Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 21/03/2009, 14:04
by Le armi di Aiace
Toni Monroe wrote:
E dove sta il difetto nel fare una campagna contro il doping? Perché in genere quando si usa l'espressione
campagna moralizzatrice si pensa a qualcosa di negativo o di sciocco (trovate voi il termine); sarebbe manifestazione di progresso e illuminismo rifiutarsi di dar contro al doping? Bisognerebbe prestare attenzione alle cose che si dicono perché potrebbero passare dei messaggi che magari non si aveva intenzione di mandare. O davvero -come potrebbe parere- ritieni che il doping
non sia poi così brutto come lo si dipinge? Ammesso e non concesso che purtroppo non tutto si è potuto dimostrare in modo incontestabile, la relazione tra l'abuso di farmaci e molte patologie (anche gravi) che hanno colpito atleti di ogni livello (dallo sportivo professionista che sta sempre sotto i riflettori al praticante di body building che frequenta la palestrina sperduta in un paese in culo a giove) è qualcosa di più di un forte sospetto. In questo tipo di scenario non basta che non sia provata la relazione ma bisogna -secondo buonsenso- prima poterla escludere categoricamente (e scientificamente), oppure contrastare duramente. E certo non è ammissibile una posizione morbida e possibilista nei confronti del doping. Nel dubbio io continuo a ritenere che sia meglio non assumere sostanze dopanti. Che poi ciascuno agisce come meglio crede è inevitabile, ma partire con le braghe già calate è peggio che sbagliato.
C'è un lato, del ciclismo, puramente irrazionale come in tutti gli sport, quando divengono divertenti ed angoscianti.
Visto che la mia tendenza moralizzatrice è anche generalizzatrice, sono portato a pensare che sia sempre stato così e sarà sempre così.
E' un dramma per me (e credo anche per noi) pensare che molto di quanto dobbiamo alla storia del ciclismo sia sempre connesso inevitabilmente con il doping.
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 21/03/2009, 14:15
by IL Poz
doc G wrote:
"IL Ciclismo" è sempre stato divertente, ricordo che cominciai a seguirlo da ragazzino, alle elementari, quando iniziava la rivalità fra Saronni e Moser.
Matusa.
Vince Ginanni.
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 21/03/2009, 14:57
by doc G
IL Poz wrote:
Matusa.
Vince Ginanni.
Matusa? No, sto entrando nell'età in cui un uomo diventa interessante. Temo di non averlo spiegato bene alle donne umbre, l'importante però è esserne convinti.
Vince Ginanni la Milano Sanremo dici?
Sarebbe una bella sorpresa ma non è impossibile. Speriamo che i tuoi pronostici non siano come quelli del Jasone!
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 21/03/2009, 18:39
by doc G
IL Poz wrote:
Matusa.
Vince Ginanni.
Poz come Jasone, evitate i suoi pronostici.
Sul Poggio, quando sono andati via Rebellin, Garzelli e Nibali ci avevo quasi creduto.
In volata poi oggi Cavendish è senza meno il più forte.
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 21/03/2009, 18:46
by Alpha
doc G wrote:
Poz come Jasone, evitate i suoi pronostici.
Sul Poggio, quando sono andati via Rebellin, Garzelli e Nibali ci avevo quasi creduto.
In volata poi oggi Cavendish è senza meno il più forte.
Onestamente sul Poggio ho visto poco, non ci hanno mai creduto di poter andare via da soli.
Volata molto atipica, con dormita generale.
Cavendish, grandissimo talento che centra una grandissima volata con rimonta finale impressionante.

Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 21/03/2009, 22:23
by Toni Monroe
Le armi di Aiace wrote: E' un dramma per me (e credo anche per noi) pensare che molto di quanto dobbiamo alla storia del ciclismo sia sempre connesso inevitabilmente con il doping.
Purtroppo questo è -presumibilmente- molto vero.
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 21/03/2009, 23:10
by Scorpyon
Mark ed Heinrich unici lampi
Troppo attendismo, attaccanti bocciati
Cavendish - 10
Non è una sorpresa assoluta, ma poco ci manca; non lo è perché dopo aver vinto 2 tappe al Giro e 4 al Tour lo scorso anno, sarebbe stato da sconsiderati non dargli qualche chance sul Lungomare Calvino. Però, alla prima partecipazione alla Milano-Sanremo, vincere così, in questo modo, con questo colpo d'occhio e questa dinamite nelle gambe, beh... è da campione assoluto. Ha solo 23 anni e può aprire un ciclo decennale.
