Musica

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The Patient
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Re: Musica

Post by The Patient »

Aggiungo pure che non avendo mai suonato uno strumento, non sono capace di fare delle argomentazioni così tecniche riguardo a certe scelte dei musicisti durante un'album. Ah, lastfm non l'ho mai usato :stralol:
La conoscenza musicale che possiedo da dieci anni a sta parte è dovuta ad 1-2 forum e a poche persone (anche negozianti di musica) che parlando mi hanno consigliato artisti nuovi di vari generi, anche cose spinte come Stockhausen, Brian Eno, La Monte Young o Steve Reich.

Vi incollo qui la mia monografia sui Labradford che scrissi 5-6 anni fa. Una delle recensioni che mi è riuscita meglio quando mi interessava trasmettere pareri musicali.
Trio nato nel 1992 a Richmond (Virginia) con Mark Nelson (chitarra e voce), Robert Donne (basso) e Carter Brown (tastiere) per generare un suono degno dei migliori compositori tedeschi (Stockhausen, Tangerine Dream, Klaus Schulze) mischiati all’elettronica ambientale di Brian Eno.
Il ritmo e i bit dei Tangerini non presenziano quasi mai nelle creazioni dei Labraford. C’è più Schulze in questo modo di metter assieme, senza mai insistere e ritmare il brano.

Definendo il genere di questi Labradford si può pensare a un miscuglio tra l’ambient di quel maestro di nome Brian Eno e un rock semplicistico fatto di strumenti a corde in cui l’utilizzo è portato a docili singole note e mai con accordi noiosi e assillanti. Rarissime volte il gruppo ha insistito sull’accordo semplice di chitarra. Vi è sempre presente quello spirito elettronico che rende l’ascoltatore perso e incontentabile. Quello spirito consenziente di nullatenenza che autorizza a esser solamente contenti di ciò che si sta ascoltando e non di ciò che si sta toccando o vedendo. Tutto parte da quello che entra dalle due orecchie e ne deriva tutto.
Sensazioni, atmosfere eteree piene di buchi neri. Tutto fagocita in composizioni deleterie per l’animo umano.

Nel 1993, pubblicano il disco di debutto Prazision. Un capolavoro che li lancia subito come paladini del movimento Post-Rock statunitense.
Opera alquanto maestosa e variopinta. Tantissime varietà di suono e insiemi musicali degni dei migliori compositori. Spesso la critica li accosta ai Pink Floyd, ma, personalmente, non trovo tanti punti di contatto con il gruppo che ha saputo unire la parte elettronica con il classico rock Settantiniano. Nelle canzoni più sperimentali dei Floyd si può notare qualche somiglianza per la voce soffusa o per certi fraseggi elettronici.
Ma, se si vuol paragonarli ai cari vecchi inglesi solo per la genialità delle composizioni senza spiegar il motivo mi sta anche bene ma ditemi almeno il motivo di tale paragone!
Le trame più rumorose come Listening in Depth, Experience the Gated Oscillator e Skyward in Motion fanno da contraltare a accentuati accordi di chitarra come Accelerating on a Smoother Road o all’arpeggio sognante di Soft Return. Quest’ultima, è una traccia che considero una delle migliori creazioni della storia della musica per calmarti e sognare allo stesso tempo. Una sensazione indescrivibile per questi tre minuti di delirio melodico.
In C. of People comincia quella “costante” del gruppo verso melodie semplici e orecchiabili che si lasciano passar via senza aver voglia di metter repeat per via della sua troppa linearità.
In Sliding Glass e nella chiusura con Everlast il gruppo si cimenta in crescendo tastieristici intrisi di un sottofondo terrorizzante e ansioso presentando questa opera al mondo come una delle più inconstanti e variegata.
Con questo capolavoro il gruppo si pone subito in quell’annoso problema delle band infanti; il sapersi ripetere musicalmente senza affondare troppo in questo genere e “annoiare” la massa.
Ma, se c’è una cosa che han saputo far bene è stato lo “sbattersene” del pubblico e l’andar avanti imperterriti con il loro Post rock elettro-melodico.
Vabbè che non si può mettere questo genere nella commerciabilità musicale e, quindi non cambia molto per la band aver molti fan o no. Compongono musica per il solo gusto di divertirsi e emozionarsi per i loro conti. Poi, c’è sempre qualcuno al mondo che le cose migliori le sa ascoltare e dà credito ai piccoli geni nascosti. Infine, è meglio che restino dei piccoli geni incompresi che dei geni troppo facili da capire e sempliciotti. Tutto questo discorso riguarda Mark Nelson e Co. e molti altri. Certi anche già morti, se è per quello.

