Le armi di Aiace wrote:
Ai fini della salute umana, è senz' altro rischioso: il problema reale è la consapevolezza di chi ne fa uso, per cui a prevalere è il libero arbitrio del ciclista. Al quale purtroppo noi non possiamo dire nulla.
Ai fini dello sport, di questo sport, mi viene ormai da pensare che il doping sia la condizione che ha reso possibile IL ciclismo dell'era moderna.
"IL Ciclismo" è sempre stato divertente, ricordo che cominciai a seguirlo da ragazzino, alle elementari, quando iniziava la rivalità fra Saronni e Moser.
Il Giro d'Italia era noiosetto, con giri assurdi disegnati su misura per Moser, tutti pianeggianti, due o tre tappe di montagna, vette lontane dal traguardo ed una quindicina di volate di gruppo come minimo.
Poi ogni tanto arrivava Hinault e faceva marameo a tutti quanti.
Il Tour in televisione non lo trasmettevano, tutt'al più si vedevano sintesi la sera, ma da quel che si vedeva era divertente come quello di oggi, con Hinault che dominava, ma doveva guardarsi dai vari Van Impe e Zoetmelk, quando saltò vinse il suo gregario Fignon, quando iniziò il declino cominciò a vincere un'altro gregario, Lemond.
Molto più spesso anche i grandi avevano una giornata storta, lo stesso Hinault se in salita lo attaccavano Contini o Panizza sorrideva, ma quando partivano Zoetmelk e Van Impe ogni tanto faticava, Fignon perse un giro perchè un giorno venne staccato in salita da Moser, dico Moser, quello che sui cavalcavia andava in crisi.
Doping? Forse, negli anni '70 Mercx e Polentier vennero beccati in modo ridicolo, Simpson morì in cima al mont Ventoux, Moser fece il record dell'ora e vinse il suo unico giro grazie a pratiche che subito dopo sono state proibite ed ad un medico che oggi è visto come una specie di Mengele, probabilmente già allora il doping iniziava a diffondersi, ma di certo non organizzato e scientifico come negli anni '90, ed il ciclismo era grande e divertente pure allora, anzi, nei giri a tappe c'era molta più incertezza.
Come già spiegato tante volte, ci siamo scannati per mesi con Spree e Big Dipper, non è mia intenzione far rivivere antiche polemiche, alla fine se Armstrong, Contador, Ullrich, Basso o chi per loro si dopano con piena consapevolezza si potrebbe anche dire fatti loro, se non fosse per il fatto che si trasformerebbe il ciclismo in una specie di Wrestling su ruota, svilendo lo spirito sportivo, ma per me va assolutamente contrastato soprattutto perchè un giovane, se voleva fare strada, negli anni passati (spero solo nel passato, ma temo sia inesatto dirlo) doveva doparsi, trasformando il tutto in una forma di sfruttamento. A 13, 14, 15 anni non è facile dir di no quando il medico sociale ti inetta qualcosa, a meno che non hai dei genitori molto presenti ed attenti più alla tua salute che al tuo successo, non intervenire significherebbe permettere che tutti i ragazzini che fanno ciclismo siano dopati senza nemmeno il controllo di un Conconi o un Ferrari, che saranno farabutti, ma conoscono il loro mestiere molto bene.
Oltretutto il giovane di famiglia benestante non ha bisogno di vincere gare per star bene economicamente, per chi proviene da ambienti disagiati diventa fondamentale vincere una gara in più e diventa impossibile dir di no.
Vogliamo uno sport, anzi, uno spettacolo, perchè di sport ce ne sarebbe poco, in cui non ci si interessa affatto della salute di chi lo pratica e magari si sfruttano le classi più disagiate? Tanto varrebbe ripristinare le lotte fra i gladiatori, il principio sarebbe simile.