Haussler - 9,5
Che potesse diventare uno spauracchio per la Milano-Sanremo lo si era capito nel momento in cui il tedeschino ha vinto con una volata che sembrava più un allungo che uno sprint in quel di La Chapelle-Saint-Ursin alla Parigi-Nizza. Allora, come oggi, fucilata a 300 metri, dalle retrovie, per soprendere tutto il gruppo; tutti, tranne Cavendish, che in Francia non c'era, ma a Sanremo sì, e Heinrich è costretto ad "accontentarsi" del secondo posto per dieci centimetri o giù di lì.
Pozzato - 5
Dopo la vittoria nel 2006, Pippo è sempre l'emblema di chi deve osare in questa corsa. Veloce, ma non velocissimo per poter competere con i velocisti, ha pedalato con scioltezza e brillantezza per tutta la corsa, fino al Poggio, quando Rebellin è scattato, lui l'ha seguito e poi ha contrattaccato. Un contrattacco troppo timido, però; ha dato l'idea di non averci provato al 110%, volendosi tenere qualche energia per un piazzamento in volata che, visto il finale molto caotico, non è arrivato.
Rebellin - 5,5
Rispetto alla meravigliosa Sanremo di un anno fa, con l'attacco già dalla Cipressa, un netto passo indietro. Spreme Scarponi (a cui va un bel 7 per l'unico vero tentativo di staccare i velocisti; in parte anche riuscito) proprio sulla Cipressa, poi scatta sul Poggio, ma è una progressione, non la sparata che sarebbe servita.
Hushovd - 6,5
Resiste bene al forcing di Scarponi sulla Cipressa e corre praticamente in maniera siamese al giovane compagno di squadra Haussler. Arriva sul Lungomare Calvino evidentemente con le gambe un po' imballate ed invece di tirare la volata al tedesco in maniera classica, gli si mette alle spalle e gli crea il buco. Purtroppo quel folletto di Cavendish è troppo abituato alla pista per non accorgersene e Haussler ed il norvegese salgono "solo" sul podio.
Liquigas - 4
Dà ovviamente fiducia al proprio uomo veloce, anche se Nibali è lestissimo a seguire prima Scarponi e Garzelli sulla Cipressa e poi Rebellin e Pozzato sul Poggio. Basso (6,5) in versione "mulo" e Pellizotti (6) come angelo custode aiutano il loro capitano anche senza l'ultimo vagone Sabatini (caduto al km 29 e costretto al ritiro con O'Grady, s.v. per loro), ma nel finale l'aretino va in bambola, si trova dalla parte sbagliata (la destra) della sede stradale, con la semicurva e l'azione della Cervélo sulla sinistra. Negli ultimi metri Bennati (4,5) deve anche scartare Hincapie, e il 6° posto è il massimo che riesce ad ottenere.
Petacchi - 5
Un po' meno brillante di come ce lo si aspettava su Cipressa e Poggio, riesce a limitare i danni e stare col gruppo buono nel finale. In terza ruota (dietro Hincapie e Davis) a 500 metri dal traguardo, si fa sorprendere nel momento in cui prima - timidamente - Dean (bravo in salita, ma finale da 3) e poi la Cervélo accelerano; si trova così il neozelandese della Garmin a sbarrargli la strada, ma la sensazione è che Haussler e Cavendish sarebbero stati difficili da riprendere anche in condizioni ottimali.
Boonen - 4
Cade prima dell'imbocco del Turchino, e sicuramente la sua Sanremo viene condizionata dal capitombolo. Sulla Cipressa si stacca, ma stringe i denti e rientra. Poi si piazza a ruota di Cavendish prima della chicane finale; posizione ottimale, da cui però sparisce maliconicamente quando gli altri sgasano. Chiuderà 15esimo, col "gregario" Davis al 4° posto.
Allan Davis - 6,5
L'australiano che arrivò 2° dietro Oscarito Freire nel 2007 era palesemente al via per aiutare capitan Boonen a far sua una classica che sembra stregata per il belga, nonostante sia adattissima. Sul Poggio è subito dietro Chavanel (il francese, a cui diamo 6 di stima, è stato giocato malissimo dalla Quick Step), poi nel finale è subito dietro ad Hincapie, ed anche se Tom era più indietro poteva essere una buona posizione per aiutare il belga. Invece Tom si perde e Davis fa 4°; chissà il malumore in casa Lefévère...