Arriva il 1995 ed è la volta di A Stable Reference. Disco più cupo del primo e più corto con semplificazioni sonore delle trame di Prazision.
Meno sperimentale e con chicche come Eero, traccia puramente d’ispirazione brianeniana mista a quel muro sonoro cupissimo simil-Sunn O))), consacrano la band come la mia prima scoperta di quel panorama post-rock, troppo ampio per starci dietro e concepirlo a dovere.
L’iniziale Mas ci addentra subito in quel quadro intriso di limpidezza sonora. Colpi di tastiera vengono accompaganti dal “classico” arpeggio labradfordiano e terrorizzano l’astante in attesa che qualcosa cambi per non buttar giù cuffie e bestemmie confutabili.
Già da El Lago l’aria si svuota di terrore e semplici strimpelli di chitarra portano a Streamlining in cui Nelson con la sua voce calda ma rarefatta lascia quel senso di ambiguità a questo genere in cui tutto sembra assurdo e senza senso. Per uno alle prime armi con questo genere risulterà un pò difficile abituarsi ma, se comincia a entrare si è finiti nel vortice e non si trasale più. Ci stai bene dentro e non consideri più geniale gli altri tipi di musica.
Critichi molto ciò che ti circonda e consideri, inconsciamente ed erroneamente, le creazioni dei Labradford come assolute genialate non pensando a quello che ci sta vicino o cerca di imitarlo.
Ritornando al secondo disco A Stable Reference; Banco è un articolazione di una “grassa” tastiera e pian piano cresce con l’arpeggio di chitarra di Nelson. Dopo questa dolce trama, la scena viene presenziata da Eero, traccia rumorosa che rimanda alla canzone di chiusura del ritorno dei Throbbing Gristle del 2007 After the Fall.
Tipica fuoriuscita non musicale prima di ritornare alla solita cadenza Labradfordiana con Balanced on It's Own Flame. La parte finale di questo disco risulta molto omogenea e propendente verso la canonicità del gruppo. Comfort, però, nonostante segua le solite dritte del gruppo, addolcisce l’atmosfera grazie ad una keyboard molto variopinta e colorita.
Nella conclusiva SEDR 77 Nelson sussurra di nuovo qualcosa ma, volutamente, trasmette qualcosa di capibile solo via tattile con il suo adoperare la chitarra.

Passa un’anno e il disco omonimo alla band esce sempre per la Kranky Records di Chicago.
Labradford comincia con un muro fragoroso di basse frequenze (Phantom Channel Crossing) per passar il testimone a Midrange. Traccia calma e quieta in cui Nelson sembra più chiaro delle precedenti volte e cattura lo spettatore.
Pico è un’altra traccia ambientale con un suono acuto molto asfissiante rimembrante momenti passati tra la natura, a contatto con materie romanticamente splendenti di luce propria.
The Cipher è la Eero del 1996 e con essa tutte le paure provocate da tale potente oscurità. Perfino il titolo Lake Speed ricorda la natura e tutto ciò in cui ci si può perder nella sua essenza. Nulla di più semplice della natura e nulla di più tranquillo di questa traccia monumentale per efficienza sonora. La parte finale dimostra l’efficacia compositiva del gruppo nel saper dare significato a cose apparentemente troppo semplici e pleonastiche.
Il genio di questi tre è una dote di cui il mondo della musica dovrebbe cibarsene per poter dire a quelli che definiscono la musica defunta o moribonda, che seguire gli artisti da chart non porta a nulla e non ci si guadagna, se non superficialità comodante e poco responsabile.

