizio. Ma quel che conta è la fine della Srl, sia morte naturale o no: se i creditori si muovono, se ci sono numeri e presupposti, allora si potrà fare una azione fatta bene, e non ci si troverebbe davanti ad un singolo creditore, facilmente saldabile. Per ora il marchio è della SG, con cui noi siamo in comunanza quasi completa"