Hincapie - 7,5
Preziosissimo l'americano per il successo del giovane britannico. La Columbia deve far fronte all'improvviso cedimento di Lövkvist (4, è parso già in fase calante sul finire della Tirreno), e George è l'unico compagno che tra Cipressa e Poggio aiuta Cavendish a riportarsi sul gruppo buono. Tiene alta l'andatura negli ultimi 700 metri, anche se poi serve un numero del ragazzo dell'Isola di Man per portare a casa la Sanremo.
Enrico Rossi - 7
Quasi nessuno ne parla, ma questo romagnolo è molto spesso davanti. Già sul podio a Laigueglia, è un ragazzo veloce che in salita fatica meno di altri, anche se le punte massime allo sprint sono poi più basse rispetto a certi "mostri sacri". Un 8° posto da applausi.
Garzelli - 5,5
L'Acqua&Sapone si danna l'anima sul Capo Berta e prima della Cipressa e ci si aspetta Fuoco&Fiamme da Garzelli e Paolini (che riesce a prendere la top ten: 6); invece il varesino aspetta lo scatto di Scarponi, prova una sola volta ad imporre il suo ritmo, ma il marchigiano ne ha di più. È dietro a Rebellin sul Poggio, ma non dietro Pozzato. Il team di Masciarelli doveva correre in maniera più battagliera.
Nibali - 7
Bravo a marcare a uomo tutti i possibili attaccanti, da Scarponi e Garzelli sulla Cipressa a Rebellin e Pozzato sul Poggio (sui quali si riporterà in picchiata, provando addirittura un timido allungo in contropiede a 5 km dall'arrivo). Per la condizione che ha dimostrato oggi, è sembrato un po' imbrigliato; invece gli si doveva lasciare più libertà.
Luis León Sánchez - 6
La Caisse lo protegge prima del Poggio, ma il vincitore della Parigi-Nizza patisce un po' il ritmo dei Quick Step. Ci prova a 2 km dall'arrivo, più o meno nel punto dove partì Cancellara lo scorso anno, ma Bernucci, Klier e Wegmann, e poi tutto il resto del gruppo, non gli lasciano neanche un metro in più del dovuto.
Gilbert - 5
Aspettavamo il vallone sul Poggio, invece non è pervenuto all'attaco. Nel finale copre Van Avermaet (5,5), ma tutto sommato una Sanremo incolore.
Cheula - 6
Citiazione per l'italiano presente nella fuga della prima ora (sebbene ci fosse anche Thomas Bertolini, ma il trentino della Diquigiovanni si staccherà prima degli altri e non concluderà neanche la gara), ma il voto è esteso a tutti gli attaccanti: Klostergaard, Turgot (bravo sul Capo Berta), Krivtsov (all'attacco sulla Cipressa) - gli ultimi tre ad arrendersi - e poi Belkov, Le Mevel, Lang, Tjallingii, Eisel ed Ignatiev.
Farrar - s.v.
L'americano vincitore della tappa di Santa Croce sull'Arno alla Tirreno-Adriatico era atteso alla prova del nove. Cade e forse si rompe la clavicola, ed è un peccato doppio, perché la volata che ha premiato Cavendish - in rimonta - sembrava molto adatta alle caratteristiche dello sprinter Garmin.
Lampre-NGC - n.g.
Partire senza il campione del mondo Ballan è già un handicap considerevole. Perdere Lorenzetto, considerato uno dei favoriti principali, poche ore prima del via non è da oscar della fortuna. Ma la mancanza più grave è un'altra: Cunego? No, o meglio, non proprio; la mancanza vera è stata quella di Bruseghin, che l'anno scorso sulle Mànie mise i velocisti con le gambe in croce per favorire Ballan. Quest'anno Marzio è mancato a tutti.
Bernucci - 6,5
Il miglior gregario della LPR oggi, è attentissimo nel finale ed è il primo a riportarsi su Pozzato, Rebellin, Nibali e Mondory lungo la discesa del Poggio. Segue anche LL Sánchez, poi nell'ultimo chilometro entra in scena Pietropolli, che però paga nei confronti di Hincapie, mentre Di Luca (5, non si è mai visto, neanche in versione stopper) preferisce tirarsi fuori dalla bagarre finale della volata ed AleJet resta troppo solo.