Nel 1997 esce Mi Media Naranja per la Blast First!. Disco che cambia abbastanza radicalmente ciò che avevan seguito i Labradford sin da ora.
Atmosfere meno cosmiche, più leggere e introduzione, per la prima volta, di una base ritimica nella prima traccia S.
I titoli delle varie composizioni constano di singole lettere eccetto la terza in cui un dittongo di consonanti titolano uno dei brani più tranquilli e sommessi del disco. Il tutto è caratterizzato da tale atmosfera di animo mesto e riluttante a porsi contro qualcosa. Tutto così egemonicamente lasciato a perdere, senza fine. C, la quarta traccia, è il climax di questa sensazione. Nella successiva, un tentato quanto inutile gemito cerca di cambiar le cose ma l’atmosfera ritorna per nulla caustica e disperata.
V, invece, con dei violini rallegra un pò il tutto ma chiudendo con P, brano di oltre 9 minuti, è apparso alquanto inutile il tentativo di inserire qualcosa di classico come uno dei più romantici strumenti a corde. La sciolta e languida conclusione si avvicina molto alle sonorità islandesi dei Sigur Ros. Tastiera e chitarra sono padrone di questa scena ultra-minimalista.
Sembra sfiancata l’attività cerebrale del genio di questi tre suonatori indipendenti. Non c’è novità, tutto appare uguale e insensato. Ti accompagna in attività rilassanti e scorre liscio senza accentuare nulla, se non il senso di irrealtà.

Nel 1999, continua questa coscienza di astrattezza e E Luxo So è la dimostrazione che il gruppo sta via via perdendo quella fonte di innovazione dei primi prodotti.
Tutte le tracce son emotivamente decadenti, tutto “tace” e non è presente un motivo musicale che incita all’ascolto in loop. Senza nervo, si può arditamente definire questo disco. Le canzoni non hanno titolo e non hanno neanche un senso di vertice.
Su un piano solo son posti questi 39 minuti di strumentalità senza le tastiere opprimenti dei primi dischi. Considerato dal sottoscritto per leggere un libro o assistere ad azioni di altre persone senza commentarle e vivisezionarle con pensieri superflui e rindondanti.

Nel 2001 però, Fixed::Content vira ripetto al disco sopracitato per una musicalità ritornata quella di un tempo ed è sintomatico il fatto che la prima traccia Twenty sia di 18 minuti (mai nessuna canzone dei Labradford è durata così tanto).
La tastiera ritorna prepotente in questo disco creando atmosfere oniriche rimembranti lo Schulze di Irrlicht. È sempre presente la parte strumentale con la chitarra di Nelson ma, per la maggiorparte della durata, come sottofondo alla keyboard. Questo è il fattore più importante perché Fixed::Content sia un disco da ascoltare più volentieri del precedente E Luxo So. Meno strumentale e acustico e più “elettronico”.

Termina così il percorso di uno dei gruppi più importanti del decennio della droga sintetica e delle canzoni ballabili che ancora passano, non so il perché, nella mia anima Labradfordiana.
Come al solito, i dischi da ascoltare, per il sottoscritto, sono sempre i primi.
Prazision, non si trova più in commercio in Europa, dovrà far parte della vostra raccolta di Musica con la lettera maiuscola (lasciate perdere J.Lo, anche se il sottoscritto ha l’omonimo originale), seguito a ruota da A Stable Reference e Labradford.
Sullo stesso livello ci porrei Mi Media Naranja e Fixed::Content per, così lasciare per ultimo E Luxo So. Sarà ultimo nella mia chart personale ma è comunque un disco valevole della vostra collezione. Son tutti staccati di poco ma E Luxo So mi stanca prima.
andreaR
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Re: Musica

Post by andreaR »

ecco, dicevamo poco fa dei 20 mln di dischi degli europe e di un bel chissenegrefa appiccicato, stasera mi sono rivisto un gruppetto, anzi no, un gruppo, della mia città, avranno venduto si e no 20 dischi, non se li caga nessuno, ma sono bravissimi secondo me, non sono miei amici, anzi uno due mi stanno anche sulle palle, quindi non è che lo dico per simpatia, cmq si chiamano sybiann, se vi va di sentirli

http://www.rockit.it/recensione/14269/sybiann-st

http://www.bronsonproduzioni.com/lab/ha ... -10082012/

https://www.facebook.com/sybiann
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The Patient
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Re: Musica

Post by The Patient »

Io da ierinotte sono ritornato in fissa con Del Naja e soci
http://www.youtube.com/watch?v=TqYA7uJUbqE
Li ho scoperti molto tardi anche se conoscevo i loro brani più famosi e in sede live acquistano ancora più pollici in su...tirano per le lunghe le parti più adatte e non riesco a trovare un difetto in loro...ah sì, sono allergico a Karmacoma :disgusto:
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Re: Musica

Post by ride_the_lightning »

bel pezzo quello sui Labradford, Patient. concordo assolutamente su Prazision e su quel poco altro che ho ascoltato di loro, mi verrà utile per recuperare la restante discografia.
andreaR wrote:ecco, dicevamo poco fa dei 20 mln di dischi degli europe e di un bel chissenegrefa appiccicato, stasera mi sono rivisto un gruppetto, anzi no, un gruppo, della mia città, avranno venduto si e no 20 dischi, non se li caga nessuno, ma sono bravissimi secondo me, non sono miei amici, anzi uno due mi stanno anche sulle palle, quindi non è che lo dico per simpatia, cmq si chiamano sybiann, se vi va di sentirli
cioè, non stai simpatico a nessuno, andrea ? :gogogo:
hanno anche Bandcamp che è una gran cosa per i gruppi emergenti/minori.

ma in generale in Italia c'è tanta bella roba da ascoltare, se si scava un poco, in Emilia Romagna c'è una scena molto florida, poi.

vedo che son di Forlì, a me della zona [magari conosci] piacciono parecchio i La Quiete, screamo con i controcazzi, altroché. melodico e violento il giusto.
live li ho visti oramai tre annetti fa, spaccarono. loro son fra i migliori nel genere imho e i testi, in rigoroso italiano, son veramente molto belli. adesso è da un po' che non li seguo, ero rimasto a "La fine non è la fine" del 2004, un album che riascolto sempre volentieri. anzi, oggi me lo rimetto su. :forza:
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Re: Musica

Post by andreaR »

no stanno sulle palle a me, avremo parlato si e no un paio di volte :gogogo:

la quiete mi ricorda qualcosa, forse la casa di riposo vicino a casa mia :forza: ma di sta band non mi ricordo, può darsi che li abbia sentiti in qualche locale della zona ma così non mi dicono niente, cercherò
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Re: Musica

Post by SafeBet »

se li avessi sentiti te li ricorderesti, a prescindere dal fatto che ti fossero piaciuti o meno. fidati :thumbup:

live li ho visti penso una decina di volte, due delle quali tra l'altro a sydney (in una libreria anarchica e in un centro sociale che quelli di milano al confronto paiono magioni) in cui il pubblico stava fermo a braccia conserte fissandomi stupefatti perché conoscevo i testi. i loro migliori concerti sono sempre quelli al dauntaun comunque.

la fine non è la fine è in realtà il loro unico full lenght. da allora han fatto vari splittini, 7 pollici e cagate tipiche della scena hc. peccato perché secondo me avevano ancora tanto da esplorare da un punto di vista sonoro.


sempre di forlì molto fighi anche i neil on impression, per me nettamente il miglior gruppo post rock del paese.
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Re: Musica

Post by andreaR »

:shocking: :shocking: :shocking: ma cosa siamo la seattle d'italia ? e io che pensavo che non li conoscesse nessuno o quasi, forse rientrate nel quasi, bene :forza:
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Re: Musica