Française des Jeux - 3
Per chi tiravano i francesi all'imbocco di Cipressa e Poggio? Per Geslin (27esimo)? Non si saranno sopravvalutati?
Andy Schleck - 4
Sulla Cipressa era bello bello a ruota di Scarponi, Garzelli ed Egoi Martínez (6,5, è stato uno dei più forti in salita), poi invece tra parte finale della Cipressa e falsopiano verso il Poggio perde le ruote, si stacca ed arriva con più di 8' dai primi.
Ginanni - 5
Non tutti alla prima Sanremo riescono a vincerla. Gli tocca l'impari confronto con Cavendish, ma di certo la colpa della corsa un po' guardinga della Diquigiovanni non può essere del giovane toscano, che però sulla Cipressa resiste troppo poco.
Armstrong - 5,5
Non possiamo non giudicare il ritorno di Lance, a sette anni dall'ultima apparizione in Italia, proprio nella Classicissima. L'Astana si fa vedere davanti prima del Capo Berta e la sensazione che Lance volesse provare qualcosa s'è fatta viva. Poi quando Scarponi ha accelerato sulla Cipressa l'americano s'è staccato, ma sereno in volto, come se fosse un qualcosa di calcolato.
Mario Casaldi (cicloweb.it)
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 21/03/2009, 23:22
by Le armi di Aiace
Apro la parentesi Andy Schleck.
Lo trovo un potenziale vincitore di tour. O così mi hanno fatto presumere gli anni scorsi.
Lo attendo al varco...
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 23/03/2009, 2:03
by kobe 84
Le armi di Aiace wrote:
Apro la parentesi Andy Schleck.
Lo trovo un potenziale vincitore di tour. O così mi hanno fatto presumere gli anni scorsi.
Lo attendo al varco...
l'anno scorso in alcune tappe volava in salita, vediamo se saprà essere più continuo
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 23/03/2009, 19:10
by Peccio89
intanto Armstrong cade in una corsa in spagna e si frattura la clavicola. in teoria non dovrebbe costringerlo a rinunciare al giro, anche perche nel ciclismo non si è nuovi a grandi prestazioni con questo tipo di fratture( Hamilton fece secondo al giro e quarto al tour fratturandosi la clavicola durante la corsa). Comunque sarebbe un vero peccato se dovesse avere problemi con la preparazione.
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 23/03/2009, 19:15
by Scorpyon
Peccio89 wrote:
intanto Armstrong cade in una corsa in spagna e si frattura la clavicola. in teoria non dovrebbe costringerlo a rinunciare al giro, anche perche nel ciclismo non si è nuovi a grandi prestazioni con questo tipo di fratture( Hamilton fece secondo al giro e quarto al tour fratturandosi la clavicola durante la corsa). Comunque sarebbe un vero peccato se dovesse avere problemi con la preparazione.
BALTANAS (SPAGNA), 23 marzo - Il Giro d’Italia potrebbe perdere uno dei suoi protagonisti più attesi: Lance Armstrong. L’americano, sette volte vincitore del Tour de France, da poco tornato alle gare a tre anni dal ritiro, è caduto oggi nella prima tappa del Giro di Castiglia procurandosi, a quanto pare, la frattura della clavicola. L’incidente è avvenuto a Balatanas, nel nord-est della Spagna, a una ventina di chilometri dal traguardo. Armstrong è stato trasportato in ospedale per ulteriori controlli e per le visite del caso. Se dovesse essere confermata la frattura, la sua presenza al Giro sarebbe a forte rischio. Difficile vederlo correre con una clavicola rotta. In ogni caso, anche se dovesse farcela, la sua preparazione non potrà essere delle migliori.
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 26/03/2009, 18:03
by GoPats
In questo periodo dell'anno Cunego vince sempre un sacco di corse! Speriamo che continuerà a inanellare successi anche nelle Classiche del Nord! :D
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 26/03/2009, 18:18
by Paperone
frattura della clavicola confermata, dalle 8 alle 12 settimane di stop dalle corse
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 26/03/2009, 18:38
by Le armi di Aiace
Non illudiamoci dunque: niente Giro.
Che, tra l'altro, sarebbe stato il classico "allenamento" pre-tour...che tempi, quelli delle accoppiate!! (e che Contador!!)
P.S.= il commento su Contador NON è nell'ambito di un confronto Contador/Armstrong
Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 05/04/2009, 23:57
by Leviathan
nessuno che parla del secondo Fiandre di Devolder?