Post by ride_the_lightning »

mi sembra fossero proprio al Dauntaun quando li vidi. erano folgoranti. tipico sì, quanto odio sto vizio di fare trecento split, 7" a gogo, ho sempre apprezzato "La fine non è la fine" perchè ha degli scorci mooolto interessanti nel sound che lascian intravedere molto di più di una sfuriata di 2 minuti. peccato.

confermo il parere sui Neil on Impression.
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Re: Musica

Post by Birdman »

Mi avete convinto a provare entrambi i gruppi.
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Re: Musica

Post by SafeBet »

andreaR wrote::shocking: :shocking: :shocking: ma cosa siamo la seattle d'italia ? e io che pensavo che non li conoscesse nessuno o quasi, forse rientrate nel quasi, bene :forza:
sono molto popolari all'interno di una nicchia.
nel genere sono certamente tra i gruppi più conosciuti al mondo, forse in assoluto il più conosciuto a metà del decennio scorso.


per chi li vuole provare consiglio la fine non è la fine dei la quiete e the perfect tango dei neil on impression.
la quiete sono caotici al primo ascolto. neil on impression strumentali. quindi l'approccio a entrambi non è facilissimo.
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Re: Musica

Post by ride_the_lightning »

SafeBet wrote:
andreaR wrote::shocking: :shocking: :shocking: ma cosa siamo la seattle d'italia ? e io che pensavo che non li conoscesse nessuno o quasi, forse rientrate nel quasi, bene :forza:
sono molto popolari all'interno di una nicchia.
nel genere sono certamente tra i gruppi più conosciuti al mondo, forse in assoluto il più conosciuto a metà del decennio scorso.
mi ricordo ancora un'intervista a loro [o ai Raein, potrei benissimo confondere ora, visto che son anche amici] dove raccontavano l'aneddoto del tour in Giappone con il pubblico che cantava a squarciagola i testi in italiano, una cosa del genere. nella scena screamo/hc [intendiamoci, non si sta parlando di gente che fa ritornelli catchy con la vocina tanto melodica, eh] erano [sono ?] tra i più quotati.
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Re: Musica

Post by LeatherBoy »

andreaR wrote:torrent ti aiuta molto economicamente ma ti fa scaricare anche robe immonde, nel mio reinserimento dei pezzi su itunes mi sto imbattendo negli europe...

il peggior gruppo della storia, senza se, senza ma e senza vertenze, putrefazione allo stato puro
Stai scherzando, spero! Fino a Prisoners in Paradise sono tutti ottimi dischi, specialmente The Final Countdown, che title-track a parte è un album fenomenale :metal:
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Re: Musica

Post by Alberto Balsalm »

Approvo anch'io i La Quiete, ma credo che abbiano ben poco da esplorare, loro appunto magari son famosi più in altri posti che in Italia, ma perchè è musica che te la godi soprattutto dal vivo, e loro si divertono a suonare. Comprensibile il fatto che passino più tempo in giro per il mondo a suonare per pochi soldi piuttosto che a "sperimentare" roba nuova.

Ok Raein già consigliati.... consiglio vivamente i Daitro, francesi, tanto è screamo, si capisce quel che si capisce.
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Re: Musica

Post by Pozz4ever »

ottimi i la quiete.
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Re: Musica

Post by MarkoJaric »

ride_the_lightning wrote: cioè, non stai simpatico a nessuno, andrea ? :gogogo:
hanno anche Bandcamp che è una gran cosa per i gruppi emergenti/minori.

ma in generale in Italia c'è tanta bella roba da ascoltare, se si scava un poco, in Emilia Romagna c'è una scena molto florida, poi.

vedo che son di Forlì, a me della zona [magari conosci] piacciono parecchio i La Quiete, screamo con i controcazzi, altroché. melodico e violento il giusto.
live li ho visti oramai tre annetti fa, spaccarono. loro son fra i migliori nel genere imho e i testi, in rigoroso italiano, son veramente molto belli. adesso è da un po' che non li seguo, ero rimasto a "La fine non è la fine" del 2004, un album che riascolto sempre volentieri. anzi, oggi me lo rimetto su. :forza:
Ride, conosci i Death Of Anna Karina? son sembre emiliani credo.. (verso cesena)..
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